@Sharp
Ovviamente io quando ho scritto che l'unica soluzione del problema, o meglio l'attenuazione del problema, può venire solo dai tifosi stessi della Lazio non mi riferivo al fatto di contrapporsi agli ultras manu militari. Ci mancherebbe.
Io vado allo stadio molto saltuariamente ormai e non mi sognerei mai di dire a qualcuno: armiamoci e partite, oppure dovete fare così e così, andate e menate perché quella gente capisce solo la legge del bastone. Il coltello in mano ai buoni contro quello in mano ai cattivi.
No.
Però analizziamo velocemente il problema: quali sono i soggetti in campo in questa situazione? Sono la Lazio, la società intendo, i suoi tifosi e le autorità, quelle di polizia e quelle giudiziarie. Tre elementi.
La Società Sportiva Lazio fa qualcosa per provare a risolvere il problema? Mi sembra proprio di no. Anzi, la Lazio dinanzi a ogni squalifica del campo, a ogni chiusura dei settori in Italia o in Europa propone i ricorsi per provare ad attenuare la pena o addirittura a farla cancellare. Dirai: ma lo fa per cercare di tutelare quelli che non c'entrano nulla e si vedono privati di uno spettacolo per cui hanno pagato alla fonte. Io ti dico che così facendo offrono però un alibi a chi si rende protagonista di certi cori, di certe canzoni, di certi saluti e mette loro su un piatto d'argento una sorta di impunità. Io sono abbastanza sicuro che tutti quelli che hanno l'abbonamento per i settori 48 e 49 della nord e che mercoledì prossimo dovrebbero stare fuori dallo stadio perché i due settori verranno chiusi, se vorranno saranno allo stadio pagando un biglietto ed entrando in un altro settore. Quando invece la Lazio conosce tutti i nomi degli abbonati di quei due settori e dovrebbe impedire a queste persone di comprare biglietti di altri settori.
La Lazio dovrebbe smetterla di fare i ricorsi contro le punizioni inflitte alla curva nord e mandare un segnale. Invece non lo fa. Mai. Quindi la Lazio non sembra avviata sulla strada di voler risolvere il problema ma eventualmente cerca solo una riduzione del danno.
Secondo soggetto in campo: le autorità di polizia e quelle giudiziarie, cioè forze dell'ordine e magistratura.
Qualcuno ha citato il documentario di qualche anno fa in cui veniva intervistato l'allora responsabile della sicurezza allo stadio Olimpico, un alto funzionario di polizia che poi, credo, andato in pensione è entrato a far parte della sicurezza della Lazio. Questi raccontava come lui con piscitelli ci parlava tutti i giorni e che era una brava persona: mai uno screzio, mai un problema. E piscitelli al tempo era già un pregiudicato. Le forze dell'ordine non hanno interesse a scatenare un putiferio nelle curve, a scoperchiare il vaso di Pandora della curva facendo uscire tutta la merda che vi si nasconde dentro. Le forze dell'ordine vogliono che prima, durante e dopo le partite non succeda nulla e che alla fine la gente torni a casa. Non può mettersi a fare una battaglia ideologica contro i nazifascisti della curva nord della Lazio, non è nel suo interesse. E se ai controlli esce fuori qualche striscione fuorilegge, ma chi se ne frega, che passi, tanto per questa gente le parole non hanno mai ucciso nessuno.
Tra l'altro, i referenti politici oggi al ministero dell'Interno sono persone che magari sono state elette con i voti dei fascisti della curva nord (quello è un bel bacino elettorale, eh, ricordati la polverini in piena campagna elettorale a cavalcioni su una balaustra della curva nord circondata da un profluvio di saluti romani...), o ricordati le foto dell'allora ministro dell'Interno salvini [2018] con il capo degli ultras del milan, anche lui pregiudicato e oggi coinvolto nell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nelle curve di inter e milan), e tu pensi che questo governo qui di estrema destra possa decidere di fare la guerra alle curve fasciste dell'Italia del calcio. Pura utopia, per me.
La magistratura che potrebbe decidere di fare un po' di pulizia in quella sentina del malaffare di criminalità tout court e politica che alberga nelle curve italiane ha però i suoi tempi. E noi di tempo non ne abbiamo molto più. Ci vuole la notizia di reato, l'apertura del fascicolo, le indagini, l'eventuale rinvio a giudizio, il processo, primo, secondo ed eventualmente terzo grado per avere una condanna definitiva. Anni. Troppi. E poi non è che puoi mandare una curva intera a processo, non puoi processare 500-600 persone della curva nord della Lazio tutte insieme, non puoi fare il maxiprocesso intentato da Falcone e Borsellino contro la mafia dei Corleonesi alla fine degli anni Ottanta. E poi, pensi che se la magistratura italiana decidesse di prendere di petto il problema delle curve non riceverebbe il fuoco d'interdizione di alcuni settori dei partiti della destra italiana, lega e fratelli d'italia soprattutto, per i quali le curve italiane sono un bacino elettorale importante che porta decine di migliaia di voti ogni volta? Pensi che la lascerebbero fare così, liberamente?
Non credo.
Chi rimane? Per tornare a noi, alla Lazio, quale è il terzo soggetto in ballo? I tifosi.
Ecco perché ho scritto che solo i tifosi della Lazio possono provare a sconfiggere questo cancro o ad attenuarne la virulenza. Solo loro. Perché sono i diretti interessati e quelli che soffrono di più per questo stato di
cose.Ma non andando a picchiare, non cercando la contrapposizione fisica con i nazifascisti della curva nord che da 40 anni ormai infangano il nome della Lazio. Sarebbe una battaglia persa. E nessuno potrebbe chiedere a un altro tifoso di mettere in ballo la propria incolumità fisica per la Lazio. Tra l'altro, noi siamo tutte persone tranquille (oddio, io mica tanto) per fortuna e non abituati a risolvere i problemi con i bastoni. Per noi lo stadio è un piacevole svago settimanale e non la vita. Per certa gente, invece, lo stadio è la vita...
Quindi, il tifoso della Lazio dovrebbe, a mio avviso, manifestare con maggiore forza il suo dissenso davanti a certe manifestazioni, dissociarsi di più, fischiare quando sente certi cori o certe canzoni, far vedere che c'è allo stadio e che non è disposto a inghiottire tutto solo per l'amore per la Lazio. Così facendo, io credo, qualcosa potrebbe smuoversi.
In fondo la Uefa chudendo i settori 48 e 49 della nord un messaggio l'ha mandato: dissociatevi perché stiamo punendo solo loro, fatevi sentire e zittiteli. Spesso le pene inflitte dagli organi preposti sono state attenuate proprio dalla ribellione di altri settori dello stadio.
E la Lazio smetta di fare i ricorsi contro le pene e lasci i tifosi davanti alle punizioni: qualcuno, prima o dopo, inizierà a stancarsi di perdere i propri soldi, di vedersi privato di uno spettacoli per colpa di certa gente.