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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: V. il 24 Apr 2012, 04:14

Titolo: La Lazio sul Post
Inserito da: V. il 24 Apr 2012, 04:14
ciao guerrieri dei delfini, alfieri degli incubi e degli assediamoli.
c'è materiale per voi, però fate i bravi, i seri.

questo l'articolo messo nel blog di Stefano Nazzi del Post

http://www.ilpost.it/stefanonazzi/2012/04/23/tifosi-e-no/
l'ha postato anche sul suo blog
http://www.kronaka.it/

rispondiamo a tono e in massa.
1) Lotito ha sempre combattuto e pagato tributo a questi fattacci
2) il derby interrotto fu interrotto da due ultrà della roma.
http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001023788 (http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001023788)
3) cerchiamo le foto in rete dei loro antisemiti e postiamogliele

forza, che ne vale la pena


Ultras e giocatori, ricatti e amicizie
23.04.2012
By Stefano Nazzi
Ieri a Roma in curva Nord, quella della Lazio, si sono intonati, ben alti e distinti, cori antisemiti.«Giallorosso ebreo», erano le parole, rivolte sia ai tifosi leccesi (era in corso Lazio Lecce) sia, presumibilmente, ai tifosi romanisti. Il resto dello stadio non ha fischiato, non ha dato segni di disapprovazione o fastidio. Non risultano prese di posizione da parte del presidente Lotito né di altri dirigenti della Lazio.

Certo, è successo altro domenica 22 aprile, ben altro. È quello che tutti i giornali raccontano sotto il titolo di "Ricatto ultrà", "Genoa in ostaggio", "Giocatori costretti a togliersi la maglia". È successo che gli ultras della curva nord sono prima riusciti a interrompere la partita poi a presidiare il tunnel degli spogliatoi dicendo: «Se volete passare di qui vi togliete la maglia, che state disonorando» (il Genoa stava perdendo in casa 0-4 con il Siena). I giocatori so sono tolti la maglia, "costretti", scrivono i giornali. Costretti? Già su questo ci sarebbe da discutere. Intendiamoci, ciò che è accaduto a Genova è gravissimo. Ma è anche l'ennesimo atto di una rappresentazione che va avanti sempre uguale. Quanto sono false e abusate le frasi dei telecronisti sportivi: «Questi personaggi non hanno nulla a che fare con il calcio». Peccato che all'inizio delle telecronache si parli di «meravigliose coreografie». E chi le fa le coreagrafie? Si fanno da sole? E di «tifo fantastico». Già, e chi li intona i cori? Si parla di «appassionati che si sobbarcano centinaia di chilometri per stare vicini alla squadra». Salvo poi dire, due giorni dopo, «che quelli non sono tifosi».
Si fa finta di non sapere che quegli ultras, proprio quei capi ultras, sono gli stessi che bazzicano alla Pinetina, a Milanello,a Trigoria, a Formello. Provate a girare, la domenica sera o il lunedì, giorno di riposo dei calciatori, per i locali di corso Como, a Milano. Vedrete giocatori in compagnia di boss delle curve. E così a Roma, a Napoli, ovunque. I leader delle curve diventano accompagnatori, amici e guardie del corpo dei giocatori. Si conoscono, sono spesso amici, sono vasi comunicanti. Il coro più importante che una curva può intonare è «uno di noi». Quel giocatore è «uno di noi». Se smette di esserlo vuol dire che ha tradito, sono guai. E se sei «uno di noi», un amico, allora sarai nostro ospite in curva. Ma poi non potrai rifiutarti di venire alla nostra festa,alla nostra serata. Se sei uno di noi, se ci vediamo in discoteca o in quel locale, se facciamo magari qualche affare insieme, allora io mi sentirò libero di chiederti, come è successo a Bari, di perdere una partita, così, noi capi ultras ci possiamo fare un po' di soldi con le scommesse.

In una discussione andata in onda su Sky Massimo Mauro diceva che la scena peggiore vista a Marassi è stata quella di Sculli che parla con un capo della curva. Che cerca una soluzione. È una discussione tra persone che si conoscono, che convivono, che devono continuare a farlo. Nel 2004 le due curve unite interruppero il derby Lazio Roma. «Sospendete la partita», intonavano. Sostenevano che un tifoso fosse morto, fuori dallo stadio, investito da un'auto della polizia. Non era vero, ma loro non arretravano. I giocatori, interpellati, dissero: «Non giochiamo, torniamo a casa». Per paura. Ma probabilmente non paura di conseguenze immediate ma paura di ciò che sarebbe accaduto dopo. C'è un accordo tacito tra giocatori e ultras, guai a farlo saltare. Lo stesso è accaduto ieri a Genova: è saltata una normalità apparente che però è stata ripristinata dopo il colloquio tra calciatore e capo ultras. Il pullman del Genoa ha lasciato lo stadio indisturbato, nessuna contestazione. La normalità era stata ripristinata.

C'è anche chi non si toglie la maglia. Ci ha provato ieri Sebastian Frey, portiere del Genoa. Diceva, rivolto ai tifosi, «Questa maglia è mia, non me la tolgo. È mia..». Gillet, portiere del Bari, si rifiutò di aderire alle richieste degli ultras «Fatti passare un gol, che vuoi che ti costi? Tanto siamo già in B». Gillet disse di no. «E gli ultras: «Guarda che tu vivi in questa città, ci incontri, ci vedi, frequentiamo gli stessi posti».
Per lungo tempo Clarence Seedorf, giocatore del MIlan, è stato fischiato dalla sua curva. Perché giocava male, si diceva. Ma non era così, o meglio, non era solo così. Quando morì Gabriele Sandri Seedorf fu l'unico giocatore che si rifiutò di mettere la fascia nera a lutto. Non perché non ritenesse quella morte grave e assurda ma perché non capiva, non sapeva bene che cosa era accaduto. Gli dissero «Tu fallo», lui rispose «No, voglio prima capire». Ne ha pagato le conseguenze.

Le ambiguità, le promiscuità, riguardano anche le società. Vogliamo far finta di non sapere che per anni i capi ultras hanno avuto i biglietti per le trasferte direttamente dalle società? Biglietti poi rivenduti a caro prezzo, biglietti con cui tanti leader delle curve hanno fatto molti soldi. E che i negozi ufficiali di merchandising delle squadre all'interno degli stadi sono spesso in gestione ai boss ultras? Ma poi, qualcuno si domanderà come mai all'ingresso degli stadi vengono sequestrati accendini e bottigliette, ma fumogeni e petardi riescono comunque a entrare. Da dove passano? Si dice spesso che le società sono ricattate dagli ultras. È vero anche questo, sicuramente. Ma è tutto molto più complesso, è un rapporto di ricatto e sudditanza, ma anche di convenienza. Perché gli ultras fanno comodo quando si tratta di fare pressioni sul mondo arbitrale. O su allenatori e giocatori. Gli ultras fanno comodo quando la tua squadra finisce in Lega pro, e loro sono sempre lì, a fare il tifo.

Succederanno ancora cose come quelle di Genova. E ci saranno ancora cori razzisti e antisemiti. A Dortmund, in Germania,il Borussia ha proibito per tre anni l'accesso a un gruppo di tifosi che aveva intonato cori razzisti. Lo stesso aveva fatto due anni fa il Chelsea. In Italia siamo ben lontani. Cori razzisti sono consuetudine di molte curve. La Juventus è stata avvertita più volte: se i vostri tifosi continuano con questi cori, scatterà la squalifica. Ma poi la domenica dopo la storia continua e non succede nulla. Chissà poi se l'arbitro di Lazio-Lecce ha scritto delle urla antisemite nel suo referto. Se sì, la Lazio si beccherà un paio di migliaia di euro di multa, non di più. Lotito continuerà probabilmente a non dire nulla.

E continueranno naturalmente i commenti in coro di tutto l'ambiente, stretto e unito: «Ma questi non c'entrano nulla con il calcio». Un po' come un tempo qualcuno rispondeva: «La mafia? Ma la mafia non esiste».
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: DajeLazioMia il 24 Apr 2012, 07:22
Mah, onestamente rispetto a quello che esce su di noi, qui non c'è molto di grave. Mi sembra un articolo d'opinione, che in generale condivido, con qualche sbavatura.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: PILØ il 24 Apr 2012, 09:08
Per me è un articolo di una banalità disarmante. Un ragazzo di prima liceo avrebbe potuto scrivere un tema meglio articolato.
Punto il dito sulla Lazio partendo da ciò che è successo a Genova, e dimostra di non conoscere la storia: prendere ad esempio Lotito per parlare della connivenza tra società e tifosi è il più grosso errore che poteva fare; ad oggi in serie A mi sembra l'unico presidente che ha denunciato i "capi" dei tifosi.
Avrebbe potuto fare l'esempio dei tifosi della roma che rovinano la festa d'addio di Giannini perché lo scudetto l'ha vinto la Lazio, o di quelli del Milan che contestano Maldini alla sua ultima partita per una frase infelice sugli ultras, e altri mille esempi. Invece ha scelto come esempio un coro come se ne fanno (purtroppo) a centinaia ogni domenica in tutti gli stadi d'Italia.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: Aquila Romana il 24 Apr 2012, 12:06
Ma non facciamo il suo gioco intervenendo in massa sul suo sito ?

Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: V. il 24 Apr 2012, 13:34
e quindi sta cosa sul Post la fate passà liscia...
ah, ho capito. solo i delfini ve interessano.

Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: Esprit Libre il 24 Apr 2012, 14:25
Questo semplicemente parla di cose che non conosce. Questo giornalismo d' "opinione" è la rovina dell'informazione italiana.
Non perdo tempo ad iscrivermi al sito per rispondergli, non ne vale la pena.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: V. il 24 Apr 2012, 14:37
e bravi. prima fate le crociate contro repubblica, vi proclamate gli incubi dei romanisti e poi sta cosa del Post la fate passare così...
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: porgascogne il 24 Apr 2012, 14:40
e che dovemo fa, quindi, ste'?

forse, forse, eh, il peso di repubblica e di un inviato rai, solleticavano maggiormente rispetto a quanto scritto da un quasi sconosciuto in una nicchia

anche perché, mancano proprio le basi: "lotito connivente" sminuisce qualsiasi ragionamento al punto tale che mo' me sa' je scrivono direttamente i nemici de lotito pe' dije "ma che cazzo stai a di'"
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: V. il 24 Apr 2012, 14:44
allora non proclamate le crociate se manco sapete come è fatto l'infedele.
la chiudo qui. tanto anche ieri sulla falsa agenzia non ho visto deliri di indignazione.
però non chiedete aiuto la prossima volta. vado a comprarmi una maschera da incubo.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: porgascogne il 24 Apr 2012, 15:00
Citazione di: V. il 24 Apr 2012, 14:44
allora non proclamate le crociate se manco sapete come è fatto l'infedele.
la chiudo qui. tanto anche ieri sulla falsa agenzia non ho visto deliri di indignazione.
però non chiedete aiuto la prossima volta. vado a comprarmi una maschera da incubo.

(http://tuttocinema.altervista.org/foto/francesca1.jpg)
me pari francesca bertini
manca la tenda

:=))
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: nonnullo il 24 Apr 2012, 15:12
l'importante che de sto nazzi c'è la foto

c'è anche chi più eminentemente ha scritto di peggio

http://www.olivierobeha.it/inevidenza/2012/04/sul-campo-di-genova-il-pallone-getta-la-maglia


Il piano è inclinato, e si rotola, nel calcio come nel sistema-Paese che lo comprende e certe volte viene addirittura evidenziato nelle sue brutture dal mondo del pallone. Così adesso siamo agli ultras che sospendono, impongono, negoziano, concedono... Siamo a calciatori umiliati, come il capitano Marco Rossi che aveva raccolto le maglie dei compagni a mo' di trofeo per i teppisti appollaiati sul tunnel fittizio che porta dal campo agli spogliatoi del Ferraris, e a calciatori definiti dai media "coraggiosi" come Peppe Sculli, "l'uomo solo che ha fermato i prepotenti", mostrandoci le terga e la sua maglia n. 81 mentre confabulava con quello che sembrava il boss degli ultras. Siamo al presidente del Genoa, Enrico Preziosi, che alle telecamere a misfatto avvenuto si dice "stufo" ma che aveva concordato con Rossi e gli altri la "resa della maglia". Perché? Per non rischiare il punto di penalizzazione se la partita fosse stata interrotta per motivi di ordine pubblico, dopo la gran gazzarra, i petardi, le minacce. Siamo al Questore di Genova che aveva solo una dozzina di uomini in campo, nel più grottesco pomeriggio della stagione almeno finora... che a posteriori si dichiara contrario a questa resa e quindi in disaccordo con Preziosi, Rossi ecc. Siamo ai vertici dello sport e della rotondocrazia italiana, con Petrucci dominus del Coni che grida al "sacrilegio", Abete che ulula "vergogna", l'ex calciatore Albertini inspiegabilmente vicepresidente federale che invoca a sorpresa la "tolleranza zero".

Poi tutto il Genoa in ritiro con il quarto allenatore dell'anno, De Canio, dopo il doppio Malesani e Marino, visto che già domani deve rigiocare. Ora, poiché di energie emotive c'è stato gran dispiegamento in buona o in cattiva fede che sia, tanto da non dover aggiungere altra indignazione retorica (cfr. che "[...]" era il grido di battaglia degli ultras contro i genoani in divisa...), propongo alcune banalissime osservazioni.

È vero non è neppure la prima volta che ultras si ergono a manipolatori della realtà e a timonieri della nave pallonara: è successo a Roma, nella primavera 2004, in un derby Roma-Lazio in cui i capi-bastone del tifo parlamentarono con i due capitani in campo per far sospendere la partita, dal momento che voci dal fuori-stadio davano per morto un ragazzo investito da una camionetta della polizia, voci poi risultate fortunatamente false. È vero, anche a Marassi, nello stadio a fianco al carcere omonimo, si ha ormai una lunga tradizione di violenze e segnatamente ricordo l'omicidio Spagnolo del 1995 per cui venne fermato il campionato con modalità analoghe a quelle purtroppo ripetutesi per Morosini soltanto una settimana fa, e ancora i "mostri" di Italia-Serbia, ottobre 2010, con quei minuti interminabili allo stadio e in tv in cui ci si interrogava su come avessimo fatto a far diventare un luogo ludico di ricreazione quella sorta di Colosseo almeno sugli spalti, trasferendo il concetto di "franchigia" dalla ricreazione del tifoso all'enclave di illegalità "sotto gli occhi di tutti".

Dico questo perché si rischia di inanellare anche l'episodio "maglie" nella stessa catena, pronti a misurarci con il prossimo, possibilmente un po' peggio per un'ulteriore spolverata di indignazione, perché la notizia è la notizia. Ma un esame appena più freddo della vicenda ci dice altre cose. Intanto, tutti sapevano che Genoa-Siena era tremendamente a rischio, vista la classifica del Genoa, i suoi ultimi due mesi, il ribollire mai nascosto della tifoseria. In termini di ordine pubblico (a maggior ragione ricordando gli episodi summenzionati) perché non ci si è mossi di conseguenza? Chi l'ha impedito al questore, alla Digos ecc.? Come fanno a entrare allo stadio tutti i "botti" che abbiamo sentito? Preziosi dice che non vuol più dipendere da "questi pochi delinquenti", che si chiede se non sia ora di "lasciare il calcio". Perché allora ha permesso che i giocatori si togliessero le maglie per non mettere a rischio di penalizzazione la squadra? Se questo calcio così non va, e si è ostaggi vistosissimi dei delinquenti, meglio smettere, non vi pare? Oppure quel punticino faceva in quell'ignobile baraonda la differenza tra il giusto e l'ingiusto, l'onore e l'umiliazione ecc.? Dunque la faccenda non torna. Come non torna neppure l'atteggiamento dei giocatori. Per Rossi sembra essere valsa la paura: ma dove? In campo, la sera, in città, nei giorni successivi? Quindi "terrorismo pallonaro" al cubo? Per Sculli basta riguardare il montaggio delle immagini tv per capire che tra l'ultras e il giocatore c'era diciamo una certa quale affabilità, non sembrando esattamente su due fronti opposti: quindi invito a confrontare la patina di "coraggio" mediaticamente attribuitagli con una ricerca su Internet sulla sua biografia, parentele, frequentazioni ecc. Forse aiuta a capire l'habitat in cui maturano certe situazioni limite. Volendo, la medesima ricerchina si può fare per Preziosi, anche leggendo Fuori gioco, di Gianfrancesco Turano , edizioni Chiarelettere, mirato sui capataz del pallone. Quanto alle istituzioni, la domanda è ancora più banale: a Monti e a Gnudi, il ministro competente, il calcio sta bene così?

E Petrucci, Abete e company in odore di diventare "bad" anche in questo settore ancora così popolare, davvero sono sorpresi della piega presa a Genova? Mi si può obiettare che Petrucci, grande tifoso laziale malgrado l'avversione per Lotito ricambiata industrialmente dal latinista, magari non era a Marassi ma all'Olimpico, per Lazio-Lecce: ebbene, li ha sentiti i berci contro i giocatori leccesi, in cui si mischiavano offese generiche a offese antisemite? Perché come da regolamento non è stata interrotta la partita, proprio lungo il percorso che poi porta a Genova? Risposta: perché in realtà parafrasando Totò "i serbi serbono", anche i nostri, nella gigantesca recita interessata della contemporaneità.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: Aquila Romana il 24 Apr 2012, 15:13
Citazione di: V. il 24 Apr 2012, 13:34
e quindi sta cosa sul Post la fate passà liscia...
ah, ho capito. solo i delfini ve interessano.

Non dico di farla passà liscia, ma credo siano più gravi le falsità ipocrite diffuse su una piattaforma con un'enorme bacino di utenza e significativa cassa di risonanza piuttosto che una scemenza scritta in un anonimo blog.

Magari il tizio ci legge e vista la nostra combattività è solo in cerca di facile pubblicità...

;)
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: Torakiki il 24 Apr 2012, 15:17
Non sottovaluterei "Il Post" che è probabilmente il più interessante tra i giornali solo online ed è uno di quelli con il maggiore seguito nei social network.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: DajeLazioMia il 24 Apr 2012, 16:32
Citazione di: V. il 24 Apr 2012, 13:34
e quindi sta cosa sul Post la fate passà liscia...
ah, ho capito. solo i delfini ve interessano.
Ho riletto la risposta che ti ho dato questa mattina, sono stato un po' frettoloso e superficiale, non volevo sminuire la cosa... Ero sveglio da poco :beer:
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: V. il 24 Apr 2012, 19:21
guarda te lo faccio dire da Torakiki che di mestiere non fa l'attrice.

Citazione di: Torakiki il 24 Apr 2012, 15:17
Non sottovaluterei "Il Post" che è probabilmente il più interessante tra i giornali solo online ed è uno di quelli con il maggiore seguito nei social network.

ci sono cose in rete scritte in maniera letale: cioè cadono nei posti giusti, lette dalle persone giuste, rimbalzate dalle persone giuste. la stessa sensazione me l'avevate data con radio24, sempre a pensare che era roba di nicchia.
capisco che dopo delfino ambite a fazio come minimo, ma io preferisco spizzarmi chi porta la legna.

nessuno va a leggere cittàbiancoceleste o il magazine di LZ come fonte imparziale: non ci navighi sopra per sapere altro. ma se il Post, uno dei più letti e fichi quotidiani online, prende posizione così, anche con un blog laterale, bisogna rispondere. e bisogna saper farlo.

oggi ho discusso con un direttore di una rivista: cori, finti striscioni, petrucci, etc, insomma ho parlato del mondo Lazio che non vogliamo. Purtroppo non è come parlare tra noi. il mondo non siamo solo noi.

tu dici a me che il post, radio24, l'agenzia errata (8 telefonate) sono cose di nicchia, la stessa cosa me l'ha detta lui, "sai per me tutta sta cosa è una cosa di nicchia".

ecco allora arrendiamoci alla nicchia. noi siamo una nicchia. Però non la nicchia comoda e rassicurante dell'incubo di aquilante.
Siamo la nicchia vera. La castrata minoranza.

è morto Chinaglia, non è cambiato niente.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: CodyAnderson il 24 Apr 2012, 19:54
Citazione di: PILØ il 24 Apr 2012, 09:08
Per me è un articolo di una banalità disarmante. Un ragazzo di prima liceo avrebbe potuto scrivere un tema meglio articolato.
Punto il dito sulla Lazio partendo da ciò che è successo a Genova, e dimostra di non conoscere la storia: prendere ad esempio Lotito per parlare della connivenza tra società e tifosi è il più grosso errore che poteva fare; ad oggi in serie A mi sembra l'unico presidente che ha denunciato i "capi" dei tifosi.
Avrebbe potuto fare l'esempio dei tifosi della roma che rovinano la festa d'addio di Giannini perché lo scudetto l'ha vinto la Lazio, o di quelli del Milan che contestano Maldini alla sua ultima partita per una frase infelice sugli ultras, e altri mille esempi. Invece ha scelto come esempio un coro come se ne fanno (purtroppo) a centinaia ogni domenica in tutti gli stadi d'Italia.

E' banale e secondo me parla a vanvera di Lotito che proprio non puo' essere accusato di connivenza con gli ultras avendo subito minacce e continuando a subire contestazioni feroci. Che dovrebbe fare Lotito? Paga la multa ovviamente. Condanna i cori pubblicamente? Se fosse veramente idiota lo farebbe ed otterrebbe l'effetto contrario e cioè cori antisemiti ancora piu' forti e pesanti.

Si combatta questa piaga anche con squalifiche pesanti ma queste devono essere date a tutti allo stesso modo, alla riomma per la banana con la maglia di cisse' o per i cori su paparelli, alla juve e al milan per i cori contro i giocatori di colore ed anche a noi ovviamente. Altrimenti è peggio, se si colpisce una sola delle tifoserie (perche' piu' esposta mediaticamente) si fa peggio perche' gli stessi ultras diventano dei martiri di non si sa bene cosa.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: AguilaRoja il 24 Apr 2012, 20:46
Bisogna essere meticolosi, non far passare nulla, mai.
Su FB, un collega mi ha definito "il laziale più fastidioso".
E semplicemente perchè scrivo e dico la verità su quella squadra del diavolo, mafiosamente collusa, che è la roma.
Bisogna farlo sempre, ogni giorno, col proprio miglior amico o con la merda al semaforo.
A maggior ragione con e contro chi ha il talento e la possibilità di scrivere alle "masse".
Contro questi bisogna rivolgere la nostra, civile e preparata, pernacchia.
Stronzzzo, le cose non stanno così ma stanno così.

Cambierà poco, ma almeno qualcosa resterà.
E non sarà questa verità finta e rarefatta che la Pro Loco vuole spacciare come Verbo.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: GiPoda il 24 Apr 2012, 22:53
Sinceramente non volevo intervenire sul Post perchè lo ritenevo anch'io uno spazio di nicchia, quasi un blog tra amici.
Poi incuriosito da alcuni commenti dei ns. utenti ho verificato che si tratta di un quotidiano apprezzato ed anche molto visitato.

Ed allora ho portato anche il mio mattoncino in questa nostra battaglia per una informazione più giusta, e così ho scritto al Post:

"Sono un tifoso della Lazio, e mi sarei stancato di andare a finire sempre sulle prime pagine dei giornali cartacei o on-line per questioni che purtroppo appartengono a tutto il mondo del calcio.

Vede dr. Nazzi io vivo a Roma ed ho imparato nel corso degli anni che esiste nei confronti della ns. tifoseria un doppiopesismo veramente insopportabile.

Quello che succede nella Lazio viene vivisezionato e amplificato.

Al contrario, quello che succede nella asRoma viene misteriosamente minimizzato, se non sottaciuto.

Domenica ero allo stadio e non ho udito il coro incriminato, non l'ho udito perchè forse non era così forte e chiaro come lei, bovinamente, ha riportato leggendo le agenzie e gli immancabili articoli di Repubblica ( o come la chiamo io ASRepubblica in onore della squadra del cuore di quella redazione).

Non nego comunque che ciò sia successo, ma non posso neanche accettare di far passare i tifosi della Lazio come gli unici o quasi "cattivi" del calcio.

Non ci sto.

Perchè troppo volte, ho potuto notare, voi giornalisti vi accodate ad un determinato stereotipo e continuate a propalarlo all'infinito.

Lo ha fatto anche lei adesso, in questo articolo parlando del famoso derby del "bambino morto".

Lei scrive "le due curve unite" ma dovrebbe sapere che quel derby venne sospeso su iniziativa dei caporioni ultras della Roma, che non contenti scesero addirittura in campo a parlare (diciamo così) con il loro capitano facendo fare una figura di sterco in eurovisione a tutta la ns. città e a tutto il ns. calcio.

Peggio che a Genova secondo me, perchè a Roma, quella sera, nella confusione seguita alla sospensione della partita, con la gente impaurita che usciva mentre fuori dalla Sud sembrava Beirut, si poteva rischiare una mezza Heysel.

E la responsabilità morale sarebbe stata della follia romanista.

Altro che "curve unite"!

E allora da bravo giornalista, così bravo da leggere un'agenzia su un coro razzista a Lazio-Lecce ( a proposito, il giudice ha multato la Fiorentina per cori razzisti, ma evidentemente a Firenze non ci sono agenzie di stampa infarcite di nemici della Viola che si posizionano con l'orecchio fino e che un minuto dopo il fattaccio fanno il lancio) cominci lei ad uscire dagli stereotipi rammentando ciò che di brutto fanno anche gli altri tifosi.

Non è difficile, e se ha voglia ed onestà intellettuale, cominci con il rammentare nei suoi articoli anche questa serie di vergonose malefatte mai stigmatizzate dai suoi lindi colleghi:

19.03.2003 partita Roma-Ajax in curva viene esposto il seguente striscione in lingua inglese "And now...go to have a shower"

21.03.2004 Roma-Lazio (derby del "bambino morto", derby sospeso su input degli ultras della roma) viene esposto dalla Curva Sud romanista uno striscione antisemita su Winter, «Per una vittoria hai permesso a un ebreo di arrivare alla gloria»

18.09.2005 partita Livorno-Roma alcune svastiche e croci celtiche sono state esposte dagli ultrà giallorossi. I sostenitori romanisti hanno scandito anche il coro "duce, duce", fischiato dal resto dello stadio.

28.01.2006 partita Roma-Livorno vengono esposti bandiere e striscioni neofascisti: il volto di Mussolini , la croce uncinata, la croce celtica ed a suggellare il tutto viene esposto il seguente striscione: "Lazio-Livorno: stessa iniziale, stesso forno". Tutto questo accadde nella settimana che ricorda al mondo la tragedia della Shoah

18.04.2010 partita Lazio-Roma nella curva romanista viene esposto lo striscione "Laziale non mangia maiale"

16.10.2011 partita Lazio-Roma nel settore dei tifosi della Roma viene esposta una banana gonfiabile con indosso la maglia di Cissè, attaccante di colore della Lazio.

Le basta per poterne parlare o attende l'ANSA?"

Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: AquilaLidense il 24 Apr 2012, 23:28
mi sono andato a leggere tutti i commenti (bravo Gpoda) e mi sono cascate le braccia, quando l'autore dell'articolo ha dichiarato che non era manco allo stadio.

Ha ragione Cosmo, sono peggio certi giornalisti che certi pseudo-tifosi.
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: AquilaLidense il 25 Apr 2012, 17:54
UP

Caro Nazzi,
sono solo passati 3 giorni dai fatti di Genova, che già si sono ripetuti a Roma, sponda Rioma.
Ora aspetto con ansia un tuo pezzo in merito.... vediamo se sei uno al disopra di ogni sospetto o se domani mi tocca mandarti 'na mail dal titolo: Tana pa a Merda!
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: Giacomo il 25 Apr 2012, 18:12
stiamo facendo il gioco ridicolo di un bloggetto ridicolo, riportato su un giornalucolo ridicolo, manco da quattro, da tre soldi!...chiudiamo sto topic dai, non gli diamo visibilità
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: nonnullo il 25 Apr 2012, 18:32
intanto l'ottimo commento di gipoda è stato rimosso, era scritto bene e senza insulti ma sputtanava l'eroico blogger e allora via, restano gli altri, quelli dove il nazzi gioca a rimpiattino avendo la vittoria in tasca (secondo me se li è scritti da solo).
questo significa che è inutile rincorrerli sui loro blog dove spadroneggiano e in qualche modo li si riconosce come interlocutori.
nazzi ha scitto un articolo pessimo riprendendo l'unica fonte (quella sì un problema) che ha diramato la notizia. l'ansa. così non ha fatto altro che squalificare la testata che lo ospita, che sarà pure fica e letta ma se questo è il livello è una cagata. scrivendo: "Giallorosso ebreo», erano le parole, rivolte sia ai tifosi leccesi (era in corso Lazio Lecce) sia, presumibilmente, ai tifosi romanisti" ha immediatamente mostrato di non sapere di cosa parla.
non conoscevo il post prima e grazie a v. avrò la fortuna di non doverlo conoscere nemmeno dopo ma adesso so che il direttore è tale luca sofri, molto attivo su twitter, che è il mezzo più immediato per raggiungerli e metterli spalle al muro.

quindi su modello delfino questi sono gli account, oggi ce rode pure per cui...

@lucasofri
@stenax
Titolo: Re:La Lazio sul Post
Inserito da: PILØ il 25 Apr 2012, 18:54
Sofri è il marito di Daria Bignardi. Ha anche questo blog
http://www.wittgenstein.it/