La malafede di "La Repubblica" e "L'Unità"

Aperto da cosmo, 07 Ott 2013, 11:10

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maer265

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Citazione di: cosmo il 08 Ott 2013, 18:09
Mi unisco ai complimenti rivolti a Marco. Avendo poi aperto io stesso il topic, con l'invito a tirare fuori le palle, il suo ingresso su LN mi fa ancora più piacere.
Ma pur apprezzando le precisazioni, la mia opinione è la stessa di RalphMalph e Filippo 3. Quest'ultimo lo condivido in pieno quando polemizza sul fatto che per i giornalisti bisogna fare dei distinguo, mentre per i tifosi tali distinguo vengono sepolti da quintali di titoli in grassetto e strillati in home page/versione cartacea.

Anche secondo me la frase finale dell'articolo non si presta ad interpretazione diverse da quella riportata da Filippo, ossia: "E' inutile che provate a fa' caciara facendo buu ai bianchi, eravate e rimanete razzisti".
Un concetto rafforzato dal vergognoso e fuorviante titolo che forse non è colpa di Marco Ercole, ma figuriamoci se può essere colpa di qualsiasi laziale che quotidianamente fa i conti con l'impatto che quei titoli hanno sull'immaginario collettivo. In Italia e nel mondo. Marco Ercole e il suo titolista burlone non sono impegnati in una guerra quotidiana contro un muro di bugie e pressati da un muro altrettanto infrangibile di imbecillità.
Fosse la prima volta che succede, potrei anche fare spallucce, ma ormai La Repubblica ha individuato un bersaglio e ci si accanisce, oltrepassando ogni codice deontologico.
Che ne dite di istituire una responsabilità oggettiva per i giornali? Ad ogni articolo bugiardo, un giorno di divieto di vendita per la suddetta testata? Paura eh?

Non regge neppure la storia della rubrica satirica, perché per fare dell'ironia bisognerebbe essere consapevoli del contesto. Quindi oltre ad accusare Marco, accuso ancora di più chi, come il suo diretto caporedattore, ci sguazza (insieme al titolista).
E' come se, fatte le sacrosante distinzioni; ripeto: fatte le sacrosante distinzioni; sottolineo: fatte le sacrosante distinzioni, qualcuno scrivesse un articolo burla sul conflitto palestinese e lo distribuisse come volantino nella striscia di Gaza.
O rimanendo in ambito calcistico, è come se Repubblica facesse un titolo del genere: Lotito: La Lazio vincerà la coppa italia. Anche il capitano Mauri è pronto a scommetterci. (In realtà ne ha fatti di peggio: più faziosi, vergognosi, disonesti e tossici).
Il problema de La Repubblica è l'atroce conformismo che l'acceca. Non seguo questa rubrica dei tifosi di cui parla Marco ma mi piacerebbe sapere toni e spunti di tale goliardia rivolti al mondo giallorosso. Difficile accettare precisazioni, distinguo o attestazioni di onestà intellettuale da chi pubblica le imprese di totti sulla spiaggia di Sabaudia, sperticandosi in lodi solo un tantino meno viscide e ingiustificate di quelle che un Bondi o un Gasparri riservano al Berlusconi.
Da chi, da anni, SISTEMATICAMENTE e IN MANIERA PREMEDITATA, insabbia qualsiasi nota negativa proveniente dalla sponda giallorossa e si accanisce senza pietà e senza distinguo sulla tifoseria della Lazio.
Da chi il giorno dell'aggressione a Campo De' Fiori pubblicò in homepage SENZA VERIFICARE LA NOTIZIA che gli aggressori erano ultrà della Lazio commettendo un doppio errore: di identità e di superficialità verso un reato che non aveva nulla a che vedere con il calcio in senso stretto.
Da chi, IN MANIERA PREMEDITATA, ha glissato sulle vicende di calciopoli riguardanti la roma e l'inter;
da chi ha concentrato l'inchiesta di scommessopoli su un solo nome e una sola squadra, scrivendo un quintale di immondizia.
Da chi -  e chiudo, ma potrei andare avanti – si atteggia a giornale d'inchiesta e non ha mai scritto una riga sulla connivenza sospetta fra Unicredit e l'Aesse Roma.
Caro Marco, tu non lavori per un giornale che racconta il mondo così com'è: tu lavori per un giornale che vuole imporre un mondo, una cultura, un colore. E lo fa con metodi di comunicazione staliniani, ossia affossando la parte avversa, cioè l'ostacolo tra voi e quella viscida visione del mondo romanistocentrica a cui La Repubblica aspira.
Il conformismo vi rende ciechi perché avete IN MANIERA PREMEDITATA, scelto di descrivere solo una porzione del mondo Lazio, che è invece un mondo variegato, ultradimensionale, molteplice, sfaccettato, solidale. Pieno di storie, di dialoghi, confronti ininterrotti, autocritica, ironia, solidarietà. Un mondo che quasi quasi verrebbe da definire di sinistra.  Ma sorvoliamo.
L'ignoranza degli imbecilli che fanno le scimmie urlatrici contro i giocatori di colore non si contribuisce a sconfiggerla limitandosi ad accusare un'intera tifoseria e augurandosi una penalizzazione o un'esclusione dalle coppe.
Tutta l'erba un fascio. Che ve frega a voi, basta che potete vendere quel pezzo di carta.
L'ignoranza si combatte nutrendo la cronaca con la cultura, raccontando altre storie, visitando quei luoghi dove l'ignoranza si annida, e al contempo i luoghi diversi – ma dello stesso mondo – che quell'ignoranza la subiscono. E la combattono.
Ma lo sapete voi cos'è la Lazio? LA LAZIO?
Non si capiscono bene i motivi di un fenomeno grave e forse incurabile inseguendo superficialmente il lettore che tiene la sagoma di totti sul balcone. Coccolandolo, rassicurandolo con il vizio dei due pesi e delle due misure, facendo passare il messaggio: I laziali sono fascisti, i romanisti fanno beneficenza e sono la parte sana del calcio romano.
Il conformismo di La Repubblica, come il famoso sonno della ragione, genera mostri, quei mostri che cantano 10,100, 1000 Paparelli; gli stessi che devastano il quartiere Testaccio, lanciano le banane a Balotelli. Gli stessi che il Times di Londra (non Lazionet) ha indicato come i tifosi più 'pungicatori' d'Europa. Gli stessi che mentre voi vi fate le pipp.e sul un colpo di tacco di Pjanic e gridate al laziale fascista/burino/razzista hanno ridotto questa città a un paradosso. Roma è diventata una città baldracca anche per colpa del suddetto conformismo e del lassismo nei confronti del più consumista dei tifosi, quello romanista. A cui il giornale per cui lavori si rivolge.
Scusate tutti per il sermone. Caro Marco tutto quello che ho espresso in questo post ciabattone non è sicuramente colpa tua. Non voglio confondere giornalisti e testate, Nel caso di Mensurati farei uno strappo alla regola.
Spero però che, aprendo per un minuto gli occhi accecati da D'Alema, Dandini, Mastandrea e kansas 1927,  i tuoi titolisti abbiano capito che ogni laziale su ogni angolo del globo ( e semo tanti, fidati) non vuole più far passare nulla. Ci avete rotto infinitamente il cazzo.

Come ho detto nei miei interventi precedenti, mi limito a parlare solo ed esclusivamente del mio articolo (assolutamente libero e apolitico). Quando parlo di ironia, visto che vedo che ancora forse non sono riuscito a spiegarmi, non parlo solo di una frase, ma della linea che generalmente segue la rubrica in questione. Un fattore a mio avviso determinante che tu hai omesso (solo ora vengo a sapere che lo hai fatto perché non lo sapevi) nel tuo intervento che ha dato la luce a questa discussione. Nella parte in cui io parlo degli ululati a Tomovic, io ho cercato do far capire che questi fossero EVIDENTEMENTE non razzisti (spiegandone le motivazioni) ma che la Uefa e altri (ecco l'ironia, che senza leggere la parte prima è impossibile da cogliere) non riescano a capirlo. Tutto qua. Può darsi mi sia spiegato male, ci può stare e mi prendo le critiche (in questo caso costruttive). Ma tutta la dietrologia che hai tirato fuori non mi riguarda e chiaramente non posso risponderti su tutto per ovvi motivi. Ti posso dire solo che so benissimo cosa sia la Lazio. Se vuoi sono disponibile a parlare anche in privato (hanno pure postato il mio account su twitter qualche messaggio fa).

CitazioneLe spiegazioni di ME fatte su LN , sono inutili e dal mio punto di vista anche un pochettino perculeggianti .

Mi spiace che tu le reputi inutili e (non so per quale motivo) perculeggianti. Per me sono state importanti perché il messaggio che era passato era completamente difforme dalla realtà, in quanto presentato in maniera sbagliata (ossia tagliato e decontestualizzato). Le spiegazioni sono solo un fattore in più.

Jeffry

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ian

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Io vorrei chiedere ad Arcole se, SERIAMENTE, lui pensa che un argomento come quello del razzismo, in questo preciso momento storico, con l'attuale considerazione che viene riservata alla Lazio, con gli attacchi concentrici che vengono mossi alla stessa e alla sua tifoseria nel suo complesso, possano essere trattati da un professionista, magari simpatizzanti, con ironia.
O se invece non rendersene conto non sia come dire un po' leggero
Grazie

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Kim Gordon

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Citazione di: cosmo il 08 Ott 2013, 18:09
Mi unisco ai complimenti rivolti a Marco. Avendo poi aperto io stesso il topic, con l'invito a tirare fuori le palle, il suo ingresso su LN mi fa ancora più piacere.
Ma pur apprezzando le precisazioni, la mia opinione è la stessa di RalphMalph e Filippo 3. Quest'ultimo lo condivido in pieno quando polemizza sul fatto che per i giornalisti bisogna fare dei distinguo, mentre per i tifosi tali distinguo vengono sepolti da quintali di titoli in grassetto e strillati in home page/versione cartacea.

Anche secondo me la frase finale dell'articolo non si presta ad interpretazione diverse da quella riportata da Filippo, ossia: "E' inutile che provate a fa' caciara facendo buu ai bianchi, eravate e rimanete razzisti".
Un concetto rafforzato dal vergognoso e fuorviante titolo che forse non è colpa di Marco Ercole, ma figuriamoci se può essere colpa di qualsiasi laziale che quotidianamente fa i conti con l'impatto che quei titoli hanno sull'immaginario collettivo. In Italia e nel mondo. Marco Ercole e il suo titolista burlone non sono impegnati in una guerra quotidiana contro un muro di bugie e pressati da un muro altrettanto infrangibile di imbecillità.
Fosse la prima volta che succede, potrei anche fare spallucce, ma ormai La Repubblica ha individuato un bersaglio e ci si accanisce, oltrepassando ogni codice deontologico.
Che ne dite di istituire una responsabilità oggettiva per i giornali? Ad ogni articolo bugiardo, un giorno di divieto di vendita per la suddetta testata? Paura eh?

Non regge neppure la storia della rubrica satirica, perché per fare dell'ironia bisognerebbe essere consapevoli del contesto. Quindi oltre ad accusare Marco, accuso ancora di più chi, come il suo diretto caporedattore, ci sguazza (insieme al titolista).
E' come se, fatte le sacrosante distinzioni; ripeto: fatte le sacrosante distinzioni; sottolineo: fatte le sacrosante distinzioni, qualcuno scrivesse un articolo burla sul conflitto palestinese e lo distribuisse come volantino nella striscia di Gaza.
O rimanendo in ambito calcistico, è come se Repubblica facesse un titolo del genere: Lotito: La Lazio vincerà la coppa italia. Anche il capitano Mauri è pronto a scommetterci. (In realtà ne ha fatti di peggio: più faziosi, vergognosi, disonesti e tossici).
Il problema de La Repubblica è l'atroce conformismo che l'acceca. Non seguo questa rubrica dei tifosi di cui parla Marco ma mi piacerebbe sapere toni e spunti di tale goliardia rivolti al mondo giallorosso. Difficile accettare precisazioni, distinguo o attestazioni di onestà intellettuale da chi pubblica le imprese di totti sulla spiaggia di Sabaudia, sperticandosi in lodi solo un tantino meno viscide e ingiustificate di quelle che un Bondi o un Gasparri riservano al Berlusconi.
Da chi, da anni, SISTEMATICAMENTE e IN MANIERA PREMEDITATA, insabbia qualsiasi nota negativa proveniente dalla sponda giallorossa e si accanisce senza pietà e senza distinguo sulla tifoseria della Lazio.
Da chi il giorno dell'aggressione a Campo De' Fiori pubblicò in homepage SENZA VERIFICARE LA NOTIZIA che gli aggressori erano ultrà della Lazio commettendo un doppio errore: di identità e di superficialità verso un reato che non aveva nulla a che vedere con il calcio in senso stretto.
Da chi, IN MANIERA PREMEDITATA, ha glissato sulle vicende di calciopoli riguardanti la roma e l'inter;
da chi ha concentrato l'inchiesta di scommessopoli su un solo nome e una sola squadra, scrivendo un quintale di immondizia.
Da chi -  e chiudo, ma potrei andare avanti – si atteggia a giornale d'inchiesta e non ha mai scritto una riga sulla connivenza sospetta fra Unicredit e l'Aesse Roma.
Caro Marco, tu non lavori per un giornale che racconta il mondo così com'è: tu lavori per un giornale che vuole imporre un mondo, una cultura, un colore. E lo fa con metodi di comunicazione staliniani, ossia affossando la parte avversa, cioè l'ostacolo tra voi e quella viscida visione del mondo romanistocentrica a cui La Repubblica aspira.
Il conformismo vi rende ciechi perché avete IN MANIERA PREMEDITATA, scelto di descrivere solo una porzione del mondo Lazio, che è invece un mondo variegato, ultradimensionale, molteplice, sfaccettato, solidale. Pieno di storie, di dialoghi, confronti ininterrotti, autocritica, ironia, solidarietà. Un mondo che quasi quasi verrebbe da definire di sinistra.  Ma sorvoliamo.
L'ignoranza degli imbecilli che fanno le scimmie urlatrici contro i giocatori di colore non si contribuisce a sconfiggerla limitandosi ad accusare un'intera tifoseria e augurandosi una penalizzazione o un'esclusione dalle coppe.
Tutta l'erba un fascio. Che ve frega a voi, basta che potete vendere quel pezzo di carta.
L'ignoranza si combatte nutrendo la cronaca con la cultura, raccontando altre storie, visitando quei luoghi dove l'ignoranza si annida, e al contempo i luoghi diversi – ma dello stesso mondo – che quell'ignoranza la subiscono. E la combattono.
Ma lo sapete voi cos'è la Lazio? LA LAZIO?
Non si capiscono bene i motivi di un fenomeno grave e forse incurabile inseguendo superficialmente il lettore che tiene la sagoma di totti sul balcone. Coccolandolo, rassicurandolo con il vizio dei due pesi e delle due misure, facendo passare il messaggio: I laziali sono fascisti, i romanisti fanno beneficenza e sono la parte sana del calcio romano.
Il conformismo di La Repubblica, come il famoso sonno della ragione, genera mostri, quei mostri che cantano 10,100, 1000 Paparelli; gli stessi che devastano il quartiere Testaccio, lanciano le banane a Balotelli. Gli stessi che il Times di Londra (non Lazionet) ha indicato come i tifosi più 'pungicatori' d'Europa. Gli stessi che mentre voi vi fate le pipp.e sul un colpo di tacco di Pjanic e gridate al laziale fascista/burino/razzista hanno ridotto questa città a un paradosso. Roma è diventata una città baldracca anche per colpa del suddetto conformismo e del lassismo nei confronti del più consumista dei tifosi, quello romanista. A cui il giornale per cui lavori si rivolge.
Scusate tutti per il sermone. Caro Marco tutto quello che ho espresso in questo post ciabattone non è sicuramente colpa tua. Non voglio confondere giornalisti e testate, Nel caso di Mensurati farei uno strappo alla regola.
Spero però che, aprendo per un minuto gli occhi accecati da D'Alema, Dandini, Mastandrea e kansas 1927,  i tuoi titolisti abbiano capito che ogni laziale su ogni angolo del globo ( e semo tanti, fidati) non vuole più far passare nulla. Ci avete rotto infinitamente il cazzo.

Roxy00

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Salve marco e grazie per essere intervenuto direttamente.
Sono anch'io propensa a credere alla sua buona fede soprattutto dopo aver letto l'articolo per intero.
Il problema, come già sottolineato da altri prima di me, è che purtroppo il giornale per cui scrive più volte si è reso "protagonista" di vere e proprie battaglie mediatiche contro noi tifosi della Lazio.

Non potro' mai dimenticare quello che successe il giorno dopo l'agguato a Campo de' Fiori dell'anno scorso in cui fioccavano articoli a destra e a manca contro la tifoseria laziale (con la Repubblica in prima fila ovviamente) senza che nessuno avesse verificato un minimo.

Per questo noi qui dentro diventiamo nervosi quando leggiamo il nome del suo giornale. Noi siamo continuamente presi di mira a volte giustamente ma altre molto meno...

Detto questo la ringrazio ancora e benvenuto!  :D

maer265

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Citazione di: ian il 08 Ott 2013, 19:01
Io vorrei chiedere ad Arcole se, SERIAMENTE, lui pensa che un argomento come quello del razzismo, in questo preciso momento storico, con l'attuale considerazione che viene riservata alla Lazio, con gli attacchi concentrici che vengono mossi alla stessa e alla sua tifoseria nel suo complesso, possano essere trattati da un professionista, magari simpatizzanti, con ironia.
O se invece non rendersene conto non sia come dire un po' leggero
Grazie

Ti rispondo con la massima serietà e ti dico che se l'argomento trattato porta una notizia positiva (ossia che non c'è stato nessun episodio di razzismo) a mio giudizio può essere trattato con ironia. Tuttavia, ripeto, che nella descrizione di ciò che è successo (in cui mi limito a descrivere quello che ho visto e sentito) non c'è ironia, ma solo nella mia interpretazione "accusa INDIRETTA" e nella chiosa, ossia l'Uefa che non lo capisce.

Aquila1

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Citazione di: Aquila1 il 08 Ott 2013, 18:43

BASTA QUESTIONI DI LANA CAPRINA, GIUSTIFICAZIONI DA BAMBINI, SCUDO DELL'IRONIA CHE GUARDA CASO MAI USATE PER L'ALTRA PARTE PERCHE' VI CACATE SOTTO, LA VERITA' E' CHE
CI AVETE ROTTO  INFINITAMENTE IL CAZZO

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maer265

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Citazione di: Aquila1 il 08 Ott 2013, 19:20
BASTA QUESTIONI DI LANA CAPRINA, GIUSTIFICAZIONI DA BAMBINI, SCUDO DELL'IRONIA CHE GUARDA CASO MAI USATE PER L'ALTRA PARTE PERCHE' VI CACATE SOTTO, LA VERITA' E' CHE
CI AVETE ROTTO  INFINITAMENTE IL CAZZO

Nessuna giustificazione. Ho solo risposto a un invito che mi è stato fatto, poi se ancora mi vieni a dire che "lo scudo dell'ironia" viene usato solo da una parte e non dall'altra vuol dire che è davvero inutile chi io continui a rispondere. Ho specificato (non giustificato) quello che dovevo. A posto così!

PabloHoney

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Citazione di: Aquila1 il 08 Ott 2013, 19:20
BASTA QUESTIONI DI LANA CAPRINA, GIUSTIFICAZIONI DA BAMBINI, SCUDO DELL'IRONIA CHE GUARDA CASO MAI USATE PER L'ALTRA PARTE PERCHE' VI CACATE SOTTO, LA VERITA' E' CHE
CI AVETE ROTTO  INFINITAMENTE IL CAZZO

Mica siamo sordi

Zombi

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vabbè basta, Marco ci ha messo la faccia, si è spiegato.
Direi di smetterla con questi toni. Magari sarebbe meglio un dialogo sereno.
Io gli chiederei cosa ne pensa della campagna orchestrata sul caso Mauri?
E non mi riferisco alla eventuale colpevolezza o innocenza, no. Vorrei sapere cosa
ne pensa del livore agonistico della sua testata in questo caso.
Perchè tutto st'impegno? Sto accanimento? Sti titoloni?
La vicenda, tutto sommato, s'è rilevata minore, piccola dal punto di vista della "notizia"
eppure lo sforzo è sempre identico: farne un CASO

ian

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Bella Zombi, mi piace la domanda, ed è molto ben posta

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JoeStrummer

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Citazione di: cosmo il 08 Ott 2013, 18:09
Mi unisco ai complimenti rivolti a Marco. Avendo poi aperto io stesso il topic, con l'invito a tirare fuori le palle, il suo ingresso su LN mi fa ancora più piacere.
Ma pur apprezzando le precisazioni, la mia opinione è la stessa di RalphMalph e Filippo 3. Quest'ultimo lo condivido in pieno quando polemizza sul fatto che per i giornalisti bisogna fare dei distinguo, mentre per i tifosi tali distinguo vengono sepolti da quintali di titoli in grassetto e strillati in home page/versione cartacea.

Anche secondo me la frase finale dell'articolo non si presta ad interpretazione diverse da quella riportata da Filippo, ossia: "E' inutile che provate a fa' caciara facendo buu ai bianchi, eravate e rimanete razzisti".
Un concetto rafforzato dal vergognoso e fuorviante titolo che forse non è colpa di Marco Ercole, ma figuriamoci se può essere colpa di qualsiasi laziale che quotidianamente fa i conti con l'impatto che quei titoli hanno sull'immaginario collettivo. In Italia e nel mondo. Marco Ercole e il suo titolista burlone non sono impegnati in una guerra quotidiana contro un muro di bugie e pressati da un muro altrettanto infrangibile di imbecillità.
Fosse la prima volta che succede, potrei anche fare spallucce, ma ormai La Repubblica ha individuato un bersaglio e ci si accanisce, oltrepassando ogni codice deontologico.
Che ne dite di istituire una responsabilità oggettiva per i giornali? Ad ogni articolo bugiardo, un giorno di divieto di vendita per la suddetta testata? Paura eh?

Non regge neppure la storia della rubrica satirica, perché per fare dell'ironia bisognerebbe essere consapevoli del contesto. Quindi oltre ad accusare Marco, accuso ancora di più chi, come il suo diretto caporedattore, ci sguazza (insieme al titolista).
E' come se, fatte le sacrosante distinzioni; ripeto: fatte le sacrosante distinzioni; sottolineo: fatte le sacrosante distinzioni, qualcuno scrivesse un articolo burla sul conflitto palestinese e lo distribuisse come volantino nella striscia di Gaza.
O rimanendo in ambito calcistico, è come se Repubblica facesse un titolo del genere: Lotito: La Lazio vincerà la coppa italia. Anche il capitano Mauri è pronto a scommetterci. (In realtà ne ha fatti di peggio: più faziosi, vergognosi, disonesti e tossici).
Il problema de La Repubblica è l'atroce conformismo che l'acceca. Non seguo questa rubrica dei tifosi di cui parla Marco ma mi piacerebbe sapere toni e spunti di tale goliardia rivolti al mondo giallorosso. Difficile accettare precisazioni, distinguo o attestazioni di onestà intellettuale da chi pubblica le imprese di totti sulla spiaggia di Sabaudia, sperticandosi in lodi solo un tantino meno viscide e ingiustificate di quelle che un Bondi o un Gasparri riservano al Berlusconi.
Da chi, da anni, SISTEMATICAMENTE e IN MANIERA PREMEDITATA, insabbia qualsiasi nota negativa proveniente dalla sponda giallorossa e si accanisce senza pietà e senza distinguo sulla tifoseria della Lazio.
Da chi il giorno dell'aggressione a Campo De' Fiori pubblicò in homepage SENZA VERIFICARE LA NOTIZIA che gli aggressori erano ultrà della Lazio commettendo un doppio errore: di identità e di superficialità verso un reato che non aveva nulla a che vedere con il calcio in senso stretto.
Da chi, IN MANIERA PREMEDITATA, ha glissato sulle vicende di calciopoli riguardanti la roma e l'inter;
da chi ha concentrato l'inchiesta di scommessopoli su un solo nome e una sola squadra, scrivendo un quintale di immondizia.
Da chi -  e chiudo, ma potrei andare avanti – si atteggia a giornale d'inchiesta e non ha mai scritto una riga sulla connivenza sospetta fra Unicredit e l'Aesse Roma.
Caro Marco, tu non lavori per un giornale che racconta il mondo così com'è: tu lavori per un giornale che vuole imporre un mondo, una cultura, un colore. E lo fa con metodi di comunicazione staliniani, ossia affossando la parte avversa, cioè l'ostacolo tra voi e quella viscida visione del mondo romanistocentrica a cui La Repubblica aspira.
Il conformismo vi rende ciechi perché avete IN MANIERA PREMEDITATA, scelto di descrivere solo una porzione del mondo Lazio, che è invece un mondo variegato, ultradimensionale, molteplice, sfaccettato, solidale. Pieno di storie, di dialoghi, confronti ininterrotti, autocritica, ironia, solidarietà. Un mondo che quasi quasi verrebbe da definire di sinistra.  Ma sorvoliamo.
L'ignoranza degli imbecilli che fanno le scimmie urlatrici contro i giocatori di colore non si contribuisce a sconfiggerla limitandosi ad accusare un'intera tifoseria e augurandosi una penalizzazione o un'esclusione dalle coppe.
Tutta l'erba un fascio. Che ve frega a voi, basta che potete vendere quel pezzo di carta.
L'ignoranza si combatte nutrendo la cronaca con la cultura, raccontando altre storie, visitando quei luoghi dove l'ignoranza si annida, e al contempo i luoghi diversi – ma dello stesso mondo – che quell'ignoranza la subiscono. E la combattono.
Ma lo sapete voi cos'è la Lazio? LA LAZIO?
Non si capiscono bene i motivi di un fenomeno grave e forse incurabile inseguendo superficialmente il lettore che tiene la sagoma di totti sul balcone. Coccolandolo, rassicurandolo con il vizio dei due pesi e delle due misure, facendo passare il messaggio: I laziali sono fascisti, i romanisti fanno beneficenza e sono la parte sana del calcio romano.
Il conformismo di La Repubblica, come il famoso sonno della ragione, genera mostri, quei mostri che cantano 10,100, 1000 Paparelli; gli stessi che devastano il quartiere Testaccio, lanciano le banane a Balotelli. Gli stessi che il Times di Londra (non Lazionet) ha indicato come i tifosi più 'pungicatori' d'Europa. Gli stessi che mentre voi vi fate le pipp.e sul un colpo di tacco di Pjanic e gridate al laziale fascista/burino/razzista hanno ridotto questa città a un paradosso. Roma è diventata una città baldracca anche per colpa del suddetto conformismo e del lassismo nei confronti del più consumista dei tifosi, quello romanista. A cui il giornale per cui lavori si rivolge.
Scusate tutti per il sermone. Caro Marco tutto quello che ho espresso in questo post ciabattone non è sicuramente colpa tua. Non voglio confondere giornalisti e testate, Nel caso di Mensurati farei uno strappo alla regola.
Spero però che, aprendo per un minuto gli occhi accecati da D'Alema, Dandini, Mastandrea e kansas 1927,  i tuoi titolisti abbiano capito che ogni laziale su ogni angolo del globo ( e semo tanti, fidati) non vuole più far passare nulla. Ci avete rotto infinitamente il cazzo.

Marco Ercole grazie per essere qui, ti fa onore.
Purtroppo il solo fatto di scrivere per un giornale che ha dichiarato guerra alla Lazio e i suoi tifosi, ospitando le firme di personaggi come Bibi e bibò, ci rende attenti e prevenuti su qualsiasi considerazione e IMHO non sbagliamo affatto, la misura è colma.
La drammatica mancanza di un ufficio stampa della ss lazio in grado di rappresentarci e tutelarci fa si che noi stessi tifosi siamo costretti ad agire di nostra iniziativa, ma a questo punto direi che finché questo forum è in grado di produrre oere d'arte come quella di Cosmo, forse è anche meglio cosi.

ralphmalph

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Io penso che il post di cosmo sia il più bello, carico di rabbia ed amore che io abbia letto qua sopra in oltre dieci anni di permanenza.
Mi inchino.
Grazie di cuore cosmo.


Citazione di: Zombi il 08 Ott 2013, 19:35
vabbè basta, Marco ci ha messo la faccia, si è spiegato.
Direi di smetterla con questi toni. Magari sarebbe meglio un dialogo sereno.
Io gli chiederei cosa ne pensa della campagna orchestrata sul caso Mauri?
E non mi riferisco alla eventuale colpevolezza o innocenza, no. Vorrei sapere cosa
ne pensa del livore agonistico della sua testata in questo caso.
Perchè tutto st'impegno? Sto accanimento? Sti titoloni
La vicenda, tutto sommato, s'è rilevata minore, piccola dal punto di vista della "notizia"
eppure lo sforzo è sempre identico: farne un CASO

Marco ti risponderà fra parecchi anni, quando andrà in pensione, come vincer

luilhafondata

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Citazione di: ralphmalph il 08 Ott 2013, 19:48
Io penso che il post di cosmo sia il più bello, carico di rabbia ed amore che io abbia letto qua sopra in oltre dieci anni di permanenza.
Mi inchino.
Grazie di cuore cosmo.


Marco ti risponderà fra parecchi anni, quando andrà in pensione, come vincer


:)


Marco , grazie per essere venuto a confrontarti qui, ma la domanda sul perche' di quel titolo e' rimasta inevasa, eppure l'abbiamo fatta in tanti.
Chi ha deciso quel titolo 'Ululati razzisti per Tomovic'?

L'ironia delle ultime due righe non passa, se ci metti sopra un titolo cosi'.


Aquila1

*
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* 1.730
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Citazione di: PabloHoney il 08 Ott 2013, 19:33
Mica siamo sordi
Voi no ma quelli di Repubblica sì, non hanno ancora capito che hanno perso qualsiasi considerazione sui loro pezzi come pezzi di dignità giornalistica e su di loro come dignità di giornalisti.

Lo hanno fatto attaccando continuamente, pervicacemente, spudoratamente, vergognosamente solo una parte, lo hanno fatto mentendo, travisando la realtà, omettendo e addirittura agendo in prima persona nella manipolazione come con le fantomatiche interviste a zingari latitanti e "collaborazioni" con procure ben "guidate".
Tutto questo contro una parte, insultando, infangando, nascondendo le cose positive, ridicolizzandone la storia e nel contempo
dall'altra parte, esaltando, venerando, omettendo a favore, mentendo a favore, propagandando, spalleggiando, favorendo, amplificando, gloriando, inventando tutto e solo a favore, superando ogni limite di dignità e non si sono resi conto che hanno oramai infinitamente rotto il cazzo..........

COLDILANA61

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* 17.368
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Citazione di: maer265 il 08 Ott 2013, 18:55
Come ho detto nei miei interventi precedenti, mi limito a parlare solo ed esclusivamente del mio articolo (assolutamente libero e apolitico). Quando parlo di ironia, visto che vedo che ancora forse non sono riuscito a spiegarmi, non parlo solo di una frase, ma della linea che generalmente segue la rubrica in questione. Un fattore a mio avviso determinante che tu hai omesso (solo ora vengo a sapere che lo hai fatto perché non lo sapevi) nel tuo intervento che ha dato la luce a questa discussione. Nella parte in cui io parlo degli ululati a Tomovic, io ho cercato do far capire che questi fossero EVIDENTEMENTE non razzisti (spiegandone le motivazioni) ma che la Uefa e altri (ecco l'ironia, che senza leggere la parte prima è impossibile da cogliere) non riescano a capirlo. Tutto qua. Può darsi mi sia spiegato male, ci può stare e mi prendo le critiche (in questo caso costruttive). Ma tutta la dietrologia che hai tirato fuori non mi riguarda e chiaramente non posso risponderti su tutto per ovvi motivi. Ti posso dire solo che so benissimo cosa sia la Lazio. Se vuoi sono disponibile a parlare anche in privato (hanno pure postato il mio account su twitter qualche messaggio fa).

Mi spiace che tu le reputi inutili e (non so per quale motivo) perculeggianti. Per me sono state importanti perché il messaggio che era passato era completamente difforme dalla realtà, in quanto presentato in maniera sbagliata (ossia tagliato e decontestualizzato). Le spiegazioni sono solo un fattore in più.

Una cosa che ho sempre rinfacciato ad alcuni netter , è quella di citare "PARZIALMENTE " :

Tu citi solo questo :

Le spiegazioni di ME fatte su LN , sono inutili e dal mio punto di vista anche un pochettino perculeggianti .


Mentre aggiungevo anche questo (e tralascio il resto) :

Le spiegazioni , se vuoi , se puoi , le dai dove hai scritto quello che i tuoi lettori , forse , non hanno capito .
Le spiegazioni LE DEVI ai lettori di Rep . , LE DEVI ai lettori LAZIALI , perché a me sinceramente frega caxxi

Ma tu parli di :

"Per me sono state importanti perché il messaggio che era passato era completamente difforme dalla realtà, in quanto presentato in maniera sbagliata (ossia tagliato e decontestualizzato). Le spiegazioni sono solo un fattore in più."

Mi sono sbagliato . Non perculeggi . Pensi che siamo stupidi .

Forse mi è sfuggito ma non mi sembra che tu sia un tifoso della Lazio . Ecco . La frase in rosso te la potevi risparmiare . Perché la Lazio , sono Laziali , tutti , non solo quelli che fanno comodo , nel bene e nel male .

Quando qualche giornale parlerà dei cori e striscioni INFAM.I contro Paparelli , ne riparleremo . Altro che ironia del cazzo . Io che c'ero , l'ironia me la sbatto , e sapete dove .

@Nanni : quella era La Repubblica della sinistra che voleva governare . Questa è la repubblica che governa .
Prima con Monti e poi con Alfano . Ma loro non mischiano politica e sport . Loro .

E per me il confronto finisce qua . Come con ciceruacchio .

maer265

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Citazione di: luilhafondata il 08 Ott 2013, 19:56

:)


Marco , grazie per essere venuto a confrontarti qui, ma la domanda sul perche' di quel titolo e' rimasta inevasa, eppure l'abbiamo fatta in tanti.
Chi ha deciso quel titolo 'Ululati razzisti per Tomovic'?

L'ironia delle ultime due righe non passa, se ci metti sopra un titolo cosi'.

Indirettamente ho risposto già dalla premessa: parlo solo delle cose che faccio io! Di conseguenza (rispondendo a Zombi) anche giudizi su quello che scrivono altri giornalisti, seppur della mia stessa testata, non ne farò. Mi sembra anche abbastanza ovvio.

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Mammamia Cosmo... Che hai fatto
Mi sa che hai superato te stesso
E ho detto tutto

luilhafondata

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Non ho capito, tu che scrivi l'articolo, in quella rubrica che curi tu,  non hai voce in capitolo per quello che riguarda il titolo?

Oh, era il titolo del tuo pezzo..

A me poi la rubrica sembra pure migliorata, rispetto a quando la faceva un tuo collega che mi pare fosse Lubrano.
Pero' il titolo non mi e' andato giu'.

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