La morte dell'immaginazione

Aperto da GuyMontag, 23 Feb 2012, 12:39

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GuyMontag

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Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

Godetevela, godiamocela, caz.zo. Divertitevi.

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TomYorke

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Hai scritto una cosa bellissima, che mi fa riflettere su me stesso che mi sto scannando sulle 44 pagine.
Grazie per avermi fatto fermare un attimo a riflettere.

misolidio

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Pensare che ascoltando sempre "tutto il calcio minuto per minuto" avevo acquisito una tale "sensibilità" da poter riconoscere, sulla base della voce del radiocronista e dell'intensità delle grida di esultanza, chi avesse segnato...
in quella frazione di secondo (interruzione del radiocronista - annuncio del gol) c'era più emozione di quanta ne abbia oggi con trenta telecamere, gol vivisezionati e quant'altro ..

beppegol11

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Citazione di: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

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Ti voglio bene.  Grandissimo topic.

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Kim Gordon

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Citazione di: GuyMontag il 23 Feb 2012, 12:39
Ho cercato di dipanarmi – più che altro per capire cosa era successo – nel topic "Reja si dimette". Trentotto pagine. Dopo pochi minuti mi mancava l'aria. Un flipper impazzito di vergogna dimettiti io sto con e quello vaffanqulo e posizioni indifendibili ma statte zitto ma che stai a dì oggi me gioco l'account siete patetici e ciaraggione la campagna di gennaio ma nun ci ha le palle sto vecchio sì però vecchio ma contro lotito quindi ciaraggione ma la formazione sbagliata gli volevano imporre Stankevicius ma lui ci ha n'età ma ci ha le palle anzi no.

Oddiomio.

Basta.

Sosteneva il sublime Tarallo in altro topic: qui nun se diverte più nessuno.
Mi sento defraudato nella mia innocenza. Di quella che rivendico con forza, dell'innocenza e dell'immaginazione, quella che per forza dovevi avere quando le partite in tivvù non ci andavano mica, al più il secondo tempo alle diciotto. E allora ti dovevi immaginare dal calcio minuto per minuto, l'immaginazione creava gli eroi, le battaglie epiche, captavi brandelli di radiocronaca e ci costruivi la partita perfetta. E non solo nel calcio, ero piccolino ma mi ricordo la nottata per la radiocronaca di Benvenuti-Griffith dal mitico – già il nome evoca un mondo – Madison Square Garden di New York.

Bene, ora l'immaginazione la posso regalare a un vecchio, non ci faccio più nulla. Ogni gesto tecnico viene vivisezionato da quattordici angolazioni, ogni frase, verbo, avverbio appeso ed incollato là, nella gigantesca lavagna virtuale dove tutti possono – a seconda delle convinzioni – appendere un exvoto o lanciare ortaggi vari.

Mi immagino i leoni di Highbury, oggi. Per chi non sa, erano i giocatori della Nazionale (quando ancora giocare in nazionale era un onore) Campione del Mondo 1934 che andarono a giocare a Londra contro l'Inghilterra. Là non si vinceva. E basta. In un grigio novembre di pioggia e fango l'Italia si trovò sotto di tre gol dopo dodici minuti. E il mitico Luisito Monti, calpestato da un avversario, con un alluce rotto dopo dieci. In campo per un tempo, poi l'abbandono tra le lacrime. Nel secondo tempo gli italiani alzano la testa. Basta prendere botte, ora tocca a noi. E ribattono colpo su colpo, tre a uno, poi tre a due, e alla fine lo stadio in apnea per mezz'ora esplode in un urlo liberatorio al fischio dell'arbitro. La rimonta non si completa, gli azzurri escono dal campo a testa altissima, tra gli applausi, e passano direttamente dalla cronaca alla leggenda.

Oggi non sarebbe possibile niente. Dalla moviola infinita, alla prova televisiva richiesta a gran voce per l'intervento dell'inglese che ha causato l'infortunio a Monti, alle polemiche sulla formazione italiana, passando per la richiesta di dimissioni di Pozzo (l'Italia Campione non può perdere) e per le accuse a Orsi di aver tolto la gamba, mentre i laziali si rifutano di tifare una nazionale che non sentono propria perché gioca Guaita e i romanisti uguale perché c'è il "traditore" Ferraris IV. Dopo ore e giorni di highlights e di processi, tavole rotonde, blog e forum di accusa difesa io sto con la squadra, così non si può andare avanti, gli eroi escono annacquati, ridimensionati, la partita rientra nei ranghi, si aggiunge alle statistiche, internet tritura tutto, avanti un'altra (in cui per la cronaca, in dieci per l'ultima mezz'ora, triturammo a Milano l'Ungheria per 4-2. E l'Ungheria era roba forte, allora).

Forse è giusto così, è stupido e inutile guardarsi indietro, ma mentre le pagine sul topic delle dimissioni di Reja arrivano a 44 mi chiedo se ancora ne vale la pena. Se vale la pena di attaccarmi a qualcosa che non sento più mio, in nessuna componente. Tarallo ha ragione. Non si diverte più nessuno. Siamo in un momento decisamente positivo per la storia della Lazio, da più di dieci anni non ci troviamo messi così bene, un paio di scoppolone, ma insomma ci possono stare, gli infortunati stanno rientrando, cavolo siamo in piena zona Champions, oggi andiamo a Madrid, abbiamo già perso ma hai visto mai, che costa sperare, il calcio ci dovrebbe rendere bambini invece no, siamo brutti, incazzati, incattiviti, astiosi, ringhiosi, la nostra arma è l'insulto...
Io ho visto la classifica ed insomma oggi siamo terzi, ma mi vergogno quasi a dirlo, dovremmo essere feroci e tristi, alla disperata ricerca di un colpevole. Chiunque sia, di cosa non si sa, ma portiamoci l'ombrello. Tanto prima o poi piove. E se non piove acqua, che quella non dipende da noi, piove merda. Che ci tiriamo addosso allegramente. Che quello è lo sport. Il calcio, la Lazio, la partita, è tutto in secondo piano.
Muoia Sansone con tutti i Filistei. E se Sansone ad oggi ha solo un raffreddore, speriamo degeneri in polmonite.

No so voi, ma io questa sera la partita non me la vedo. Voglio chiudermi in camera e sentirmi una radiocronaca. E immaginare. Immaginare uno stadio di calcio, dove ventidue ragazzi se le danno di santa ragione per vincere la partita, uno stadio dove la gente è andata per divertirsi e fare il tifo, per vivere un momento di gioia in tempi difficili. Comunque vada a finire, e chissà, da bambino ultracinquantenne, mi creerò una piccola leggenda personale, i miei "eroi del Calderòn", dove undici ragazzi biancocelesti hanno realizzato l'impresa. O l'hanno sfiorata. O hanno lottato ma hanno dovuto soccombere. Non so, ma li sognerò in bianco e nero, con immagini sgranate, coi numeri da 1 a 11, coi portieri con la maglia nera e gli arbitri con la camicia bianca sotto la giacchetta, magari con un quasi gol di Nicolò Carosio.

E sarà realtà, né più né meno delle quarantaquattro pagine sulle dimissioni di Reja.

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contro il calcio moderno.
contro la società dello spettacolo.
contropotere.

appalusi per GuyMontag.
e già che ce stamo pure per GuyDebord.

maumarta

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Il topic delle dimissioni è fermo alle 12:41... 20 minuti tondi tondi.

1-0 pe' Guy Montag!!!

Grazie

Sirius

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'Cci tui GM  :)

Se tu avessi aperto prima questa discussione, me sarei risparmiato le 15 pagine di topic sulle dimissioni che mi sono dovuto sorbettare prima di arrendermi :)

Adler Nest

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Sarà il masochismo laziale di rovinare le cose belle o è così dappertutto?
Io comunque voglio aria pulita e serenità

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GoodbyeStranger

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Che dire... solo applausi.

:ssl

bombo

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cosmo

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Da brividi.
Grazie Montag, e ti prego: scrivi più spesso, abbiamo bisogno di te.


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lastoriasiamonoi

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Bravo!

Ebbene deprogrammatevi.



arrigodolso

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Citazione di: misolidio il 23 Feb 2012, 12:53
Pensare che ascoltando sempre "tutto il calcio minuto per minuto" avevo acquisito una tale "sensibilità" da poter riconoscere, sulla base della voce del radiocronista e dell'intensità delle grida di esultanza, chi avesse segnato...
in quella frazione di secondo (interruzione del radiocronista - annuncio del gol) c'era più emozione di quanta ne abbia oggi con trenta telecamere, gol vivisezionati e quant'altro ..
E la fibrillazione  in attesa che iniziassero i collegamenti dove ti avrebbero dato il risultato del 1° tempo?
Ricordo il derby del 1° scudetto; 1 a 0 per le merde alla fine del primo tempo, D'Amico in lacrime surclassato da Rocca e sostituito da Franzoni all'inizio della ripresa. Comincia tutto il calcio e io( allo stadio) ero furente al pensiero che da li a qualche secondo tutta l'Italia avrebbe saputo che stavamo perdendo e mi pareva di sentire gli sfotto e i commenti in tutti i bar e le case dove si ascoltava tutto il calcio . Palla al centro, si ricomincia,e alla radio danno la linea allo stadio Olimpico . "Ci siamo" penso, fra poco tutti sapranno.
"qui Roma e' appena iniziato il 2° tempo......GOL DELLA LAZIO; HA PAREGGIATO FRANZONI!!"....e mi sembro' una concessione dal cielo , e seppi che avremmo vinto. Quel giorno mi successero altre cose strane.
Ma l'appagamento che mi diede quel mancato annuncio del nostro svantaggio fu un' emozione a se che ancora oggi ricordo vivamente. E' un po di tempo che viene anche a me il pensiero di spegnere tutto e ascoltare tutto il calcio minuto per minuto , e vivere la "mia" partita, senza pause, senza smadonnamenti, che occhio non vede cuore non duole, e allora anche una caxxata de Zauri si trasformerebbe nel mio immaginario come un "generoso tentativo" o un tiro ciccato di Candreva in una "pericolosa conclusione"aldila delle parole del radiocronista.Dice , ma non sarebbe reale; e che c'e' di reale negli ultimi dieci anni di questa Lazio? Campioni andati via per due lire , il fallimento dietro l'angolo, tifosi che chiedono la serie B, curva nord contro distinti Est, cori contro il presidente piuttosto che per la Lazio, giocatori fischiati a prescindere., ambiente a pezzi allenatore dimissionario nonostante il 3° posto in classifica; cari miei qui si e' perso il senso della realta', e allora irreale per irreale la realta' me la faccio come dico io. E dov'e' quella gioia quella emozione che mi pervadeva quando da bambino percorrevo il viale del circolo del tennis per andare in curva sud , e sentivo mano a mano l'adrenalina crescere. e guardavo tutti quelli che camminavano accanto a me e a mio padre veramente come fratelli, o meglio come complici che custodivano un segreto, quel grande amore per la nostra Lazio . Ecco, quei sentimenti quelle emozioni e quel senso di appartenenza erano per me il succo del gioco del calcio, del tifare una squadra, e , credetemi, il risultato era l'ultimo dei problemi, anche se si perdeva, e in quell'epoca purtroppo succedeva spesso, dopo 15 giorni non era cambiato nulla, stessa strada stesse facce stessa emozione, perche di li a poco la Lazio sarebbe scesa in campo.
Si, me sa che stasera me sintonizzo con la radio e la partita me la immagino come dico io , e anche il gol piu' brutto sara' un magnifico gol della Lazio e lo immagginero' con grande emozione. Grazie Guy Montag.

RickGoesToParis

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* 348
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Bellissimo topic.
Grazie Guy.

strike

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Bravo Guy Montag, applausi.
Però non ci arrendiamo.
Noi siamo la Lazio.
Godiamocela

iDresda

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Questo topic è aria pura

Forza Lazio

:band1:  :band2: :band3: :band5: :band6: :bandes: :band9: :band8: :band7: :band11: :band12: :band1:

DajeLazioMia

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Liberazione e un po' di commozione... Giù le mani da un sogno chiamato SSLAZIO1900!!!

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umanoide69

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Lazionetter
* 6.116
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Scrivi meravigliosamente Guy Montag (e come poteva essere altrimenti...).
Non sono d'accordo con il tuo idealizzare i bei tempi andati (e in fondo credo che tutti noi ci stiamo "divertendo" anche ora, anche qui a litigare e a discutere sul nulla; peccato solo non poterlo fare insieme al bar davanti ad un bicchiere), ma non è importante: mi auguro davvero di leggerti ancora e spesso.

Vorrei tanto che questo pezzo finisse in copertina sul Magazine: è plausibile?

rocchigol

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Lazionetter
* 15.597
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GRAZIE GUY, parole di ossigeno...

una cosa voglio aggiungere, una cosa che mi fa incazzare.
il tifoso ragioniere.

hai comprato cisse a 6 l'hai rivenduto a 5 e il milione che c'hai in piu' che c'hai fatto?
dove sta? lo devi reinvestire... e minchiate varie...

ma sti cazzi!!! io muoio pure pe Alfaro figurate che me frega della contabilita'...

FORZA LAZIO

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