Citazione di: adiutrix il 28 Gen 2020, 23:54
La sola citazione della Società Sportiva Lazio è stata molto fastidiosa ma a parere mio la cosa che mi ha fatto più stranire è la posizione di Vaccaro (che tutti sanno che viene identificato come Laziale)vs Sacerdoti-roma. Poi basato sul nulla. Sacerdoti non era più il presidente della roma. Però quello scrittore, Smulevich, questo vuol far passare.
Tra le ricerche che ho fatto, poi mi è capitato un'articolo dell'Avvenire, scritto da un certo Massimiliano Castellani , guarda caso amico su Facebook di Smulevich.
Questo un passaggio di quell'articolo su Sacerdoti:
"Una trama drammatica invece, attendeva patron Sacerdoti, convertito anche lui al cattolicesimo ma per il regime del "filo laziale" Benito Mussolini un nemico da condannare a cinque anni di confino. "
Quindi la roma nata dal volere del regime fascista, i suoi fondatori, Sacerdoti fascistone della marcia su Roma, Ulisse Igliori fascistone picchiatore, indagato per la morte di Matteotti e Foschi altro fascistone picchiatore, è stata perseguitata dallo stesso fascismo nella persona di Vaccaro.
Però lo scudetto del 42 ,con l'Italia bombardata, l'hanno vinto loro.
Aoh
Aggiungi pure la figura di Eraldo Monzeglio, calciatore prima e dt dopo delle merde, che divenne amico personale della famiglia Mussolini tanto da seguirlo pure a Salò.
Ma a Roma di Fascista c era solo Vaccaro, che nun ce lo sai?
Citazione di: pan il 29 Gen 2020, 01:34
il contenuto riportato da adiutrix non a caso fa parte di un documentario di oggi.
che continua a riportare inesattezze o comunque omissioni e esaltazioni, a secondo se si parla dell'una o dell'altra squadra, come siamo abituati purtroppo.
scusate se mi ripeto, ma qua ci sta, a confronto di quanto postato da adiutrix. anni fa, sul canale tematico della Rai di Storia, vidi un documentario sulla roma palesemente fine anni 70, forse 1980. interviste a calciatori degli anni 30/40, immagini d'archivio anni 30 e commenti di giornalisti del momento del documentario, tra i quali stinchelli.
il taglio, ragazzi. il taglio del documentario. la differenza, nettissima, di proposta contenutistica.
nessuna remora nell'intervistare i suddetti calciatori omai anziani che parlavano sorridendo dei loro incontri con mussolini a Palazzo Venezia, inquadrature inedite di partite a campo testaccio con una marea di pubblico a fare il saluto romano felice. la risposta, quasi imbarazzata, piccola, non incisiva, di stinchelli che cercava di giustificare a chi gli faceva la domanda (non ricordo di chi fosse il reportage) sul pubblico romanista nettamente fascista all'epoca, che aveva fatto la sua scelta di campo: cincischiava, "ma no.. i tempi", "l'anima sotto sotto era popolare...", "c'erano tanti trasteverini, figurati se erano fascisti sul serio".
questo documentario ha cementato la mia teoria, come detto qualche tempo fa qui. a fine anni 70/ primi anni 80 si poteva regalare allo spettatore una trama reale, nessuno tentava ancora di spacciare noi come portatori storici di fascismo e la roma la società senza macchie e senza scheletri nell'armadio. l'imbarazzo ma anche la sincerità dello stinchelli di turno, che tentava di giustificare ma comunque parlava apertamente della vicenda, adesso sarebbe improponibile.
hanno ribaltato la situazione a loro favore, approfittando dell'avvento dei fascisti nella nostra curva per ripulirsi di qualcosa del loro passato di cui si vergognavano, per me. avranno avuto i loro interessi per fare tutto ciò, che presumibilmente a sto punto col calcio hanno ben poco a che vedere.
Grazie Pan.
Altra testimonianza oggettiva di come sia cambiata, in peggio, la narrazione di noi e migliorata la loro.