La rabbia diversa del calcio romano

Aperto da Tarallo, 26 Gen 2020, 09:26

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pan

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Accanto a Sacerdoti intervennero alla cerimonia Augusto Turati, segretario del Partito Nazionale Fascista e commissario del CONI, che tagliò il nastro tricolore all'ingresso del campo; Leandro Arpinati, sottosegretario agli Interni e presidente della FIGC; Lando Ferretti, capo dell'Ufficio Stampa del duce; il primo presidente della Roma, ora prefetto di La Spezia, Italo Foschi; monsignor Bartolomasi, vescovo castrense, che impartì la benedizione. Il giorno dopo La Gazzetta dello Sport scrisse che l'inaugurazione si era svolta «con rito austero e con sobrietà di pompa, come insegna lo stile fascista.

https://www.iltempo.it/sport/2009/10/11/news/e-ancora-vivo-il-mito-br-di-campo-testaccio-710411/


GiPoda

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Citazione di: adiutrix il 28 Gen 2020, 23:54

La sola citazione della Società Sportiva Lazio è stata molto fastidiosa ma a parere mio la cosa che mi ha fatto più stranire è la posizione di Vaccaro (che tutti sanno che viene identificato come Laziale)vs Sacerdoti-roma. Poi basato sul nulla. Sacerdoti non era più il presidente della roma. Però quello scrittore, Smulevich, questo vuol far passare.
Tra le ricerche che ho fatto, poi mi è capitato un'articolo dell'Avvenire, scritto da un certo Massimiliano Castellani , guarda caso amico su Facebook di Smulevich.
Questo un passaggio di quell'articolo su Sacerdoti:
"Una trama drammatica invece, attendeva patron Sacerdoti, convertito anche lui al cattolicesimo ma per il regime del "filo laziale" Benito Mussolini un nemico da condannare a cinque anni di confino. "

Quindi la roma nata dal volere del regime fascista, i suoi fondatori,  Sacerdoti fascistone della marcia su Roma, Ulisse Igliori fascistone picchiatore, indagato per la morte di Matteotti e Foschi altro fascistone picchiatore, è stata perseguitata dallo stesso fascismo nella persona di Vaccaro. 
Però lo scudetto del 42 ,con l'Italia bombardata,  l'hanno vinto loro.
Aoh
Aggiungi pure la figura di Eraldo Monzeglio, calciatore prima e dt dopo delle merde, che divenne amico personale della famiglia Mussolini tanto da seguirlo pure a Salò.
Ma a Roma di Fascista c era solo Vaccaro, che nun ce lo sai?

Citazione di: pan il 29 Gen 2020, 01:34
il contenuto riportato da adiutrix non a caso fa parte di un documentario di oggi.
che continua a riportare inesattezze o comunque omissioni e esaltazioni, a secondo se si parla dell'una o dell'altra squadra, come siamo abituati purtroppo.
scusate se mi ripeto, ma qua ci sta, a confronto di quanto postato da adiutrix. anni fa, sul canale tematico della Rai di Storia, vidi un documentario sulla roma palesemente fine anni 70, forse 1980. interviste a calciatori degli anni 30/40, immagini d'archivio  anni 30 e commenti di giornalisti del momento del documentario, tra i quali stinchelli.
il taglio, ragazzi. il taglio del documentario. la differenza, nettissima, di proposta contenutistica.
nessuna remora nell'intervistare i suddetti calciatori omai anziani che parlavano sorridendo dei loro incontri con mussolini a Palazzo Venezia, inquadrature inedite di partite a campo testaccio con una marea di pubblico a fare il saluto romano felice. la risposta, quasi imbarazzata, piccola, non incisiva, di stinchelli che cercava di giustificare a chi gli faceva la domanda (non ricordo di chi fosse il reportage) sul pubblico romanista nettamente fascista all'epoca, che aveva fatto la sua scelta di campo: cincischiava, "ma no.. i tempi", "l'anima sotto sotto era popolare...", "c'erano tanti trasteverini, figurati se erano fascisti sul serio".
questo documentario ha cementato la mia teoria, come detto qualche tempo fa qui. a fine anni 70/ primi anni 80  si poteva regalare allo spettatore una trama reale, nessuno tentava ancora di spacciare noi come portatori storici di fascismo e la roma la società senza macchie e senza scheletri nell'armadio. l'imbarazzo ma anche la sincerità dello stinchelli di turno, che tentava di giustificare ma comunque parlava apertamente della vicenda, adesso sarebbe improponibile.
hanno ribaltato la situazione a loro favore, approfittando dell'avvento dei fascisti nella nostra curva per ripulirsi di qualcosa del loro passato di cui si vergognavano, per me. avranno avuto i loro interessi per fare tutto ciò, che presumibilmente a sto punto col calcio hanno ben poco a che vedere.


Grazie Pan.
Altra testimonianza oggettiva di come sia cambiata, in peggio, la narrazione di noi e migliorata la loro.

ssl1900

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Citazione di: adiutrix il 28 Gen 2020, 22:09
spero che non sia Off topic altrimenti Tarallo chi lo sente 

Ieri sera, nella serata della memoria, mi sono visto su Sky un documentario dal titolo "1938 lo sport italiano contro gli ebrei".
Documentario sul dramma degli ebrei italiani alla promulgazione delle leggi razziali del 38 e in particolar modo le conseguenze di queste nel mondo dello sport italico.
Inizia con mussolini che a trieste fa il discorso sulla razza e che i vertici dello sport italiano ben volentieri si adeguano alle volontà del duce. I vertici dello sport italico erano, il fascista Starace e il presidente della figc il fascista Giorgio Vaccaro.
Hanno elencato una serie di sportivi ebrei che hanno subito dei veri autentici drammi, dall'allenatore del Bologna Weisz, più volte campione d'Italia, che dovette rinunciare alla conduzione della squadra per poi fuggire all' estero, dove poi fu catturato dai nazisti e morì in lager con tutta la sua famiglia.
Un bel documentario con un narratore che spiegava le storie drammatiche e ogni tanto c'era una intervista a qualche storico o giornalista o scrittore.
Si è poi trattato delle storie di alcuni presidenti di origine ebrea, la storia del presidente del Casale Raffaele Jaffe che venne catturato dai fascisti nel 44, mandato in Germania e anche lui morì in un lager nazista, poi del presidente del napoli  Ascarelli, morto nel 1930 e che venne rimosso il nome dello stadio a lui dedicato, e poi Renato Sacerdoti  e qui fanno l'intervista a uno scrittore, Adam Smulevich che descrive di come fu trattato Sacerdoti e secondo lui, ci fu "un elemento personale di inimicizia forte che lui aveva generata a Roma, ci furono figure nel mondo del calcio, che si approfittarono delle disgrazie di Sacerdoti nel 38 e dopo, per accanirsi ed alimentare la macchina del fango, in particolare la figura che ebbe contro fu Vaccaro, che non fu morbido e che un po ci marciò."
Poi il narratore continua con altre vicende e poi si parla che tutte le società sportive, sollecitate dal coni e da Vaccaro, ripudiano i propri tesserati non ariani mentre sullo schermo fanno vedere i ritagli dei giornali dove ci sono gli annunci di varie società ( ho letto un ritaglio dove la Canottieri Roma ripudia tra i suoi iscritti gli ebrei) e qui il narratore fa il nome di una sola Società : "Il 20 dicembre i lettori del Tevere furono informati che la S.S. Lazio sta provvedendo alla radiazione dei soci non di razza ariana".
Mi sono chiesto "perché viene citata solo la Lazio eppure le società che ripudiarono i propri iscritti, atleti, allenatori , soci penso che furono centinaia" mah



La "Dichiarazione sulla razza" approvata dal Gran Consiglio del fascismo nel 1938, era composta da circa 180 descreti razziali. Eccone uno:

"Gli ebrei non possono più essere cittadini uguali agli altri.
Non possono essere iscritti al Partito nazionale fascista. Non possono far parte di associazioni culturali e sportive.
Non possono insegnare nelle scuole statali né in quelle parastatali. Non possono studiare nelle scuole pubbliche. Non possono insegnare né studiare in accademie e istituti di cultura. Non possono lavorare come insegnante privato. Non possono entrare nelle biblioteche. Non possono avere una radio.
Non possono sposarsi con italiani "ariani". Non possono, da cittadini stranieri, rimanere in Italia, né ottenere la cittadinanza italiana né mantenerla se concessa dopo il 1919.
Non possono lavorare come notaio, giornalista, avvocato, architetto, medico, farmacista, veterinario, ingegnere, ostetrica, procuratore, patrocinatore legale, ragioniere, ottico, chimico, saltimbanco girovago, agronomo, geometra, perito agrario, perito industriale. Non possono avere la licenza per il taxi. Non possono fare i piloti di aereo.
Non possono lavorare in nessun ufficio della Pubblica Amministrazione. Non possono lavorare nelle società private di carattere pubblico, come le banche e le assicurazioni.
Non possono prestare servizio militare. Non possono essere proprietari o gestori di aziende. Non possono essere proprietari di terreni o di fabbricati. Non possono farsi pubblicità.
Non possono essere tutori di minori. Non possono, in alcuni casi, neanche mantenere la patria potestà sui propri figli.
Non possono lavorare come portieri di stabili abitati da ariani.
Le strade, le scuole e gli istituti non possono avere nomi ebraici e per questo vengono cancellati. Non possono comparire sugli elenchi telefonici e per questo sono cancellati. Non possono pubblicare necrologi.
Nei programmi radiofonici e nelle stagioni dei teatri non ci possono essere opere scritte da autori ebrei. Gli ebrei non possono fare gli attori, i registi, gli scenografi, i musicisti, i direttori d'orchestra e per questo vengono licenziati. Nelle mostre non possono essere esposte opere di pittori e scultori ebrei. Gli ebrei non possono fare i fotografi. Non possono fare i tipografi. Non possono vendere oggetti d'arte. Non possono vendere oggetti sacri, soprattutto se cristiani.
Non possono avere una rivendita di tabacchi, non possono lavorare come commerciante ambulante, non possono gestire agenzie d'affari, non possono gestire agenzie di brevetti. Non possono vendere gioielli. Non possono essere mediatori, piazzisti, commissionari. Non possono vendere oggetti usati.
Non possono vendere apparecchi radio. Non possono vendere libri. Non possono vendere penne, matite, quaderni. Non possono vendere articoli per bambini. Non possono vendere carte da gioco.
Non possono fare gli affittacamere. Non possono gestire scuole da ballo e scuole di taglio. Non possono gestire agenzie di viaggio. Non possono lavorare come guida turistica, non possono lavorare come interprete. Non possono gareggiare nelle manifestazioni sportive.
Non possono frequentare luoghi di villeggiatura.
Non possono vendere alcolici, non possono esportare frutta e verdura, non possono esportare la canapa.
Non possono gestire la raccolta di rifiuti. Non possono raccogliere rottami di metallo. Non possono raccogliere lana da materassi, non possono tenere depositi né possono vendere carburo di calcio. Non possono raccogliere né vendere indumenti militari fuori uso.
Non possono avere il porto d'armi. Non possono avere concessioni per le riserve di caccia. Non possono avere permessi per fare ricerche minerarie. Non possono esplicare attività doganali. Non possono tenere cavalli. Non possono allevare piccioni.
"


Mi sembra evidente che le associazioni sportive non potevano scegliere autonomamente se tesserare oppure no un ebreo. Leggevo che fu lo stesso CONI ad espellere gli sportivi ebrei da tutte le federazioni.

adiutrix

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Citazione di: ssl1900 il 29 Gen 2020, 10:59
La "Dichiarazione sulla razza" approvata dal Gran Consiglio del fascismo nel 1938, era composta da circa 180 descreti razziali. Eccone uno:



Mi sembra evidente che le associazioni sportive non potevano scegliere autonomamente se tesserare oppure no un ebreo. Leggevo che fu lo stesso CONI ad espellere gli sportivi ebrei da tutte le federazioni.

Certo che fu il Coni a trasmettere le direttive a tutte le associazioni sportive, il mio fastidio nasce dal fatto che l'unica società sportiva che viene nominata, nella narrazione del documentario, è la Società Sportiva Lazio.
Tra le centinaia di società l'unica che viene nominata è stata la nostra.

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