Se dico una corbelleria correggetemi pure, ma per me questa è la prima volta che un Presidente della Lazio usa toni così netti, definitivi, ironicamente perculeggianti nei confronti della AS Roma, esprimendo perfettamente anche il sentimento profondo presente nei cuori del popolo laziale. Di tutti i laziali, anche di quelli che lo hanno contestato.
Come forse sapete vivo a Bologna, ma da quello che sento, da quello che leggo, mi sembra che stia avvenendo un cambiamento nella Capitale: sento i laziali finalmente all'attacco, più determinati a non far passare neanche una delle cazzate e provocazioni che arrivano dellà (e in questa tendenza rientra anche la risposta di Lotito).
Ma i laziali si sono anche ripresi l'iniziativa al livello della comunicazione "popolare", usando in modo creativo le possibilità della rete: credo, per esempio, che "l'invenzione" di Romatriste sia stato un colpo di genio. Romatriste è una personaggio che io metto di diritto nella gloriosa tradizione della Maschera Italiana, accanto a Pulcinella, Arlecchino, Balanzone, Gianduia ecc. Se a Roma la maschera di Rugantino rappresentava il romano "svelto co' le parole e cor cortello" e simpaticamente strafottente, Romatriste è il suo opposto, rappresenta la Rassegnazione ("Mai nà gioia.."), la consapevolezza di una sconfitta definitiva. E questa Maschera resterà sul volto dei romanisti in aeternum, sarà il loro specchio.
E' per tutto questo che io non sono d'accordo con chi dice che "una partita di calcio è cosa poco importante". Ci sono partite di calcio che possono mutare gli equilibri di una città, che possono cambiare la vita quotidiana di tante persone. Questa partita è arrivata, e c'era poco da discutere: solo uno ne sarebbe uscito vivo.
Ne siamo usciti vivi noi, e quindi adesso nessun prigioniero.