La solitudine del tifoso laziale

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La solitudine del tifoso laziale
« il: 26 Ott 2017, 17:20 »
Io sono un tifoso qualsiasi. Amo la mia squadra, vado allo stadio, la sostengo come posso. La mia passione è immutata da più di 50 anni. Ne ho viste di tutte i colori e - per restare in attualità - ho visto da osservatore privilegiato l'evoluzione della nostra curva.

Inutile girarci intorno, il problema razzismo c'è, con tutte le connotazioni che si vuole dare al termine, dalle mani a paletta, ai cori, striscioni, canzoni, stendardi e quant'altro. Fastidiosi, sgradevoli anche perché mi ci tocca convivere, proprio quando avrei sperato - dopo una settimana in cui queste tematiche me le trovo in ogni ambiente - di trovare pace.

Non ho armi per combatterlo, oltre alla dissociazione personale e ai fischi per ululati ed altri gesti consimili. Fischio, mi dissocio, tifo. Non sono un avenger, non mi getto in mezzo alla mischia per punire i cattivi. Anche perché - e non è qualunquismo ma semplice constatazione - di atteggiamenti come quello della mia curva, con sfumature diverse, ne ho incontrati quasi ovunque, nelle centinaia di trasferte che ho fatto.

Oggi scopro che la mia curva è cattiva. Questo, lo sapevo. Ma scopro che è l'unica cattiva. Ciò desta in me stupore. Desta stupore tanto più quanto comportamenti similari, manifestati tra l'altro con le stesse modalità, e di cui sono a disposizione moltissime evidenze, non hanno provocato nell'opinione pubblica alcuna indignazione, alcuna sanzione da parte delle preposte autorità, e il variopinto mondo dei social media come quello degli opinion makers li ha bellamente ignorati.

Noi, no. E per noi non intendo la curva o una parte di essa, grande o piccola che sia, quanto proprio tutti noi, tutti i sostenitori della S.S. Lazio (immagino anche quelli della Lazio Golf o della Lazio Softball) siamo fascisti e razzisti. Eh, si dice, ma ne hanno combinate di cotte e di crude. Non ne dubito e - applicando il sacrosanto principio della responsabilità personale - immagino siano giustamente stati individuati e perseguiti. Tutt'altro, se non in minima parte. Ad essere perseguiti e bollati delle peggiori [...]e siamo tutti noi, e la Lazio intesa come società, nella figura del suo presidente. Curioso, quando il nostro presidente è stato l'unico ad interrompere l'annosa complicità omertosa della società con gli ultras, ed è stato l'unico a mettere in atto iniziative contro questo fenomeno. Iniziative sicuramente non sufficienti, ma ha provato a fare qualcosa, anche nobili gesti (ricordate il logo di Libera sulle maglie della Lazio? No, non se lo ricorda nessuno, forse perché andava contro la vulgata della Lazio cattiva).

In tutti questi anni nessun presidente (intendo della Repubblica), giornale giornalino o giornaletto ha fatto e scritto nulla, se non trafiletti in un angolino. Quando uscirono fuori gli adesivi con Anna Frank con la maglia della Lazio (sì, proprio quelli che hanno provocato questa valanga), credo 2013, ne scrisse l'Huffington Post, ma né la comunità ebraica, né la Federazione, né il mondo politico o sportivo, né le redazioni dei giornali, i tiggì, ritennero opportuno dedicarvi spazio. Quando il 23 luglio 2013, in occasione di una delle varie celebrazioni del compleanno dell'AS Roma, i loro ultrà devastarono Testaccio, riempiendolo di scritte in confronto alle quali gli adesivi con Anna Frank sono un libretto della Prima Comunione, ci fu qualche blanda bacchettata, le scritte furono prontamente (e giustamente) cancellate e tutto restò nella normalità. Non ci furono gramellini di fuoco, repubblica e il corriere non invasero le proprie prime pagine, i tiggì avevano altro a cui pensare. Sono sicuro che lo domanderete. No, non ci fu alcuna sanzione.

Tornando ad altra fastidiosa e sgradevole espressione di becera ignoranza, gli ululati ai giocatori di colore, io non li tollero. Sono stupidi, tutt'altro che goliardici ed incoerenti (dato che la nostra squadra di giocatori di colore ne annovera non pochi). Ebbene, sono stati giustamente sanzionati. Nulla da dire. Anzi, magari qualcosa avrei da dire. Perché forse chi parla del Lazio invece che della Lazio non lo sa, oppure quelli che gli hanno detto che la roma si chiama così perché è la prima squadra della Capitale, ma anche quelli che il calcio sono ventidue scemi in pantaloncini, ebbene queste persone non lo sanno che succede dappertutto. Ma noi lo sappiamo, e sono sicuro che lo sanno anche le nostre istituzioni, nonché le forze dell'ordine a ciò preposte. Però le partite a porte chiuse alla fine le disputa la Lazio.

Si dirà: perché voi - solo voi - avete questa fama. Ma qui il serpente si morde la coda. Perché solo noi abbiamo questa fama? Forse perché siamo peggiori di tutti gli altri? No, perché ce l'hanno appiccicata. Altri. Non faccio del complottismo, a mio parere è una questione più turpe e banale, questione di servilismo verso il potente laddove noi tutto siamo tranne che potenti, questione di una stampa pigra, fiacca e sciatta che antepone la propria appartenenza all'obiettività, e che volentieri - complice o timorosa - nasconde volentieri la svastica altrui sotto il tappeto, salvo - con arditi fotomontaggi - ogni volta che il Tajikistan c'è un episodio di razzismo in uno stadio la notizia viene riportata con la foto della curva della Lazio. E' un po' come se io rubo una mela, mi acchiappano e passo i guai. Mia madre mi riempie di sganassoni (ed è quello che stiamo facendo noi), però poi va al mercato e si accorge che tutti rubano le mele. Allora va dal brigadiere e gli chiede perché mio figlio passa i guai mentre tutti gli altri la scapolano? E il brigadiere le fa: si ma quelli sono della roma, quello ha il padre poliziotto, quell'altro è nipote dell'assessore.

Ecco, questo comportamento da parte dell'intero universo che gira intorno al calcio non solo non ha assolutamente a cuore le tematiche cui invece noi (sì proprio noi, i brutti tifosi della Lazio, siamo sensibili, vatti ad informare, giornalista di merda, su chi partecipa ai Mondiali Antirazzisti. Ohibò, LazioNet. Como se spieca? Non si spiega, mi verrai mica a dire che ci sono laziali differenti? E se non si spiega, si ignora) siamo sensibili, ed è sufficiente leggere le pagine di questo sito per rendersene conto, ma fa un cattivo servizio sia all'antirazzismo che a tutte le componenti sane del mondo del calcio. Ghettizzandoci, additandoci, generalizzando, rendono inutile qualsiasi iniziativa, la banalizzano, non le danno alcun risalto.

Quindi ritengo sbagliato l'atteggiamento di chi minimizza il polverone che ci si è creato intorno, e le tonnellate di merda che ci stanno scaricando addosso. Non è la causa del problema, ma ne è una concausa. Se si avesse veramente avuto voglia di combattere il fenomeno, lo si sarebbe fatto, ed esistono tutti gli strumenti tecnologici e sanzionatori per farlo, in maniera equidistante. Se invece le istanze sono altre, non dico di prendersela specificamente con la Lazio, quanto di trovare un capro espiatorio, due sganassoni, qualche giornata di squalifica e siamo da capo, allora il pranzo è servito. Da domani, dopodomani, la tempesta si calmerà, noi (tutti) laziali ci leccheremo le ferite, qualsiasi iniziativa continuerà ad essere ignorata, e ululati e mani a paletta persevereranno nel comune disinteresse. Fino a che un laziale in autobus confesserà ad un amico che sta lavorando come un negro, e il video ripreso e montato da un astante finirà su youtube, per poi rimbalzare automaticamente sulle prime pagine dei repubblica. La giostra ricomincerà, e saremo come sempre daccapo.

Siete voi, siamo noi che invece siamo laziali e sensibili al problema, che ci accaloriamo, ci interroghiamo sulle possibili soluzioni, che dovremmo essere più arrabbiati di tutti per quanto ci stanno vomitando addosso. Perché ci stanno facendo capire (più chiaro di così) che del nostro problema interno se ne sbattono il cazzo, e che - qualsiasi cosa possiamo fare - il cetriolo si sa dove arriverà.

Poi dice che uno si incazza.


Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #1 il: 26 Ott 2017, 17:27 »
 :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

unico appunto (che poi appunto non è): il Laziale è da sempre solo contro tutti! Il Laziale è abituato e se poco poco si ricompatta, sono problemi per tutti!
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #2 il: 26 Ott 2017, 17:28 »
Ti voglio bene, Guy, e ti abbraccio, insieme a tutti i fratelli laziali.

FMSSL

FMSSL

Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #3 il: 26 Ott 2017, 17:29 »
PERFETTO, semplicemente perfetto. Grazie Guy
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #4 il: 26 Ott 2017, 17:30 »
Grazie Guy!
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #5 il: 26 Ott 2017, 17:31 »
Io sono un tifoso qualsiasi. Amo la mia squadra, vado allo stadio, la sostengo come posso. La mia passione è immutata da più di 50 anni. Ne ho viste di tutte i colori e - per restare in attualità - ho visto da osservatore privilegiato l'evoluzione della nostra curva.

Inutile girarci intorno, il problema razzismo c'è, con tutte le connotazioni che si vuole dare al termine, dalle mani a paletta, ai cori, striscioni, canzoni, stendardi e quant'altro. Fastidiosi, sgradevoli anche perché mi ci tocca convivere, proprio quando avrei sperato - dopo una settimana in cui queste tematiche me le trovo in ogni ambiente - di trovare pace.

Non ho armi per combatterlo, oltre alla dissociazione personale e ai fischi per ululati ed altri gesti consimili. Fischio, mi dissocio, tifo. Non sono un avenger, non mi getto in mezzo alla mischia per punire i cattivi. Anche perché - e non è qualunquismo ma semplice constatazione - di atteggiamenti come quello della mia curva, con sfumature diverse, ne ho incontrati quasi ovunque, nelle centinaia di trasferte che ho fatto.

Oggi scopro che la mia curva è cattiva. Questo, lo sapevo. Ma scopro che è l'unica cattiva. Ciò desta in me stupore. Desta stupore tanto più quanto comportamenti similari, manifestati tra l'altro con le stesse modalità, e di cui sono a disposizione moltissime evidenze, non hanno provocato nell'opinione pubblica alcuna indignazione, alcuna sanzione da parte delle preposte autorità, e il variopinto mondo dei social media come quello degli opinion makers li ha bellamente ignorati.

Noi, no. E per noi non intendo la curva o una parte di essa, grande o piccola che sia, quanto proprio tutti noi, tutti i sostenitori della S.S. Lazio (immagino anche quelli della Lazio Golf o della Lazio Softball) siamo fascisti e razzisti. Eh, si dice, ma ne hanno combinate di cotte e di crude. Non ne dubito e - applicando il sacrosanto principio della responsabilità personale - immagino siano giustamente stati individuati e perseguiti. Tutt'altro, se non in minima parte. Ad essere perseguiti e bollati delle peggiori [...]e siamo tutti noi, e la Lazio intesa come società, nella figura del suo presidente. Curioso, quando il nostro presidente è stato l'unico ad interrompere l'annosa complicità omertosa della società con gli ultras, ed è stato l'unico a mettere in atto iniziative contro questo fenomeno. Iniziative sicuramente non sufficienti, ma ha provato a fare qualcosa, anche nobili gesti (ricordate il logo di Libera sulle maglie della Lazio? No, non se lo ricorda nessuno, forse perché andava contro la vulgata della Lazio cattiva).

In tutti questi anni nessun presidente (intendo della Repubblica), giornale giornalino o giornaletto ha fatto e scritto nulla, se non trafiletti in un angolino. Quando uscirono fuori gli adesivi con Anna Frank con la maglia della Lazio (sì, proprio quelli che hanno provocato questa valanga), credo 2013, ne scrisse l'Huffington Post, ma né la comunità ebraica, né la Federazione, né il mondo politico o sportivo, né le redazioni dei giornali, i tiggì, ritennero opportuno dedicarvi spazio. Quando il 23 luglio 2013, in occasione di una delle varie celebrazioni del compleanno dell'AS Roma, i loro ultrà devastarono Testaccio, riempiendolo di scritte in confronto alle quali gli adesivi con Anna Frank sono un libretto della Prima Comunione, ci fu qualche blanda bacchettata, le scritte furono prontamente (e giustamente) cancellate e tutto restò nella normalità. Non ci furono gramellini di fuoco, repubblica e il corriere non invasero le proprie prime pagine, i tiggì avevano altro a cui pensare. Sono sicuro che lo domanderete. No, non ci fu alcuna sanzione.

Tornando ad altra fastidiosa e sgradevole espressione di becera ignoranza, gli ululati ai giocatori di colore, io non li tollero. Sono stupidi, tutt'altro che goliardici ed incoerenti (dato che la nostra squadra di giocatori di colore ne annovera non pochi). Ebbene, sono stati giustamente sanzionati. Nulla da dire. Anzi, magari qualcosa avrei da dire. Perché forse chi parla del Lazio invece che della Lazio non lo sa, oppure quelli che gli hanno detto che la roma si chiama così perché è la prima squadra della Capitale, ma anche quelli che il calcio sono ventidue scemi in pantaloncini, ebbene queste persone non lo sanno che succede dappertutto. Ma noi lo sappiamo, e sono sicuro che lo sanno anche le nostre istituzioni, nonché le forze dell'ordine a ciò preposte. Però le partite a porte chiuse alla fine le disputa la Lazio.

Si dirà: perché voi - solo voi - avete questa fama. Ma qui il serpente si morde la coda. Perché solo noi abbiamo questa fama? Forse perché siamo peggiori di tutti gli altri? No, perché ce l'hanno appiccicata. Altri. Non faccio del complottismo, a mio parere è una questione più turpe e banale, questione di servilismo verso il potente laddove noi tutto siamo tranne che potenti, questione di una stampa pigra, fiacca e sciatta che antepone la propria appartenenza all'obiettività, e che volentieri - complice o timorosa - nasconde volentieri la svastica altrui sotto il tappeto, salvo - con arditi fotomontaggi - ogni volta che il Tajikistan c'è un episodio di razzismo in uno stadio la notizia viene riportata con la foto della curva della Lazio. E' un po' come se io rubo una mela, mi acchiappano e passo i guai. Mia madre mi riempie di sganassoni (ed è quello che stiamo facendo noi), però poi va al mercato e si accorge che tutti rubano le mele. Allora va dal brigadiere e gli chiede perché mio figlio passa i guai mentre tutti gli altri la scapolano? E il brigadiere le fa: si ma quelli sono della roma, quello ha il padre poliziotto, quell'altro è nipote dell'assessore.

Ecco, questo comportamento da parte dell'intero universo che gira intorno al calcio non solo non ha assolutamente a cuore le tematiche cui invece noi (sì proprio noi, i brutti tifosi della Lazio, siamo sensibili, vatti ad informare, giornalista di merda, su chi partecipa ai Mondiali Antirazzisti. Ohibò, LazioNet. Como se spieca? Non si spiega, mi verrai mica a dire che ci sono laziali differenti? E se non si spiega, si ignora) siamo sensibili, ed è sufficiente leggere le pagine di questo sito per rendersene conto, ma fa un cattivo servizio sia all'antirazzismo che a tutte le componenti sane del mondo del calcio. Ghettizzandoci, additandoci, generalizzando, rendono inutile qualsiasi iniziativa, la banalizzano, non le danno alcun risalto.

Quindi ritengo sbagliato l'atteggiamento di chi minimizza il polverone che ci si è creato intorno, e le tonnellate di merda che ci stanno scaricando addosso. Non è la causa del problema, ma ne è una concausa. Se si avesse veramente avuto voglia di combattere il fenomeno, lo si sarebbe fatto, ed esistono tutti gli strumenti tecnologici e sanzionatori per farlo, in maniera equidistante. Se invece le istanze sono altre, non dico di prendersela specificamente con la Lazio, quanto di trovare un capro espiatorio, due sganassoni, qualche giornata di squalifica e siamo da capo, allora il pranzo è servito. Da domani, dopodomani, la tempesta si calmerà, noi (tutti) laziali ci leccheremo le ferite, qualsiasi iniziativa continuerà ad essere ignorata, e ululati e mani a paletta persevereranno nel comune disinteresse. Fino a che un laziale in autobus confesserà ad un amico che sta lavorando come un negro, e il video ripreso e montato da un astante finirà su youtube, per poi rimbalzare automaticamente sulle prime pagine dei repubblica. La giostra ricomincerà, e saremo come sempre daccapo.

Siete voi, siamo noi che invece siamo laziali e sensibili al problema, che ci accaloriamo, ci interroghiamo sulle possibili soluzioni, che dovremmo essere più arrabbiati di tutti per quanto ci stanno vomitando addosso. Perché ci stanno facendo capire (più chiaro di così) che del nostro problema interno se ne sbattono il cazzo, e che - qualsiasi cosa possiamo fare - il cetriolo si sa dove arriverà.

Poi dice che uno si incazza.

Abbiamo bisogno di luce, in questa terribile oscurità: scrivi più spesso.

E trovami la fonte che hai citato (vedi neretto). Va tenuta da parte non per difenderci ora, ma per ripristinare la verità quando sarà il momento.
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #6 il: 26 Ott 2017, 17:31 »
Grazie Guy.
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #7 il: 26 Ott 2017, 17:34 »

Poi dice che uno si incazza.


Io non sapevo come scriverlo tutto quello che hai scritto, poi sei arrivato tu....
E l'hai fatto.
Ti lovvo
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #8 il: 26 Ott 2017, 17:36 »
Guy ....il mio animo laziale devastato ti stava aspettando. GRAZIE
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #9 il: 26 Ott 2017, 17:38 »
Eccoti finalmente. Volevo fa un appello per chiamarti in causa...
Grazie Guy
 :since

Offline Buckley

*
2934
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #10 il: 26 Ott 2017, 17:39 »
bella prova Guy, tra le migliori penne di Lazio.Net

Offline bak

*
20155
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #11 il: 26 Ott 2017, 17:46 »
Perfetto Guy.
Una sola precisazione:purtroppo di questa gente ce n'è in ogni dove, però i laziali sono tra i pochi a manifestarlo sempre (occhio al sempre) dentro uno stadio.
Mentre i val vibrata fans club lo fanno sporadicamente, mentre i milanesi di entrambe le curve si sfogano al Cimitero Maggiore o ai raduni skin di forza nuova, restano veronesi, laziali e poco altro.
Come uscirne con le ossa sane?
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #12 il: 26 Ott 2017, 17:47 »
Grazie Guy , bello e  giusto come le parole di Piperno
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #13 il: 26 Ott 2017, 17:48 »
Thank you Guy... Non tradisci mai:) SFL

Offline Aregai

*
1991
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #14 il: 26 Ott 2017, 17:50 »
che poi è il medesimo "gioco" al massacro che è stato perpetrato per secoli contro gli stessi ebrei.

Offline simcar

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7503
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #15 il: 26 Ott 2017, 17:51 »
Grazie Guy

Offline Thorin

*
2656
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #16 il: 26 Ott 2017, 18:00 »
GuyMontag è il nickname che hai scelto, ma anche quello che meriti.

Offline Nico

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1134
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #17 il: 26 Ott 2017, 18:03 »
 :beer:

Offline rocchigol

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10252
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #18 il: 26 Ott 2017, 18:08 »
si trova l'articolo dell'huffington post?

Online seagull

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7502
Re:La solitudine del tifoso laziale
« Risposta #19 il: 26 Ott 2017, 18:19 »
Bellissimo,  poi dice che uno s'incazza.  Grande Guy!
 

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