Sono tifoso della Lazio dal 94. Lo dico perché magari qualcuno che ha vissuto negli anni 80 potrebbe contestarmi.
Dal mio punto di vista di questi di 32 anni di tifo, é stata la stagione piú brutta e soprattutto triste.
L`immagine dell´ultimo campione che se ne va in uno stadio vuoto é il quadro dialettico del disastro e per come é andata la stagione dal punto di vista di una coerenza "cinematografica" in cui vuoi mettere in scena la decadenza é il finale perfetto.
Triste, per certi versi tragico, ma perfetto come racconto
Volevo scrivere un post in cui quasi come un racconto, parlavo dei momenti salienti del disastro, ma al momento non riesco...forse in seguito.
La cosa che mi terrorizza é tuttavia che potrei sbagliarmi, anzi ho davvero una realistica paura che questa non sia la stagione piú brutta, ma sia la seconda piú brutta, perché quella brutta brutta brutta sará la prossima.
Non parlo di serie B (anche se non sarei sorpreso di restare quanto meno invischiato) parlo di una stagione con giocatoracci, fatta a raccogliere punticini per sistemarsi a centroclassifica, senza un giocatore che "esalti" senza un sistema di gioco interessante...mancherá persino la polemica che Sarri ha cmq generato.
Se adesso abbiamo le macerie, sembra che ci aspetti il vuoto.
Forza Lazio sempre
Adesso arriveranno quelli che ogni tre per due tirano fuori gli anni '80, e che ti diranno come oggi in confronto siamo in paradiso e dovremmo fare i caroselli intorno a Villa San Sebastiano.
Io che gli anni 80 li ho vissuti (tutti allo stadio fra l'altro) posso dirti che il confronto è improponibile, sarebbe come paragonare il traffico di Roma, il sistema dei trasporti cittadino, le automobili ecc delle due epoche, tanto per dire che oggi è tutto più bello, ma poi invece a pensarci ci ricordiamo una città molto più vivibile, nonostante l'assenza della metro o dell'aria condizionata nelle auto
La stessa cosa era per il mondo Lazio, non c'erano i diritti tv, c'era solo lo sponsor tecnico, e tutto dipendeva dagli incassi al botteghino e dalle facoltà economiche del presidente di turno, dunque sapevi di non poter pretendere oltre un certo livello, lottavi punto per punto, con una tifoseria compatta allo stadio, con un occhio al settore giovanile (con la curiosità di vedere se usciva fuori un nuovo Giordano, un nuovo D'amico, oppure se quel Di Canio era effettivamente bravo come sembrava). Ci si sentiva comunque parte di un popolo (cit.)
Oggi, trascorso mezzo secolo, è impensabile avere lo stesso approccio e considerarsi una squadra da media/bassa classifica come negli anni '80, perchè nel frattempo sono arrivati i diritti tv (che ci vedono al 6° posto per incassi), le opportunità di un calciomercato globalizzato, il player trading, gli sponsor, e tutti quei fattori che potenzialmente oggi ti offrono numerose opportunità di crescita
Ma oramai siamo rassegnati a una gestione che in maniera evidente ti dice che non ha tra le priorità il risultato sportivo e la crescita tecnica della SS Lazio, anche tra i tifosi non c'è più quel senso di appartenenza degli anni '80, abbiamo di fronte una società caratterizzata da un profilo marcatamente privato, non siamo più un popolo (cit.)
Per questo c'è disamore, lo spengimento del "typhos"
l'anno prossimo rimpiangeremo questa stagione, nonostante tutto. la ricorderemo con nostalgia.
Citazione di: RG-Lazio il 22 Mag 2026, 08:39Sono tifoso della Lazio dal 94. Lo dico perché magari qualcuno che ha vissuto negli anni 80 potrebbe contestarmi.
Dal mio punto di vista di questi di 32 anni di tifo, é stata la stagione piú brutta e soprattutto triste.
L`immagine dell´ultimo campione che se ne va in uno stadio vuoto é il quadro dialettico del disastro e per come é andata la stagione dal punto di vista di una coerenza "cinematografica" in cui vuoi mettere in scena la decadenza é il finale perfetto.
Triste, per certi versi tragico, ma perfetto come racconto
Volevo scrivere un post in cui quasi come un racconto, parlavo dei momenti salienti del disastro, ma al momento non riesco...forse in seguito.
La cosa che mi terrorizza é tuttavia che potrei sbagliarmi, anzi ho davvero una realistica paura che questa non sia la stagione piú brutta, ma sia la seconda piú brutta, perché quella brutta brutta brutta sará la prossima.
Non parlo di serie B (anche se non sarei sorpreso di restare quanto meno invischiato) parlo di una stagione con giocatoracci, fatta a raccogliere punticini per sistemarsi a centroclassifica, senza un giocatore che "esalti" senza un sistema di gioco interessante...mancherá persino la polemica che Sarri ha cmq generato.
Se adesso abbiamo le macerie, sembra che ci aspetti il vuoto.
Forza Lazio sempre
Non c'è nessuno che ti può assicurare che la prossima stagione sia peggiore, nemmeno che sia migliore.
Chi ostenta sicurezza su questo o è un bugiardo o un ingenuo.
La cosa certa, certificata, sicura al 100%, è che questa non è neanche lontanamente la stagione peggiore della storia della S.S.Lazio.
Continuare a rimuginare su quanto potrà andare male in futuro non solo non serve a niente è anche deleterio per chi lo pensa e per chi lo ascolta o per chi lo legge, non c'è nessun vantaggio ad alimentare il pensiero negativo, la storia dello sport è piena di destini disattesi e successi inaspettati.
PS: questo ovviamente non vuol dire che va tutto bene... ma da qui a dire che la morte è dietro l'angolo ce ne vuole.
Citazione di: Aquila Romana il 22 Mag 2026, 09:33Adesso arriveranno quelli che ogni tre per due tirano fuori gli anni '80, e che ti diranno come oggi in confronto siamo in paradiso e dovremmo fare i caroselli intorno a Villa San Sebastiano.
Io che gli anni 80 li ho vissuti (tutti allo stadio fra l'altro) posso dirti che il confronto è improponibile, sarebbe come paragonare il traffico di Roma, il sistema dei trasporti cittadino, le automobili ecc delle due epoche, tanto per dire che oggi è tutto più bello, ma poi invece a pensarci ci ricordiamo una città molto più vivibile, nonostante l'assenza della metro o dell'aria condizionata nelle auto
La stessa cosa era per il mondo Lazio, non c'erano i diritti tv, c'era solo lo sponsor tecnico, e tutto dipendeva dagli incassi al botteghino e dalle facoltà economiche del presidente di turno, dunque sapevi di non poter pretendere oltre un certo livello, lottavi punto per punto, con una tifoseria compatta allo stadio, con un occhio al settore giovanile (con la curiosità di vedere se usciva fuori un nuovo Giordano, un nuovo D'amico, oppure se quel Di Canio era effettivamente bravo come sembrava). Ci si sentiva comunque parte di un popolo (cit.)
Oggi, trascorso mezzo secolo, è impensabile avere lo stesso approccio e considerarsi una squadra da media/bassa classifica come negli anni '80, perchè nel frattempo sono arrivati i diritti tv (che ci vedono al 6° posto per incassi), le opportunità di un calciomercato globalizzato, il player trading, gli sponsor, e tutti quei fattori che potenzialmente oggi ti offrono numerose opportunità di crescita
Ma oramai siamo rassegnati a una gestione che in maniera evidente ti dice che non ha tra le priorità il risultato sportivo e la crescita tecnica della SS Lazio, anche tra i tifosi non c'è più quel senso di appartenenza degli anni '80, abbiamo di fronte una società caratterizzata da un profilo marcatamente privato, non siamo più un popolo (cit.)
Per questo c'è disamore, lo spengimento del "typhos"
Ho sottolineato quel passaggio del tuo intervento perchè credo rappresenti una fotografia perfetta.
Io negli anni 80 avevo una decina di anni, la Lazio era in B e non sapevo neppure chi fosse l'allenatore, figurarsi il presidente, i giocatori li vedevi sulle figurine e nella foto ufficiale che mi piaceva tanto e correvo in edicola appena disponibile.
Adesso siamo nel 2026 ma la gestione della Lazio è rimasta agli anni '80.
Riflessione pienamente condivisibile.
Non saprei fare un classifica di tristezza, ma la situazione è quanto mai desolante sotto tutti i punti di vista. È una sensazione diffusa, che abbraccia tutti gli aspetti attuali della vita della società, con quello sportivo che al momento almeno non desta preoccupazioni da allarme rosso, anche se la china intrapresa sembra segnata e difficilmente reversibile.
Non ho vissuto in maniera consapevole da tifoso gli anni 80, dunque non faccio paragoni, tuttavia almeno lì c'era un pathos (drammatico, ma pathos) e delle figure alle quali aggrapparsi, in campo, panchina o società.
Adesso l'ambiente è non solo mesto, ma respingente: per chi con questa gestione e in questa situazione potrebbe trovarsi a lavorare, per i tifosi attuali e soprattutto per quelli che, ragazzini romani o appassionati d'ogni dove, non possono che faticare sempre di più ad avvicinarsi alla Lazio e restarle accanto.
Finisco con una nota leggermente più luminosa, pur condividendo in pieno le sensazioni del post iniziale, inevitabilmente condizionate dall'oggi: magari domani potrà bastare un filotto di risultati positivi o trovare per caso un giocatore che possa far viaggiare con la fantasia, non certo per conseguire chissà quali obiettivi ma almeno per risvegliare una passione che non muore ma che è ormai sempre più provata da tutto quello che succede intorno. Improbabile, ma chissà...
quella che ha portato a lotito presidente della Lazio.
Per me in assoluto la stagione più triste; quando non sei quasi per niente interessato ai risultati della tua squadra del cuore non può che essere una stagione triste.
Che cocciutamente continuo a sperare e credere che possa rimanere la più triste.
Citazione di: lorenz82 il 22 Mag 2026, 09:43l'anno prossimo rimpiangeremo questa stagione, nonostante tutto. la ricorderemo con nostalgia.
Concordo.
la stagione più brutta: c'è un'ampia scelta.
La stagione 1979/80, quella dell' assassinio di Paparelli che si concluse con la retrocessione alla serie B per il primo scandalo scommesse, c'è la stagione della retrocessione con Chinaglia presidente, 1984/85 e poi quella successiva, in serie B con Simoni come allenatore, che lottammo per non retrocedere in serie C e subito dopo, in quella estate ci fu la sentenza della retrocessione in serie C, per il secondo scandalo scommesse, sentenza che poi fu cambiata nella penalizzazione dei famosi -9. Quando passi queste stagioni, te ne sbatti di lotito e tutto il cucuzzaro.
I miei complimenti a quel ragazzino di 13 anni che ogni giorno invia a quello un appello a liberare la Lazio in una lingua diversa. Altro che perdere i tifosi giovani con la protesta. E anche se perdessimo qualcosa in numero, miglioriamo in qualità. Se è possibile aumentare una qualità già grandissima. Checché ne pensi quello.
Citazione di: adiutrix il 22 Mag 2026, 10:55la stagione più brutta: c'è un'ampia scelta.
La stagione 1979/80, quella dell' assassinio di Paparelli che si concluse con la retrocessione alla serie B per il primo scandalo scommesse, c'è la stagione della retrocessione con Chinaglia presidente, 1984/85 e poi quella successiva, in serie B con Simoni come allenatore, che lottammo per non retrocedere in serie C e subito dopo, in quella estate ci fu la sentenza della retrocessione in serie C, per il secondo scandalo scommesse, sentenza che poi fu cambiata nella penalizzazione dei famosi -9. Quando passi queste stagioni, te ne sbatti di lotito e tutto il cucuzzaro.
Sono d'accordo con la stagione 1979/80 perché è stata una coincidenza di eventi che poteva essere devastante per chiunque.
Paparelli, la squadra risucchiata nella lotta salvezza che si salva all'ultima giornata, le camionette in campo per arrestare il tuo capitano e i tuoi giocatori migliori, la retrocessione a tavolino, René Van de Kerkhof che arriva in ritiro e se ne va, simbolo di un futuro che poteva essere e che ci viene tolto.
Per il resto, se parliamo di partecipazione, di unità, di amore, di Lazialità nella sua forma più alta, gli anni che seguirono fino alla promozione dell'88 furono forse i più belli.
Brutti per il livello della squadra ma bellissimi perchè ai nostri occhi era una strafi*a per quanto le volevamo bene. Tutti. Indistintamente.
Da questo punto di vista ogni anno del sultano è un passo verso il basso.
Diciamo pure che abbiamo cominciato a scavare...
Citazione di: Aquila Romana il 22 Mag 2026, 09:33Adesso arriveranno quelli che ogni tre per due tirano fuori gli anni '80, e che ti diranno come oggi in confronto siamo in paradiso e dovremmo fare i caroselli intorno a Villa San Sebastiano.
Io che gli anni 80 li ho vissuti (tutti allo stadio fra l'altro) posso dirti che il confronto è improponibile, sarebbe come paragonare il traffico di Roma, il sistema dei trasporti cittadino, le automobili ecc delle due epoche, tanto per dire che oggi è tutto più bello, ma poi invece a pensarci ci ricordiamo una città molto più vivibile, nonostante l'assenza della metro o dell'aria condizionata nelle auto
La stessa cosa era per il mondo Lazio, non c'erano i diritti tv, c'era solo lo sponsor tecnico, e tutto dipendeva dagli incassi al botteghino e dalle facoltà economiche del presidente di turno, dunque sapevi di non poter pretendere oltre un certo livello, lottavi punto per punto, con una tifoseria compatta allo stadio, con un occhio al settore giovanile (con la curiosità di vedere se usciva fuori un nuovo Giordano, un nuovo D'amico, oppure se quel Di Canio era effettivamente bravo come sembrava). Ci si sentiva comunque parte di un popolo (cit.)
Oggi, trascorso mezzo secolo, è impensabile avere lo stesso approccio e considerarsi una squadra da media/bassa classifica come negli anni '80, perchè nel frattempo sono arrivati i diritti tv (che ci vedono al 6° posto per incassi), le opportunità di un calciomercato globalizzato, il player trading, gli sponsor, e tutti quei fattori che potenzialmente oggi ti offrono numerose opportunità di crescita
Ma oramai siamo rassegnati a una gestione che in maniera evidente ti dice che non ha tra le priorità il risultato sportivo e la crescita tecnica della SS Lazio, anche tra i tifosi non c'è più quel senso di appartenenza degli anni '80, abbiamo di fronte una società caratterizzata da un profilo marcatamente privato, non siamo più un popolo (cit.)
Per questo c'è disamore, lo spengimento del "typhos"
Io sono degli anni 70/80, fidati sono più avvelenato di te con questo figuro al comando.
per me si è la stagione piu' brutta dell'era Lotito, i primi anni dal 2004 sono stati difficili, ma come posso dire, eravamo "poveri ma belli" e consapevoli che più di pane e frittata non si poteva avere, ma contenti comunque di essere scampati allo spettro del fallimento.
gli ultimi 12 mesi invece un macello, una società che ha fatto di tutto per sabotare la stagione e per costringere i tifosi a dichiarargli guerra.
quello che mi preoccupa di più è la traiettoria delle ultime 3 stagioni, qualificazione in E.L. per un filo, poi si ok ottimi risultati in Coppa ma alla fine fuori dall'Europa, quest'anno già da 3 mesi si sapeva che tramite il campionato non saremmo arrivati da nessuna parte.
e il prossimo anno se continuasse la parabola discendente, dove arriveremo ?
impossibile fare classifiche delle stagioni più brutte, la percezione della bruttezza è data anche dalla propria esperienza personale e consapevolezza.
Ho vissuto in gioventu anche gli anni della B, ma avevo 15 anni, che mi fregava. Si vinceva ero contento, si perdeva era uguale.
Penso che gli anni 90 siano stati il passaggio di generazione e di percezione della Lazio. Chi cresceva in quegli anni cominciava ad abituarsi ad una Lazio diversa, l'arrivo di Cragnotti ha plasmato una generazione che non aveva vissuto la miseria passata.
Oggi il padrone rivendica che la nostra "razzo de storia" è una storia di miseria quindi non dobbiamo lamentarci. Ma una generazione quella razzo de storia non l'ha vissuta e quelli che l'hanno vissuta non vogliono riviverla per questo l'odio profondo per questo squallido individuo che ha sequestrato la nostra LAZIO per i suoi sporchi interessi di bottega non si estinguerà neanche dovesse vincere la Champions League perchè un minuto dopo se ne intesterebbe il merito rinfacciando ai tifosi di essere dei miserabili che grazie a lui sono arrivati li.
boh, io sono dell'81 e ho memoria dei primi anni 90, in effetti ogni anno è diverso e ci sono state alcune stagioni difficili nell'era Lotito, diciamo che questa più che brutta è stata triste, senza picchi, senza giocatori che mi abbiano fatto emozionare, senza speranza e da un certo punto in poi con pochissimo interesse per il risultato se non quelle 2/3 partite importanti di coppa Italia.
Che dire, speriamo bene, anche se la china è bruttina
Per me non è questione di stagione brutta o bella, chissene, ne abbiamo viste diverse di stagioni finite nell'anonimato dell' 8-12° posto, anche se considerassimo solo dagli anni 90 in su. La differenza è che sapevamo che tutte quelle stagioni erano un passaggio, a volte necessario, per una possibile rinascita o addirittura crescita futura, aveamo insomma la speranza, se non la certezza, di tempi migliori. lotito ce l'ha tolta. Ed è questa la cosa più triste, perché senza speranza se ne va anche la passione.
Anche per me il periodo più brutto questo. La Lazio divide e non unisce. I romanisti in società.
Negli anni '80 non c'erano i risultati, ma essere Laziale è stato bellissimo, per me. La Lazio univa tutti, dal presidente all'ultimo dei tifosi.
La stagione più brutta salvo miracoli sarà la prossima secondo me
avevo 8 anni e quindi ricordi un po' sbiaditi ma direi la B 81/82 fu veramente tristissima, partiti per riscattare la mancata promozione dell'anno precedente (leggasi: rigore di chiodi) fu un lento scendere in basso con sconfitte casalinghe contro le peggio squadre (tra cui il rimini!!!), in una di queste ci fu il mio esordio all'olimpico (ovviamente sconfitta, palermo 0-3).
vabbè poi la mesta retrocessione con 15 miserrimi punti e 2 sole vittorie 84/85...
c'era più speranza e entusiasmo di adesso?? bah forse all'inizio, poi man mano un'agonia...
cmq sì, situazioni imparagonabili rispetto a questo calcio da diritti tv...
Buono spunto di conversazione, anche perché contiene un confronto generazionale che, sinceramente, mi è sempre piaciuto. Pure io ho iniziato a seguire la Lazio negli anni Novanta (sono dell'88) e quindi posso fare un bilancio più o meno trentennale.
Probabilmente è la stagione peggiore che io ricordi ma non è facile stabilire una classifica perché nell'elaborazione di queste sensazioni subentrano anche altri fattori soggettivi. Mi spiego meglio: ho sicuramente visto (poche) situazioni più brutte, che però risalgono a un tempo diverso, quando ero adolescente, o poco più che ventenne, e il calcio mi piaceva moltissimo. Sostanzialmente le vivevo meglio. Perfino l'ansia di fallire nel 2004 era più facilmente gestibile. Da diversi anni non sopporto più il calcio, praticamente non vedo più partite che non siano della Lazio (e ultimamente ho rinunciato anche ad alcune di queste), sono sempre più intollerante verso la discussione calcistica tra i tifosi di diverse squadre (che mi sembra ormai una delle forme più vergognose della stupidità umana, e a Roma è invivibile) e sono sempre più insofferente alla comunicazione contemporanea dove tutto è esasperato (una volta c'era la presa in giro, che poteva durare un po', ma poi finiva, ora grazie ai social e ad altre espressioni di internet sembra che la macchina non si fermi mai). In un contesto come questo, di mia personale insoddisfazione proprio nei riguardi del mondo in cui si inserisce la Lazio, è chiaro che la stagione che sta finendo si colora di tinte ancor più fosche.
Detto ciò, cercando di essere freddo e il più aderente possibile al mondo Lazio, mi sembra sì la stagione peggiore soprattutto per il gravissimo scollamento che si sta creando. Anche nel semplice periodo Lotito abbiamo visto di peggio, con il suo primo campionato, con il 2010 o con altre stagioni dove ci siamo piazzati malissimo e non abbiamo fatto una finale come quest'anno (2008, 2014, 2016); ma per vari motivi, e pur con tanta insoddisfazione, c'era un minimo di speranza di poter migliorare, visto che stagioni cattive si alternavano ad altre migliori. Poi ci sono stati personaggi come Radu, Lulic, Ciro o Milinkovic. Ora la speranza non c'è più, perché non ci fidiamo più e siamo saturi di questo losco individuo che ogni giorno non fa che peggiorare la sua immagine. Quando mai un presidente ha insultato i suoi tifosi come fa lui?
Al di là dei mezzi economici, se Lotito fosse una persona più a modo e dimostrasse più rispetto per i suoi tifosi e la sua storia ci sarebbe più distensione. Invece non ci sono mezzi materiali per il futuro e riscontriamo, per la prima volta in 126 anni, un presidente che non vuole il meglio per la sua società e per i tifosi, ma anzi offende loro, la loro storia e pure quelli che vanno in campo. Siamo all'assurdo. Da diverso tempo è finalmente venuta fuori la vera natura di Lotito: un uomo volgare che tiene in ostaggio una squadra solo per il suo tornaconto, indifferente alle critiche e al fatto che la sta distruggendo. E questo sì che lo rende unico nella storia del calcio italiano.
Alla luce di tutto quello che ho scritto, sì è ad oggi la stagione peggiore che ho visto, e sì temo che ne verranno di peggiori.
Citazione di: Aquila Romana il 22 Mag 2026, 09:33Adesso arriveranno quelli che ogni tre per due tirano fuori gli anni '80, e che ti diranno come oggi in confronto siamo in paradiso e dovremmo fare i caroselli intorno a Villa San Sebastiano.
Io che gli anni 80 li ho vissuti (tutti allo stadio fra l'altro) posso dirti che il confronto è improponibile, sarebbe come paragonare il traffico di Roma, il sistema dei trasporti cittadino, le automobili ecc delle due epoche, tanto per dire che oggi è tutto più bello, ma poi invece a pensarci ci ricordiamo una città molto più vivibile, nonostante l'assenza della metro o dell'aria condizionata nelle auto
La stessa cosa era per il mondo Lazio, non c'erano i diritti tv, c'era solo lo sponsor tecnico, e tutto dipendeva dagli incassi al botteghino e dalle facoltà economiche del presidente di turno, dunque sapevi di non poter pretendere oltre un certo livello, lottavi punto per punto, con una tifoseria compatta allo stadio, con un occhio al settore giovanile (con la curiosità di vedere se usciva fuori un nuovo Giordano, un nuovo D'amico, oppure se quel Di Canio era effettivamente bravo come sembrava). Ci si sentiva comunque parte di un popolo (cit.)
Oggi, trascorso mezzo secolo, è impensabile avere lo stesso approccio e considerarsi una squadra da media/bassa classifica come negli anni '80, perchè nel frattempo sono arrivati i diritti tv (che ci vedono al 6° posto per incassi), le opportunità di un calciomercato globalizzato, il player trading, gli sponsor, e tutti quei fattori che potenzialmente oggi ti offrono numerose opportunità di crescita
Ma oramai siamo rassegnati a una gestione che in maniera evidente ti dice che non ha tra le priorità il risultato sportivo e la crescita tecnica della SS Lazio, anche tra i tifosi non c'è più quel senso di appartenenza degli anni '80, abbiamo di fronte una società caratterizzata da un profilo marcatamente privato, non siamo più un popolo (cit.)
Per questo c'è disamore, lo spengimento del "typhos"
Quindi avevamo dei presidenti "poveracci" che non ci potevano far competere con le Società più ricche.
Mi spieghi quale sarebbe la differenza con la "poraccitudine" contestata oggi a Lotito, che dovrebbe vendere per far spazio a proprietà più danarose e spendaccione?
Citazione di: maumarta il 22 Mag 2026, 11:59Sono d'accordo con la stagione 1979/80 perché è stata una coincidenza di eventi che poteva essere devastante per chiunque.
Paparelli, la squadra risucchiata nella lotta salvezza che si salva all'ultima giornata, le camionette in campo per arrestare il tuo capitano e i tuoi giocatori migliori, la retrocessione a tavolino, René Van de Kerkhof che arriva in ritiro e se ne va, simbolo di un futuro che poteva essere e che ci viene tolto.
Per il resto, se parliamo di partecipazione, di unità, di amore, di Lazialità nella sua forma più alta, gli anni che seguirono fino alla promozione dell'88 furono forse i più belli.
Brutti per il livello della squadra ma bellissimi perchè ai nostri occhi era una strafi*a per quanto le volevamo bene. Tutti. Indistintamente.
Da questo punto di vista ogni anno del sultano è un passo verso il basso.
Diciamo pure che abbiamo cominciato a scavare...
Quindi siamo cambiati noi tifosi, perché in passato abbiamo avuto motivi per contestare praticamente tutti i Presidenti avvicendatisi (compreso Lenzini pre e post scudetto).
Oggi invece predichiamo l'abbandono.
Chi è cambiato, noi o la Lazio?
Citazione di: Vogel_Lazio il 22 Mag 2026, 12:59Buono spunto di conversazione, anche perché contiene un confronto generazionale che, sinceramente, mi è sempre piaciuto. Pure io ho iniziato a seguire la Lazio negli anni Novanta (sono dell'88) e quindi posso fare un bilancio più o meno trentennale.
Probabilmente è la stagione peggiore che io ricordi ma non è facile stabilire una classifica perché nell'elaborazione di queste sensazioni subentrano anche altri fattori soggettivi. Mi spiego meglio: ho sicuramente visto (poche) situazioni più brutte, che però risalgono a un tempo diverso, quando ero adolescente, o poco più che ventenne, e il calcio mi piaceva moltissimo. Sostanzialmente le vivevo meglio. Perfino l'ansia di fallire nel 2004 era più facilmente gestibile. Da diversi anni non sopporto più il calcio, praticamente non vedo più partite che non siano della Lazio (e ultimamente ho rinunciato anche ad alcune di queste), sono sempre più intollerante verso la discussione calcistica tra i tifosi di diverse squadre (che mi sembra ormai una delle forme più vergognose della stupidità umana, e a Roma è invivibile) e sono sempre più insofferente alla comunicazione contemporanea dove tutto è esasperato (una volta c'era la presa in giro, che poteva durare un po', ma poi finiva, ora grazie ai social e ad altre espressioni di internet sembra che la macchina non si fermi mai). In un contesto come questo, di mia personale insoddisfazione proprio nei riguardi del mondo in cui si inserisce la Lazio, è chiaro che la stagione che sta finendo si colora di tinte ancor più fosche.
Detto ciò, cercando di essere freddo e il più aderente possibile al mondo Lazio, mi sembra sì la stagione peggiore soprattutto per il gravissimo scollamento che si sta creando. Anche nel semplice periodo Lotito abbiamo visto di peggio, con il suo primo campionato, con il 2010 o con altre stagioni dove ci siamo piazzati malissimo e non abbiamo fatto una finale come quest'anno (2008, 2014, 2016); ma per vari motivi, e pur con tanta insoddisfazione, c'era un minimo di speranza di poter migliorare, visto che stagioni cattive si alternavano ad altre migliori. Poi ci sono stati personaggi come Radu, Lulic, Ciro o Milinkovic. Ora la speranza non c'è più, perché non ci fidiamo più e siamo saturi di questo losco individuo che ogni giorno non fa che peggiorare la sua immagine. Quando mai un presidente ha insultato i suoi tifosi come fa lui?
Al di là dei mezzi economici, se Lotito fosse una persona più a modo e dimostrasse più rispetto per i suoi tifosi e la sua storia ci sarebbe più distensione. Invece non ci sono mezzi materiali per il futuro e riscontriamo, per la prima volta in 126 anni, un presidente che non vuole il meglio per la sua società e per i tifosi, ma anzi offende loro, la loro storia e pure quelli che vanno in campo. Siamo all'assurdo. Da diverso tempo è finalmente venuta fuori la vera natura di Lotito: un uomo volgare che tiene in ostaggio una squadra solo per il suo tornaconto, indifferente alle critiche e al fatto che la sta distruggendo. E questo sì che lo rende unico nella storia del calcio italiano.
Alla luce di tutto quello che ho scritto, sì è ad oggi la stagione peggiore che ho visto, e sì temo che ne verranno di peggiori.
Nel tuo bilancio puoi mettere il doppio di trofei vinti rispetto alle merde.
Siine orgoglioso e sputaglielo in faccia ogni volta che aprono bocca. :ssl
Ho visto la mia prima partita della Lazio nel 1976, quindi sono uno di quelli che ritira fuori gli anni '80, la serie B, gli spareggi, Campobasso, Barletta, San Benedetto del Tronto, Catanzaro, Arezzo e Cava dei Tirreni.
Allora, facciamo un bilancio meramente a livello sportivo: la Lazio in questa stagione è arrivata nona in classifica (senza mai rischiare niente), ha raggiunto la finale di Coppa Italia (che se me lo avessero detto a me adolescente, magari di ritorno da una trasferta a Pistoia vinta 1-0 con goal di Vella, mi sarebbe preso un infarto) e la prossima stagione giocherà la finale di Supercoppa Italiana con l'Inter. Questi sono i fatti, "la fredda cronaca" come direbbe Antonio Albanese.
Dal punto di vista sportivo, quindi di stagioni peggio di questa ne ho vissute almeno una ventina: quella del rigore sbagliato da Chiodi alla penultima giornata, quella che si è conclusa a Catanzaro con un goal di Monelli che ci salvò dalla serie C, la retrocessione a Natale della squadra dove giocavano D'Amico, Manfredonia, Giordano, Laudrup e Batista, il campionato di Materazzi, che si concluse con un pareggio "acchittatissimo", 0-0, nell'ultima giornata ad Ascoli che ci portò alla salvezza, la retrocessione in C, poi trasformata nella penalizzazione di -9, tutti i campionati anonimi di metà classifica (quelli con Zoff allenatore per esempio) dove non ci si qualificava alle Coppe e dove non c'era mai un exploit come è stata la Coppa Italia quest'anno.
Dunque a livello sportivo, di stagioni più brutte di queste ce ne sono state a bizzeffe; anzi, a guardar ben, considerando l'ultimo mezzo secolo, sono state di più le stagioni peggiori di questa che quelle migliori.
Fatta tutta questa lunga e noiosa premessa, devo concordare, invece, che a livello ambientale questa è stata la stagione più brutta della storia della Lazio!|
Riesco ad accettare l'anonimato momentaneo con una certa tranquillità quando so che si riparte l'anno dopo. In passato, quando si andava male c'era poi praticamente sempre una discreta risalita fatta da mercati estivi intelligenti e anche qualche bel nome. Per dire, il secondo anno di Pioli mi sentivo proprio svuotato, specie dopo il derby di ritorno, quasi al livello attuale... ma in generale sembrava avessimo ancora molto margine per reinventarci, almeno al livello sesto posto finestra sul quarto (cit.)
La differenza appunto è che quest'anno sei andato male e al momento le prospettive di fare investimenti importanti o quantomeno intelligenti per mettere a posto le cose sono praticamente inesistenti, e questo lo sappiamo già dall'estate scorsa. Difficile non deprimersi quando anche guardando oltre vedi sempre lo stesso grigio.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:02Quindi avevamo dei presidenti "poveracci" che non ci potevano far competere con le Società più ricche.
Mi spieghi quale sarebbe la differenza con la "poraccitudine" contestata oggi a Lotito, che dovrebbe vendere per far spazio a proprietà più danarose e spendaccione?
Questa domanda sembra fatta da chi negli ultimi 20 anni ha vissuto sulla luna, ed è appena tornato sulla terra....
Prova a leggere quello che ha scritto Vogel (anche se con te temo sia inutile, se non lo hai capito dopo 20 e passa anni..)
Citazione di: Vogel_Lazio il 22 Mag 2026, 12:59Ora la speranza non c'è più, perché non ci fidiamo più e siamo saturi di questo losco individuo che ogni giorno non fa che peggiorare la sua immagine. Quando mai un presidente ha insultato i suoi tifosi come fa lui?
Al di là dei mezzi economici, se Lotito fosse una persona più a modo e dimostrasse più rispetto per i suoi tifosi e la sua storia ci sarebbe più distensione. Invece non ci sono mezzi materiali per il futuro e riscontriamo, per la prima volta in 126 anni, un presidente che non vuole il meglio per la sua società e per i tifosi, ma anzi offende loro, la loro storia e pure quelli che vanno in campo. Siamo all'assurdo. Da diverso tempo è finalmente venuta fuori la vera natura di Lotito: un uomo volgare che tiene in ostaggio una squadra solo per il suo tornaconto, indifferente alle critiche e al fatto che la sta distruggendo. E questo sì che lo rende unico nella storia del calcio italiano.
Alla luce di tutto quello che ho scritto, sì è ad oggi la stagione peggiore che ho visto, e sì temo che ne verranno di peggiori.
Citazione di: Aquila Romana il 22 Mag 2026, 13:19Questa domanda sembra fatta da chi negli ultimi 20 anni ha vissuto sulla luna, ed è appena tornato sulla terra....
Prova a leggere quello che ha scritto Vogel (anche se con te temo sia inutile, se non lo hai capito dopo 20 e passa anni..)
Aaaa, non c'è più la speranza. Come per quelli che nel '71 a Terni misero in fila 11 bidoni della spazzatura verniciati di bianco e azzurro, con sopra i numeri da 1 a 11. Cinque di quella squadra (più l'allenatore) vinsero lo scudetto 73/74.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:12Nel tuo bilancio puoi mettere il doppio di trofei vinti rispetto alle merde.
Siine orgoglioso e sputaglielo in faccia ogni volta che aprono bocca. :ssl
Ma lo faccio, più che altro per zittire rapidamente la loro idiozia ogni volta che va all'attacco. :ssl :asrm
I problemi però non riguardano loro o chi ha vinto di più negli ultimi trent'anni. Il problema è il futuro della Lazio.
Secondo me chi risponde snocciolando i risultati sportivi ha capito poco del topic. D'altronde, che anche considerando i soli risultati si debba risalire ad almeno 40 anni fa per trovare di peggio, la dice lunga. A voi pare ieri perchè c'eravate, ma sarebbe come se all'epoca di Salas fossimo andati a ripescare stagioni degli anni '50. Tra le due epoche passa un abisso.
Ma il discorso non è il nono posto, che certo se eri a Cava de'Tirreni nel 1981 è oro, figuriamoci la finale di coppa Italia. Il discorso è che persino in quelle epoche oscure, c'era la Lazio, come entità fisica e come ideale, rappresentata dal sostegno e dalla passione popolare.
La Lazio oggi non esiste più, è questo che purtroppo molti si ostinano a non capire, o a non volerlo fare. Magari, legittimamente, per non rinunciare alla gita domenicale allo stadio, meglio ancora se belli comodi, magari perchè altrettanto legittimamente credono che la naturale collocazione della squadra sia il centroclassifica discendente (peccato che gli stessi, quando non si riusciva a centrare la Champions, ricordavano alacremente che i piazzamenti da EL in campionato fossero coerenti col sesto monte ingaggi, cosa a quanto pare non più vera, ma amen).
Ma la Lazio che vi ricordate, la sua (cazzo di) storia, i suoi protagonisti, sono stati tutti vilipesi e calpestati dal tizio che detiene la maggioranza delle quote societarie. In modo scientifico.
Domenica saluterà l'ennesimo beniamino della tifoseria che non rivedremo più se non a qualche rimpatriata, come i vari Ledesma, Dabo, Hernanes, Lulic, Radu, Ciro e tanti altri accuratamente allontanati perchè hai visto mai si debba oscurare il re Sole.
Lo scollamento con la tifoseria è totale e non viene fatto mezzo passo da parte di chi lo ha causato.
Il presunto mago della gestione ci ha portato a prospettive talmente nere che dobbiamo ringraziare anche solo di poter fare mercato, che inevitabilmente sarà incentrato sullo spendere la metà di quanto incassato.
E in tutto questo non si vede una luce in fondo al tunnel, tra voci dei soliti cazzari e smentite categoriche del satrapo in questione.
Lo capite che tutto questo va un po' oltre il nono posto? Epperò Pistoia e Campobasso 45 anni fa.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:08Quindi siamo cambiati noi tifosi, perché in passato abbiamo avuto motivi per contestare praticamente tutti i Presidenti avvicendatisi (compreso Lenzini pre e post scudetto).
Oggi invece predichiamo l'abbandono.
Chi è cambiato, noi o la Lazio?
È cambiato il fatto che questo presidente ti ha fatto perdere il senso di appartenenza.
Perché ci ha riempito di balle cosmiche e tiene in ostaggio la Lazio .
E perché è tutto fuorché quello che io mi aspetto da un Laziale.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:24Aaaa, non c'è più la speranza. Come per quelli che nel '71 a Terni misero in fila 11 bidoni della spazzatura verniciati di bianco e azzurro, con sopra i numeri da 1 a 11. Cinque di quella squadra (più l'allenatore) vinsero lo scudetto 73/74.
Non c'è più motivo, nè di guardare nè di tifare questa squadra, è inutile.
Le mie prima partite risalgono agli anni 1972/1973. Andavo con mio padre allo stadio abbastanza frequentemente. Poi ho iniziato ad abbonarmi. Di anni bui e tristi ne ho vissuti moltissimi soprattutto inizi anni '80. Però il nostro stadio era il più bello di tutti. Ci si abbracciava e si condivideva il poco che avevamo con i giocatori, il presidente di turno fino all'ultima figura della società che conoscevamo tutti per nome e per ruolo. Il vuoto dentro che provo adesso con questo individuo non ne ho memoria alcuna.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:24Aaaa, non c'è più la speranza. Come per quelli che nel '71 a Terni misero in fila 11 bidoni della spazzatura verniciati di bianco e azzurro, con sopra i numeri da 1 a 11. Cinque di quella squadra (più l'allenatore) vinsero lo scudetto 73/74.
La differenza è che allora c'era un Presidente che amava la Lazio e che per la Lazio si è rovinato, ora c'è un gestore che sembra odiarla la Lazio e per la Lazio è diventato senatore e lasciamo perdere il resto.
Mi aspetto che per te queste differenze non contino, per me e per la stragrande maggioranza dei Laziali sembra che contino moltissimo.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:02Quindi avevamo dei presidenti "poveracci" che non ci potevano far competere con le Società più ricche.
Mi spieghi quale sarebbe la differenza con la "poraccitudine" contestata oggi a Lotito, che dovrebbe vendere per far spazio a proprietà più danarose e spendaccione?
Già il non essere chiamati stereonzi a ogni piè sospinto mi pare una bella differenza
non mi sorprenderei se gli addetti alla talent room siano stati destinati ad altre attività, tipo interegire sui social
spiegherebbe sia la talent room, che i muri di gomma
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:24Aaaa, non c'è più la speranza. Come per quelli che nel '71 a Terni misero in fila 11 bidoni della spazzatura verniciati di bianco e azzurro, con sopra i numeri da 1 a 11. Cinque di quella squadra (più l'allenatore) vinsero lo scudetto 73/74.
Sei arrivato a tirare fuori episodi di contestazione risalenti a 55 anni fa, pur di camminare tra le uova senza rischiare di romperne qualcuna. E naturalmente senza portare alcun contributo rispetto al post iniziale. Però siccome nel 74, tre anni dopo, ben 5 di quella squadra vinsero lo scudetto, siamo noi gli stro.nzoni che contestiamo perché non riusciamo a capire che può succedere pure adesso e quindi dobbiamo fare pippa e camminare in ginocchio sui ceci davanti a sua rotondità. Fantastico. Non metto le faccine che si sbellicano dalle risate perché poi qualcuno si indigna.
Citazione di: amor_marde il 22 Mag 2026, 14:09non mi sorprenderei se gli addetti alla talent room siano stati destinati ad altre attività, tipo interegire sui social
spiegherebbe sia la talent room, che i muri di gomma
:sisisi:
Vado controcorrente... la Lazio mi regala sempre emozioni. Di brutto c'è chi la rappresenta nelle sedi istituzionali, il dormiglione, che non rispetta simboli, storia e tifosi. Il resto è tutto bello, sostenitori Laziali in primis!
:since
Citazione di: DinoZ il 22 Mag 2026, 12:14una sociieta che fatto di tutto per sabotare la stagione
Prendo spunto da questa frase, pur essendo d'accordo su tutto il resto.
Più ci rifletto e più mi convinco che, fin dall'arrivo di Lotito, il percorso sia stato più o meno studiato e poi messo in atto.
D'altronde lui non è mai stato laziale; piuttosto, come il resto della mandria, si è fatto risucchiare dall'ideologia romanista che può sempre fare comodo.
Per lui è stata solo un'opportunità per arricchirsi.
Già dall'inizio il piano era chiaro: andava bene tutto pur di non mettere risorse personali. Ha vivacchiato sfruttando i diritti televisivi e gli incassi del botteghino. Non per niente, nel momento di massima difficoltà ad assemblare la squadra, è riuscito nell'intento rovistando nei cassonetti e acquistando nove giocatori nelle ultime ore di calciomercato, spendendo zero.
Da lì ha iniziato la lenta risalita, facendo le pulci e lesinando su ogni minima spesa (pure sulla carta igienica), stando sempre ben attento a non superare la linea rossa e riuscendo così a non immettere denaro proprio.
Diciamo che, per alcune intuizioni miracolose del factotum Tare, i risultati sono stati persino migliori del previsto.
A quel punto, vedendo il pericolo di stravolgere il suo modus operandi, che fino ad allora gli aveva garantito una degna sopravvivenza, decideva di tarpare le ali a una squadra che migliorava contro le sue stesse aspettative.
Vedi, tanto per fare un esempio, gli acquisti effettuati in occasione della qualificazione in Champions League (Vignaroli), seguendo un metodo oramai collaudato in tutte le altre occasioni in cui la Lazio tentava di fare il passo definitivo verso il "paradiso".
È riuscito ad addomesticare anche i tifosi tra un alto e un basso, facendo credere loro che un futuro migliore fosse possibile, sempre assistito da un enorme "culo" che gli ha garantito la permanenza.
Da tre anni a questa parte, però, la fortuna gli ha voltato le spalle, rivelando la sua vera natura e i suoi veri obiettivi, e mostrando al mondo intero chi era e chi è, se mai ci fossero stati dubbi.
Ora sta tentando di "salvarsi" con mosse spericolate: il Flaminio, il Nasdaq, Enrichetto, Pelella... Mi auguro solo che abbia sorpassato il limite e che questa spregiudicatezza gli si ritorca contro.
In definitiva, è stato finalmente smascherato.
Per quello che interessa a un tifoso, o meglio, alla maggior parte (che qualcuno contrario a questa disamina non si senta tirato in ballo) sì, in primis è un affarista che venderebbe pure la madre, ma con l'arma affilata del sabotaggio premeditato all'occorrenza.
Insomma, il peggior nemico interno della nostra storia: un sabotatore di professione che non agisce per incapacità, ma per un preciso e scientifico calcolo personale.
In compenso abbiamo un sacco di post analitici sul grande successo della Media Company.
Ma possiamo utilizzarla per fare player trading se è così valida?
Probabilmente per chi non affonda i propri natali attorno al 1970, senza dubbio questa è la più brutta stagione posso immaginare, non tanto per i risultati ottenuti ma per il "disamoramento"che questa gestione ha fatto esplodere (ma che monta da almeno 20 anni). Io - come altri - che siamo più anzianotti senza dubbio abbiamo passato situazioni legate alla Lazio che i più giovani non hanno passato: il calcio scommesse, Paparelli, la B , i -9 e via dicendo.
Però, andando a memoria, in tutti questi frangenti ricordo sempre un forte senso di appartenenza tra i mie compagni di stadio, amici e laziali vari: non ricordo un momento in cui solo lontanamente i -9 o la retrocessione avesse minato il nostro senso di lazialità e legame con questi colori.
Quest'anno invece ho avuto la sensazione, ed in primis l'ho vissuto io sulla mia pelle, che il disamoramento fosse molto forte.
Disamoramento non inteso come "non tenere più alla Lazio" quanto invece il fatto di arrivare a pensare "non ci sta più niente da fare , se non attendere che accada qualcosa e questo se ne vada....nel frattempo mi metto in stand by la passione": ecco questo nei miei quasi 40anni di lazialità è uns entimento che non avevo mai vissuto neanche nei periodi più bui. Ci stava sempre dentro la scintilla che mi diceva "la situazione cambierà....noi sempre contro ogni avversità", questo anno confesso che sto pensiero non mi ha sfiorato minimamente.
Ora la domanda che mi pongo è: ho avuto questos entore perchè navigando verso i 56 anni oramai sono sulla strada della senilitudine e quindi mi adagio più di quanto non facessi a 15/20 anni? Oppure l'invecchiamento non c'entra niente ed anche le generazioni più giovani vivono questo mio stesso sentimento?
Ad posteriora :beer:
Se la Lazio miracolosamente fosse arrivata in Europa, non saremmo qui.
Essere qui e cercare di obbligare Lotito a reagire e ad arricchire la squadra e non ciò che la circonda è la vittoria più grande.
Di conseguenza questa è una delle stagioni migliori dell'era Lotito.
La battono solo quelle in cui abbiamo vinto un trofeo.
Pur essendo un boomer che gli anni '80, più volte chiamati in causa, li ha vissuti tutti dal primo all'ultimo minuto del decennio, mi trovo abbastanza d'accordo con il post di apertura di questo topic, salvo i pronostici sul futuro, che non credo di avere mai fatto e non per volontà di mettere la testa sotto la sabbia. Malgrado risultati sportivi nettamente migliori ora di allora, il dissidio interno che si è creato nel mondo Lazio (lasciamo stare le responsabilità, su quelle credo che siamo tutti d'accordo e non ci sto neanche a discutere) è un fattore pernicioso come neanche le crisi finanziarie degli anni '80 lo sono state. In quest'epoca, poi, in cui le proprietà tradizionali sono state quasi tutte soppiantate da qualcosa di diverso (fondi finanziari principalmente), la Lazio, con il suo presidente/padrone sembra quasi una spartana barchetta a remi che naviga in mare aperto in mezzo a lussuose navi da crociera. Qualcuno troverà anche il proprio Schettino, ma gli altri sembrano destinati ad arrivare in porto, mentre il timoniere della tua barchetta sembra preoccuparsi solo di prendere a colpi di remo le persone a bordo per farle cadere in acqua, nella sua incapacità di adoperare una bussola per dirigersi da qualche parte. Più che un dissidio, un tentativo violento di gettarsi in mare a vicenda, con il rematore che sembra lungi dall'essere dato in pasto ai pesci.
Aggiungerei un fattore ulteriore di natura esterna: il confronto con l'altra sponda del Tevere, che inevitabilmente condiziona tutte le nostre valutazioni, soffiando sul fuoco della negatività attuale. Oltre alla differenti risorse finanziarie delle due proprietà, con conseguente possibilità per chi ha più capacità di spesa di dispiegare professionalità di maggior pregio in ogni ambito delle rispettive attività societarie, in questo momento la potenza di fuoco mediatica dispiegata dai merdoni è qualcosa che amplifica molto la nostra situazione e soffia nelle nostre vele sospingendoci volentieri verso i marosi più pericolosi. E' vero che la comunicazione a Roma è stata sempre sbilanciata verso di loro, ma mai come in questo momento questa differenza è stata così univocamente indirizzata da una parte sola.
Insomma, brutti tempi di cui non si vede la fine, ma brutti di un brutto mai visto prima.
Citazione di: Laziale abruzzese il 22 Mag 2026, 13:15quella che si è conclusa a Catanzaro con un goal di Monelli che ci salvò dalla serie C
Ti confondi, quello di Monelli era un altro Catanzaro-Lazio.
Citazione di: OCCULTIS il 22 Mag 2026, 13:24Aaaa, non c'è più la speranza. Come per quelli che nel '71 a Terni misero in fila 11 bidoni della spazzatura verniciati di bianco e azzurro, con sopra i numeri da 1 a 11. Cinque di quella squadra (più l'allenatore) vinsero lo scudetto 73/74.
Eh ma non c'erano i diritti TV...
Citazione di: AutumnLeaves il 22 Mag 2026, 14:45Sei arrivato a tirare fuori episodi di contestazione risalenti a 55 anni fa, pur di camminare tra le uova senza rischiare di romperne qualcuna. E naturalmente senza portare alcun contributo rispetto al post iniziale. Però siccome nel 74, tre anni dopo, ben 5 di quella squadra vinsero lo scudetto, siamo noi gli stro.nzoni che contestiamo perché non riusciamo a capire che può succedere pure adesso e quindi dobbiamo fare pippa e camminare in ginocchio sui ceci davanti a sua rotondità. Fantastico. Non metto le faccine che si sbellicano dalle risate perché poi qualcuno si indigna.
Se si tirano fuori frasi tipo "è la stagione più brutta di sempre", è conseguente dibattere risalendo al passato. Se si scrive che la Lazio è morta, è conseguente citare tutte le volte che la Lazio sembrava finita e invece.....
Per quanto riguarda i contributi "costruttivi", non ne trovo mezzo.
È tutto uno strologare di calamità tecniche ed economiche senza conoscere i prossimi mercati né l'effettiva situazione economica .
Come a dicembre quando si vaticinavano mercati bloccati o a saldo zero.
Scendete dalle barricate, che il nemico pensa ad altro.
E invece il mercato non è stato a saldo zero, è stato a saldo positivo...
Citazione di: Splash il 23 Mag 2026, 13:53E invece il mercato non è stato a saldo zero, è stato a saldo positivo...
Anche come rendimento, visto che nel girone di ritorno abbiamo fatto meglio.
Citazione di: Splash il 23 Mag 2026, 13:53E invece il mercato non è stato a saldo zero, è stato a saldo positivo...
...per fortuna.
I debiti continuano ad esistere anche quando non vengono più citati per attaccare la società.
Non ridurli vuole anche dire preparare il terreno per altri blocchi di mercato.
Sviste o non sviste.
Citazione di: OCCULTIS il 23 Mag 2026, 14:06Anche come rendimento, visto che nel girone di ritorno abbiamo fatto meglio.
Rifacciamolo questa estate allora
Citazione di: OCCULTIS il 23 Mag 2026, 14:06Anche come rendimento, visto che nel girone di ritorno abbiamo fatto meglio.
Quindi la protesta non danneggia la squadra. Buono a sapersi.
Citazione di: Splash il 23 Mag 2026, 14:40Quindi la protesta non danneggia la squadra. Buono a sapersi.
La protesta danneggia sempre chi l'attua dopo aver pagato e l'attrattività dello spettacolo, qualche rara volta il risultato.
Economicamente ha un effetto scarsissimo nel presente e per i prossimi anni.
Sull'effetto stress per la dirigenza, lascio che parlino le esternazioni di Lotito.
Alzo le mani, mi arrendo, di fronte ad alcuni netters sembra di trovarsi a discutere con Sechi e Capezzone
Citazione di: Aquila Romana il 23 Mag 2026, 14:52Alzo le mani, mi arrendo, di fronte ad alcuni netters sembra di trovarsi a discutere con Sechi e Capezzone
Ne ho viste troppe di Lazio. Tranne il fallimento e il disastro aereo :priest: ho sofferto tutta la casistica di sventure per una squadra. Non mi bastano due o tre parole d'ordine ripetute all'infinito per convincermi. Che ci vuoi fare, ti toccherà sopportare qualcuno che non è d'accordo con l'attuale maggioranza rumorosa. :ssl
Citazione di: OCCULTIS il 23 Mag 2026, 15:02Ne ho viste troppe di Lazio. Tranne il fallimento e il disastro aereo :priest: ho sofferto tutta la casistica di sventure per una squadra. Non mi bastano due o tre parole d'ordine ripetute all'infinito per convincermi. Che ci vuoi fare, ti toccherà sopportare qualcuno che non è d'accordo con l'attuale maggioranza rumorosa. :ssl
Cosa ne pensi del signor senatore cavaliere dottor Claudio Lotito presidente della Lazio?
Citazione di: OCCULTIS il 23 Mag 2026, 15:02Ne ho viste troppe di Lazio. Tranne il fallimento e il disastro aereo :priest: ho sofferto tutta la casistica di sventure per una squadra. Non mi bastano due o tre parole d'ordine ripetute all'infinito per convincermi. Che ci vuoi fare, ti toccherà sopportare qualcuno che non è d'accordo con l'attuale maggioranza rumorosa. :ssl
Avevo chiesto insieme ad altri netters di piantarla di attaccarci a vicenda e
di ripetere sempre le stesse motivazioni, anche considerando che ormai ciascuno di noi ha scelto il proprio campo. In mancanza, ovviamente, di fatti nuovi.
Evidentemente non è possibile. Sembra che per qualcuno questo sia un secondo lavoro. Bene, allora continuiamo così.
La stagione è finita.
Adesso possiamo tirare completamente le somme.
Squarciamo subito il velo della grande ipocrisia, la coperta di Linus di tanti che ci ammorbano con la media storica: in Champions vanno Inter, Napoli, Como e Roma. Dove sono Juventus e Milan? Secondo i dettami dei fan degli "undicannideb", rigorosamente tutto attaccato e rigorosamente ripetuto con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue, questo non sarebbe mai dovuto accadere.
Cosa c'entra la Champions con la valutazione della stagione della Lazio?
In realtà è molto semplice.
Roma e Como hanno già società più ricche e strutturate, con i soldi della coppa dalle grandi orecchie Friedkin (un fantasma? può darsi, ma piuttosto danaroso) e Hartomo potranno dare ulteriore spinta ai loro progetti, mentre noi, quelli che "la robba è tutta pagata" chiudiamo il campionato con un'immagine che è al contempo esemplificativa e memento mori: il Presidente della SS Lazio 1900 che rincorre Toma Basic come un mendicante, alla ricerca del rinnovo perduto.
Ma nulla può la società con cotanto patrimonio e la chiesa a Formello contro l'immarcescibile fascino di Venezia.
È la stagione più triste? Eppure abbiamo fatto "undiciannodebbb".
Con trasposizione nel tremendo mondo delle malattie, gli undici anni di b, gli anni delle retrocessioni (dall'ultima sono passati quasi 40 anni, però parliamone ancora tanto vi prego) possono essere paragonati ad una malattia gravissima però curabile con sacrifici e dolore.
Questa sembra una polmonite su un corpo debilitato, anziano e incapace di reagire.
Un'agonia tra gli occhi prima attoniti, poi rassegnati e infine impazienti dei parenti tutti.
Comprendo che esistano posizioni personali, tifosi che guardino alla prossima stagione con immutato entusiasmo adolescenziale.
Ed è bellissimo.
Io interpreto il sentimento di quella maggioranza di Laziali sfibrata da questa massa informe di questioni agglutinate impossibili da risolvere.
La mancanza di soldi, la mancanza di competenze e capacità, la mancanza di rispetto, la mancanza di ambizione... una somma di vuoti che sono il preludio inevitabile al vuoto sugli spalti.
E alla dis-perazione.
Il Laziale non spera più. Non ha sogni.
Guarda al prossimo mercato con la matita dietro la testa e gli occhiali da presbite: sarà a saldo zero? Come siamo messi con l'Indice? Quali sono le voci che compongono le spese? Possiamo dedurre il calcestruzzo che favorisce l'efficienza energetica?
Una cascata di eventi che si concluderà con un qualche complotto perché la campana della chiesa di Formello non doveva essere computata nei costi e, se ci pensate bene, ce l'hanno tutti con noi.
Sulla radiolina di regime si ironizza sul sogno.
"Questo vonno sogna' Cesari, vonno sogna' a me viè voglia de smette de parla' de calcio e parla' solo delle cose belle come er convegno daaa signora Mezzaroma su aaa violenza"
E invece il sogno è la materia di cui è fatto il calcio.
Sospensione dell'incredulità. Noi non riusciamo più a sospendere nulla. Lotito ci ha portato in sagrestia e ci ha fatto vedere il Papa sulla tazza del cesso.
È svanita la magia. Per questo è la stagione peggiore
Temo che la stagione peggiore debba ancora arrivare, e si che questa ha fatto schifo sotto ogni punto di vista eh
Citazione di: FrancescoAdd il Oggi alle 06:11La stagione è finita.
Adesso possiamo tirare completamente le somme.
Squarciamo subito il velo della grande ipocrisia, la coperta di Linus di tanti che ci ammorbano con la media storica: in Champions vanno Inter, Napoli, Como e Roma. Dove sono Juventus e Milan? Secondo i dettami dei fan degli "undicannideb", rigorosamente tutto attaccato e rigorosamente ripetuto con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue, questo non sarebbe mai dovuto accadere.
Cosa c'entra la Champions con la valutazione della stagione della Lazio?
In realtà è molto semplice.
Roma e Como hanno già società più ricche e strutturate, con i soldi della coppa dalle grandi orecchie Friedkin (un fantasma? può darsi, ma piuttosto danaroso) e Hartomo potranno dare ulteriore spinta ai loro progetti, mentre noi, quelli che "la robba è tutta pagata" chiudiamo il campionato con un'immagine che è al contempo esemplificativa e memento mori: il Presidente della SS Lazio 1900 che rincorre Toma Basic come un mendicante, alla ricerca del rinnovo perduto.
Ma nulla può la società con cotanto patrimonio e la chiesa a Formello contro l'immarcescibile fascino di Venezia.
È la stagione più triste? Eppure abbiamo fatto "undiciannodebbb".
Con trasposizione nel tremendo mondo delle malattie, gli undici anni di b, gli anni delle retrocessioni (dall'ultima sono passati quasi 40 anni, però parliamone ancora tanto vi prego) possono essere paragonati ad una malattia gravissima però curabile con sacrifici e dolore.
Questa sembra una polmonite su un corpo debilitato, anziano e incapace di reagire.
Un'agonia tra gli occhi prima attoniti, poi rassegnati e infine impazienti dei parenti tutti.
Comprendo che esistano posizioni personali, tifosi che guardino alla prossima stagione con immutato entusiasmo adolescenziale.
Ed è bellissimo.
Io interpreto il sentimento di quella maggioranza di Laziali sfibrata da questa massa informe di questioni agglutinate impossibili da risolvere.
La mancanza di soldi, la mancanza di competenze e capacità, la mancanza di rispetto, la mancanza di ambizione... una somma di vuoti che sono il preludio inevitabile al vuoto sugli spalti.
E alla dis-perazione.
Il Laziale non spera più. Non ha sogni.
Guarda al prossimo mercato con la matita dietro la testa e gli occhiali da presbite: sarà a saldo zero? Come siamo messi con l'Indice? Quali sono le voci che compongono le spese? Possiamo dedurre il calcestruzzo che favorisce l'efficienza energetica?
Una cascata di eventi che si concluderà con un qualche complotto perché la campana della chiesa di Formello non doveva essere computata nei costi e, se ci pensate bene, ce l'hanno tutti con noi.
Sulla radiolina di regime si ironizza sul sogno.
"Questo vonno sogna' Cesari, vonno sogna' a me viè voglia de smette de parla' de calcio e parla' solo delle cose belle come er convegno daaa signora Mezzaroma su aaa violenza"
E invece il sogno è la materia di cui è fatto il calcio.
Sospensione dell'incredulità. Noi non riusciamo più a sospendere nulla. Lotito ci ha portato in sagrestia e ci ha fatto vedere il Papa sulla tazza del cesso.
È svanita la magia. Per questo è la stagione peggiore
Quest'anno in CL con 73 e 71 pt
Non serviva avere una squadra di "fenomeni".
Citazione di: Adler Nest il 23 Mag 2026, 18:26Cosa ne pensi del signor senatore cavaliere dottor Claudio Lotito presidente della Lazio?
zitto, sta festeggiando a Fiumicino con la sua squadra del cuore
Noi dopo una sequenza di figure pietose sprofondati nella mmer. e i difettosi in champion .
A questo punto una passività simile fa sorgere dei pensieri
Cos'altro deve fare il Re , fino a dove potrà arrivare?