La prima l'ho persa ieri sera urlando come un ossesso (pure sul forum), le altre mi fanno male per la troppa tensione...
So' vecchio, c'ho 'na certa, certe cose non le posso proprio vedere...
Ho ancora negli occhi i gol del Chievo: assurdi...
Assurdi.
Il secondo, soprattutto, e' qualcosa di mai visto prima e che, probabilmente, non vedro' mai piu'.
Cosi' mentre Candreva non piglia la porta sguarnita da 2 metri, Meggiorini (Meggiorini, aho', no dico Meggiorini) si permette di estrarre dal suo cilindro il coniglio dell'assist del millennio.
"I cant' believe", diceva il commentatore inglese "I wanna see it again again and again. And I see it again again and again and I can't believe"
E aveva ragione.
Manco io ci credevo.
Ma e' andata cosi' e dopo il 2-0 la squadra si e' squagliata, letteralmente.
Ma la questione e' di testa o di preparazione?
Lasciamo stare il mercato, per favore, che non servivano 3 innesti o due terzini per giocarsela con il Chievo.
Fosse scesa in campo la Lazio Primavera, le cose sarebbero andate meglio.
In altro topic ho detto che qualcosa di sbagliato nella preparazione c'e' stato sicuramente, ma gia' la notte (eh gia', nun s'e' dormito...) ho ripensato la mia opinione.
Lazio-Juventus: primo tempo combattuto ed equilibrato, anche se giocato sotto ritmo da entrambe le squadre.
Poi la Juventus segna e la Lazio sparisce.
Lazio-Leverkusen: primo tempo combattuto ed equilibrato e giocato a buon ritmo. Partiamo meglio noi, finiscono meglio loro. Nel complesso ci equivaliamo.
Nel secondo tempo il Bayer ci prende le misure e inizia a schiacciarci nella nostra meta' campo.
Soffriamo ma combattiamo.
Subiamo il loro pressing e il loro palleggio.
Siamo sul punto di capitolare.
Ecco.
Loro segnano.
Annullato.
E' una scossa.
Ricominciamo a giocare, alleggeriamo la pressione, attacchiamo e poi segnamo.
Gli ultimi 20 minuti in campo ci siamo solo noi.
Sfioriamo il secondo gol altre 3 volte, il Bayer sparisce, non vede piu' la nostra porta mentre noi sembriamo tarantolati.
Finisce 1-0 per noi, come sappiamo.
Lazio-Bologna: primo tempo a ritmo forsennato. Segnamo 2 gol e produciamo una montagna di palle gol non sfruttate.
Poi, al 45º perdiamo malamente una palla e il Bologna segna. Al primo tiro, alla prima azione.
Si va subito all'intervallo.
Ma nonostante un buon secondo tempo sembriamo avere paura e giochiamo tesi.
Tanto che al 92º rischiamo di subire un pareggio-beffa.
Finisce 2-1 per noi.
Leverkusen-Lazio. Partita combattutissima. Giocata a ritmo forsennato. Partiamo bene, sfioriamo il gol.
Poi concediamo campo, arretriamo troppo.
Centrocampo che lotta ma non riesce a fare gioco.
Ma la difesa e' solida.
Almeno fino al 41º.
Quando il giocatore che non t'aspetti fa una vaccata colossale.
E poiche' siamo la Lazio e quando piove deve grandinare, ci si mette anche la sfiga: doppia-tripla carambola beffarda e pallone sui piedi di Cahanoglu (o come cazzo se scrive) per un facile tap-in.
La squadra si squaglia, sparisce.
2-0 subito al 3º minuto su imbucata centrale e 3-0 al 90º su contropiede facile facile.
Tutte queste partite hanno un dnominatore comune: siamo mentalmente incapaci di assorbire il trauma quando prendiamo un gol.
Se siamo sotto, consideriamo la partita finita, belli e pronti per la doccia.
Se siamo sopra, arriva la paura.
I 20 minuti finali dell'andata con il Leverkusen e il primo tempo contro il Bologna mi fanno capire come, forse, la preparazione fisica non sia il problema principale di questa squadra.
Il problema, secondo me, sta da un'altra parte.
Prepararsi anche e soprattutto mentalmente non e' una banalita'.
Perche', come diceva un mio vecchio amico allenatore (cosa su cui eravamo d'accordo) "E' la testa che comanda. Se la testa non funziona, allora non funziona niente".