Sono d'accordo sul problema della testa.
E sono d'accordo anche, se non di più, sull'apporto che nella logica di squadra possono dare le teste degli uomini d'esperienza (pensate a voi, al vostro posto di lavoro: alla fine una squadra è come un ufficio, è come una ditta qualsiasi, sono uomini che "lavorano" insieme, e le dinamiche sul lavoro sono sempre più o meno le stesse).
Chi sono gli uomini d'esperienza della Lazio?
L'anno scorso erano 9, forse 10: Klose, Mauri, Biglia, Ledesma, Marchetti, Gentiletti, Basta, Radu, Parolo. Solo parzialmente Candreva (27 anni).
Ad analizzare queste prime cinque partite della stagione (e, non dimentichiamolo, pure se tre di cinque erano partite estremamente importanti, stiamo parlando ancora e solo di calcio d'Agosto!), quanti di questi nomi erano in campo?
Di 9, forse 10... solo tre, forse quattro.
A Leverkusen non c'era nemmeno Gentiletti, a un certo punto avevo l'impressione che i ragazzini (De Vrji, Onazi, Keita, etc) fossero come sbandati in campo, pecorelle senza guida. E lo stesso a Verona, subito dopo preso il secondo gol: Cataldi, Patric, Kishna, Ravel, Felipe, come fossero incapaci di trovare la strada.
E' la testa che manca, esatto:
la testa dei grandi perché NON SONO IN CAMPO;
la testa dei piccoli perché devono farcela da soli.