Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri

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Offline chinaglia

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Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« il: 17 Apr 2010, 11:56 »
Penso che questo articolo meriti un topic separato dal derby perchè fa un'analisi dei quartieri mi sembra abbastanza oggettiva (a parte qualche piccolissima imprecisione) e su cui penso si possa discutere

La sfida dentro i quartieri   
Sabato 17 Aprile 2010 10:24

(La Gazzetta dello Sport - A. Catapano) - È un altro viaggio, sulla solita vespetta 125 bianca. Un caro diario calcistico. Non l’abituale suddivisione in quartieri laziali e romanisti. È un giro dentro la città, una traversata nella storia, un incontro con uomini, parole, gesti e luoghi del derby. Partenza Il viaggio comincia da Piazza Ungheria, simbolo della Roma bene, ricca e borghese. Il sacro e il profano. La chiesa di San Roberto Bellarmino, dove si svolsero i funerali di Dino Viola, e, dall’altra parte della piazza, i tavolini dell’Hungaria, il regno del «Completissimo»: hamburger con uovo, prosciutto e cipolle. Lionello Manfredonia è nato all’angolo con via Panama. Buona famiglia, classico pariolino, grande laziale. Raccontano che da ragazzo trascorresse i pomeriggi con gli amici a scrivere sui muri «Roma me...».

Dopo la militanza nella Lazio, il calcioscommesse, il passaggio alla Juventus, Viola lo riportò a Roma, spaccando la curva Sud. Manfredonia fu più forte delle contestazioni e del suo passato: in un derby al Flaminio fece espellere Amarildo, centravanti con la Bibbia. A pochi metri dalla piazza, su via Romania, c’è il Grottino del laziale: cucina romana e ambiente biancoceleste. Cazzotti Lasciamo i Parioli, costeggiamo Villa Borghese, scendiamo per il Muro Torto. Eccoci a Piazzale Flaminio. Seguiamo il percorso del 2, il tram che porta allo stadio Flaminio. L’ultimo derby che si giocò qui lo vinse la Roma, nel 1990, con un gol di Voeller. Negli anni Ottanta le due squadre lo utilizzavano per l’amichevole del giovedì. Il 30 marzo 1983, ad un mese e mezzo dallo scudetto, la Roma di Liedholm fu invitata ad assistere a Lazio-Under 21.

I tifosi biancocelesti non gradirono e alla fine aspettarono la squadra a piazza Apollodoro. Di Bartolomei fu colpito in testa da una pietra, Prohaska e Fernando Fabbri aggrediti. Sebino Nela, non a caso ribattezzato Hulk, fu l’ultimo a salire sul pullman dopo aver ingaggiato con gli aggressori una scazzottata. Tuffi, canzoni, striscioni Scendiamo verso Sud. Oltrepassiamo il Tevere In pochi minuti siamo a piazza della Libertà: qui fu fondata la Lazio il 9 gennaio 1900, qui ha sede la fondazione Sandri. Sfiliamo Prati, feudo biancoceleste, Borgo Pio e il ricordo di Ferraris IV, Castel Sant’Angelo, il Cuppolone. Puntiamo dritti a Trastevere. Quartiere bipartisan: Mazzone nato a vicolo del Moro giocava a San Cosimato, Giordano da vicolo del Cinque si spostava a Santa Maria in Trastevere. Sopra la nostra testa, il cannone e le coppiette del Gianicolo. Delio Rossi si tuffò nel Fontanone dopo un derby vinto 3-0. Lo aveva promesso a Suor Paola. Da allora i romanisti lo chiamano lo stagnaro.

A ovest del Gianicolo, Monteverde: a piazza Ottavilla c’è Santa Maria della Consolazione, da queste parti nel ’72 nacque il Commandos Monteverde Lazio, poi CML ’74, per anni guida della Nord. Noi scendiamo invece per via Dandolo, sbuchiamo a viale Trastevere, torniamo verso il Tevere da Via Induno. Giriamo a sinistra per Circo Massimo, il luogo delle celebrazioni romaniste. Tre concerti di ++++++++ passati alla storia: in 500.000 nel 1983, primo grande raduno popolare dopo la Liberazione; in 300.000 nel 1984, a cantare e a piangere; 1.000.000 nel 2001, arrampicati perfino sulle rovine del Foro. L’anno prima, anche i laziali tentarono di festeggiare qui, ma nulla era stato organizzato e il pullman con la squadra non riuscì ad arrivare.

Dal Circo Massimo alla Garbatella ci vogliono cinque minuti. Molto prima dei Cesaroni, c’era Valerio Mastandrea, il filosofo del romanismo. «La Garbatella è speciale perché è romanista, verde e umana», disse una volta. Il 17 giugno 2001, giorno dell’ultimo scudetto, espose sul balcone uno striscione con scritto « So’ soddisfazzioni ». Tagliamo? E, conoscendolo, deve essere stata una soddisfazione pure per Paolo Di Canio crescere laziale al Quarticciolo, quartiere assai romanista. Paolino, esule in patria, con un unico alleato: Tonino, il barbiere di via Manfredonia. «Quando segnò quel gol sotto la Sud volevano bruciargli la macchina...». Capolinea.



Offline chinaglia

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Re:Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« Risposta #1 il: 17 Apr 2010, 11:58 »
In rosso un passaggio importante. Finalmente qualcuno che ricorda come quella sera il Circo Massimo fosse pieno (anche se non lo scrive del tutto) e che addirittura la squadra non riuscì a scndere dal pulmann mentre si tentava di montare il palco.

Mi ricordo quel Lazio-Italia U21 con giordano in Azzurro, e mi ricordo pure la contestazione ai giallozozzi.

I concerti di ++++++++: quello del 30 maggio 1984 rimane forse il più bello della mia vita  :twisted:
Hi Belgium Pass

Offline mansiz

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Re:Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« Risposta #2 il: 17 Apr 2010, 12:57 »
St'articolo non l'ho mica capito  :?

E poi riguardo  la parte in rosso: il giornalista fa riferimento al circo massimo è vero, ma secondo lui l'impedimento fu dato dalla mancanza di organizzazione, non dal pienone; costui non mi convince per niente..
Re:Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« Risposta #3 il: 17 Apr 2010, 18:23 »
Non è male, l'articolo. E' una chiave di lettura particolare. Se l'autore è riomanista (dubito), è una persona piuttosto seria.

Offline Dusk

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http://www.labouratorio.it
Re:Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« Risposta #4 il: 17 Apr 2010, 19:05 »


Manfredonia... grande laziale. Raccontano che da ragazzo trascorresse i pomeriggi con gli amici a scrivere sui muri «Roma me...».




Bah. Sta cosa non mi risulta proprio...  :roll:

Offline Biafra

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Re:Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« Risposta #5 il: 17 Apr 2010, 20:06 »
St'articolo non l'ho mica capito  :?

E poi riguardo  la parte in rosso: il giornalista fa riferimento al circo massimo è vero, ma secondo lui l'impedimento fu dato dalla mancanza di organizzazione, non dal pienone; costui non mi convince per niente..

L'autore è un noto difettoso.. :priest:

http://www.ilromanista.it/?section=news&id=15503

"Ieri c’erano tanti volti noti del mondo del giornalismo al Melbook Store di via Nazionale per la presentazione del libro del giornalista della Gazzetta dello Sport Alessandro Catapano, “Ti amo – La Roma dritta al cuore”. E proprio come suggerisce il titolo, il libro è il racconto di una straordiaria storia d’amore, .... bla, bla...
....Insomma, c’è proprio tutto, c’è anche Catapano nel suo libro, che dichiara apertamente la sua fede romanista con i suoi riti scaramantici e i racconti di partite viste con gli amici di sempre. ...."

 :srm:

Offline rio2

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Re:Lazio - asrioma, la sfida dentro i quartieri
« Risposta #6 il: 18 Apr 2010, 00:39 »
St'articolo non l'ho mica capito  :?

E poi riguardo  la parte in rosso: il giornalista fa riferimento al circo massimo è vero, ma secondo lui l'impedimento fu dato dalla mancanza di organizzazione, non dal pienone; costui non mi convince per niente..

a parte che parla di 1 milione di romanisti nel 2001 (quando si sa' che al massimo ce ne andrebbero 300.000 ma lui lo sa' e allora dice che erano arrampicati dovunque....) e poi dice che noi l'anno prima non ci riuscimmo ad organizzarlo, poi notate lo squilibrio dei nomi e dei personaggi e le rosicate sparse qua' e la'
 

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