E, oltre ad unirmi alla condanna senza appello espressa un po' da tutti qui dentro, la posso dire un'altra cosa? A parte qualche splendida coreografia (giusto ai derby, per essere precisi), è oramai una gran cazzata che la CN sia una delle più belle d'Europa. Lugubre, fiacca, spopolata, ripetitiva, retorica. La verità è che è oramai ridotta ad una triste parodia di ciò che è stata. Chi ha vissuto l'era degli ES, ma anche quella dei primi IRR, sa di cosa parlo. Nonostante le derive politiche e tal volta violente che non sono mai mancate, la CN era innanzitutto un accorato ruggito di lazialità che sapeva trascinare la squadra e perciò fare proseliti. Era colori, bandiere, cori incessanti, moltitudine, passione. Guardandola ora - e pur sforzandosi di ignorare le mani a paletta, gli inni al duce e i coretti che con la Lazio c'entrano niente - è quasi impossibile ritrovare anche una sola delle cose che l'hanno resa grande. Niente di niente. Quattro gatti che faticano a far durare i cori per più di un minuto, persi nell'anacronistico Olimpico, tristi come qualunque rappresentazione di ciò che è stato.
Tutto il contrario della splendida Lazio di questi giorni.