Noi siamo la S.S. Lazio 1900 e non possiamo esimerci dal rispettare il nobile spirito olimpico che animò i pionieri biancazzurri di piazza d'armi, non capisco cosa succede ai laziali oggi...
Parliamo di regalare, manco di vendere, regalare una vittoria ad una squadra prima in classifica, in finale di champion's league, ed in finale di coppa italia rischiando di essere risucchiati nel girone dei dannati dove per un decennio abbiamo vissuto di stenti e miserie sportive e morali sperculeggiati da tutto il resto d'italia.
A me sinceramente, e prendetemi legittimamente per matto, non me ne frega un cavolo se la roma li sorpasserà o meno ma io domenica voglio giocarmi alla morte Lazio-inter, convinto che se ce la metteranno tutta i nostri je faranno li bozzi e avranno ancora sei punti di distacco sull'atalanta.
Io mi voglio salvare e ho paura che questo atteggiamento scanzonato, melassato, troppo rilassato rischi di farci dimenticare il dato aritmetico che ancora ci tiene lì sul precipizio, con atalanta e bologna pronte a trascinarci giu senza pietà.
Si dirà che il bologna e l'atalanta hanno due partite di fuoco, i bergamaschi in particolare con palermo e napoli, gli altri con la juve, ma io non mi fido e voglio salvarmi con le mie forze.
L'inter quando ha potuto se ne è altamente fregata di noi: Dalmat nel duemilauno ci affossò nel neutro di bari segnando il gol del pareggio e tagliandoci fuori dalla corsa scudetto vinto proprio dalla roma, quel mesto, triste, minuscolo uomo di materazzi non ha esitato a deriderci dopo un suo gol ricordando il 5 maggio.
Io rivoglio il 5 maggio, rivoglio quella squadra, quello spirito e quella sfrontatezza. Poborski che segna, pancaro che beffardamente sale sui cartelloni pubblicitari deridendoci sotto la nord, gli interisti che sfollano mestamente dagli spalti.
Noi siamo la SS Lazio 1900 e la nostra storia non si baratta con le beghe da pollaio di una rivalità cittadina, incarniamo altri valori e abbiamo un altro stile...
Se dovranno vincere grazie ad una nostra impresa con l'Inter, che vincano, no problem, io al mio onore(sbeffeggiatemi pure con honore) di laziale non rinuncio affatto e contro le maglie biancocelesti non tiferò mai.
Che sfoghino pure le loro frustrazioni ostentando quell'obrobrio cromatico unticcio oio e sugo e festeggino alla loro maniera, coi saltimbanchi, i marioloni platinati, i vips alla amendola e le devotcke alla ferilli ignude in mezzo ai tre milioni del circo massimo.
Si fanno forza del numero, ma come diceva Flaiano, sono e rimarranno sempre una trascurabile maggioranza.
Io non ho paura e tiferò Lazio.
Sempre.