Io trovo che il problema sia piu' tecnico che emotivo o di disciplina.
Anche il mio Tommaso non porta a casa i voti che vorrei vedere (anche se io forse pretendo troppo).
Appurato che non gne va' da fa un caxo, e che farli appassionare a certe cose quando in alternativa c'e' l'iPad o WoW e' praticamente impossibile (e non credo al sequestro totale del gadget come strumento di successo) io cercherei (come sto cercando di fare) di dargli dei mezzi per fare meglio con le risorse (tante, credo) e la fantasia/voglia (nulla) che ha. Delle regole da seguire, regole base, posso dirti cosa ho fatto col mio in prima media e ora in seconda sta gia' andando meglio (forse presto per dirlo...). I compiti che faceva, a scuola come a casa, bastava vederli da due metri e si capiva che il problema era che non gli andava. Allora gli ho dato 4 regole base, che vanno SEMPRE RISPETTATE. Da quando l'ho fatto
ogni volta che il voto e' sotto la media sono riuscito a identificare quale delle 4 regole base non e' stata applicata.
Le regole:
1)
Cura. (Scrivere bene, in buona calligrafia, senza pastrocchi o papocchi)
2)
Leggere sempre con grande attenzione la domanda. (magari anche rileggerla. La emta' dei suoi errori sono causati dalla incomprensione della domanda, giusto ieri l'ultimo, un compito in cui ha preso 13.5 su 20 e con le 4 regole applicate sarebbe stato 20)
3)
Usa le parole presenti nelle domande nella redazione delle risposte. (cioe' se te chiedono chi e' Francesco Totti non scrivere "Un cretino", anche se tecnicamente giusto. Scrivi "Francesco Totti, noto capitano dei sacchidemmerda, e' un cretino".
4)
Scrivi di piu'. Nel momento in cui ti fermi perche' pensi che hai finito, beh, non hai finito. C'e' altro da dire. Fa' uno sforzo e vedi che qualcosa ti viene in mente.
Ve faccio sape' ma finora quest'anno nei compiti ufficiali ha un 17.5 e un 13.5.
ha anche due note perche' faceva il cretino