Citazione di: hafssol il 27 Lug 2023, 14:47
Come già espresso al momento della riforma, trovo insensato mantenere dei ventenni in Primavera, visto che altrove i diciottenni (se non addirittura più giovani) forti possono tranquillamente già misurarsi con i grandi, secondo le categorie che gli competano.
Quindi ben venga una politica di "sottoetà", che probabilmente non produrrà risultati a livello di Primavera ma potrebbe aiutare a formare calciatori. Ovviamente tutto dipende dalla qualità e dalla capacità della loro selezione.
Sostanzialmente sono d'accordo con te, con alcune eccezioni
Il ventenne potrebbe rimanere in Primavera perché:
- individuato come potenzialmente interessante ma con uno sviluppo psicomotorio (a livello di atleta top intendo!) ritardato. Te lo tieni, lo fai giocare in un campionato minore e nel frattempo lo fai allenare spesso con i grandi
- oppure praticamente per il motivo opposto, buon giocatore per la categoria ma con margini di crescita esauriti, ha già sviluppato intelligenza tattica e non potrà ambire a livelli medio alti. Allora gli chiedi di rimanere a fare da chioccia, ad aiutare i più giovani a crescere, sia come esempio di serietà negli allenamenti e sia come bilanciatore tattico, specialmente se in certi ruoli chiave. Se hai centrocampisti talentuosi potrebbe essere utile avere un centrale difensivo che fa ripartire bene l'azione, che offre appoggio dietro. Oppure, se hai attaccanti da far esplodere potrebbe essere utile farli giocare con un centrocampista in grado di cucire il gioco e/o di servirli adeguatamente
PS: ho vissuto qualcosa di simile nella pallavolo, una squadra U18 talentuosa portata a giocare anche in Serie C. Il campionato giovanile vinto, ma in Serie C brutti risultati: quasi sempre andavano avanti, spesso vincevano il primo set ma poi di fronte avevano dei marpioni che capivano come variare il gioco per metterli in difficoltà ed erano scoppole. A inizio stagione erano stati contattati un libero esperto, presenze in A2, e un palleggiatore esperto, non ricordo il livello, che avrebbero dovuto avere proprio il compito di portare esperienza ed equilibrio, ad insegnargli a variare il gioco e a sviluppare un gioco più adulto. Invece poi non vennero e la stagione andò così, menavano palloni su palloni ma il gioco era "infantile", cadevano troppi palloni gestibili, e anche la crescita individuale di quelli potenzialmente da serie nazionali non fu come previsto.