Citazione di: Janky il 02 Mag 2026, 14:46Disclaimer: sono diventato laziale in quegli anni, quindi il fattore nostalgia gioca un ruolo importante.
Anch'io come te e, probabilmente per il suo essere eccentrico e in controtendenza rispetto al calcio italiano di quegli anni, ho amato moltissimo Zeman e, nonostante poi il passaggio dalla parte sbagliata del Tevere, resto in qualche modo affezionato a lui.
Tornando alla domanda di inizio topic, qualcosa di quella Lazio "avveniristica" si ritrova senz'altro nel calcio di oggi, come filosofia di gioco ancora più che a livello di schemi specifici. Giocare a viso aperto, provare a fare un gol più dell'avversario, proiettare i terzini in avanti e incrociare gli esterni d'attacco sono diventati concetti ormai abituali, mentre all'epoca avevo un quid di rivoluzionario che mi faceva apprezzare la sua lucida follia.
Come tutti gli innovatori, era decisamente estremo se preso in tutto e per tutto, però alcune di quelle idee, temperate da approcci un po' più equilibrati e supportati dalle necessarie qualità tecniche nel calcio di oggi si vedono, eccome!
Sarà che, in quanto laziali, siamo a nostro agio nella minoranza e ad andare controcorrente, però ecco, lo Zeman dell'epoca era qualcosa di oltre la normalità del periodo e sarebbe stato bello poter ricordare il suo calcio anche per qualche trofeo, oltre che per l'inizio della scalata della Lazio ai vertici del calcio italiano ed europeo.