8/25/10, 15.54
ALBERTO BOLLINI: "FORMELLO E' SEMPRE FORMELLO!"
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Intervistato in esclusiva dalla redazione di [...], Alberto Bollini, nuovo responsabile del settore giovanile della Lazio, ha raccontato sogni, speranze e aspettative del vivaio biancoceleste:
Bollini, è stato alla Lazio dal 1999 al 2003. Torna a Formello dopo 7 anni. Quali cambiamenti ha trovato?
"Formello è sempre Formello, con il suo fascino e la sua straordinaria impiantistica sportiva. In questi giorni si sta parlando tanto di settori giovanili, dove la priorità viene basata sui centri sportivi: io non posso certo lamentarmi, visto che lavoro in uno dei migliori impianti d'Italia. Inoltre, ho ritrovato tanti vecchi amici: sotto il punto di vista umano, alla Lazio, c'è un ambiente abbastanza familiare. Infine, ho conosciuto la nuova dirigenza, con un Presidente che ha voglia di costruire un settore giovanile adeguato".
In questi anni si è parlato dell' assenza di un progetto vero e proprio all'interno del settore giovanile. Qual'è il suo pensiero allo stato attuale?
"Sono arrivato da una settima a Formello e credo che sia ancora troppo presto per dare delle conclusioni. E' normale che lavorando nel settore giovanile, un allenatore deve essere competente a tutti i livelli, ma deve anche adattarsi alla realtà tecnica: io alleno una Primavera che parte dai 91 fino ad arrivare ai 94. Questa disparità di età e di ruoli crea qualche problema, ma è assolutamente normale all'interno di un settore giovanile"
Durante il ritiro Cavanda è stata la vera sorpresa dei giovani aggregati. Quali sono i giocatori che Reja vorrebbe portare in prima squadra?
"Non sono ancora in grado di rispondere a questa domanda. Con Reja mi sono relazionato solo un paio di volte ed abbiamo parlato di tematiche legate al settore giovanile. Quando il nostro rapporto diventerà quotidiano, il mister sarà la persona più indicata a prendere questo tipo di decisioni. Cavanda e Barreto sono sicuramente due giocatori di ottime qualità"
Macheda e Faraoni. Due promesse del calcio europeo che hanno lasciato la Lazio. Secondo lei perché...
"Non sono a conoscenza di questa situazione. Non conosco i rapporti e le motivazioni. Ad oggi la gestione di un ragazzo, però, è molto diversa rispetto a qualche anno fa. Un giovane giocatore adesso è un patrimonio per la società, per se stesso e per gli agenti: tutte queste componenti a volte nello stesso tavolo non riescono a trovare accordi. Io credo che un ragazzo che vive nella propria città, che cresce in un club importante come la Lazio, trova l'ambiente più opportuno per poter maturare a livello sportivo".
La Lazio ha investito su Barreto. A che punto è la crescita sportiva del ragazzo?
"E' un ragazzo che deve terminare il percorso del settore giovanile, considerando ampi margini di miglioramento e potenzialità straordinarie. Come tutti sapete sta vivendo un periodo durissimo: quando un ragazzo viene toccato nel morale e negli affetti, è normale che possa avere delle ripercussioni a livello fisico e sportivo. In ogni caso sta lavorando molto bene, adesso, cercheremo con questo percorso di lavoro, di farlo diventare un grande giocatore"
Quali sono le nuove promesse del settore giovanile?
"In questo momento è prematuro fare dei nomi. I ragazzi, però, devono essere onorati di giocare nella Lazio. Dal campo 2, con tanto lavoro, sudore e sacrificio, si può passare presto al campo 1".