ROMA – Zarate lascia la Lazio. Reja risolve un problema (e forse lo risolve anche alla squadra), ma la tifoseria insorge. «Mauro non c'è più? No problem, restituisco l'abbonamento all'istante, ci vadano loro allo stadio», il leitmotiv della stragrande maggioranza della tifoseria biancoceleste. La cessione lampo di Maurito all'Inter, quasi in extremis, a circa tre ore dalla chiusura del calciomercato, scatena come non mai i laziali che su internet, radio, social forum e blog di ogni tipo protestano in maniera vibrante.
Era dal 2002, dai tempi della cessione di Alessandro Nesta al Milan, che non c'era così tanta rabbia e delusione tra la tifoseria. «Mi sento tradito. E' tutta colpa del signor Reja e del signor Lotito, ma più dell'allenatore. Ma perché non se ne vanno loro? Allo stadio non ci vado più, lo so che la Lazio è sempre la Lazio, ma senza Zarate non è la stessa cosa, mi spiace io li lascio soli», spiega via etere con voce rotta dall'emozione un tifoso di nome Pietro. In tanti vorrebbero andare a contestare e si lamentano soprattutto di una cosa, che, forse, è stata un po' trascurata: la maglia più venduta a oggi resta quella di Zarate. «Come lo spiego al mio bambino adesso? La settimana scorsa ho speso quasi cento euro per regalare a mio figlio di cinque anni la maglia ufficiale di Mauro Zarate e ora lui non c'è più perché qualcuno ha voluto la sua cessione». I riferimenti sono per Lotito, ma soprattutto per Edy Reja.
Per la gente che tifa Lazio è l'allenatore il maggiore responsabile di questo addio fulminante e lacerante. «Per campioni del genere si doveva fare una specie di referendum e chiedere alla tifoseria come la pensava». E ancora: «Ma come? Lotito diceva che aspettava una proposta indecente e poi la Lazio cede Zarate per 2 milioni di prestito e 15 milioni di riscatto non obbligatorio? Ma per favore, non ci prendete in giro». Non solo. I tifosi sono furenti perché ormai avevano creduto che l'idolo argentino restasse alla Lazio.
«E invece no, stavolta l'hanno fatto proprio sporca e io allo stadio non ci vado – dice un altro deluso, Alessandro - Ieri pomeriggio ero tutto contento per aver comprato l'abbonamento per me e mio fratello. Domani torniamo alla rivendita e li ridò indietro, sia il mio che il suo. Maurito non era solo un calciatore. Anche se non veniva considerato dall'allenatore, per la maggior parte di noi laziali era la prima stella». Oltre all'abbonamento, c'è anche chi annuncia di voler disdire il contratto con Sky e Mediaset, e non sono voci isolate. Un vero e proprio tam-tam. «Facciamo capire al presidente che grave errore sia stato cedere Mauro Zarate. Riempiamo le mail di Sky e Mediaset di disdette», gridano uno dietro l'altro i sostenitori laziali.
A Formello ieri pomeriggio c'erano una ventina di tifosi, con cinque bambini, qualcuno proprio con la maglia di Zarate, che appena si è diffusa la notizia della cessione si sono messi a piangere, con i papà che hanno avuto il loro bel da fare per calmarli. E' anche partito qualche insulto fuori dai cancelli. «Reja sei tu che devi andare via dalla Lazio, insieme a Lotito, non Zarate. Non lui»: il ritornello è sempre lo stesso. Anche se, almeno su certi blog, il realismo prevale sulla disillusione: «Ci consoleremo con Cisse e Klose. E comunque tifiamo per la maglia non per il singolo giocatore. In fondo anche Zarate è stato ben felice di andarsene invece di restare a lottare e riconquistarsi la maglia». Ma, a dire il vero, questo è il pensiero di una parte minore della tifoseria. I più, come detto, non sanno darsi pace.
Restituiamo l'abbonamento..... Ma che schifo. "La Lazio è la Lazio ma senza Zarate non è la stessa cosa, li lascio soli." che pena...