Cragnotti ai tifosi: "Non create idoli, Lazio competitiva anche senza Zàrate"
"Tifosi, non create idoli: la Lazio è competitiva anche senza Zàrate". A tendere la mano all'operato del presidente Lotito è l'ex patron capitolino Sergio Cragnotti che, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, nel contenitore "1900, laziali doc", ha commentato le vicende biancocelesti: "Credo che sul calciatore argentino ci fossero dei dubbi da parte del tecnico, non a caso sul mercato sono stati acquisiti giocatori come Klose e Cisse. Evidentemente non rappresentava più un elemento di spicco su cui puntare. E' stata fatta una scelta ben precisa, anche in virtù del fatto che è un ragazzo che va educato a far parte integrante del gruppo. Zàrate ha fatto vedere cio' che può valere, ma non credo che i tifosi devono creare degli idoli. Con l'uscita di Zàrate, la Lazio ha maggiore unità e chiarezza dei ruoli – continua Cragnotti – Resta una squadra competitiva, ha un organico affidabile che potrà fare bene, anche se molto dipenderà dalla tenuta fisica di calciatori esperti come Klose e Cisse". E' stata sempre una sua filosofia radicata quella di non rimpiangere cessioni dolorose, il progetto è stato sempre il fulcro della sua gestione societaria. Idea che oggi lo stesso Cragnotti rintraccia nella nuova Roma americana: "La tanto denigrata Roma ha fatto una grande campagna acquisti, c'è stato un vero rinnovamento – ammette Cragnotti - . Mi ha ricordato la mia prima campagna acquisti, quando si inizia un progetto va portato avanti con convinzione e capacità finanziaria". Poi l'ex presidente biancoceleste entra nello specifico sul passaggio di mano del club romanista: "Credo che apporteranno, se gli sarà possibile, una novità nella gestione del calcio per far quadrare conti. Vogliono capire cosa realmente è il calcio italiano, quali possibilità di fare business ci sono, se non ne vedranno torneranno a casa". Premia la nuova Inter come "regina del mercato", soprattutto in virtù dell'arrivo di Diego Forlan: "E' un'operazione che a me è piaciuta tantissimo, è un grande giocatore, ha fatto bene a livello internazionale, è il migliore che sia arrivato in Italia". In un campionato che ha perso l'appeal di un tempo: "Ci sono i vecchi problemi che abbiamo discusso anche in passato, tutti devono fare i propri conti in tasca. E' una crisi molto pesante, non credo sia il momento di fare follie, ma nell'ambito di un rapporto istituzionale i rapporti istituzionali vanno rivisti. Io ho sempre avuto una visione del calcio come una realtà aziendale, ci deve essere autonomia di movimento slegata dalla politica. I rapporti vanno rivisti e regolamentati, il calcio non è uno sport di appartenenza del Coni, deve avere regole, bilanci indipendenti". L'ultima battuta è dedicata ad una virtuale griglia di partenza del campionato: "Nei primi due posti colloco ancora Milan e Inter, per la terza posizione ci sono tutte squadre che in parte si sono rispettare: se la giocheranno Juventus, Roma e Lazio".
TMW