Riporto qui una nota che ho scritto su Facebook:
L'episodio del pestaggio ai danni di tifosi del Tottenham a Campo de' Fiori, ha scatenato qualcosa che già si conosceva, ma su cui si è sempre cercato, per vari motivi, di non riflettere a fondo. E ancora continua così.
Le prime notizie parlavano di 100 ultrà della Lazio che avevano pestato un gruppo di tifosi del Tottenham. Come si è arrivati a questa conclusione?
Oggi si sarebbe disputata Lazio-Tottenham, i tifosi della Lazio sono fascisti, i tifosi del Tottenham sono ebrei.
Risultato: su tutti i lanci di agenzia, su tutte le testate giornalistiche (web e video), il pestaggio è diventato uno scontro che univa odio razziale e odio calcistico.
E questo è il messaggio arrivato all'estero.
Passano le ore e si scopre che i picchiatori erano "mascherati" e non avevano alcun segno distintivo della propria fede calcistica.
In questa fase vengono ancora identificati come "ultrà laziali". Intanto gli aggressori diventano 50.
Lotito fa dichiarazioni, poi confermate da un comunicato ufficiale della S.S. Lazio, in cui afferma che nessuno può attribuire al tifo laziale quanto accaduto.
Tifosi romanisti di sinistra lo criticano, dicendo che, invece di denunciare il fatto come un pestaggio antisemita, Lotito ha preferito difendere i tifosi della propria squadra.
Questo è il primo successo dei giornalisti che hanno montato, per ignoranza o per malafede, questo teatrino.
Semplicemente perché questi tifosi romanisti e di sinistra non hanno calcolato che Lotito sta difendendo il suo investimento, la cui immagine, già macchiata per il comportamento di alcuni tifosi imbecilli, viene rovinata da notizie buttate lì a casaccio da giornalisti che si fanno distrarre dalla propria fede calcistica, dagli stereotipi, o da chissà cos'altro. Ed in fondo a questi romanisti di sinistra fa piacere che l'immagine dei fascisti laziali venga sporcata, anche se forse non è vera la notizia.
E questo è il secondo successo di quei giornalisti: fare leva sul tifo (calcistico o politico) per creare attenzione e, possibilmente, nascondere il succo della storia.
Passano altre ore e si scopre che i primi due arrestati sono ultrà romanisti. Gli aggressori diventano 30.
Si prosegue sulla matrice calcistica, ma si comincia anche a parlare di pista antisemita, forse la più logica da praticare fin dall'inizio.
Ma intanto i tifosi laziali sono contenti, e i tifosi romanisti fanno la conta (magari gli altri 28 sono laziali).
Terzo successo di quei giornalisti: ormai si è fatta strada l'idea che ci sia il calcio come fattore scatenante e sembra che la pista antisemita sia una derubricazione del fatto.
Si gioca la partita, e alcuni cori razzisti vengono usati come conferma della teoria portata avanti fino a questo momento.
Nel frattempo le testate sul web cambiano solo qualche parola agli articoli già pubblicati, per includere in qualche modo quei due tifosi della Roma.
Si viene a sapere che gli aggressori non solo non avevano segni distintivi di una qualunque squadra, ma indossavano caschi.Classico agguato fascista, quindi. Non legato a fatti calcistici, ma meramente razzista.
Eppure in Italia ancora si parla di questo fatto in relazione alla partita Lazio-Tottenham.
E nessuno (né i laziali che esultano per gli arresti di due romanisti, né i romanisti che pensano "tanto sono loro i fascisti, non noi") ha capito che all'estero quello che si è percepito di tutta questa storia è che i tifosi laziali, rappresentanti la città di Roma e, più per esteso, la nazione italiana, sono fascisti che vanno a picchiare un gruppo di tifosi ebrei in un pub, senza essere adeguatamente contrastati dalle forze di polizia.
Vittoria dei giornalisti su tutta la linea.