La differenza di rendimento tra le nostre giovanili e le loro, sta nel fatto che noi fino ad una certa età facciamo scuola calcio, nel senso che se hai un bambino che è negato con il calcio, paghi e sta nella Lazio.
Quelli dellà fanno selezione da subito, anche per i più piccoli, infatti da loro non paghi.
Questo comporta che quando si arriva a ridosso dell'agonismo, loro hanno già uno zoccolo duro di ragazzi che giocano insieme da qualche anno, e sono almeno per Giovanissimi fascia B e Giovanissimi decisamente più competitivi. La Lazio sta compensando questo divario, acquistando all'estero giocatori per Allievi Nazionali e Primavera.
Riguardo al comportamento, posso raccontare la mia esperienza.
Torneo Città di Tivoli di quest'anno, per la categoria 2000.
Mio figlio giocava con una squadra di Roma che non voglio neanche nominare per non fargli pubblicità. Semifinale contro la Lazio (quella del Gentili), 2-1 per loro, 10 minuti alla fine.
L'allenatore della Lazio manda a scaldare tutta la panchina dietro ad una delle due porte, e fa un cambio per volta, chiamando il cambio all'arbitro e poi il ragazzo di turno, che ovviamente cammina piuttosto lentamente. Questo è stato ripetuto per 7 volte. Fallo laterale per loro, sistematico l'allacciarsi degli scarpini del bambino, sbeffeggiando in campo gli avversari alle loro lamentele. Tutto questo sotto gli occhi dell'arbitro che ovviamente si guardava bene da richiamarli o di proibire certi atteggiamenti.
In tribuna c'era l'allenatore della Lazio dei 2000, dell'altro centro, quello vicino all'Eur, che se ne andato schifato.
Per me dipende molto dagli allenatori, non vogliono perdere e fanno di tutto per vincere, peggio che in serie A.
Facciamo attenzione a generalizzare, probabilmente l'esperienza dell'amico di Baldrik e soltanto la sua.