Le differenze (ovvero: non abbiamo le allucinazioni)

Aperto da Baldrick, 16 Dic 2012, 21:59

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gesulio

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Citazione di: rocchigol il 17 Dic 2012, 08:26
la differenza e' soltanto una:

la LAZIO fa selezione dagli esordienti in poi
la riomma fa selezione SEMPRE anche quelli di 5 anni...


è così, ma per un semplice motivo:
la roma non ha una scuola calcio vera e propria, ma iscrive le sue squadre ai campionati federali dopo aver composto la rosa selezionando i giocatori dalle scuole calcio delle società affiliate.


la Lazio, avendo una sua scuola calcio, il che presuppone genitori che pagano, non può permettersi di fare selezione, il che mi sembra normalissimo, oltre che giusto.

Palo

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Ho esperienza nel basket, qui a Milano. Noi, piccola realtà, facciamo GIOCARE i bambini sin dall'età di 3 anni. A 6 anni iniziano i primi campionati non competitivi. Fino ai 13 anni è obbligatorio dare a tutti e 12 i ragazzi a referto almeno 12 minuti in campo (non sono certo dei 12 ma, sicuramente 8 minuti). Le regole sono: rispetto per avversari, arbitri, istruttore e compagni.

L'Olimpia, squadra di serie A (attualmente Armani), non ha una vera scuola basket ma attinge alle società della città, che sono dozzine, per prendere i più promettenti (soprattutto fisicamente) con i quali inizia il lavoro dall'età di 12 anni. Ma anche in Olimpia ci sono regole rigidissime di comportamento. I roster sono composti da una ventina di ragazzi. Ne vengono convocati 12 e per i non convocati c'è l'obbligo di assistere, in tuta e dalla prossimità della panchina, alle partite dei compagni. Non solo si chiede il rispetto per le altre componenti del gioco (arbitri, avversari, eccetera) ma le regole valgono anche per i genitori. Se il genitore di un ragazzo si comporta male, il ragazzo viene messo in punizione. questa è, forse, una delle grandi differenze tra il calcio ed altri sport ...


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Panzabianca

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Citazione di: Baldrick il 16 Dic 2012, 23:06
Non c'è un cazzo da fa': questi so' veramente il male assoluto.
Baldrick, in grande amicizia (le cose che hai scritto mi hanno fatto piacere confermando ciò che pensavo da tempo) ma, permettimi la distinzione è talmente "manichea" che una parte di me spera non sia vera fino in fondo. In tutti i modi cazziloro e della loro assurda concezione di sport e propaganda. Resta inteso che hai fatto bene a scriverlo perchè s'ha da sapere.
Credo (e spero) che chi ad oggi viene chiamato in diretta tv più per le sue caratteristiche "caricaturali", pur con tutti i suoi umani difetti presto venga riconosciuto come dirigente di altissimo profilo.

rocchigol

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Citazione di: Palo il 17 Dic 2012, 09:33
Ho esperienza nel basket, qui a Milano. Noi, piccola realtà, facciamo GIOCARE i bambini sin dall'età di 3 anni. A 6 anni iniziano i primi campionati non competitivi. Fino ai 13 anni è obbligatorio dare a tutti e 12 i ragazzi a referto almeno 12 minuti in campo (non sono certo dei 12 ma, sicuramente 8 minuti). Le regole sono: rispetto per avversari, arbitri, istruttore e compagni.

L'Olimpia, squadra di serie A (attualmente Armani), non ha una vera scuola basket ma attinge alle società della città, che sono dozzine, per prendere i più promettenti (soprattutto fisicamente) con i quali inizia il lavoro dall'età di 12 anni. Ma anche in Olimpia ci sono regole rigidissime di comportamento. I roster sono composti da una ventina di ragazzi. Ne vengono convocati 12 e per i non convocati c'è l'obbligo di assistere, in tuta e dalla prossimità della panchina, alle partite dei compagni. Non solo si chiede il rispetto per le altre componenti del gioco (arbitri, avversari, eccetera) ma le regole valgono anche per i genitori. Se il genitore di un ragazzo si comporta male, il ragazzo viene messo in punizione. questa è, forse, una delle grandi differenze tra il calcio ed altri sport ...


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da sportivo, non sono d'accordo....
se mio padre e' un avanzo di galero o mi porta a scuola calcio in ritardo perche' lavora come un matto per 20 ore al giorno non vedo perche' debba pagare io bravo e giudizioso bimbo...

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Palo

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Citazione di: rocchigol il 17 Dic 2012, 09:44
da sportivo, non sono d'accordo....
se mio padre e' un avanzo di galero o mi porta a scuola calcio in ritardo perche' lavora come un matto per 20 ore al giorno non vedo perche' debba pagare io bravo e giudizioso bimbo...
Mi sono espresso male. Il cattivo comportamento del genitore è da intenderci nell'ambito della palestra (allenamenti o partite). Ad esempio contestare l'allenatore o l'arbitro, litigare con gli altri genitori/tifosi o anche tifare "contro" (tipo fischiare quando gli avversari tirano dei "liberi").

Riguardo ai ritardi ... lì c'è poca tolleranza: prendi un impegno e lo rispetti. Ma questo valeva anche quando (ahimè, 50 anni fa) io mi allenavo alla piscina del foro italico e dovevo prendere (con mamma) tre autobus per andarci da viale Libia, tutti i giorni.

La vita privata non c'entra nulla.


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mandela11

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a me sembra un'esagerazione. Ci saranno delle differenze sicuramente ma tu dipingi il nostro modello come quello ideale ed il loro come il male assoluto, il tutto in un forum della lazio, perdonami ma per quanto tu abbia testimonianza diretta il mio buon senso rifiuta di crederci. Ma essere tifosi obiettivi per me non è un ossimoro

Baldrick

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O forse, più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
Non geneticamente, come farneticava qualcuno qualche tempo fa, e nemmeno culturalmente (non esistono culture migliori o peggiori di altre): direi ontologicamente.
Le manifestazioni fenomeniche di questa verità ontologica, dunque, mi sembrano rientrare perfettamente nella natura delle cose.

mandela11

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Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 11:55
O forse, più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
Non geneticamente, come farneticava qualcuno qualche tempo fa, e nemmeno culturalmente (non esistono culture migliori o peggiori di altre): direi ontologicamente.
Le manifestazioni fenomeniche di questa verità ontologica, dunque, mi sembrano rientrare perfettamente nella natura delle cose.

Sa che loro pensano la stessa cosa? Ciò ti rende molto simili a loro.

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maverickiv2007

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In poche parole hai detto tutto, complimenti a te e complimenti alla sportività del papà del piccolo, al quale faccio gli auguri per una fantastica carriera.
Queste verità debbono emergere, non è giusto, per dovere di cronaca, che vengano tenute nascoste.
Magno tranquillo?

vaz

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io so meglio di qualsiasi romanista
ne ho le prove

fede75

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Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 11:55
..più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.

semplicemente.

  :band1:

sigurd

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Citazione di: mandela11 il 17 Dic 2012, 12:10
Sa che loro pensano la stessa cosa? Ciò ti rende molto simili a loro.
eh, insomma

Il fatto che sia Aldo Busi che Beethoven siano andati in giro a sostenere di essere le più grandi menti del proprio tempo, li rende molto simili?

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V.

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Citazione di: sigurd il 17 Dic 2012, 12:57
eh, insomma

Il fatto che sia Aldo Busi che Beethoven siano andati in giro a sostenere di essere le più grandi menti del proprio tempo, li rende molto simili?

Aldo Busi è "solo" il più grande scrittore italiano vivente.
Se i paragoni solo solo con Beethoven allora tutte le nostre vite sono piccole a confronto con qualsiasi giornata del Sultano dei Brunei.

COLDILANA61

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Citazione di: vaz il 17 Dic 2012, 12:21
io so meglio di qualsiasi romanista
ne ho le prove

Sono totalmente convinto del fatto di non aver bisogno di alcuna prova  ;)

Ciao VA. :beer:

sigurd

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OT
Citazione di: V. il 17 Dic 2012, 13:10
Aldo Busi è "solo" il più grande scrittore italiano vivente.
minchia!

EOT

Neal

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Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 11:55
O forse, più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
Non geneticamente, come farneticava qualcuno qualche tempo fa, e nemmeno culturalmente (non esistono culture migliori o peggiori di altre): direi ontologicamente.
Le manifestazioni fenomeniche di questa verità ontologica, dunque, mi sembrano rientrare perfettamente nella natura delle cose.

Ma queste differenze ci sono da sempre?
Mi spiego meglio: si tratta di una normale conseguenza del calcio didascalico vantato dal Presidente (che, a quanto pare, non è uno slogan ma uno stile gestionale) o era così anche con Cragnotti?

Dusk

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Niente, un topic come questo, su un forum della Lazio, riesce a far disperdere la discussione tra tifosi laziali in una serie di "si però" di ogni sorta, indulgenza verso il "romanismo" compresa.
M'arendo.


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vaz

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Citazione di: COLDILANA61 il 17 Dic 2012, 13:30
Sono totalmente convinto del fatto di non aver bisogno di alcuna prova  ;)

Ciao VA. :beer:

:beer:
Ti aspetto a Milano

Mak1002006

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La differenza di rendimento tra le nostre giovanili e le loro, sta nel fatto che noi fino ad una certa età facciamo scuola calcio, nel senso che se hai un bambino che è negato con il calcio, paghi e sta nella Lazio.
Quelli dellà fanno selezione da subito, anche per i più piccoli, infatti da loro non paghi.
Questo comporta che quando si arriva a ridosso dell'agonismo, loro hanno già uno zoccolo duro di ragazzi che giocano insieme da qualche anno, e sono almeno per Giovanissimi fascia B e Giovanissimi decisamente più competitivi. La Lazio sta compensando questo divario, acquistando all'estero giocatori per Allievi Nazionali e Primavera.
Riguardo al comportamento, posso raccontare la mia esperienza.
Torneo Città di Tivoli di quest'anno, per la categoria 2000.
Mio figlio giocava con una squadra di Roma che non voglio neanche nominare per non fargli pubblicità. Semifinale contro la Lazio (quella del Gentili), 2-1 per loro, 10 minuti alla fine.
L'allenatore della Lazio manda a scaldare tutta la panchina dietro ad una delle due porte, e fa un cambio per volta, chiamando il cambio all'arbitro e poi il ragazzo di turno, che ovviamente cammina piuttosto lentamente. Questo è stato ripetuto per 7 volte. Fallo laterale per loro, sistematico l'allacciarsi degli scarpini del bambino, sbeffeggiando in campo gli avversari alle loro lamentele. Tutto questo sotto gli occhi dell'arbitro che ovviamente si guardava bene da richiamarli o di proibire certi atteggiamenti.
In tribuna c'era l'allenatore della Lazio dei 2000, dell'altro centro, quello vicino all'Eur, che se ne andato schifato.

Per me dipende molto dagli allenatori, non vogliono perdere e fanno di tutto per vincere, peggio che in serie A.
Facciamo attenzione a generalizzare, probabilmente l'esperienza dell'amico di Baldrik e soltanto la sua.

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