Ieri parlavo con un mio conoscente di lunga data il cui figlio gioca, da oramai tre anni, nei pulcini della Lazio. Nonostante sia difettoso, mi trovo spesso a chiacchierare con lui dell'esperienza del figlio: non è il classico padre infoiato e i suoi racconti sono sempre equilibrati.
Per farla breve, ieri parlavamo delle differenze tra il settore giovanile laziale e quello romanista. La più grande, a suo dire, è che la Lazio cresce una quarantina di bambini (fino all'anno scorso erano un centinaio) e ci fa due squadre (per farli giocare tutti), mentre la roma sempre quaranta ne tiene, ma per una squadra sola. Motivazione: alla roma non interessa crescere tanti ragazzini, se li piglia dopo, quando hanno 15 anni e un cartellino.
Sembra una differenza da poco, ma è sostanziale perché se ne porta dietro altre. La prima è che la selezione romanista è più forte, perché giocano sempre (e solo) i migliori. La seconda, abbastanza sconvolgente, è che questi "migliori" vengono addestrati fin da piccoli a fare tutto quello che noi vediamo fare ai romanardi cresciuti (male): chiedere le ammonizioni agli arbitri (e badate bene: a quel livello si gioca in 7, gli arbitri manco ci sono), esultare in faccia all'avversario, commettere "falli tattici", cercare la giocata irridente ecc.
Molto diversa è la situazione alla Lazio: ai bambini viene proibito di esultare scompostamente dopo un gol, la giocata personale è quasi bandita, il rispetto per l'avversario è il primo valore. Da un lato questa cosa ha degli effetti deleteri nell'immediato, perché i nostri pulcini hanno un po' di soggezione dei dirimpettai, che sembrano più sicuri di sé e cresciuti. Allo stesso tempo, però, la dice lunga sulle differenze strutturali tra noi e loro.
"Alla Lazio li crescono secondo il modello Barcellona, facendo più attenzione alla disciplina tattica e alla maturazione umana", mi ha detto questa persona, per poi aggiungere: "la differenza la vedi quando diventano professionisti, perché ai pulcini della roma viene insegnato a comportarsi esattamente come i giocatori della prima squadra, e infatti i vari totti e de rossi sono il frutto di quella scuola lì. E' un circolo vizioso".
E vi ricordo che questo mio conoscente è romanista, anche piuttosto acceso.
Citazione di: Baldrick il 16 Dic 2012, 21:59
Ieri parlavo con un mio conoscente di lunga data il cui figlio gioca, da oramai tre anni, nei pulcini della Lazio. Nonostante sia difettoso, mi trovo spesso a chiacchierare con lui dell'esperienza del figlio: non è il classico padre infoiato e i suoi racconti sono sempre equilibrati.
Per farla breve, ieri parlavamo delle differenze tra il settore giovanile laziale e quello romanista. La più grande, a suo dire, è che la Lazio cresce una quarantina di bambini (fino all'anno scorso erano un centinaio) e ci fa due squadre (per farli giocare tutti), mentre la roma sempre quaranta ne tiene, ma per una squadra sola. Motivazione: alla roma non interessa crescere tanti ragazzini, se li piglia dopo, quando hanno 15 anni e un cartellino.
Sembra una differenza da poco, ma è sostanziale perché se ne porta dietro altre. La prima è che la selezione romanista è più forte, perché giocano sempre (e solo) i migliori. La seconda, abbastanza sconvolgente, è che questi "migliori" vengono addestrati fin da piccoli a fare tutto quello che noi vediamo fare ai romanardi cresciuti (male): chiedere le ammonizioni agli arbitri (e badate bene: a quel livello si gioca in 7, gli arbitri manco ci sono), esultare in faccia all'avversario, commettere "falli tattici", cercare la giocata irridente ecc.
Molto diversa è la situazione alla Lazio: ai bambini viene proibito di esultare scompostamente dopo un gol, la giocata personale è quasi bandita, il rispetto per l'avversario è il primo valore. Da un lato questa cosa ha degli effetti deleteri nell'immediato, perché i nostri pulcini hanno un po' di soggezione dei dirimpettai, che sembrano più sicuri di sé e cresciuti. Allo stesso tempo, però, la dice lunga sulle differenze strutturali tra noi e loro.
"Alla Lazio li crescono secondo il modello Barcellona, facendo più attenzione alla disciplina tattica e alla maturazione umana", mi ha detto questa persona, per poi aggiungere: "la differenza la vedi quando diventano professionisti, perché ai pulcini della roma viene insegnato a comportarsi esattamente come i giocatori della prima squadra, e infatti i vari totti e de rossi sono il frutto di quella scuola lì. E' un circolo vizioso".
E vi ricordo che questo mio conoscente è romanista, anche piuttosto acceso.
fanne un articolo
je faccio fa' il giro de facebook pure da solo, a 'sta cosa
anch'io.
Che poi, a livello dei pulcini, il sistema dovrebbe essere questo usato dalla Lazio.
Se non sbaglio, dovrebbe essere più o meno lo stesso sistema che usano al N.A.G.C. dove in effetti (dal sito FIGC) A SCUOLA CALCIO FEDERALE DEL SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO FIGC DELL'ACQUACETOSA.
La Scuola Calcio Federale nasce a Roma nel 1961, in qualità di Centri CONI prima e come N.A.G.C. (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori) successivamente. La Scuola Calcio svolge fin dall'inizio la sua attività presso il Centro Sportivo "G. Onesti" dell'Acquacetosa di Roma.
La scuola passa successivamente sotto la giurisdizione della F.I.G.C. e del Settore Giovanile e Scolastico, diventando un punto di riferimento di rilievo per le Scuole di calcio di tutta Italia.
Fin dalla nascita, la scuola calcio ha strutturato la propria attività orientandosi a una formazione non fondata soltanto sullo sviluppo tecnico-tattico e fisico, ma ricercando attraverso la pratica calcistica una completa formazione umana: dal rispetto delle regole, all'impegno costante nell'allenamento, alla collaborazione e alla condivisione di momenti di difficoltà come l'accettazione della sconfitta, alla rivalutazione della figura arbitrale. Nella stagione sportiva 2005-2006 gli iscritti sono 400. L'attività di formazione calcistica segue un itinerario che si conclude con i ragazzi del '93 nella categoria esordienti. I nostri ragazzi entrano nella scuola a 6 anni (Piccoli Amici) e concludono il percorso educativo a 12 anni con la categoria Esordienti. L'attività e l'impegno agonistico passa da una fase di confronto e di gioco che nei primi anni di attività, categoria Piccoli Amici e 1° Anno Pulcini è strutturato in Feste dove "l'avversario" rappresenta più un compagno di giochi che un rivale da sottomettere tutto condito da un ambiente dove i genitori spesso organizzano "rinfreschi" alle quali con grande gioia partecipano le squadre invitate..
Musica per le mie orecchie. Loro, al solito, disgustosi.
ottimo, queste cose sono da stampare ovunque!
Parlando con mio nipote di 16 anni che gioca a calcio, mi ha detto che spesso vengono Juve, Milan e Inter a fare provini a pagamento, 2000 euro per un paio di giorni di stage. Lo fanno anche le squadre della zona, come Bologna e Cesena, ma si spende decisamente poco, tipo 500 euro per due settimane e con tanti regali (tute e altro materiale tecnico).
Ricordo un servizio di Piff (ex iena) su MTV su campus a pagamento della Roma all'estero (in quel caso era in Brasile, mi pare).
La Lazio fa qualcosa del genere?
Bella testimonianza.
Tesekkür ederym (l'ho scritto bene :p?)
ederim, il resto è ok ;)
Citazione di: PILØ il 16 Dic 2012, 22:47
Ricordo un servizio di Piff (ex iena) su MTV su campus a pagamento della Roma all'estero (in quel caso era in Brasile, mi pare)
A me sembrò una cosa vergognosa far pagare
Un provino a bambini delle favelas.... ma sarò io...
Non c'è un cazzo da fa': questi so' veramente il male assoluto.
Incredibile. ;)
O meglio: non avrei mai pensato di leggere una testimonianza che mette nero su bianco ciò che abbiamo sempre intuìto, visto e vissuto ogni giorno, sentendoci dare degli esageratoni e dei faziosi dagli spettatori distratti.
Loro fanno allenamenti a porte sigillate , per cui sapere cosa insegnano da fuori è un po' difficile.
Io sono stato a rigoria per un provino (2 volte) e devo dire massima serenità correttezza e professionalità.
Negli spogliatoi guai a urlare, e in panchina in silenzio . La maglia a fine partita si toglie nello spogliatoio (era estate).
I ragazzi della Roma sono ottimi calciatori , e sanno fare molti giochetti , perchè li addestrano e si vede....
Quanto alle furbate , nel mio piccolo tempo trascorso non ne ho viste , anzi , sempre molto corretti , ma non era campionato.
Quanto ai pulcini della Lazio , vero tutto , ma sono 80 , e anche loro in campo sono normali , cioè rispettosi quando c'è da rispettare ,sfanculosi quando c'è da sfanculare.Qualcuno ure abbastanza romoletto.
Considerare il fatto che a 10 anni giocano contro ragazzi di 1 anno minimo piu' grandi , e a quest'eta ci sono anche 30 cm di differenza.
I Camp estivi li fanno tutte le società , Lazio compresa.
A pagamento.
Vabbè quindi non c'è differenza: so' tutti bravi e corretti, anzi i nostri so' pure un po' coattelli.
Meglio così: l'equilibrio karmico è stato ripristinato, il mondo è un posto migliore. :)
Posso copiare e incollare questo post sul mio profilo FB. ???????
Citazione di: vagabond il 16 Dic 2012, 22:24
ottimo, queste cose sono da stampare ovunque!
Citazione di: Baldrick il 16 Dic 2012, 23:40
Vabbè quindi non c'è differenza: so' tutti bravi e corretti, anzi i nostri so' pure un po' coattelli.
Meglio così: l'equilibrio karmico è stato ripristinato, il mondo è un posto migliore. :)
No , attenzione.
Non fare confusione.
Io non escludo nulla, ma ho raccontato la mia.
Che poi un ragazzino crescendo sotto al fesso ne assimila la gestualità credo che manco sia da insegnargliele certe cose , le assimili per "vicinanza".
Uno dei miei amici più cari lavora all'interno di trigoria, nel settore giovanile. Romanista fracico, di quelli che é convinto che la Coppa delle fiere é vome la coppa uefa...
E in parte ha sempre confermato quello che scrive Baldrick.
Vabbé, poi me ne ha raccontate talmente tante altre...
Citazione di: italicbold il 17 Dic 2012, 07:50
Vabbé, poi me ne ha raccontate talmente tante altre...
Dìcci, dìcci.....
la differenza e' soltanto una:
la LAZIO fa selezione dagli esordienti in poi
la riomma fa selezione SEMPRE anche quelli di 5 anni...
per quanto riguarda scorrettezze e comportamenti so per certo che alla LAZIO tengono molto all'educazione al comportamento all'immagine. Alla riomma la situazione è un po' deputata al mister di turno.
La storia delle rose extra-large alla riomma e' verissima. Ricordo che giocai contro i giovanissimi primo anno e avevano una rosa di 36 elementi alcuni dei quali perennemente in tribuna ma vuoi mettere avere il kit della riomma e vantarsene in giro???
ricordo che il primo tempo li schiacciai per 2-0 poi, complici i cambi loro allo stesso livello io scarsissimi perdemmo 3-2 ma era solo un'amichevole... senno' cor cacchio che cambiavo ahahahahahhahaha
Citazione di: rocchigol il 17 Dic 2012, 08:26
la differenza e' soltanto una:
la LAZIO fa selezione dagli esordienti in poi
la riomma fa selezione SEMPRE anche quelli di 5 anni...
è così, ma per un semplice motivo:
la roma non ha una scuola calcio vera e propria, ma iscrive le sue squadre ai campionati federali dopo aver composto la rosa selezionando i giocatori dalle scuole calcio delle società affiliate.
la Lazio, avendo una sua scuola calcio, il che presuppone genitori che pagano, non può permettersi di fare selezione, il che mi sembra normalissimo, oltre che giusto.
Ho esperienza nel basket, qui a Milano. Noi, piccola realtà, facciamo GIOCARE i bambini sin dall'età di 3 anni. A 6 anni iniziano i primi campionati non competitivi. Fino ai 13 anni è obbligatorio dare a tutti e 12 i ragazzi a referto almeno 12 minuti in campo (non sono certo dei 12 ma, sicuramente 8 minuti). Le regole sono: rispetto per avversari, arbitri, istruttore e compagni.
L'Olimpia, squadra di serie A (attualmente Armani), non ha una vera scuola basket ma attinge alle società della città, che sono dozzine, per prendere i più promettenti (soprattutto fisicamente) con i quali inizia il lavoro dall'età di 12 anni. Ma anche in Olimpia ci sono regole rigidissime di comportamento. I roster sono composti da una ventina di ragazzi. Ne vengono convocati 12 e per i non convocati c'è l'obbligo di assistere, in tuta e dalla prossimità della panchina, alle partite dei compagni. Non solo si chiede il rispetto per le altre componenti del gioco (arbitri, avversari, eccetera) ma le regole valgono anche per i genitori. Se il genitore di un ragazzo si comporta male, il ragazzo viene messo in punizione. questa è, forse, una delle grandi differenze tra il calcio ed altri sport ...
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Citazione di: Baldrick il 16 Dic 2012, 23:06
Non c'è un cazzo da fa': questi so' veramente il male assoluto.
Baldrick, in grande amicizia (le cose che hai scritto mi hanno fatto piacere confermando ciò che pensavo da tempo) ma, permettimi la distinzione è talmente "manichea" che una parte di me spera non sia vera fino in fondo. In tutti i modi cazziloro e della loro assurda concezione di sport e propaganda. Resta inteso che hai fatto bene a scriverlo perchè s'ha da sapere.
Credo (e spero) che chi ad oggi viene chiamato in diretta tv più per le sue caratteristiche "caricaturali", pur con tutti i suoi umani difetti presto venga riconosciuto come dirigente di altissimo profilo.
Citazione di: Palo il 17 Dic 2012, 09:33
Ho esperienza nel basket, qui a Milano. Noi, piccola realtà, facciamo GIOCARE i bambini sin dall'età di 3 anni. A 6 anni iniziano i primi campionati non competitivi. Fino ai 13 anni è obbligatorio dare a tutti e 12 i ragazzi a referto almeno 12 minuti in campo (non sono certo dei 12 ma, sicuramente 8 minuti). Le regole sono: rispetto per avversari, arbitri, istruttore e compagni.
L'Olimpia, squadra di serie A (attualmente Armani), non ha una vera scuola basket ma attinge alle società della città, che sono dozzine, per prendere i più promettenti (soprattutto fisicamente) con i quali inizia il lavoro dall'età di 12 anni. Ma anche in Olimpia ci sono regole rigidissime di comportamento. I roster sono composti da una ventina di ragazzi. Ne vengono convocati 12 e per i non convocati c'è l'obbligo di assistere, in tuta e dalla prossimità della panchina, alle partite dei compagni. Non solo si chiede il rispetto per le altre componenti del gioco (arbitri, avversari, eccetera) ma le regole valgono anche per i genitori. Se il genitore di un ragazzo si comporta male, il ragazzo viene messo in punizione. questa è, forse, una delle grandi differenze tra il calcio ed altri sport ...
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da sportivo, non sono d'accordo....
se mio padre e' un avanzo di galero o mi porta a scuola calcio in ritardo perche' lavora come un matto per 20 ore al giorno non vedo perche' debba pagare io bravo e giudizioso bimbo...
Citazione di: rocchigol il 17 Dic 2012, 09:44
da sportivo, non sono d'accordo....
se mio padre e' un avanzo di galero o mi porta a scuola calcio in ritardo perche' lavora come un matto per 20 ore al giorno non vedo perche' debba pagare io bravo e giudizioso bimbo...
Mi sono espresso male. Il cattivo comportamento del genitore è da intenderci nell'ambito della palestra (allenamenti o partite). Ad esempio contestare l'allenatore o l'arbitro, litigare con gli altri genitori/tifosi o anche tifare "contro" (tipo fischiare quando gli avversari tirano dei "liberi").
Riguardo ai ritardi ... lì c'è poca tolleranza: prendi un impegno e lo rispetti. Ma questo valeva anche quando (ahimè, 50 anni fa) io mi allenavo alla piscina del foro italico e dovevo prendere (con mamma) tre autobus per andarci da viale Libia, tutti i giorni.
La vita privata non c'entra nulla.
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a me sembra un'esagerazione. Ci saranno delle differenze sicuramente ma tu dipingi il nostro modello come quello ideale ed il loro come il male assoluto, il tutto in un forum della lazio, perdonami ma per quanto tu abbia testimonianza diretta il mio buon senso rifiuta di crederci. Ma essere tifosi obiettivi per me non è un ossimoro
O forse, più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
Non geneticamente, come farneticava qualcuno qualche tempo fa, e nemmeno culturalmente (non esistono culture migliori o peggiori di altre): direi ontologicamente.
Le manifestazioni fenomeniche di questa verità ontologica, dunque, mi sembrano rientrare perfettamente nella natura delle cose.
Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 11:55
O forse, più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
Non geneticamente, come farneticava qualcuno qualche tempo fa, e nemmeno culturalmente (non esistono culture migliori o peggiori di altre): direi ontologicamente.
Le manifestazioni fenomeniche di questa verità ontologica, dunque, mi sembrano rientrare perfettamente nella natura delle cose.
Sa che loro pensano la stessa cosa? Ciò ti rende molto simili a loro.
In poche parole hai detto tutto, complimenti a te e complimenti alla sportività del papà del piccolo, al quale faccio gli auguri per una fantastica carriera.
Queste verità debbono emergere, non è giusto, per dovere di cronaca, che vengano tenute nascoste.
Magno tranquillo?
io so meglio di qualsiasi romanista
ne ho le prove
Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 11:55
..più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
semplicemente.
:band1:
Citazione di: mandela11 il 17 Dic 2012, 12:10
Sa che loro pensano la stessa cosa? Ciò ti rende molto simili a loro.
eh, insomma
Il fatto che sia Aldo Busi che Beethoven siano andati in giro a sostenere di essere le più grandi menti del proprio tempo, li rende molto simili?
Citazione di: sigurd il 17 Dic 2012, 12:57
eh, insomma
Il fatto che sia Aldo Busi che Beethoven siano andati in giro a sostenere di essere le più grandi menti del proprio tempo, li rende molto simili?
Aldo Busi è "solo" il più grande scrittore italiano vivente.
Se i paragoni solo solo con Beethoven allora tutte le nostre vite sono piccole a confronto con qualsiasi giornata del Sultano dei Brunei.
Citazione di: vaz il 17 Dic 2012, 12:21
io so meglio di qualsiasi romanista
ne ho le prove
Sono totalmente convinto del fatto di non aver bisogno di alcuna prova ;)
Ciao VA. :beer:
OT
Citazione di: V. il 17 Dic 2012, 13:10
Aldo Busi è "solo" il più grande scrittore italiano vivente.
minchia!
EOT
Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 11:55
O forse, più semplicemente, la realtà è che noi siamo meglio di loro. In tutto e per tutto.
Non geneticamente, come farneticava qualcuno qualche tempo fa, e nemmeno culturalmente (non esistono culture migliori o peggiori di altre): direi ontologicamente.
Le manifestazioni fenomeniche di questa verità ontologica, dunque, mi sembrano rientrare perfettamente nella natura delle cose.
Ma queste differenze ci sono da sempre?
Mi spiego meglio: si tratta di una normale conseguenza del calcio didascalico vantato dal Presidente (che, a quanto pare, non è uno slogan ma uno stile gestionale) o era così anche con Cragnotti?
Niente, un topic come questo, su un forum della Lazio, riesce a far disperdere la discussione tra tifosi laziali in una serie di "si però" di ogni sorta, indulgenza verso il "romanismo" compresa.
M'arendo.
Citazione di: COLDILANA61 il 17 Dic 2012, 13:30
Sono totalmente convinto del fatto di non aver bisogno di alcuna prova ;)
Ciao VA. :beer:
:beer:
Ti aspetto a Milano
La differenza di rendimento tra le nostre giovanili e le loro, sta nel fatto che noi fino ad una certa età facciamo scuola calcio, nel senso che se hai un bambino che è negato con il calcio, paghi e sta nella Lazio.
Quelli dellà fanno selezione da subito, anche per i più piccoli, infatti da loro non paghi.
Questo comporta che quando si arriva a ridosso dell'agonismo, loro hanno già uno zoccolo duro di ragazzi che giocano insieme da qualche anno, e sono almeno per Giovanissimi fascia B e Giovanissimi decisamente più competitivi. La Lazio sta compensando questo divario, acquistando all'estero giocatori per Allievi Nazionali e Primavera.
Riguardo al comportamento, posso raccontare la mia esperienza.
Torneo Città di Tivoli di quest'anno, per la categoria 2000.
Mio figlio giocava con una squadra di Roma che non voglio neanche nominare per non fargli pubblicità. Semifinale contro la Lazio (quella del Gentili), 2-1 per loro, 10 minuti alla fine.
L'allenatore della Lazio manda a scaldare tutta la panchina dietro ad una delle due porte, e fa un cambio per volta, chiamando il cambio all'arbitro e poi il ragazzo di turno, che ovviamente cammina piuttosto lentamente. Questo è stato ripetuto per 7 volte. Fallo laterale per loro, sistematico l'allacciarsi degli scarpini del bambino, sbeffeggiando in campo gli avversari alle loro lamentele. Tutto questo sotto gli occhi dell'arbitro che ovviamente si guardava bene da richiamarli o di proibire certi atteggiamenti.
In tribuna c'era l'allenatore della Lazio dei 2000, dell'altro centro, quello vicino all'Eur, che se ne andato schifato.
Per me dipende molto dagli allenatori, non vogliono perdere e fanno di tutto per vincere, peggio che in serie A.
Facciamo attenzione a generalizzare, probabilmente l'esperienza dell'amico di Baldrik e soltanto la sua.
Citazione di: Dusk il 17 Dic 2012, 13:45
Niente, un topic come questo, su un forum della Lazio, riesce a far disperdere la discussione tra tifosi laziali in una serie di "si però" di ogni sorta, indulgenza verso il "romanismo" compresa.
M'arendo.
punto
Citazione di: Mak1002006 il 17 Dic 2012, 14:18
La differenza di rendimento tra le nostre giovanili e le loro, sta nel fatto che noi fino ad una certa età facciamo scuola calcio, nel senso che se hai un bambino che è negato con il calcio, paghi e sta nella Lazio.
Quelli dellà fanno selezione da subito, anche per i più piccoli, infatti da loro non paghi.
I Piccoli amici sono "aperti" .
Dai 2003 ai 2001 devi passare la selezione.
Citazione di: Mak1002006 il 17 Dic 2012, 14:18
Mio figlio giocava con una squadra di Roma che non voglio neanche nominare per non fargli pubblicità. Semifinale contro la Lazio (quella del Gentili), 2-1 per loro, 10 minuti alla fine.
L'allenatore della Lazio manda a scaldare tutta la panchina dietro ad una delle due porte, e fa un cambio per volta, chiamando il cambio all'arbitro e poi il ragazzo di turno, che ovviamente cammina piuttosto lentamente. Questo è stato ripetuto per 7 volte. Fallo laterale per loro, sistematico l'allacciarsi degli scarpini del bambino, sbeffeggiando in campo gli avversari alle loro lamentele. Tutto questo sotto gli occhi dell'arbitro che ovviamente si guardava bene da richiamarli o di proibire certi atteggiamenti.
In tribuna c'era l'allenatore della Lazio dei 2000, dell'altro centro, quello vicino all'Eur, che se ne andato schifato.
Per me dipende molto dagli allenatori, non vogliono perdere e fanno di tutto per vincere, peggio che in serie A.
Facciamo attenzione a generalizzare, probabilmente l'esperienza dell'amico di Baldrik e soltanto la sua.
100%
Domenica pomeriggio.
Torneo di Natale per le scuole calcio, nel pomeriggio in contemporanea con la Serie A.
Mio figlio è un 2002.
Dopo un anno a provare a prendere a calci il pallone da un paio di settimane ha deciso di provare a fare il portiere.
Ieri è stata la sua seconda apparizione tra i pali, la prima da "quasi" titolare.
Dopo il primo tempo "tennistico" (giocato da una altro neoportiere) nella ripresa perdiamo lo stesso ma "solo" 2-1 grazie a diversi suoi interventi, soprattutto uno sotto la traversa su un bolide da pochi metri (scusate l'orgoglio paterno).
A fianco a noi c'era i genitori degli avversari, in buona parte difettosi.
Rumorosi ma non fastidiosi.
Goliardici al punto giusto.
Passano buona parte della partite a fare battute sugli errori dei loro ragazzi del tipo "ha preso i piedi de tu padre".
Uno in particolare viene "preso di mira" perchè Laziale, sia lui che il padre.
Risponde con larghi sorrisi per tutta la partita.
Alla fine della partita corrono tutti verso la rete a salutare il pubblico e il ragazzino Laziale si avvicina alla rete con lo stesso sorrisetto e dice verso il suo pubblico:
"V'è piaciuto il gol?".
"Quale" gli rispondono.
"Quello de Pellissier!!!".
Tra le risate generali.
Mettemoglie al pizzo un nickname a sto ragazzetto...
Citazione di: Palo il 17 Dic 2012, 09:33
Se il genitore di un ragazzo si comporta male, il ragazzo viene messo in punizione.
Devo dire che la regola della responsabilità oggettiva non mi piace mai. A maggior ragione quando è applicata a discapito del più debole.
Nel mio sport, la pallavvolo, vigeva lo stesso rigore nei confronti dei genitori, solo che, a fronte di intemperanze o comportamenti non ammessi, la sanzione veniva applicata non ai figli, ma ai genitori stessi, che venivano allontanati (con pubblica evidenza) dalla palestra da qualche dirigente ed
invitati a non rientrarvi per un periodo più o meno lungo.
Detto questo - e data per scontata la diversità antopologica (mi si passerà) tra me e la massa dei trigorioti - deve anche riconoscersi che nel calcio l'educazione sportiva purtroppo viene troppo spesso trascurata.
Anche, e soprattutto, nelle competizioni dei più piccoli.
Esperienza personale.
Finale di un torneo di calcio categoria Pulcini, primo anno, a Norcia.
Si applica la regola per cui tutti i giocatori "a referto" (in realtà non credo vi sia una referto vero e proprio) devono rimanere in campo per un periodo equivalente. Di regola, trattandosi di dieci ragazzini, i primi cinque giocano il primo tempo ed i secondi cinque il secondo tempo.
Inizia la partita. Una squadra (che porta il nome impronunciabile del recordman di porta metronia) schiera nel primo tempo il quintetto più forte. L'altra squadra un quintetto equilibrato.
Il primo tempo finisce 1-0 per la prima squadra.
Alternati i quintetti, inizia il secondo tempo con un dominio della seconda squadra.
Dopo pochi minuti, il giocatore meno dotato della seconda squadra cade a terra. Fa per alzarti ma gli si avvicina l'allenatore che gli intima sibilando: "resta a terra, che stai male", "no mister, io ...", "ascoltami, resta a terra".
Quindi si procede al cambio del giovane calciatore che si vorrebbe infortunato (il quale, toccata la panchina, guarisce miracolosamente) con il migliore del quintetto precedente (e di tutta la squadra), che pertanto gioca di fatto l'intera partita.
Questo mentre uno dei giocatori della seconda squadra, con le lagrime per la rabbia, urla a squarciagola all'allenatore della prima (con l'indifferenza dell'arbitro): "non è vero che si è fatto male, glielo hai detto tu di rimanere a terra per sostituirlo".
Inutile dire che in occasione del primo scontro di gioco successivo l'allenatore di cui sopra, evidentemente umiliato dall'esser stato sbugiardato, entra in campo per inveire contro il piccolo che lo aveva pizzicato col sorcio in bocca, sempre sotto lo sguardo indifferente dell'arbitro.
Se questi sono i pressuposti, evidentemente tollerati dalla Federazione, a 7/8 anni (quando la regola dovrebbe essere solo quella di divertirsi), è inutile attendersi qualcosa di diverso negli anni successivi, quando inizia la competizione vera e propria.
Citazione di: mandela11 il 17 Dic 2012, 12:10
Sa che loro pensano la stessa cosa? Ciò ti rende molto simili a loro.
Evvabbè, pazienza. Vivrò anche senza la tua approvazione.
Statti bene. :D
(ce penso sempre quattordici volte prima di aprire un topic, e faccio bene, dato che oramai pure scrivere "siamo meglio dei romanisti" scatena dei flame. statevi bene tutti, non solo il tizio di cui sopra. davvero)
Citazione di: Baldrick il 17 Dic 2012, 17:31
(ce penso sempre quattordici volte prima di aprire un topic, e faccio bene, dato che oramai pure scrivere "siamo meglio dei romanisti" scatena dei flame. statevi bene tutti, non solo il tizio di cui sopra. davvero)
pure io?
ma come, una volta che t'avevo dato ragione
:(