Mamma mia quanti topic e post sulla comunicazione in questi anni. E quante parole al vento.
Una premessa: la SS Lazio al momento ha un primo, vero e unico problema di comunicazione, che si chiama Claudio Lotito. È un fatto, indiscutibile. Forse se facesse un passo indietro limitandosi a parlare solo ad inizio e fine stagione e assumesse un management più adeguato a metterci la faccia, già molte cose migliorerebbero. Nel frattempo però non succede nulla, anzi la situazione si incancrenisce, e il rischio irrilevanza della SS Lazio a Roma e in ogni dove sta diventando sempre più forte, con conseguenze inimmaginabili per molti anni a venire. E non mi si venga a ricordare che siamo sopravvissuti agli anni '80, perché questo è un altro mondo del calcio, che come nell'economia esaspererà sempre di più le distanze tra grandi e piccoli. Distanze che, come dimostra l'allocazione dei diritti TV, ci vedono nel mezzo, e i prossimi 5 anni saranno decisivi per vederci su o giù. Lavorassi per una banca d'affari potrei dire che l'outlook della SS Lazio in questo senso è terribilmente negativo. Ciò anche perché la società non ha alcun piano in piedi per poter riconquistare il suo pubblico. E anche questo è un fatto. Poi sul come fare, magari iniziamo ad andare a recuperare qualche vecchio topic.
Questione radio
La questione è duplice. Per quanto riguarda la perdita della frequenza, la SS Lazio non c'entra proprio nulla, e per due motivi. Innanzitutto non è la Lazio l'affittuaria, ma la società di De Martino. Secondo, è normale che essendosi la rioma presentatasi soldi in bocca (vedremo...) per acquistare la Lazio venga estromessa seduta stante. Certo, ci sarebbe da chiedersi come mai il proprietario di Voxson Vintage Radio, il discusso Di Stefano, stia piangendo di gioia di fronte all'offerta della rioma, e come mai questa non abbia puntato ad altre frequenze a condizioni e qualità migliori. Ma questo (dei soldi che escono dalla asr e chissà dove finiscono è un'altra storia).
Il punto vero sulla radio della SS Lazio è però un altro. Primo, volere una Pravda che sia solo e semplicemente agli ordini della proprietà è una follia che causa solo una reazione uguale e contraria nei momenti di difficoltà, e crea inevitabile inimicizia da parte degli altri comunicatori che si vedono negata la possibilità di lavorare bene in molti casi. Un qualcosa di non necessario. E obiettivamente a questo punto un risultato abbastanza fallimentare, se non fosse che alla Lazio costa relativamente poco (rientra nel maxi contratto con la società di De Martino, che si ripaga con la pubblicità, ma allora meglio fare un "appalto" no?), ma allo stesso tempo questo scarso investimento (con quindi assenza di promozione, di azioni di comarketing, ecc.) è anche uno dei motivi dello scarso successo insieme al pessimo clima esistente.
Ma anche qui: quando Lotito dice "Abbiamo la radio, abbiamo la TV", che vuol dire? Pensa che in tutto il mondo siano scemi a non farsele? Non dovrebbe invece dire "Grazie alla radio ed alla TV abbiamo ottenuto...". Ma questo non si può dire, perché, appunto, cosa si è ottenuto?
Il quadro generale
Più in generale è l'intero approccio ad essere sbagliato. Assenza totale di strategia, mosse di mercato e uscite pubbliche assolutamente prive di coordinamento col messaggio che si vuol lanciare e persino a volte con quelle che dovrebbero essere le strategie di business. L'intera comunicazione data in outsourcing e vista all'interno come un corpo estraneo da quello che è invece il cuore della SS Lazio, dalla squadra allo staff tecnico e dirigenziale (poca roba). C'è poi la questione dell'assenza totale di un management di livello capace di fare contraltare (come in ogni azienda di livello che si rispetti) al proprietario/presidente e con deleghe a fare, obiettivi chiari, e responsabilità in caso di fallimento. In sintesi una società che forse sarebbe andata bene negli anni '70, e non nel 2014.
Ma pur essendo molto critico con l'attuale proprietà, che auspico cambi se sarà possibile un'eventuale crescita, sono convinto che tante cose potrebbero essere migliorate pur con Lotito in carica. Non credo alla strategia "ellenica" (pur condividendone alcune critiche basate su fatti accertati e mai spiegati) della terra bruciata, perché dalle macerie rischieremmo di essere seppelliti tutti, con i giallozozzi a ballarci sopra. Ma deve essere Lotito per primo a crederci, a decidere di non finire i suoi giorni lasciandosi dietro alle spalle l'odio (perché ormai di quello si parla) di migliaia di persone nonostante alcune splendide vittorie. E per dimostrare di credere deve cambiare, o iniziare almeno a cambiare le persone, ad aggiungerne altre, a fare le cose in maniera più adeguata, a farsi consigliare non solo da consigliori. Poi è giusto che sia lui a decidere, essendo il padrone. Ma fare il presidente di una società dicalcio non è come amministrare la propria piccola società e pensare di poter fare come vuole, non fosse altro che solo il calcio ti può dare popolarità e fama incommensurabili.
Pensaci Claudio. Altrimenti il baratro si avvicinerà sempre più. Davvero vuoi che sul tuo nome (ti auguro il più tardi possibile) si abbatta una damnatio memoriae solo per un'impuntatura di orgoglio e un brutto carattere?
PS: E mai più Vignaroli! (giusto fish?)