Questo non è un topic per parlare della partita di oggi.
Questo topic parla di qualcosa che ci sarà nei secoli dei secoli amen (e che ho capito durante la partita di oggi).
Pub milanese, ritrovo per guardare le partite.
Io, FuoriPorta e consorte ci ritroviamo davanti a una birretta per vedere sto derby.
C'è tanta gente, tanti tifosi, quasi una trentina. Ma come succede spesso qui a Milano, devi spizzarteli un po' per capire da che parte stanno.
Prima che la partita inizi, io e FuoriPorta ci confessiamo reciprocamente che: sticazzidel26maggioiderbysivinconosantodioquantostomalec'holatachicardia.
La partita inizia e durante il primo tempo iniziamo a capire chi ci circonda.
I tifosi silenti vengono stanati, anche grazie a qualche insulto del sottoscritto, assestato con la giusta intensità, perché arrivi alle orecchie giuste. E ce n'è uno in particolare, con padre anzianotto al seguito, che magari non gli daresti subito del romanista. Pare semplicemente uno sfigato, che per dio, di sfigati possono essercene pure della Lazio, ma poi finisce che sono sempre figli della roma brutta.
E insomma succede che questo inizia a fomentarsi. Succede che inizia il secondo tempo. Succede che il padre (con evidenti problemi de vescica, prostata e tutto il resto che ce sta là sotto) va e viene dal bagno e lui gli racconta le azioni che s'è perso. E ce mette giusto un po' di fantasia.
Succede che il primo ballerino di Parigi segna, urla, grida, fa il giro di campo, corre che manco Tardelli nell'82.
E chiaramente succede che noi rosichiamo e ci incazziamo.
Ma poi succede anche che il primo ballerino di Parigi, forse ancora scosso dall'ultima puntata de Don Matteo, se mette a piagne. Così, dal niente. Dopo un gol, in mezzo alla partita, alla quarta di campionato.
E il mio rosicamento fa puff, come i neuroni del pupone. E l'incazzatura pure. Cioè continuo a vedere la partita ma infinitamente più tranquillo, consapevole che si può pure perdere perché in quel momento esatto inizio a capire: quantocazzogliabbiamofattomale. Questo ha pianto. Questo probabilmente s'è fatto quattro mesi d'analisi. E oggi l'analista sarà stato fiero di lui, che finalmente ha tirato fuori tutto bello de papà.
E la conferma di quantocazzogliabbiamofattomale me la dà il nostro romanista sfigato. Che da lì in poi alza il tono della voce per farsi sentire e applaude sguaiatamente (sì, si può applaudire sguaiatamente, che manco le corteggiatrici della de filippi) qualsiasi cosa succeda, pure se taddei si allaccia gli scarpini. Pure lui dopo quattro mesi d'analisi, vede qualche miglioramento. Forse dopo sta partita ridurrà le sedute da quattro a tre a settimana. So' soddisfazioni.
La partita va avanti stancamente perché tanto, qualsiasi cosa succeda, loro non potranno mai più essere davvero felici, e lui in quel momento l'ha capito. Come il primo ballerino di Parigi.
E allora al fischio finale, con la voce giusta giusta per farglielo sentire, dico: beh, stiamo una coppa pari.
E poi con un sorriso sereno, che fa più male del mignolo contro lo spigolo, aggiungo rivolto all'amico FuoriPorta: che facciamo, rimaniamo a vedere la premiazione?
Questi, anche dopo una vittoria, hanno perso per sempre.
Esiste qualcosa di più triste?