Citazione di: marcantonio il 25 Giu 2021, 22:57
Fat, sono assolutamente d'accordo coi tuoi principi, ma permettimi di continuare a ritenere che — visto che l'orientamento sessuale (che è una cosa) diventa poi necessariamente un tema politico dato che sfocia in un progetto diverso di famiglia e di educazione sessuale dei figli (che è un'altra cosa) e che su due (o più) visioni di questo progetto ci si scanna anche in politica — il tema è più ambi-plurivalente di come lo vedi tu. Sto parlando a livello teoretico, non sto prendendo posizione.
Per quanto mi riguarda, a me non sta bene che si discrimini una persona perché decide di avere una vita sessuale piuttosto che un'altra. Non tollererò mai che gli o le si infligga danno fisico o psicologico. Tema famiglia: sono cresciuto in una famiglia "tradizionale", ma su quelle altrui non ho nulla da dire, facciano come je pare. Avessi un figlio o una figlia ci terrei semplicemente che fosse libero di vivere la sessualità come vuole lui o lei, senza fare del male al prossimo né farsi fare del male, senza pressioni né in un senso né in un altro.
Ma il tema è molto, molto più complesso della "libertà di amare" che menzioni tu e della quale sono sicuramente a favore, dissentendo però dal concetto che si tratti dell'unico tema rivendicato dalla cultura LGBTQ: ce ne sono anche altri (ne ho menzionati sopra appena due), con cui si può essere d'accordo o meno e su cui non entro in merito perché non mi interessa e perché la mia opinione non interessa a nessuno. In me trovi solo una persona che difenderà sempre a morte i più deboli ma su questioni più complesse rimanda il dibattito alle sedi opportune (e mi piacerebbe non essere stigmatizzato come uno dei "soliti" per questo, se putacaso il termine era rivolto anche a me: già tra Lazio e Sarri per Damascelli sono nazicomunista, me ce manca pure questa).
Mi dispiace ma no, il simbolo dell'arcobaleno non ha solo a che vedere con la "libertà di amare". E con questo non sto assolutamente dicendo, come avrai capito, che per questo motivo è un simbolo negativo.
Per me poi, esteticamente — lo ripeto — su una maglia è brutto.
Se poi lo volete lo stesso per forza sulla maglia della Lazio, aò, pensate quello che volete. Io vorrei la maglia rossa, vedi un po'. 
Vorrei confortarti dicendoti che nelle mie parole non c'era nessuna ironia o allusione del genere. Anche per quello avevo messo la parola "delusione" tra virgolette. Se però mi sono espresso male io e ti ho indotto io a pensare così, ti chiedo scusa.
quello che continuo a ritenere un errore è proprio l'impostazione del discorso, per molteplici motivi che provo a riassumere:
1) certo che il tema è più ampio ma non è rappresentato dall'arcobaleno.
Il quale non entra nel merito delle questioni, denuncia un problema.
Il primo non ha senso che sia rappresentato da una squadra di calcio o in un bar o a scuola, il secondo si.
Il merito delle questione è politico e su questo merito complesso troverai posizioni diverse anche all'interno delle comunità lgbtqi. Basti pensare alla dialettica in corso con arcilesbica, che probabilmente manco conoscerai.
2) grazie a questo disinteresse per quello che effettivamente è la discussione sui temi complessi arriviamo alla seconda cosa detestabile: il dire "facciano come gli pare".
Sta cosa viene autopercepita come rispettosa, invece è esattamente il contrario, è parte del problema, perché è il modo, analogo ad altri temi, per mancare di capire il vero centro del discorso.
"Facciano come gli pare" è tautologico, talmente banale e scontato che manco servirebbe dirlo.
E' l'equivalente del "non sono razzista ma..." perché mira ad auto-titolarsi senza l'onere di prendere una reale posizione sul tema.
Sarebbe come se io dicessi a te che dimostro la mia apertura mentale dicendo che per quanto mi riguarda sei libero di nutrirti.
Non è di questo che si parla, certo che fanno come gli pare, il problema è a cosa porta questo loro fare come gli pare. Che non riguarda solo le aggressioni. Hai presente quante persone trans finiscono a prostituirsi perché non trovano lavoro per il solo fatto di essere tali?
Hai presente quante coppie gay hanno difficoltà a trovare casa perché "non si affitta ai froci"?
Hai presente la difficoltà a tenersi per mano per strada, a sentirlo come qualcosa che può mettere in pericolo? No, non l'hai presente perché non l'hai mai provata e forse se la provassi inizieresti a capire che "facciano come gli pare" è altamente inadeguata come posizione. Anche per una squadra di calcio.
La questione discussa non è il loro comportamento, ma quello degli etero.
Il tema è come si comportano gli etero, NON come si comportano le persone omosessuali, bisessuali o in transizione.
Tu invece lo poni rispetto ad una demarcazione al loro comportamento e ti poggi comodamente sul tuo "ah per me facciano come gli pare".
3) Questo consente un atteggiamento taaaaanto diffuso in un pezzo consistente della società italiana, ossia la possibilità di non schierarsi, perché il tema va demandato alle sedi opportune. Quanto ce piace fa così. Basta marchiare un tema come politico e si può delegare.
Ennò cari miei. Le sedi opportune devono occuparsi di normare le unioni, le adozioni, i diritti.
Ma la sede opportuna per gli spazi di agibilità è la società intera.
Anche perché poi se le sedi opportune normano l'agibilità che succede? Quello che vediamo col ddl Zan, per quanto poco questo disegno faccia.
Ossia si grida alla dittatura, al bavaglio, alla mancata libertà di pensiero. Perché effettivamente lo spazio di agibilità non si norma, si afferma. E per affermarlo serve il simbolico assieme al legislativo.
Se resta solo il legislativo la cosa diventa una legge svuotata, senza gambe sociali, e paradossalmente può divenire davvero un qualcosa di liberticida.
Se accanto ad una legge che dice "non rubare" non c'è anche un senso comune che salda quella legge e le persone ritengono legittimo farlo e lo fanno in massa, il poliziotto che ferma il singolo ladro verrà visto come un tiranno. Perché quel comportamento, legge o non legge, è socialmente accettato.
Quindi, mi spiace per te, ma le sedi consone per l'accettabilità sociale dei comportamenti NON sono i parlamenti NE' i tribunali, ma proprio gli stadi di calcio, i bar, le scuole, i luoghi di lavoro, le strade.
é una nostra responsabilità che non possiamo delegare a nessuno.
4) E allora perché si delega? Perché fa tremendamente comodo.
Perché, come dicevo al punto 2, permette di dire "
ah io non sono parte del problema, per me facciano come gli pare, il parlamento si occupi di normare la cosa".
"
è taaaanto liberatorio" come direbbe l'imitazione di Funari.
Il simbolo arcobaleno non è inviso o crea problemi, esattamente come l'inginocchiarsi, perché mette in mezzo temi complessi, perché in realtà non lo fa. Non ne ha proprio il modo essendo un simbolo generico, non ha la particolarità per poter affermare altro rispetto alla libertà di amare.
Il problema è che non rende possibile la posizione culturale tanto cara a una fetta grossa di società. Il potersene lavare le mani con una posizione di comodo.
Ci sono piccoli gesti o simboli che portano ad una posizione e questa fetta di società odia tremendamente prendere posizione. Vuole trattare le sue posizioni come cosa privata e sentirsi così libera di pensare anche tremende atrocità.
Ma hey, I'm sorry ma la cosa non è privata, parliamo di agibilità sociale, tema pubblico per eccellenza.
L'arcobaleno non afferma chi può adottare ragazzini o come si normano le unioni omosessuali, afferma che chi "non affitta ai froci" è fuori dalla storia. Su questo prende posizione, non sul tema complesso.
Riportare il discorso a quanto dici tu è esattamente la ricerca della comfort zone che il simbolo spezza. E meno male che lo spezza, serve proprio a questo. Serve a stanare, non a promulgare una legge.
E le reazioni dimostrano proprio come è proprio l'approccio, prima ancora della posizione specifica, ad essere dannatamente arretrato.