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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: westman il 16 Feb 2015, 13:11

Titolo: Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 13:11
Appurato che la prima vittima di un' informazione monolitica è la verità,vorrei chiedere a tutti coloro che ne sono a conoscenza,di postare articoli di giornalisti che si pongono in controtendenza alla generale battaglia-interessata anti-lotito scatenata dalla grancassa gobbi-rom.
Grazie a chi parteciperà ;)
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 14:04
comincio io con un articolo di roberto gotta di Fox Sports
http://www.foxsports.it/premier-league/ultime-news/lotito-un-americano-a-roma
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: carib il 16 Feb 2015, 14:12
Lotito, sei tutti loro
di Antonio Padellaro | 15 febbraio 2015

Il Fatto quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/15/lotito-tutti/1426971/)

Il vero errore di Claudio Lotito è stato farsi beccare mentre raccontava la verità, solo la verità, nient'altro che la verità sul calcio italiano. Se il verboso presidente della Lazio, nonché padroncino della Figc, si fosse un po' trattenuto al telefono con il dirigente dell'Ischia tutto sarebbe filato liscio senza questo fastidioso intoppo che, niente paura, sarà presto dimenticato. Infatti, il commento più calzante ("parole incaute ma è stato scorretto registrarle") si deve, non a caso, al presidente del Coni, Giovanni Malagò, uomo di mondo che ha sicuramente letto Il tartufo di Molière: "La colpa sta nel dare pubblico scandalo, peccare in silenzio non è peccare". E infatti, benedetto Claudio, dopo tutto 'sto casino i soliti noti guidati dal letterato Tavecchio (20 mila copie del suo best seller acquistate dalle federazioni con i soldi nostri) rischiano di fare la fine dei Soliti ignoti di Monicelli che sognavano di rapinare il Monte di Pietà, ma causa incauta esplosione dovettero accontentarsi di un piatto di pasta e ceci.

Lotito dice il vero quando sostiene che per la banda dei presidenti, il vero grisbi sono i diritti tv della Serie A che dalla prossima stagione passano da 1 a 1, 2 miliardi a stagione e quindi della regolarità del campionato, chissenefrega. Diciamolo, la messinscena domenicale negli studi Rai, Sky e Mediaset ha funzionato da copertura geniale. Mascherandosi da [...] e cialtroni, sparando cazzate a botte di latinorum, esibendosi a Sanremo come gli scemi del villaggio, le menti del vertice pallonaro erano riuscite a depistare le indagini. E mentre il popolo bue dei tifosi si accapigliava sulla prospettiva televisiva del fuorigioco di Tevez, loro come i ladri di Pisa dopo aver litigato di giorno, quatti quatti, si spartivano il malloppo di notte. Arsenio "Lotito" Lupin l'aveva pensata giusta: "Se c'avemo il Latina e il Frosinone chi cazzo li compra i diritti? E il Carpi manco sanno che esiste...". Giusto, ma c'era bisogno di strillarlo al telefono?

Il Corriere della Sera si chiede preoccupato: "Ora che succede se al Carpi viene fischiato un rigore contro?". Vabbè, il Carpi non lo tocca più nessuno, ma un modo si troverà (Moggi docet) per aggiustare le cose in un campionato di Serie B che non a caso ha come main sponsor una società di scommesse.

Del resto, le acque si stanno già calmando. Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A, definito al telefono una nullità, ha invitato a non drammatizzare poiché quelli di Lotito "sono modi spicci per definire la realtà dei fatti". Contento lui. Macalli, presidente della Lega Pro trattato dall'amico Claudio come un vecchio straccio da gettare nel secchio alla scadenza del mandato, definisce "schifosa" la registrazione ma non il contenuto. Memorabili le parole di Graziano Delrio, sottosegretario con delega allo Sport, che ha tuonato: "Il calcio deve cambiare". Caspiterina. Lotito sei tutti loro.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 15:01
Articolo di Pietro Manigas da Globalist.it http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=69347&typeb=0

Il Lotito massacrato: ma è lui il peggio?
Certo, Lotito è un personaggio davvero urticante. Col presenzialismo, con quell'atteggiamento classico da padroncino. Ma il sistema non è certo Lotito...

redazione
sabato 14 febbraio 2015 16:55

Lotito parla romanaccio e ne spara a pallettoni. Se uno lo sente scopre che sa tutto lui. Il re della mezzacultura fatta di citazioncine e banalità retoriche, di latino e furbizia, convinto di essere una specie di Berlusconi reincarnato con una particolarità: sta antipatico anche ai suoi. I tifosi dlla Lazio lo vedono come fumo agli occhi. E ognivolta ch parla tirano giù i santi del Paradiso. Insomma ecco a voi il perfetto capro espiatorio del tempo. Antipatico, rozzo, altezzoso convinto che nessuno valga un piffero.

Ecco chi è il potere. Finalmente il potere vero del calcio ha nome e cognome. Lui è il Sistema, svelato dopo anni il Gomblotto. Dietro tutto e tutti c'era il telefonatore sboccato. Bene, un mistero in meno. Però, a conti fatti, mi pare che sia un po' superficiale l'analisi. Uno dovrebbe pensare che la sua squadra, visto il potere enorme del suo presidente, possa avere un aiutino a partita. Invece no. Anzi, a voler essere precisi, l'aiutino quest'anno è costante dall'altra parte del Tevere e in altri lidi, non certo in casa biancoceleste. Anzi, dopo una serie di danni qualcuno ha pensato: non è che la colpa sia del presenzialista logorroico? Ma no, è lui il capo gomblottista, a sentire i media.

Per esempio oggi si è scomodato Francesco Merlo a ricordare come Veltroni prese per i fondelli la macchietta Lotito quando presentò i faraonico stadio delle aquile. Roma è già stata cotruita, disse... Stessa risposta non hanno avuto gli americani della Roma che invece sono sbarcati con una megaspeculazione folle sulle rive del Tevere con opere di urbanizzazione incredibili laddove doveva nascere un parco e tanto di quel cemento da spaventare. Nel silenzio delle istituzioni e nella sottovalutazione dei media. Già, sono americani. E intendono risanare i debiti con i soldi delle nostre banche e con gli affari sulla nostra pelle. Già, ma non parlano come Lotito che fa tanto fumo laddove mi sembra che altri facciano arrosto vero. E nel silenzio assordante mediatico.

Lotito è antipatico soprattutto perché incarna il padroncino classico italiano, perché ha l'atteggiamento di tanti che incontriamo costantemente al bar. Che fanno gli stampatori, gli editori, i ristoratori, i commercianti, gli industrialotti. I laziali sperano di vederlo sparire. Ma probabilmente come un bottegaio non può rappresentare il guaio economico di un Paese, Lotito non è la causa del male dello sport italiano.

Per questo penso che il fragore del caso non potrà che avvantaggiare il sistema vero, quello con la S maiuscola. Aspettare per credere.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Gulp il 16 Feb 2015, 15:17
http://www.tuttomercatoweb.com/lazio/?action=read&idtmw=646907
Questione di dignità, Donadoni grande esempio. Lotito, il Carpi e il Frosinone: Beretta dove sei?

Claudio Pasqualin (Udine, 30 maggio 1944) è un procuratore sportivo e avvocato italiano del Foro di Vicenza, esperto di diritto sportivo. È stato vicepresidente dell'AIC, presidente di AssoProcuratori ed è attualmente presidente di AvvocatiCalcio.

16.02.2015 13.50 di Claudio Pasqualin     articolo letto 18105 volte

Da qualche anno batto il marciapiede del pallone, l'idea di TuttoMercatoWeb.com mi inorgoglisce: sono contento di poter dire la mia, settimanalmente, con sincerità attraverso queste colonne.
Questione di dignità... Roberto Donadoni con il suo Parma ha dato una lezione comportandosi con onestà ed onore durante il periodo travagliato della sua squadra. In Beretta, mi è parso invece di vedere la totale assenza di questa qualità. Va bene incassare, ma far finta di niente in maniera poco dignitosa sulle parole di Lotito, conferma quello che ha provocato la sua attività in Lega in questi anni. Niente. Beretta - a cui Lotito ha detto che conta zero - non ha fatto nulla nel mondo del calcio. Fa specie tutto questo improvviso scandalizzarsi per qualcosa che si sapeva da tempo, cioè che Lotito è uno che lavora. Il presidente della Lazio più degli altri si dà da fare per cambiare le cose. Poi se le cambierà in maniera giusta o sbagliata si vedrà, ma non ci si può scandalizzare per la scoperta di un fatto che già si sapeva. Come si sapeva che difende l'indifendibile Macalli. È evidente che il calcio in tv tiri di più se ci sono le grandi squadre metropolitane. Ma a rendere bella la prospettiva dello sport c'è anche la teoria del Davide contro Golia. Lotito invece sostiene che serva fare riferimento solo al bacino d'utenza. Però, il sale dello sport è anche questo: perché impedire di sognare, per esempio al Bassano, di giocare tra qualche anno a San Siro?
Cosa aspettano a fare una riforma dei campionati? Siamo tutti d'accordo che la serie A debba essere a diciotto squadre e la B a venti. E soprattutto che la serie C - richiamiamola così - debba essere solo a due gironi. Si è gridato troppo allo scandalo per delle cose che Lotito ha sempre detto. Poi che faccia politica e opera di lobbing per i suoi amici, come Macalli, è un altro discorso. Ma non si gridi allo scandalo. Il nuovo regolamento che vuole eliminare l'albo degli agenti lo ha partorito Lotito e non mi sembra un granché. Anzi, a mio parere, peggiorerà la situazione. Ma è un dato di fatto che nessun altro se n'è voluto occupare. E quindi Lotito ha lavorato indisturbato nel disinteresse generale.
L'arrabbiatura del direttore sportivo del Carpi, Cristiano Giuntoli, è legittima, ma il concetto espresso - male - da Lotito è che il calcio italiano dal punto di vista televisivo viene venduto meglio all'estero se le protagoniste sono le squadre che hanno blasone e tradizione. Che poi Carpi e Frosinone debbano andare su se meritano, spero che non sia in discussione. Tra tutte però, la reazione più imbelle è quella del Presidente Beretta, che ha fatto finta di niente quando gli hanno detto che non conta nulla. Ma cosa ricordiamo di Beretta? Quale iniziativa? Quale riforma? Solo una serie di sproloqui che dicono tutto e niente. Il nulla.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 16:50
Quindi nella lista dei giornalisti scevri dalle impartizioni gobbo-riommerdiste per ora ci sono

Roberto Gotta - Fox Sports
Pietro Manigas - Globalist
Claudio Pasqualin - Tuttomercatoweb

Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 16:55
mi pare un po' poco,lo squilibrio mediatico è abbastanza evidente...vediamo se ci sono altri giornalisti che si sottraggono a questa manovra mediatica
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: alteadler il 16 Feb 2015, 18:12
Citazione di: westman il 16 Feb 2015, 16:55
mi pare un po' poco,lo squilibrio mediatico è abbastanza evidente...vediamo se ci sono altri giornalisti che si sottraggono a questa manovra mediatica

Ho paura che avremo difficoltà a trovarne. Non perché non ci sia chi ritiene che - al di là dei toni da caz...aro - Lotito abbia 100 ragioni da vendere. Ma perché chi controlla la stampa vuole che prevalgano le ragioni degli altri. Chi controlla Corriere della Sera, Stampa e Gazzetta? Guarda caso casa Agnelli (con addentellato Della Valle). E guarda caso sono i quotidiani che più si sono spesi per la cacciata di Lotito.
Poi c'è il Merdaggero che da sempre fa il tifo per l'asfalliti, così come il Cortrigoria. Per non parlare di Tuttosport. I web sul calcio (Tuttomercato ecc. ecc.) sono di proprietà di procuratori che da sempre odiano il presidente della Lazio. Che resta? Repubblica e Fatto Quotidiano sono visceralmente contrari a Lotito per i suoi ammanicamenti ai berlusconidi (Galliani in primis).
Per cui, conoscendo i miei polli, credo che saranno in pochi a voler commentare la vexata questio dall'angolazione di chi. come molti di noi, non si esaltano dell'intercettazione ma non ci vedono neanche un colpo al cuore dello sport.

Piuttosto noto che proprio tra i presunti comunicatori laziali (quasi tutti di modestissimo livello) ce sono una ricca percentuale che si scatena contro il presidente. Ieri sera davo un'occhiata a gol di notte e sono rimasto inorridito dalle banalità sparate da Plastino manco fosse la Bibbia. Argomentava la necessità delle "piccole" di poter emergere. E per farlo citava il Padova e la sua "amatissima" Spal. Non ha davvero capito una ceppa, more solito. Lotito vorrebbe il Padova, la Spal, la Triestina..... ma anche il Parma e il Cesena.
Quello che non gli va giù sono Lanciano, Carpi, Sassuolo. Non perché odi la provincia, ma perché (salvo il Sassuolo che infatti gioca a Reggio Emilia compromettendo magari la risalita dei granata) vuole evitare che arrivino in A squadre con uno stadio da 6.000 posti cui inevitabilmente ma innaturalmente, Figc e Lega consentono una deroga con l'assicurazione che ci saranno lavori di ampliamento che poi.... non si faranno mai.

Nulla, sia chiaro, contro il Lanciano da parte mia. Ma ce li vedete cinesi e indiani o thailandesi che si battono per le prime file davanti alla tv per guardarsi 2.000 abruzzesi intonare i cori per un derby col Pescara un sabato sera?
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 18:17
Citazione di: alteadler il 16 Feb 2015, 18:12
Ho paura che avremo difficoltà a trovarne. Non perché non ci sia chi ritiene che - al di là dei toni da caz...aro - Lotito abbia 100 ragioni da vendere. Ma perché chi controlla la stampa vuole che prevalgano le ragioni degli altri. Chi controlla Corriere della Sera, Stampa e Gazzetta? Guarda caso casa Agnelli (con addentellato Della Valle). E guarda caso sono i quotidiani che più si sono spesi per la cacciata di Lotito.
Poi c'è il Merdaggero che da sempre fa il tifo per l'asfalliti, così come il Cortrigoria. Per non parlare di Tuttosport. I web sul calcio (Tuttomercato ecc. ecc.) sono di proprietà di procuratori che da sempre odiano il presidente della Lazio. Che resta? Repubblica e Fatto Quotidiano sono visceralmente contrari a Lotito per i suoi ammanicamenti ai berlusconidi (Galliani in primis).
Per cui, conoscendo i miei polli, credo che saranno in pochi a voler commentare la vexata questio dall'angolazione di chi. come molti di noi, non si esaltano dell'intercettazione ma non ci vedono neanche un colpo al cuore dello sport.

Piuttosto noto che proprio tra i presunti comunicatori laziali (quasi tutti di modestissimo livello) ce sono una ricca percentuale che si scatena contro il presidente. Ieri sera davo un'occhiata a gol di notte e sono rimasto inorridito dalle banalità sparate da Plastino manco fosse la Bibbia. Argomentava la necessità delle "piccole" di poter emergere. E per farlo citava il Padova e la sua "amatissima" Spal. Non ha davvero capito una ceppa, more solito. Lotito vorrebbe il Padova, la Spal, la Triestina..... ma anche il Parma e il Cesena.
Quello che non gli va giù sono Lanciano, Carpi, Sassuolo. Non perché odi la provincia, ma perché (salvo il Sassuolo che infatti gioca a Reggio Emilia compromettendo magari la risalita dei granata) vuole evitare che arrivino in A squadre con uno stadio da 6.000 posti cui inevitabilmente ma innaturalmente, Figc e Lega consentono una deroga con l'assicurazione che ci saranno lavori di ampliamento che poi.... non si faranno mai.

Nulla, sia chiaro, contro il Lanciano da parte mia. Ma ce li vedete cinesi e indiani o thailandesi che si battono per le prime file davanti alla tv per guardarsi 2.000 abruzzesi intonare i cori per un derby col Pescara un sabato sera?

quoto 8)
disamina lucidissima
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: delioforever il 16 Feb 2015, 19:08
cmq secondo me alcuni giornalisti devono essere incalzati le cose assurde che scrivono.
Con mail brevi e ficcanti, senza insulti e costringerli a sentire la pressione dei "lettori".
In alcuni casi trovi anche chi rettifica, come è successo con Gianni Mura che Blanqua ha tampinato ...
usiamolo anche per questo il topic, no?
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: DiegoFuser il 16 Feb 2015, 19:10
Comunque é molto interessante come qua e là (Repubblica in testa) si cerchino casi di realtà più piccole di Carpi e Frosinone in massima serie per dire "sono tutti scemi?" oppure si citi risultato/spettatori del Cesena di ieri.

Incredibilmente (o prevedibilmente) sfugge il succo del discorso ovvero che realtà piccole o più piccole in un prodotto che funziona vanno benissimo e, anzi, aumentano la bellezza. Vedi per es. la Premier dove la ripartizione dei diritti tv è tale che una squadretta di città piccola (Burnley) o senza tifosi (QPR, Crystal Palace) salgono e scendono facendo anche buoni risultati. Lo stesso ragionamento vale per la Champions che è comunque un prodotto definito in cui una squadra di un campionato secondario o un  non-top club dei campionati primari ha comunque senso di stare.

Nel contesto campionato italiano, ovvero prodotto scadente giocato in stadi scadenti e con pubblico in picchiata nonché impiccato ai soldi (squilibratissimi nella ripartizione) delle Tv avere troppe 'favole' equivale a una svalutazione drammatica del prodotto. In questo il ragionamento di Lotito ha perfettamente senso.

Quello che vorrei sentire dagli illustri commentatori sarebbero piani per rendere la serie A un prodotto valido (con squadre sostenibili finanziariamente e stadi in cui si possa andare a vedere la partita e stop), invece si leggono solo discorsi sulla quantità delle "piccole" e sul valore sportivo che incarnano. Tutto vero magari, ma non c'entra un tubo con quello che è il succo del discorso: il campionato italiano è un prodotto scadente appeso alle tv e come tale più squadre conosciute ci sono in massima serie meglio è.

Se non si mette a fuoco questo punto si parla del nulla o al massimo di bei propositi che, a pensare male, fanno pensare a guerre politiche (della peggior specie) in atto dentro la lega senza che nessuno abbia un'idea di sviluppo del prodotto serie A davvero valida.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: rio2 il 16 Feb 2015, 19:37
[EDIT]

che la stampa italiana sia asservita al potente di turno e' realta', non per niente siamo tipo 70° come liberta' di stampa, al pari di paesi centroafricani (con cui condividiamo dittature e capi di stato non eletti ma imposti).
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 19:44
Citazione di: delioforever il 16 Feb 2015, 19:08
cmq secondo me alcuni giornalisti devono essere incalzati le cose assurde che scrivono.
Con mail brevi e ficcanti, senza insulti e costringerli a sentire la pressione dei "lettori".
In alcuni casi trovi anche chi rettifica, come è successo con Gianni Mura che Blanqua ha tampinato ...
usiamolo anche per questo il topic, no?

si possiamo usarlo anche per questo,d'altronde questo topic è nato proprio con funzione di "osservatorio".
Il mio intento era di mettere in evidenza non solo chi parla male di noi ma anche quelli che ne parlano bene o comunque non schierati aprioristicamente contro di noi/lotito.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 16 Feb 2015, 20:20
Pino Taormina sul sito de il mattino  http://sport.ilmattino.it/calcio/napoli-ferlaini-lotito/1182902.shtml

Ferlaino e il Lotito-gate: «Iodice? Non lo ricordo
ma registrare una telefonata è cosa assai scorretta»


«E perché ha detto di domandare a me? Io Iodice lo ricordo appena, sono passati tanti anni. E poi delle persone non esprimo più pareri, non dico più nulla, né nel bene né nel male». Corrado Ferlaino viene tirato in ballo da Claudio Lotito che per capire di che stampo è fatto Pino Iodice, ha invitato a chiedere all'ex presidente del Napoli. «E che posso dire? In generale, uno che registra una telefonata e poi la dà in pasto alla stampa, non fa un bel gesto. Anzi, fa davvero una cosa scorretta. Qui non esistono più gli uomini di una volta, qui si parla al telefono e il giorno dopo si rischia di finire sui giornali. Non mi sembra cosa esemplare, ecco».



Perlomeno uno che cerca di capire effettivamente chi era sto iodice,tralasciando il fatto che il mattino fa capo sempre al padrone del merdaggero
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: scintilla il 16 Feb 2015, 22:04
 http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2015/02/14/BT_32_06.html?ref=search

La bufera Lotito-Iodice I granata hanno paura
di Michele Spiezia

L'avevano avvertito. "Occhio, sta partendo la fronda": così gli avevano spifferato in una riunione di consiglio federale. Gli avevano persino tratteggiato i nomi dei mestatori, "le pietre arriveranno da due isole". Dunque Lotito sapeva. Se l'aspettava. Perciò, quando Giuseppe Iodice, segretario dell'Ischia, a fine gennaio bussa ad una delle sue innumerevoli utenze private, il patron di Lazio e Salernitana decide di "stare al gioco". «Perchè voglio farli venire allo scoperto, la smettessero di fare ricatti e minacce, loro sì», aveva confidato ad un presidente di Lega pro a lui assai vicino. Battagliero ed al solito senza freni, non si terrà nelle telefonata pubblicata ieri da "la Repubblica". Pochi minuti ed è bufera: reazioni, riprovazioni, richiesta, inascoltata, di dimissioni. Iodice aveva fatto partire la prima puntata delle accuse domenica, a poche ore dalla sfida tra granata ed isolani guidati da un battagliero Maurizi, romano, ben dentro determinate scuderie calcistiche. Il giorno dopo, gli strali di Lo Monaco, patron "senza finanze" del Messina. «Basta con questa dittatura. Qui tutto è accentrato nelle mani di un solo uomo che fa il bello ed il cattivo tempo. Una volta avere due club non era possibile. Dove è finita questa normativa?». È così che la Salernitana viene inghiottita da un vortice di veleni e sgambetti, epicentro anche lei di una battaglia senza quartieri che si sta consumando tra chi prova a mantenere il potere calcistico e chi prova a strapparglielo. È duello tra i pro e gli anti Tavecchio, è guerra per la poltrona di Macalli in Lega pro, è scontro totale con e sugli arbitri. Già, gli arbitri. La Salernitana è preoccupata. Teme ritorsioni, teme un altro arbitraggio in stile Caserta. Al Pinto diresse Giovani di Grosseto, oggi al Valerio fischia un altro toscano, il 29enne Pelagatti di Arezzo. La città di Nicchi, il presidente dell'Aia che lunedì ha accusato Lotito «di aver aggredito Farina», dopo che il patron, furioso, avrebbe detto «preparate i passamontagna...» al ko dell'Olimpico. Da qui, un botta e risposta continuo. Lui, l'uomo con delega di Tavecchio alle riforme federali: «Basta, qui ci vuole il sorteggio integrale». Il presidente dell'Aia. «Sorteggio integrale? Mai». La lotta è cruenta, coinvolge le quote elettive in Figc e muove fili delicatissimi. Perchè Nicchi punta, tra un anno, al terzo mandato. Roba che nemmeno Obama per la "White House". Perchè il toscano, mai diventato internazionale, è considerato un "politico" che ora deve tenere a freno le ambizioni del piemontese Rosetti che punta al ruolo di designatore in A altrimenti si metterebbe in concorrenza per la poltrona di mammasantissima. Come paracadute l'aretino punta a cambiare il quorum per l'elezioni, abbassandolo dal 66% fino alla soglia del 50% più uno. Proposta da sottoporre poi al consiglio federale. Retto da chi? Da Tavecchio e Lotito. Che hanno già detto brutalmente di no. Curiosamente, la riunione che doveva approvare le variazioni al regolamento Aia s'è tenuta a Salerno, il 20 ed il 21 dicembre scorso. Uno scherzo del destino, come quello tirato da Iodice, che agli inizi degli anni '90 s'era fatto le ossa come segretario generale della Salernitana. Carriera culminata poi coi 5 anni al Napoli in A, esperienza finita malamente per un vicenda legata al settore giovanile. Carriera che, a differenza di quanto sostenuto dal 50enne di Portici («ho la schiena diritta») è piena di inciampi. Deferimenti, squalifiche, spifferate, persino una delicata vicenda giudiziaria. Nell'ottobre del 2000 fu tra gli indagati al termine di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata: dirigenti e giocatori di Turris e Savoia furono accusati di associazione a delinquere, truffa, appropriazione indebita. Un giro di 10 miliardi di lire, ricavato ingannando le assicurazioni, simulando infortuni dei calciatori. Ai pm Fortuna e Novelli rivelò come venivano cancellate le tac in ospedale, come venivano refertati gli infortuni, come venivano tesserati "falsi giocatori". Due anni dopo, come Sasso della Turris, avrebbe patteggiato la condanna ad un anno e mezzo. Più volte condannato dalla giustizia sportiva. Ad esempio quando era al Taranto. Sei mesi di inibizione per "aver - sentenza della Disciplinare - stipulato un accordo occulto col tecnico Braglia e per aver consegnato le somme pattuite". Cioè 90mila euro "in nero". Sui generis la dicitura sul comunicato che definiva Iodice "sedicente direttore generale del Taranto". Iodice fa ricorso, arriva lo sconto di 3 mesi ma il coinvolgimento resta, "perchè - scrivono i giudici della Cdg - Iodice aveva piena coscienza dell'atto illecito". Esperienze fallimentari con Gallipoli e Pro Patria, deferimenti e squalifiche alla Nocerina di Citarella (anche qui club indagato per conti in nero) che ha continuato a rappresentare, come "presidente del comitato etico" pur lavorando già ad Ischia. La spifferata ai giornali deve essere un'abitudine. Anni fa fu così pure all'Acireale, dal quale rivendicava 17mila euro. Finì in tribunale. Rivela l'avvocato Paolo Bordonaro, difensore del club oppostosi perchè risultavano firmate e quietanzate le busta paga: «Iodice non era tesserato al momento del procedimento, neppure quando il lodo fu impugnato. Resosi conto che i suoi tentativi di pressione sui funzionari non avevano avuto effetto, invece di seguire l'ordinamento giuridico, ottiene un articolo sulla Gazzetta dello Sport nel quale si paventava il -3 alla società. Venni poi contatto da un giornalista del Corriere che rivelava come Iodice avesse telefonato anche a lui». Anni dopo, ecco la telefonata a Lotito, che registra e che gira per la divulgazione. Perchè? Maligna, la voce: a Iodice sarebbe stata promessa la carica di dg e segretario Lega pro al posto di Cipollini. Carica fino a qualche mese fa di Ghirelli - nel 2005 potente segretario della Figc di Carraro, coinvolto in Calciopoli (poi prosciolto) - che guida la rivolta al duo Macalli-Lotito insieme a Gravina (anche lui coinvolto in Calciopoli, pure lui uomo di banche) che in estate puntava a diventare il manager del Club Italia. Posto preso da chi, invece? Of course: da Lotito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Gulp il 17 Feb 2015, 00:12
Doppia allerta Milan: la verità sulle sirene orientali (non quelle thailandesi...) e le scelte sulla (e della) guida tecnica. Mancini si prende l'Inter, ma perderà un pezzo (non Maurito...). A Parma muore la credibilità del calcio italiano

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
17.02.2015 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter: @FBiasin 

[...]
Veniamo a noi. La faccenda Lotito ha contorni talmente grotteschi che eviterei di tornarci su. Solo una considerazione: c'è solo una cosa più disgustosa di chi dice "Se me porti su il Carpi son dolori" e cioè coloro che dicono "Giù le mani dal Carpi! Povero Carpi! Je suis Carpì! Lotito cacca e pipì!" ma intimamente condividono l'opinione del presidente della Lazio. E – fidatevi - sono tanti. La verità è che, a monte, come si suol dire, il più pulito c'ha la rogna e, semplicemente, è più attento del sor Lotito a non farsi fregare dallo Iodice di turno.
Serve l'intervento del governo come dicono in tanti? Può darsi, ma per dare una ripulita a livello globale, per mostrare la via d'uscita a tutti coloro che al bene comune antepongono quello personale. Come individuarli? Non lo sa nessuno, figuratevi se lo so io, ma tanto l'importare è urlare "Viva il Carpi! Povero Carpi!" per passare dalla parte dei buoni. A trovare le soluzioni, come sempre, toccherà "agli altri". W l'Italia, W la Bulgaria (cit.).
[...]
A proposito di "misteriosi investitori" e magnati che certamente magnano ma al momento non pagano, c'è grande attesa attorno ai movimenti di casa Parma. Non vorremmo correre il rischio di passare per i soliti malfidenti ma la domanda sorge spontanea: che interesse ha il sciur Manenti di versare 25 milioni (più non si sa quanti nel prossimo futuro) per salvare il Parma dal fallimento? Voi avete conosciuto simili filantropi in vita vostra? Forse neanche Paolo Brosio potrebbe arrivare a tanto. Anche in questo caso comunque basta attendere le prossime ore: ieri Manenti ha bruciato un pieno di benzina per far la spola sede-banca, infine ha promesso "domani arriverà la sorpresa". Ma cos'è il Parma, l'ovetto Kinder? E tutti quelli che si indignano per le "lotitate" perché in sei mesi non hanno fatto nulla per evitare che in Emilia si arrivasse a questo punto? Tutti quanti speriamo che Manenti riesca nel miracolo, di sicuro se le cose dovessero finire male da domani ci sarà la corsa dei signori del Palazzo a recitare il "Povero Parma" e "Forza Parma" che tanto non costa niente.
[...]
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: tommasino il 17 Feb 2015, 00:32
Citazione di: westman il 16 Feb 2015, 16:50
Quindi nella lista dei giornalisti scevri dalle impartizioni gobbo-riommerdiste per ora ci sono

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Mughini
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Tyler87 il 17 Feb 2015, 01:01
15 febbraio 2015 - 4 commenti - Mauro Mazzarella

A Firenze la resa dei conti: Salernitana-Benevento, derby anche in Lega

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Francesco Ghirelli e Claudio Lotito (foto Maffia/Daimages)

L'esercito dei moralisti è sceso in trincea, pronto a pontificare da comodi scranni mediatici. Fucili imbracciati a sparare banalità in serie e gogna mediatica servita per Claudio Lotito, finito nell'occhio del ciclone dopo la conversazione telefonica diffusa dal direttore generale dell'Ischia Pino Iodice. Troppo facile censurare la forma – colorita, coerente allo stile del personaggio – troppo complicato discutere i contenuti del Lotito-pensiero. Quel che è certo è che il co-patron di Lazio e Salernitana è finito in un autentico trappolone, un'imboscata probabilmente tesagli da qualcuno che ha lanciato in avanscoperta l'incauto (lui si) Iodice per cercare di arginare l'onnipresenza lotitiana. Onnipresenza si, strapotere (si vedano i recenti risultati delle sue due "creature" calcistiche) no. "Il male del calcio italiano": leggendo i principali quotidiani nazionali è tratteggiato il profilo d'un Lotito portabandiera d'un movimento vetusto, arcaico, che ha perso competitività ai massimi livelli. Proprio all'interno della Lega di A, però, Lotito continua a raccogliere consensi trasversali. Anche da quei presidenti (si veda Campedelli del Chievo) che più dovrebbero sentirsi toccati dai contenuti del suo colloquio privato spiattellato dall'ineffabile Iodice. Di contro i nemici giurati dell'imprenditore capitolino: Juventus, Fiorentina, Roma e Napoli, insomma non propriamente l'immagine del calcio di provincia bistrattato da un Lotito versione Robin Hood al contrario. Ma tant'è. Il co-patron granata appare sereno anche se ha volontariamente disertato il match del "Friuli" di Udine della sua Lazio. Non farà altrettanto con ogni probabilità lunedì mattina alle 11 quando a Firenze andrà in scena l'ennesimo (ultimo?) round in seno alla Lega Pro. Si preannuncia a dir poco infuocata l'Assemblea ufficialmente convocata per continuare "l'esame dei punti all'ordine del giorno non trattati nell'adunanza del 15 dicembre 2014″ (elezione d'un consigliere e ripartizione diritti audiovisivi), ma che in pratica si trasformerà in un referendum tra pro e contro Macalli. Ove andrà in scena l'ennesimo derby stagionale tra Salernitana e Benevento: gli stregoni, pur senza aver mosso passi ufficiali, affolleranno la fronda dei cospiratori avversi all'attuale numero uno di via Jacopo di Diacceto che già vanta, tra gli altri, Juve Stabia, Casertana, Messina, Lecce, Aversa Normanna ed altri. Lotito continua a difendere strenuamente la presidenza Macalli ed a proporre un programma riassumibile in pochi ma precisi punti: certezza delle entrate derivanti dalla mutualità e ripartizione delle risorse in base al merito sportivo; implementazione del marketing attraverso l'individuazione d'un apposito advisor; nuove iniziative progettuali volte a reperire fondi (anche europei); riduzione del numero di squadre da 60 a 36; spending review e trasformazione della Lega in un centro servizi e consulenza per le società; irrigidimento dei controlli sulle nuove proprietà e sulla regolarità dei pagamenti ai tesserati e dei relativi trasferimenti; prelievo coatto sui proventi delle scommesse da destinare ad un fondo per l'impiantistica sportiva. Programma discutibile quanto si vuole, ma pur sempre un programma d'azione. Con idee, proposte. Quelle – condivisibili o meno – che non sono mai mancate a Claudio Lotito. Dall'altro lato invece?

http://www.solosalerno.it/2015/02/15/a-firenze-la-resa-dei-conti-salernitana-benevento-derby-anche-in-lega/ (http://www.solosalerno.it/2015/02/15/a-firenze-la-resa-dei-conti-salernitana-benevento-derby-anche-in-lega/)
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 17 Feb 2015, 01:30
L'articolo di Michele Spiezia sarebbe da sbattere (quello si) su tutte le testate nazionali,così magari qualcuno comincia a capire il quadro generale della situazione.
Grazie a tutti quelli che stanno riportando articoli di giornalisti in controtendenza al "must",sta uscendo fuori un lavoro eccezionale.

Roberto Gotta - Fox Sports
Pietro Manigas - Globalist
Claudio Pasqualin - Tuttomercatoweb
Mauro Mazzarella - Solosalerno.it
Michele Spiezia - LaCittàdiSalerno
Biasin - Libero

Citazione di: tommasino il 17 Feb 2015, 00:32
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Mughini

Potresti postare un loro articolo?

Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: tommasino il 17 Feb 2015, 07:36
Citazione di: westman il 17 Feb 2015, 01:30
L'articolo di Michele Spiezia sarebbe da sbattere (quello si) su tutte le testate nazionali,così magari qualcuno comincia a capire il quadro generale della situazione.
Grazie a tutti quelli che stanno riportando articoli di giornalisti in controtendenza al "must",sta uscendo fuori un lavoro eccezionale.

Roberto Gotta - Fox Sports
Pietro Manigas - Globalist
Claudio Pasqualin - Tuttomercatoweb
Mauro Mazzarella - Solosalerno.it
Michele Spiezia - LaCittàdiSalerno
Biasin - Libero

Potresti postare un loro articolo?


Non è un articolo, sono le loro dichiarazioni in tv su italia1, dove hanno difeso la posizione di Lotito è messo in risalto la schifezza della telefonata rubata.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: alteadler il 17 Feb 2015, 08:32
da "ilnapolista.it"

Ora l'Italia si indigna ma Lotito ha detto cose vere e ragionevoli




di  Andrea Iovene  -  Claudio Lotito non è certamente il personaggio più simpatico della Serie A, è discutibile nei modi e in più di una circostanza pubblica ha fatto sfoggio di una sicurezza al limite della tracotanza. In questa vicenda della telefonata registrata (più che censurabile il modo d'agire del sig. Iodice), Lotito ha però sbagliato, perché nel sistema calcio lui non è solo il presidente di una società affiliata (la Lazio) e comproprietario di un'altra (la Salernitana), è anche vice-presidente della Figc con delega alle riforme. E dai contenuti della telefonata si desume che sia in questa veste di "riformatore" che parla con lo Iodice, dimenticando però di rappresentare in quei frangenti una figura istituzionale e lasciandosi andare ad esternazioni più adatte a un bar sport che a un ambiente federale.

Fatta questa doverosa premessa, è però giusto andare oltre e sottolineare come entrando nel merito della telefonata ci sia ben poco di cui scandalizzarsi a cominciare da quel "Beretta conta zero!". Ebbene, solo chi vivesse sulla luna potrebbe pensare qualcosa di diverso, considerato che dall'ultima riforma portata avanti dopo il 2006 tutti i poteri sono stati trasferiti all'Assemblea di Lega, esautorando di fatto sia il Consiglio che il Presidente. A Beretta resta dunque un ruolo di garanzia o se vogliamo di rappresentanza, una situazione che certo non gli nuoce visto che l'incarico calcistico è solo il suo secondo lavoro in quanto, come è noto, Beretta è un manager di Unicredit. Considerato che la Lega Serie A non è un ente terzo che agisce in autonomia per il bene del campionato (come invece sono l'Eurolega o l'NBA nel basket o restando al calcio la Premier League e la Bundesliga), ma semplicemente un'assemblea di condominio è chiaro che un Presidente operativo neanche servirebbe.

La seconda affermazione che ha fatto discutere è quella relativa alle eventuali promozioni di Carpi, Latina, Frosinone, o di squadre equivalenti senza uno straccio di tradizione e/o appeal commerciale e ovviamente con bacini di tifosi molto ristretti. Detto che è giusto dar merito a chi sul campo conquista una promozione, la telefonata di Lotito verteva chiaramente sul valore dei diritti tv della Serie A. Recentemente è stato chiuso un contratto da oltre un miliardo l'anno con Infront, ma Sky principale contributore della Serie A ha manifestato l'auspicio che si torni a 18 squadre nella speranza di ridurre il numero di partite di scarso interesse sportivo e quindi televisivo.

Nella scorsa stagione di Serie A ben 7 squadre su 20 hanno avuto una media spettatori a partita inferiore a 15.000, e se parliamo di Tv non va meglio. Prendendo una giornata a caso si scopre che almeno 2 partite su 10 totalizzano meno di 100 mila telespettatori e uno share corrispondente dello zero virgola. Per una televisione a pagamento numeri di questo tipo sono un investimento a perdere. Se aumentassero ancora le squadre di piccole città o che più in generale hanno uno scarso seguito, Lotito pensa (e non è un'idea folle) che le Tv finirebbero con l'offrire molto meno generando guai grossi a tutto il sistema calcio italiano.

Ma quel che Lotito accenna nella telefonata e che è già stato detto in varie circostanze pubblicamente anche da Tavecchio, non è certo che si debba impedire materialmente al Carpi di andare in A, ma che sia necessaria una riforma dei campionati, scendendo a 18 squadre in A, a 20 in B, e riducendo a 2 gironi da 20 la Serie C. Attualmente l'Italia ha un numero troppo elevato di squadre professionistiche, un numero che i fatti (stipendi arretrati, fallimenti et alii) dimostra essere insostenibile. Con una Serie A con 18 squadre e due sole retrocessioni (più una terza con spareggio), sarebbe possibile avere una migliore ripartizione degli introiti (commerciali e televisivi), una maggiore stabilità delle squadre (incentivando la possibilità di programmare a medio termine) e più spazi nel calendario per una miglior valorizzazione della Coppa Italia e della Nazionale.

Alla luce anche del caso Parma di questi giorni c'è da fare un'ulteriore riflessione, nel corso degli anni il calcio italiano ha maturato la convinzione che il merito sportivo fosse preminente rispetto a qualunque altro requisito, finendo con l'ignorare che la partecipazione a un campionato dalla Serie D alla Serie A è vincolata al rispetto anche di criteri di ordine economico e infrastrutturale. Ignorando o allentando la presa sul rispetto di questi ultimi criteri si è arrivati alla situazione attuale con la fatiscenza degli impianti e la criticità di molti bilanci economici.

Prendendo ad esempio la Serie B, oltre alle fidejussioni e al pagamento regolare degli stipendi, per l'iscrizione al campionato è necessaria la disponibilità di un impianto da almeno 10.000 posti (salvo deroghe), ebbene sono ben 10 su 22 le squadre ad avere stadi di capienza inferiore al minimo. Tra le tante non possiamo non notare proprio il Carpi (stadio Cabassi 4.164 posti) o l'Entella (stadio Comunale 4.154 posti), ma essendo due club neopromossi la deroga è anche ammissibile in vista di lavori di ampliamento che però non sono in corso né per l'una né per l'altra. Ma la deroga è stata concessa a numerose altre società che però sono in B da diverse stagioni e qui già è meno comprensibile visto che si tratta di deroghe reiterate. Qualora una di queste squadre venisse promossa con merito in Serie A dove la capienza minima richiesta è 16.000 posti, cosa accadrebbe? Una deroga è possibile, ma non per stadi da 7-8.000 posti. E allora queste squadre dovrebbero spostarsi di 40-50 o più chilometri per disputare le proprie gare casalinghe. Ma a quel punto, quale sarebbe il senso di disputare un campionato sempre in trasferta?

Ecco dunque forse si capisce quale sia davvero il nocciolo della questione, la Serie A è ovviamente il sogno di ogni squadra che giochi a calcio nella nostra penisola, dalla Terza Categoria in su, ma è necessario dare una regolata al sistema, alla formula dei campionati, alle regole di ammissione perché ormai è una vera e propria industria, non più solo uno sport e come tale deve essere organizzata per offrire sempre più uno spettacolo migliore agli appassionati che seguono e spendono soldi per le proprie squadre.

La Premier League intanto ha appena firmato un super contratto Tv da quasi 7 miliardi di euro per 3 anni (2016-2019), soldi che verranno certamente suddivisi tra i club, ma non solo, perché avranno una ricaduta sul territorio con la realizzazione di strutture sportive pubbliche, campi da gioco e programmi per lo sport di base. Sono arrivati a questo risultato lavorando insieme, facendo sistema e affidando alla Premier la difesa dell'interesse collettivo.

Naturalmente questi sono i giorni dello sdegno, di chi grida più forte allo scandalo, delle dimissioni richieste a gran voce (ma che non arriveranno), e si evita invece di mettere sul tavolo i veri problemi del sistema calcio, dalle storture dei settori giovanili (procuratori che firmano già ragazzi di 12-13 anni) fino alle problematiche economiche e di impianti del calcio professionistico. E va bene così, in fondo è più importante lo sproloquio telefonico di Lotito.
Andrea Iovene
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: GiPoda il 17 Feb 2015, 08:51
Questo articolo di Iovene è perfetto.
Meno male che c'è ancora gente che scrive senza andare appresso ai diktat provenienti dai Merlo o dai Pontani di turno.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: GiPoda il 17 Feb 2015, 13:38
Da aggiungere la posizione di Mattia Losi de Il Sole24 ore:

"Gli errori di Lotito e le ipocrisie dello sport"

Non sono d'accordo con Claudio Lotito, tanto per chiarire subito la mia posizione. Ma nella vicenda delle frasi registrate a totale insaputa del presidente della Lazio, nonchè membro del Consiglio federale della Figc, ci sono alcuni aspetti che al di là della giusta indignazione a caldo meritano di essere approfonditi.

Punto uno: chiunque di noi, se fosse registrato al telefono mentre parla con un amico, un conoscente o un collega di lavoro ( e sottolineo collega di lavoro) rischierebbe di essere cancellato dalla società civile. Alzi la mano chi non si è mai lasciato andare, in privato ma anche nel suo ambito lavorativo, a esternazioni delle quali non andare fiero secondo le regole della convivenza. Claudio Lotito, da questo punto di vista, non fa eccezione.

Punto due: credo che l'immediata indignazione, per quanto giustificata, sia stata male indirizzata. Il vero problema, a mio avviso, non sta nelle considerazioni di carattere economico sulle piccole squadre e sui diritti tv (ne parleremo tra poco) ma in una frase che purtroppo e guarda caso (?) è caduta subito nel dimenticatoio. A un certo punto Lotito argomenta: «Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi... se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c'abbiamo più una lira. Se c'abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?».

Ecco, il vero problema non sono le considerazioni su Carpi, Frosinone e Latina. Il vero problema è che Lotito sostiene di aver più volte detto ad Abodi, presidente della Lega Nazionale professionisti di Serie B, che non deve portare su il Carpi, come se davvero fosse nel potere dello stesso Abodi decidere classifica e promozioni. Dietro la frase di Lotito il vero nodo da sciogliere è questo: perché se davvero fosse come dice Lotito significherebbe che nulla di quello che accade sui campi di B è vero, ma abilmente pilotato o comunque influenzabile dal massimo rappresentante di quella categoria. Forse sarebbe il caso di chiedere conto di questo, senza disperdersi in commenti e considerazioni che attengono più al campo delle opinioni, per quanto opinabili, che a quello dell'illecito.

Punto tre: l'aspetto economico. Qui si entra in un campo minato, perchè si tocca con mano la vera piaga dell'ipocrisa che caratterizza in buona parte il mondo dello sport, non solo il calcio. Ossia il mai superato tentativo di far convivere due aspetti, quello della purezza alla De Coubertin e quello del tornaconto economico, che si sposano più o meno come il Diavolo e l'acqua Santa. E infatti,  a De Coubertin, l'aspetto economico era inviso più di ogni altra cosa.

Ci sono sport che hanno risolto il problema dichiarandosi apertamente professionistici: le regole dello sport valgono sul campo, ma per il resto vince l'economia. Non entri nella Nba se non dai garanzie precise di soldi e bacino d'utenza, non fai il pilota di Formula 1 se non hai alle spalle sponsor in grado di garantire valanghe di soldi. Certo che devi anche guidare veloce, ma non basta. E infatti di italiani in Formula 1 non se ne vedono da un bel pezzo: davvero siamo disposti a credere che nella terra di Nuvolari, Ascari e Munari i piloti siano improvvisamente diventati autisti?

Il calcio non ha mai regolato la questione: è il più importante business a livello planetario ma vuole al tempo stesso mantenere la purezza di quando la palla era fatta di stracci e i compensi si misuravano in pane e salame. Una fase durata pochi anni all'inizio del '900, perchè non appena capita l'importanza della questione i soldi hanno iniziato a girare a fiumi. Le televisioni, con i diritti lautamente pagati alle Federazioni di tutto il mondo, hanno solo messo il carico di strozzo.

Inutile nascondersi dietro un dito: se Keith Rupert Dylan Murdoc decidesse che della Serie A, della Premier e della Liga non gli importa più un tubo, e con lui facessero la stessa scelta le maggiori reti tv di tutto il mondo, le società di calcio potrebbero tranquillamente dedicarsi ai campionati di taglio e cucito. E non è colpa di Carpi, Frosinone, Latina o Lotito: è solo la realtà. Avere un buon prodotto da vendere significa vendere bene, averne uno così così significa avere soldi in meno.

Poi il bello dello sport, e non solo del calcio, è vedere Davide che batte Golia: il Parma e il Cesena che fermano Roma e Juve, tanto per fare un esempio recente. Ma non andiamo in giro a raccontare che i diritti tv si vendono per questo motivo.

La vera difficoltà sta nel trovare un punto di equilibrio che, a mio avviso, semplicemente non si può trovare cercando di far convivere Diavolo e acqua Santa. L'unica via percorribile è quella di separare (come hanno fatto nell'Nba) la parte sportiva e quella economica: lo sport inizia quando l'arbitro alza la prima palla a due e finisce quando suona l'ultima sirena. Per il resto è tutto e solo business. Se poi per caso ti scappa una frase sbagliata sul colore della pelle dei giocatori ti processano in due giorni, ti condannano e ti obbligano a vendere la squadra di cui sei proprietario. Proprio un altro mondo. "

Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: laziosibiu il 17 Feb 2015, 14:16
Sempre sulla Stampa ... dopo qualche articolo dal Prosport, in Romania la Procura ha aperto un inchiesta per quello che riguarda la partita tra Dinamo Bucarest e Lazio nel 2007 a Bucarest ... secondo loro ci sono voci su un presunto noncombat dei romeni nel secondo tempo, poi il trasferimento di Radu alla Lazio dopo 5 mesi per una cifra che in realta' non era quella annunciata ... che stupidagini!!!!!!!!!
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: JokerBiancoBlu il 17 Feb 2015, 14:50
Intanto salve a tutti, vi leggevo da un po' ed ora mi sono iscritto :)

Il mio pensiero sulla vicenda è il seguente:

Lotito ha detto cose giuste nella sostanza e facilmente comprensibili per chi guarda al di là del suo terribile modo di esprimersi da caciottaro dei mercati generali (senza nessuna offesa per i caciottari dei mercati generali). Il fatto che il Carpi, il Frosinone e il Latina salgano in serie A per meriti sportivi non credo qualcuno voglia prevenirlo, ma una volta che queste squadre sono in serie A bisogna garantire loro una equa spartizione della torta sui diritti TV e soprattutto bisogna garantire che a metà campionato non vengano smantellate o falliscano (vedi il caso Parma).

Se le facciamo venire in A per poi dargli delle briciole allora siamo tutti complici, Juve e roma più di tutti.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: CodyAnderson il 17 Feb 2015, 15:06
Citazione di: westman il 16 Feb 2015, 15:01
Articolo di Pietro Manigas da Globalist.it http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=69347&typeb=0

Per esempio oggi si è scomodato Francesco Merlo a ricordare come Veltroni prese per i fondelli la macchietta Lotito quando presentò i faraonico stadio delle aquile. Roma è già stata cotruita, disse... Stessa risposta non hanno avuto gli americani della Roma che invece sono sbarcati con una megaspeculazione folle sulle rive del Tevere con opere di urbanizzazione incredibili laddove doveva nascere un parco e tanto di quel cemento da spaventare. Nel silenzio delle istituzioni e nella sottovalutazione dei media. Già, sono americani. E intendono risanare i debiti con i soldi delle nostre banche e con gli affari sulla nostra pelle. Già, ma non parlano come Lotito che fa tanto fumo laddove mi sembra che altri facciano arrosto vero. E nel silenzio assordante mediatico.



Questo commento all'articolo di Merlo che accusa Lotito per il progetto sulla Tiberina mi piace e dimostra la faziosità di Repubblica con buona pace di Strike. Commentare in questo modo un progetto molto meno invasivo di quello delle merde (quanto meno si trattava di una zona fuori Roma e poco urbanizzata e non del quadrante esterno più urbanizzato di tutta Roma ...) è prova di malafede.

L'articolo di Merlo (Repubblica) è comunque lo specchio dell'Italia. Tutto dipende dalla politica, la politica deve togliere Lotito di mezzo (il sottosegretario sotto suggerimento no?). Se non ci dovesse riuscire la politica, allora lo faranno fuori con la magistratura. Questa mentalità ci ha portato Tangentopoli, a Mafia Capitale, a 20 anni di berlusconi e d'alema.

povera italia.

PS: grandissimo commento di uno dei nostri "Francesco Merlo, ad occhio e croce un altro 'coppainfacciato'...."
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: CodyAnderson il 17 Feb 2015, 15:09
Citazione di: JokerBiancoBlu il 17 Feb 2015, 14:50
Intanto salve a tutti, vi leggevo da un po' ed ora mi sono iscritto :)

Il mio pensiero sulla vicenda è il seguente:

Lotito ha detto cose giuste nella sostanza e facilmente comprensibili per chi guarda al di là del suo terribile modo di esprimersi da caciottaro dei mercati generali (senza nessuna offesa per i caciottari dei mercati generali). Il fatto che il Carpi, il Frosinone e il Latina salgano in serie A per meriti sportivi non credo qualcuno voglia prevenirlo, ma una volta che queste squadre sono in serie A bisogna garantire loro una equa spartizione della torta sui diritti TV e soprattutto bisogna garantire che a metà campionato non vengano smantellate o falliscano (vedi il caso Parma).

Se le facciamo venire in A per poi dargli delle briciole allora siamo tutti complici, Juve e roma più di tutti.

Aggiungiamoci che l'ottenimento di 200 mln in più sui diritti è stata una battaglia proprio portata avanti da Lotito. Questi 200 mln sono tutti ricavi in meno per le pay tv ... che infatti lo massacrano (sky soprattutto perché chiaramente Lotito e Galliani sono alleati).
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 17 Feb 2015, 15:55
cito da GuyMontag nell'altro topic

Pigrizia. Invece di scrivere copio e faccio mio.
Commenti?

https://postpank.wordpress.com/author/postpank/

Dalli a Lotito!
Un dirigente dell'Ischia, Lega Pro, registra una telefonata, la offre a un giornale amico (Repubblica) che ci costruisce sopra un caso. Nella telefonata, il campionario di Lotito: il linguaggio scorretto, la vanagloria, le millanterie. E poi, qui casca l'asino, il proditorio attacco alle più belle realtà del calcio cadetto: Carpi e Frosinone, troppo piccole per salire nell'Olimpo a zavorrare una già cigolante serie A, che raccatta la miseria di 1 miliardo/1 miliardo e duecento milioni l'anno, da dividere in parti diseguali con tutto il fronte del calcio professionistico italiano. Quindi, invocazioni di trasparenza e pene esemplari, esecrazione delle mafie che tengono incatenato lo sport nazionale, auspicio dell'intervento della politica, della procura federale, dei marines e della flotta interplanetaria.

Ma intanto cessa l'improvviso, potente accerchiamento arbitrale della Lazio, che nelle ultime settimane aveva provocato le proteste di Pioli. Forse perché mentre si dipinge Lotito come mammasantissima stona vederlo nel mirino di Nicchi e della classe arbitrale. E viene da chiedersi come mai lo sdegno per le rozze affermazioni del presidente biancoceleste si sia levato unanime in difesa di squadre che nessuno ha mai degnato di una menzione prima della sigla della notte di una Domenica Sportiva, da sempre monopolizzata da Juve, Inter, Milan, poi, Roma, poi Napoli, Fiorentina, Lazio. Come mai all'improvviso ci si accorge delle piccole, quelle che nessuno nomina mai, nemmeno come avversarie delle grandi?

Eppure la provincia è la patria del calcio pane e salame. Cosa saremmo senza il Carpi? Chi salverà un calcio dove il Frosinone non può aspirare al Paradiso ma deve inchinarsi alla potenza (sic) del Bologna?

Suvvia, siamo seri. Ma a chi credete di darla a bere? Lotito è un personaggio pessimo, se ne conosce l'ego smisurato, l'impeto moralista, la pedanteria seconda soltanto alla cafonaggine. Ma la sua Lazio è un modello di gestione virtuosa, nel pantano del dissesto del calcio italiano. Di più, paga puntualmente le rate del debito verso l'Erario accumulato dalle gestioni precedenti, unica a non passare per le scorciatoie del Lodo Petrucci (Napoli, Fiorentina, Torino) o per le vie agevolate della Legge Marzano (Parma). Quella che fa la voce grossa nell'invocare il rispetto del Fair Play Finanziario, proposto da Platini per combattere il malcostume del calcio che non paga i conti e che presenta bilanci dissestati e tarocchi. Le battaglie di Lotito si conoscono: stadi di proprietà, riduzione delle partecipanti ai campionati, premi per chi si presenta con i conti in ordine, un calcio padronale che torni ad avere il controllo sottraendolo ai calciatori, magari tornando a forme di vincolo più stringenti. E poca ciccia ai procuratori. Poco di nuovo, ma una ricetta rigorosa che faccia valere certe prerogative.

Non bisogna fare troppa strada per trovare società a cui le idee di Lotito non vanno a genio. Una che sta ristrutturando la propria situazione debitoria ricorrendo allo strumento del prestito obbligazionario è proprio la Roma, dirimpettaia della Lazio presieduta dal reprobo, che giusto qualche settimana fa aveva apostrofato con i soliti toni spicci il presidente Pallotta e i dirigenti giallorossi, invitandoli a sistemare il bilancio. Nel frattempo Lotito ha tessuto la sua tela riformando pezzi di calcio, imponendo nomine (Tavecchio) e cercando di indirizzare il Palazzo.

Oggi qualcuno ha deciso di non rimanere inerte di fronte alla tessitura lotitiana e mette mano agli strumenti disponibili per cambiare lo status quo. Cominciando con una bella telefonata registrata. Alla faccia del metodo pulito. Non si tratta di rivoluzione, né di moralizzazione: parole che nel calcio sono del tutto fuori luogo. E' un regolamento di conti interno a un mondo chiuso, dove chi ha più armi prevarrà. Con buona pace del Carpi e del Frosinone, che presto torneranno a non interessare a nessuno, e anche dell'ingenuo lettore/bersaglio di campagne di stampa orchestrate ad arte. Mourinho aveva capito tutto.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: dario il 17 Feb 2015, 18:29
Citazione di: westman il 16 Feb 2015, 16:50
Quindi nella lista dei giornalisti scevri dalle impartizioni gobbo-riommerdiste per ora ci sono

Roberto Gotta - Fox Sports
Pietro Manigas - Globalist
Claudio Pasqualin - Tuttomercatoweb

Lo seguo da anni, ottimo come sempre.
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Palo il 17 Feb 2015, 20:03
Citazione di: westman il 17 Feb 2015, 15:55
cito da GuyMontag nell'altro topic

Pigrizia. Invece di scrivere copio e faccio mio.
Commenti?

https://postpank.wordpress.com/author/postpank/

Dalli a Lotito!
Un dirigente dell'Ischia, Lega Pro, registra una telefonata, la offre a un giornale amico (Repubblica) che ci costruisce sopra un caso. Nella telefonata, il campionario di Lotito: il linguaggio scorretto, la vanagloria, le millanterie. E poi, qui casca l'asino, il proditorio attacco alle più belle realtà del calcio cadetto: Carpi e Frosinone, troppo piccole per salire nell'Olimpo a zavorrare una già cigolante serie A, che raccatta la miseria di 1 miliardo/1 miliardo e duecento milioni l'anno, da dividere in parti diseguali con tutto il fronte del calcio professionistico italiano. Quindi, invocazioni di trasparenza e pene esemplari, esecrazione delle mafie che tengono incatenato lo sport nazionale, auspicio dell'intervento della politica, della procura federale, dei marines e della flotta interplanetaria.

Ma intanto cessa l'improvviso, potente accerchiamento arbitrale della Lazio, che nelle ultime settimane aveva provocato le proteste di Pioli. Forse perché mentre si dipinge Lotito come mammasantissima stona vederlo nel mirino di Nicchi e della classe arbitrale. E viene da chiedersi come mai lo sdegno per le rozze affermazioni del presidente biancoceleste si sia levato unanime in difesa di squadre che nessuno ha mai degnato di una menzione prima della sigla della notte di una Domenica Sportiva, da sempre monopolizzata da Juve, Inter, Milan, poi, Roma, poi Napoli, Fiorentina, Lazio. Come mai all'improvviso ci si accorge delle piccole, quelle che nessuno nomina mai, nemmeno come avversarie delle grandi?

Eppure la provincia è la patria del calcio pane e salame. Cosa saremmo senza il Carpi? Chi salverà un calcio dove il Frosinone non può aspirare al Paradiso ma deve inchinarsi alla potenza (sic) del Bologna?

Suvvia, siamo seri. Ma a chi credete di darla a bere? Lotito è un personaggio pessimo, se ne conosce l'ego smisurato, l'impeto moralista, la pedanteria seconda soltanto alla cafonaggine. Ma la sua Lazio è un modello di gestione virtuosa, nel pantano del dissesto del calcio italiano. Di più, paga puntualmente le rate del debito verso l'Erario accumulato dalle gestioni precedenti, unica a non passare per le scorciatoie del Lodo Petrucci (Napoli, Fiorentina, Torino) o per le vie agevolate della Legge Marzano (Parma). Quella che fa la voce grossa nell'invocare il rispetto del Fair Play Finanziario, proposto da Platini per combattere il malcostume del calcio che non paga i conti e che presenta bilanci dissestati e tarocchi. Le battaglie di Lotito si conoscono: stadi di proprietà, riduzione delle partecipanti ai campionati, premi per chi si presenta con i conti in ordine, un calcio padronale che torni ad avere il controllo sottraendolo ai calciatori, magari tornando a forme di vincolo più stringenti. E poca ciccia ai procuratori. Poco di nuovo, ma una ricetta rigorosa che faccia valere certe prerogative.

Non bisogna fare troppa strada per trovare società a cui le idee di Lotito non vanno a genio. Una che sta ristrutturando la propria situazione debitoria ricorrendo allo strumento del prestito obbligazionario è proprio la Roma, dirimpettaia della Lazio presieduta dal reprobo, che giusto qualche settimana fa aveva apostrofato con i soliti toni spicci il presidente Pallotta e i dirigenti giallorossi, invitandoli a sistemare il bilancio. Nel frattempo Lotito ha tessuto la sua tela riformando pezzi di calcio, imponendo nomine (Tavecchio) e cercando di indirizzare il Palazzo.

Oggi qualcuno ha deciso di non rimanere inerte di fronte alla tessitura lotitiana e mette mano agli strumenti disponibili per cambiare lo status quo. Cominciando con una bella telefonata registrata. Alla faccia del metodo pulito. Non si tratta di rivoluzione, né di moralizzazione: parole che nel calcio sono del tutto fuori luogo. E' un regolamento di conti interno a un mondo chiuso, dove chi ha più armi prevarrà. Con buona pace del Carpi e del Frosinone, che presto torneranno a non interessare a nessuno, e anche dell'ingenuo lettore/bersaglio di campagne di stampa orchestrate ad arte. Mourinho aveva capito tutto.
Eccellente!

Da diffondere a piene mani!
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: spaturno il 17 Feb 2015, 21:36
Citazione di: westman il 17 Feb 2015, 15:55
cito da GuyMontag nell'altro topic

Pigrizia. Invece di scrivere copio e faccio mio.
Commenti?

https://postpank.wordpress.com/author/postpank/

Dalli a Lotito!
Un dirigente dell'Ischia, Lega Pro, registra una telefonata, la offre a un giornale amico (Repubblica) che ci costruisce sopra un caso. Nella telefonata, il campionario di Lotito: il linguaggio scorretto, la vanagloria, le millanterie. E poi, qui casca l'asino, il proditorio attacco alle più belle realtà del calcio cadetto: Carpi e Frosinone, troppo piccole per salire nell'Olimpo a zavorrare una già cigolante serie A, che raccatta la miseria di 1 miliardo/1 miliardo e duecento milioni l'anno, da dividere in parti diseguali con tutto il fronte del calcio professionistico italiano. Quindi, invocazioni di trasparenza e pene esemplari, esecrazione delle mafie che tengono incatenato lo sport nazionale, auspicio dell'intervento della politica, della procura federale, dei marines e della flotta interplanetaria.

Ma intanto cessa l'improvviso, potente accerchiamento arbitrale della Lazio, che nelle ultime settimane aveva provocato le proteste di Pioli. Forse perché mentre si dipinge Lotito come mammasantissima stona vederlo nel mirino di Nicchi e della classe arbitrale. E viene da chiedersi come mai lo sdegno per le rozze affermazioni del presidente biancoceleste si sia levato unanime in difesa di squadre che nessuno ha mai degnato di una menzione prima della sigla della notte di una Domenica Sportiva, da sempre monopolizzata da Juve, Inter, Milan, poi, Roma, poi Napoli, Fiorentina, Lazio. Come mai all'improvviso ci si accorge delle piccole, quelle che nessuno nomina mai, nemmeno come avversarie delle grandi?

Eppure la provincia è la patria del calcio pane e salame. Cosa saremmo senza il Carpi? Chi salverà un calcio dove il Frosinone non può aspirare al Paradiso ma deve inchinarsi alla potenza (sic) del Bologna?

Suvvia, siamo seri. Ma a chi credete di darla a bere? Lotito è un personaggio pessimo, se ne conosce l'ego smisurato, l'impeto moralista, la pedanteria seconda soltanto alla cafonaggine. Ma la sua Lazio è un modello di gestione virtuosa, nel pantano del dissesto del calcio italiano. Di più, paga puntualmente le rate del debito verso l'Erario accumulato dalle gestioni precedenti, unica a non passare per le scorciatoie del Lodo Petrucci (Napoli, Fiorentina, Torino) o per le vie agevolate della Legge Marzano (Parma). Quella che fa la voce grossa nell'invocare il rispetto del Fair Play Finanziario, proposto da Platini per combattere il malcostume del calcio che non paga i conti e che presenta bilanci dissestati e tarocchi. Le battaglie di Lotito si conoscono: stadi di proprietà, riduzione delle partecipanti ai campionati, premi per chi si presenta con i conti in ordine, un calcio padronale che torni ad avere il controllo sottraendolo ai calciatori, magari tornando a forme di vincolo più stringenti. E poca ciccia ai procuratori. Poco di nuovo, ma una ricetta rigorosa che faccia valere certe prerogative.

Non bisogna fare troppa strada per trovare società a cui le idee di Lotito non vanno a genio. Una che sta ristrutturando la propria situazione debitoria ricorrendo allo strumento del prestito obbligazionario è proprio la Roma, dirimpettaia della Lazio presieduta dal reprobo, che giusto qualche settimana fa aveva apostrofato con i soliti toni spicci il presidente Pallotta e i dirigenti giallorossi, invitandoli a sistemare il bilancio. Nel frattempo Lotito ha tessuto la sua tela riformando pezzi di calcio, imponendo nomine (Tavecchio) e cercando di indirizzare il Palazzo.

Oggi qualcuno ha deciso di non rimanere inerte di fronte alla tessitura lotitiana e mette mano agli strumenti disponibili per cambiare lo status quo. Cominciando con una bella telefonata registrata. Alla faccia del metodo pulito. Non si tratta di rivoluzione, né di moralizzazione: parole che nel calcio sono del tutto fuori luogo. E' un regolamento di conti interno a un mondo chiuso, dove chi ha più armi prevarrà. Con buona pace del Carpi e del Frosinone, che presto torneranno a non interessare a nessuno, e anche dell'ingenuo lettore/bersaglio di campagne di stampa orchestrate ad arte. Mourinho aveva capito tutto.

è piaciuto molto anche a me
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: AquilaCalva il 17 Feb 2015, 22:01
Però leggo che anche ilSole24ore (vedi l'articolo due o tre post più su) è con noi.
Mica è poco...
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Palo il 17 Feb 2015, 22:06
Citazione di: AquilaCalva il 17 Feb 2015, 22:01
Però leggo che anche ilSole24ore (vedi l'articolo due o tre post più su) è con noi.
Mica è poco...
Credo che i lettori del Sole, sebbene "capitalisti", non li riesci mica a prendere per il culo con le cazzate!
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Tyler87 il 18 Feb 2015, 11:36
I nemici «interessati» di Lotito compattano chi lo odia di più

LIBERO (M. GORRA) - Avanti così e lo accuseranno pure di avere fatto scoppiare le guerre puniche. Contro Claudio Lotito, a cui il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha tolto la delega alle Riforme dopo un summit a Palazzo Chigi con il presidente del Coni Giovanni Malagò e il sottosegretario con delega allo Sport Graziano Delrio, or,ai si è arrivati al 'vale tutto': lo scontro di potere, che si pensava concluso quest'estate, sta invece vedendo andare in scena un secondo tempo a dir poco pirotecnico. 

Al punto che nella contesa inizia anche a esserci spazio per la sezione reprint: ieri pomeriggio, siti d'informazione ed eminenti tv rilanciavano con grande enfasi una notizia proveniente dalla Romania circa una presunta combine nei preliminari di Champions del 2007 tra Lazio e Dinamo Bucarest, coi biancocelesti accusati di avere passato il turno ammorbidendo l'awersario mediante acquisto a prezzo gonfiato del difensore Stefan Radu, allora in forza ai rumeni. Notizia che funziona alla perfezione per alimentare il clima da caccia alle streghe intorno al patron laziale e per fornire frecce all'arco di chi ha interesse a dipingerlo come un bieco maneggione la cui rimozione coatta è la sola possibilità di salvezza per i valori dello sport. Notizia che, però, è anche falsa come una banconota da 30 euro: la storia in questione era giù uscita un mese fa, era stata smentita dai protagonisti e - soprattutto - né allora né oggi era mai stata provata l'esistenza di fascicoli d'inchiesta aperti in merito nelle sedi competenti. 

Tanto scomposta e rodomontesca la strategia della variegata armata degli anti-Lotito, che l'effetto sortito risulta essere opposto rispetto alle intenzioni, compattando a difesa del patron il fronte che uno si sarebbe aspettato di meno: quello dei tifosi laziali. L'affermazione è paradossale solo all'apparenza. Come noto, lo zoccolo duro della tifosera biancoceleste ha col presidente (anzi, col «gestore») un rapporto di estrema conflittualità: dieci anni di gestione Lotito e dieci anni di guerra - tiepida o bollente a seconda dei periodi - da parte degli ultrà. Un rapporto ormai oltre il redimibile, che non più tardi di sei mesi fa era sfociato in un clamoroso sciopero degli abbonamenti ideato dai tifosi col dichiarato scopo di inferire al detestato presidente il colpo fatale e di costringerlo all'uscita di scena. 

Ebbene, oggi non esiste un tifoso laziale che non prenda le parti di Lotito. Nessuno sconto e nessun ripensamento, ché anzi gli attestati di anti-lotitismo antemarcia sfoggiati dai tifosi in questione conferiscono semmai maggiore credibilità alla posizione, ma nemmeno cedimenti e sparate nel mucchio alla tanto peggio tanto meglio. Lotito resta il Male incarnato, e però a tutto c'è un limite. Vero che la posizione della curva è mossa anche da ragionamenti di bottega (più la situazione di Lotito si complica, più a farne le spese rischia di essere la squadra in termini politici e arbitrali) e vero che nel momento del bisogno certi distinguo trovano naturalmente la via del congelatore. Ma vero anche che queste considerazioni da sole non bastano a motivare un'inversione di tendenza tanto clamorosa. L'unica spiegazione razionale - e pazienza se dovesse risultare viziata da un eccesso di romanticismo - diventa dunque la più banale di tutte. I tifosi laziali che, pur detestandolo con ogni muscolo, prendono su e fanno quadrato intorno a Lotito lo fanno per una ragione sola: perché, a differenza di giornalisti e politicanti, il chilometro di pelo sullo stomaco necessario per chiamare con un nome diverso la macchina del fango solo perché è stata azionata su uno che sta antipatico non ce l'hanno. E non ce l'avranno mai.

Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 18 Feb 2015, 22:18
Roberto Gotta - Fox Sports
Mattia Losi - Il Sole 24 Oreù
M.Gorra - Libero
Mauro Mazzarella - Solosalerno.it
Michele Spiezia - LaCittàdiSalerno
Andrea Iovene - Ilnapolista.it
Biasin - Libero
Pietro Manigas - Globalist
Claudio Pasqualin - Tuttomercatoweb
Postpank

io farei una bella trasmissione dove far intervenire questi giornalisti sulla questione-lotito e poi ci divertiamo,così anzichè la fuffa si svelano i retroscena della lotta politica (oltre al curriculum di Iodice) e si fa una bella smerdata nei confronti di tutti gli altri pseudogiornalisti o sedicenti tali (cioè tutti tranne questi dieci)


Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: westman il 18 Feb 2015, 22:23
tranne questi dieci a occhio e croce ovviamente :D
Titolo: Re:Le opinioni della Stampa
Inserito da: Nesta idolo il 20 Feb 2015, 16:20
Lotito, la voce sguaiata della verità

di Lorenzo Vendemiale

Censurato da Tavecchio, "incauto" secondo Malagò, attaccato duramente da istituzioni e commentatori del mondo del pallone. Ma cosa ha detto o fatto di tanto sconvolgente Claudio Lotito? Solo essere se stesso, e dire senza troppi filtri come stanno le cose. Non minacciare, perché l'intercettazione divulgata dal direttore generale dell'Ischia Pietro Iodice assomiglia più ad una conversazione fra amici che ad un atto intimidatorio (come dimostra il tono con cui anche il dirigente campano si rivolge all'interlocutore, chiamato più volte "Pres"). E certo non mentire, perché un fondo di vero nelle parole di Lotito esiste, e neanche troppo nascosto.

Premessa. Lotito dice che "Macalli sta sul cazzo a tutti e nessuno lo discute". Bè, lo stesso vale anche per Lotito. Rozzo e sguaiato, col suo fare da padre-padrone non piace a nessuno: persino i suoi tifosi lo detestano cordialmente. Però è anche uno che ha rimesso in piedi una squadra sull'orlo del fallimento, e dal nulla è riuscito a diventare il signore del pallone. Ci sa fare, insomma. E delle sue parole bisognerebbe cogliere anche la sostanza, oltre la forma (su cui c'è poco da discutere).

Non è un mistero che in Lega Pro sia in atto una guerra politica pericolosa, in cui i primi a rimetterci potrebbero essere le piccole società che già fanno fatica ad arrivare a fine stagione. Una soluzione andrà pur trovata a quel bilancio non approvato, al taglio dei contributi Figc, alla distribuzione delle risorse vitali per i club. E Lotito – che è anche presidente della Salernitana – quando chiama un dirigente con cui siede in consiglio di Lega fa qualcosa che accade ogni giorno. Certo, sta muovendo mari e monti per salvare la poltrona di Macalli. Ma c'è pure chi fa l'opposto.

Nella bufera sono finite anche altre frasi. Quella con cui dà praticamente dello "scaldasedia" al presidente di Lega Maurizio Beretta, che "decide zero". Bè, neanche il diritto interessato si è offeso più di tanto: due anni fa quando fu eletto al termine di una lunga trattativa, fu scelto proprio in qualità di figura di garanzia, "notaio" delle decisioni dei presidenti vincitori della battaglia (Lotito in primis, ma non solo). Probabilmente è arrivato il momento di nominare un presidente vero, che sappia guidare i club e non solo assecondarli. Ma non perché Lotito abbia detto o meno certe parole.

Capitolo Serie B. Le favole delle piccole squadre sono l'essenza del pallone. E i tifosi del Carpi hanno tutto il diritto di risentirsi, protagonisti di una stagione strepitosa che meriterebbe di essere coronata con la promozione. A loro però va anche l'augurio di essere all'altezza della Serie A. Discorso valido per tante altre realtà del nostro campionato, sempre più livellato verso il basso. La crisi parte dall'alto e dal decadimento delle grandi, ma l'Italia oggi non ha la qualità per permettersi una Serie A a 20 squadre; la Serie B addirittura a 22 è una follia, un lunghissimo "gioco dell'oca" dagli esiti imprevedibili; la Lega Pro è scesa a 60 club e sono comunque troppi. La riforma dei campionati, insomma, è una necessità non più derogabile. Si può discutere su come attuarla (il meccanismo ad una sola promozione a cui allude Lotito sarebbe la morte del calcio) ma qualcosa si deve muovere. Perché il pallone ormai è un prodotto, e come tale deve mantenersi di qualità per essere venduto. Altrimenti il declino sarà progressivo e ineluttabile.

Questo – al netto dei modi da guappo e degli ovvi, evidenti interessi personali – è il senso dell'intercettazione di Lotito. Da condannare, ma anche ascoltare attentamente. Se poi ci saranno altre e più gravi conversazioni le giudicheremo. Ma per adesso abbiamo ascoltato solo alcune tristi verità del nostro calcio (compreso lo scarso spessore dei suoi dirigenti, di chi usa certi toni e di chi li registra, pubblicandoli casualmente alla vigilia di un'assemblea decisiva). E la verità spesso fa male.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/14/lotito-voce-sguaiata-verita/1425285/ (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/14/lotito-voce-sguaiata-verita/1425285/)