Un filo sottile che collega tanti episodi, tante parole, tanti eventi.
Il tapin di Mauri e il pallonetto di Destro, la zuccata di Ciani e i pali della Fiorentina, l'errore della Juventus al'ultimo secondo e gli infortuni dell'Inter. Il destino imprevedibile e beffardo ha deciso: una finale a Roma tra la prima e la seconda(?) squadra della capitale, una sfida tra chi il calcio l'ha portato e chi l'ha sempre dato.
E si allungano le ombre sopra questa città, un derby che vale più degli altri, la partita più difficile resa ancora più complessa. Due stili a confronto non per scelta ma solo per sorte: troppi casi, troppe coincidenze e tanta tanta paura.
Ma le nostre paure sono scomparse, fuggite come ombre al sole. Nei nostri cuori solo la consapevolezza di essere più forti, coi muscoli e con la testa.
Le paure, dopo le ultime sfide, sono tutte per gli altri che non vincono più e che gia hanno assaggiato sotto la pioggia in Novembre e sotto al sole d'Aprile tutta la nostra cattiveria.
Sono quattro i derby consecutivi dove sono stati schiacciati: ora hanno paura, avrebbero preferito giocare con la consapevolezza di perdere contro la juve che giocare con noi perche di questa partita hanno paura e hanno paura di noi.
Nella loro "pittoresca" tracotanza non l'ammetteranno mai, ma già nell'ultimo derby e nei tre precedenti non hanno mai cantato, perché la paura gli ha sempre strozzato la voce, davanti ad una Nord consapevole della sua forza e della forza della sua squadra.
Quando il 26 Maggio entreranno allo stadio ancora una volta la gola gli so chiuderà, tremeranno le gambe ai loro giocatori, la loro spavalderia si rivelerà nella loro insita codardia.
Quando il 26 Maggio entreremo allo stadio dovremo fargli ancora una volta paura, perché quella sera non ci sarà nessuno più forte di noi: scompariranno tutte le divisioni e di trentamila voci ne faremo una sola, perchè c'è una finale da giocare e noi non avremo paura:
Noi non abbiamo paura, AVANTI LAZIO.