Fabrizio Patania: "Dico la mia opinione, nel rispetto delle parti, alcune cose le avevo intuite e metabolizzate, il nostro lavoro è difficile. La Lazio ha fatto pochissimo, quasi niente, per tenere Simone Inzaghi, è stato tutto propedeutico a fare in modo che fosse Inzaghi ad andare via dalla Lazio. Magari la Lazio non ha atteso 16 mesi per proporre il rinnovo, ma a inizio febbraio c'è stata la proposta e poi uno stallo in cui le parti si sono addormentate. L'imprenditore ha accettato il rischio di impresa, poteva fare tutto 20 giorni prima, non avrebbe rischiato l'inserimento dell'Inter. Io non ho seguito direttamente l'epilogo, ma se fai un incontro di 6 ore non è possibile che l'allenatore vada a dormire senza la firma. A me non è ancora chiaro cosa è stato fatto sapere da Inzaghi all'uscita dall'incontro; non vorrei che l'esito positivo sia stata una forzatura fatta passare dalla società. Faccio fatica a pensare che Simone abbia detto 'Resto alla Lazio senza condizioni' e poi si sia rimangiato tutto. A me è stato detto più volte che Inzaghi avrebbe lasciato la Lazio se si fossero presentate Juve o Inter. Dopo 5 anni di Lazio, è giusto che sia così, i rischi di andare via sono comunque pari o inferiori a quelli che avrebbe assunto rimanendo alla Lazio. Lui avrebbe continuato volentieri, ma è chiaro che lunedì la sua alternativa era essere tra virgolette "disoccupato", dopo 22 anni alla Lazio con un legame forte. Lunedì Inzaghi non aveva nulla nelle mani, nessun segnale dal club in cui ha fatto la storia, meritava di più come lavoro e come scelta. A dicembre Inzaghi aveva già chiesto 4 milioni di euro, voleva arrivare probabilmente a 3/3,5. Non si è mai parlato di progetti. Evidentemente la società riteneva che lui non meritasse più di quello stipendio".