Roma, 2 dicembre 2010
Lo so che dove stai adesso avrai cose più importanti di cui occuparti. Perfino noi, quaggiù, ci rendiamo conto che il pallone è un gioco, e neanche tanto serio.
Però volevo dirti lo stesso che sono 34 anni che ci manchi. Ti giuro: senza retorica. Tutti quelli a cui hai riempito di sogni la giovinezza, ancora non se ne sono fatti una ragione. E probabilmente non se la faranno mai.
Ti prego, se puoi butta sempre un occhio alla tua Lazio. Non immagini (o forse sì) quanto ne ha bisogno.
Per la verità, anche noi avremmo ancora tanto bisogno di te.
Ti mando un abbraccio forte.
Ciao, Maestro.
Ciao Maestro, guardace sempre...
non ho un ricordo vivo del maestro perchè all'epoca avevo appena 9 anni,
per me Maestrelli era una strofa di una canzone " e Maestrelli a li castelli lo porteremo a 'mbriacà"
per me Maestrelli era la faccia del mio papà con i suoi baffi curati e la sua felicità per uno scudetto meritato
per me Maestrelli era quel pezzo di stoffa biancoceleste cucito da mia madre da sventolare sul balcone di casa
per me Maestrelli è una foto nel giorno del trionfo, testa tra le mani, mentre intorno è l'apoteosi.
non l ho conosciuto ma ho letto molte storie sul personaggio sulla sua vita sul suo modo di essere che non può dare l'esatta dimensione della figura, ma sentire questa mattina qualcuno che ha vissuto quel periodo fantastico fianco a fianco, piangere dopo 34 anni come se fosse successo ieri, mentre leggeva poche righe in ricordo, mi fa capire che veramente nessuno muore sulla terra se rimane nel cuore di chi resta.
Ciao Maestro
Sono brividi forti e voglia di gridare...
Grazie Maestro per sempre nei nostri cuori ;)
Maestrelli è quel frame del film del 1974, quando l'arbitro fischia la fine di Lazio-Foggia, e inquadrano la panchina. Tutto intorno c'è gente che salta, che impazzisce, che si abbraccia. Un casino.
Lui sta ancora seduto, piegato su se stesso, stravolto. Qualcuno lo abbraccia di fianco e lo stringe, lo soffoca, facendolo piegare ancora di più in avanti, e lui lo asseconda, tenendosi il petto con le braccia conserte, senza muoversi.
Incapace di muoversi, incapace di abbandonarsi a gesti sconsiderati, con quella gioia crudele che gli attanaglia la gola. Che lo immobilizza.
E poi alza gli occhi a guardarsi intorno in mezzo alla festa e in un secondo incrocia la telecamera. Gli guarda dentro. E sembra che si rivolga a te, scambiando con te, qui e adesso, quel sorriso malinconico ma così straordinariamente, immensamente, incomparabilmente felice.
Era un pomeriggio di oltre trentacinque anni fa.
Provenivo da Via Campo Marzio, diretto a S.Lorenzo in Lucina;all'incrocio con Via dei Prefetti,mi imbattei in Tommaso Maestrelli che,sottobraccio alla sua signora,passeggiava in direzione opposta.Incrociammo per un attimo lo sguardo senza che io riuscissi a dirgli qualcosa,ma ho come la sensazione che ci trasmettessimo a vicenda la nostra Lazialità.Ecco, io quel ricordo me lo porto nel cuore, sempre vivo e intensissimo.Quei suoi occhi, di un grande uomo buono e generoso, credo che mi accompagneranno sempre e sempre mi scalderanno.
Un abbraccio forte,Maestro.
ti ho conosciuto solo attraverso mio padre, e attraverso i filmati televisivi...
ma dietro i tuoi occhi e alla tua compostezza nel momento del triplice fischio di panzino ho capito tutto di te.
GRAZIE MAESTRO
Citazione di: Yanez_de_Gomera il 02 Dic 2010, 10:25
Roma, 2 dicembre 2010
Lo so che dove stai adesso avrai cose più importanti di cui occuparti. Perfino noi, quaggiù, ci rendiamo conto che il pallone è un gioco, e neanche tanto serio.
Però volevo dirti lo stesso che sono 34 anni che ci manchi. Ti giuro: senza retorica. Tutti quelli a cui hai riempito di sogni la giovinezza, ancora non se ne sono fatti una ragione. E probabilmente non se la faranno mai.
Ti prego, se puoi butta sempre un occhio alla tua Lazio. Non immagini (o forse sì) quanto ne ha bisogno.
Per la verità, anche noi avremmo ancora tanto bisogno di te.
Ti mando un abbraccio forte.
Ciao, Maestro.
ciao Maestro, arrivederci.
l'immagine che ho è quella di Tommaso Maestrelli piegato dalla malattia, ma non ancora sconfitto.
Lì sta tutta la grandezza dell'uomo.
Grazie Maestro anche da chi in quel periodo doveva ancora nascere
Grazie di tutto Maestro! Anche se all'epoca non ero ancora nato. Una delle più romantiche immagini di un calcio bellissimo...
(http://www.aromasololalazio.it/foto/old/maestrelli.jpg)
Ciao Maestro
Ho avuto la fortuna di conoscerlo seguendo la Lazio di quegli anni negli allenamenti e nei ritiri estivi quando i giocatori vivevano in mezzo alla gente,disponibili verso i tifosi e si riusciva ad avere con loro un rapporto umano...
Altri tempi,mi viene un pò di nostalgia,ciao Maestro.
..su c'è er Maestro che ce sta' a guarda'!
Ciao Maestro, quintessenza della Lazialità...
Sono nato 12 anni dopo quello Scudetto, ma mi basta vedere gli occhi lucidi di mio Padre ogni volta che si parla di Te.
Ciao.
Ciao Maestro, purtroppo ero troppo giovane per avere un ricordo limpido di te, ma le tua storia mi accompagna sempre.