La sensazione di un imprenditore totalmente differente dai suoi predecessori per cultura, programmi e disponibilità finanziaria faceva intendere abbastanza chiaramente quello che sarebbe stato il decennio successivo, ossia quello di un certo ridimensionamento dai fasti cragnottiani nell'ambito della missione di consolidamento societario.
Operazione riuscita, anche oltre le più rosee previsioni, con qualche trofeo nazionale e una modesta presenza europea il che sottolinea, se non altro, il grande potenziale non compiutamente espresso di una realtà, la Lazio, che appartiene al gotha del calcio italiano, a dispetto dei circoli laziali che guardano al futuro con la testa rivolta al passato, quando Cava dei tirreni sembrava la porta per il Paradiso.
L'impressione attuale è quella di un'esperienza se non al capolinea prossima alla campanella dell'ultimo giro, vista la totale assenza di dialogo con la tifoseria e i media, di messaggi dove si traccino delle prospettive, di energie umane e materiali necessarie per il rilancio.
Da qualche parte è partito il count down.