Lotito contestato ed insultato da alcuni "tifosi"

Aperto da giò7, 07 Ago 2011, 02:25

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

aquilante

*
Lazionetter
* 2.766
Registrato

"usati prima", "traditi poi" sono valutazioni forti. meriterebbero argomentazioni approfondite

anche se, a mio pare, continuare ad avvitare la riflessione su questo nodo - lotito e gli ultras della Lazio - somiglia molto, mutatis mutandis, alla senteza cervellotica dei cattivi maestri del corriere della sera secondo cui "lotito è il male del calcio italiano"

la realtà è assai più semplice anche se molto più dura e complessa: e se al corsera (e alla gazzetta, ma anche a petrucci e ai suoi reggicoda) pone la questione ineludibile del rapporto tra l'economia del calcio moderno e le forme della gestione del calcio in Italia oggi; per gli ultras, non (solo) per gli ultras della Lazio, la questione che si pone è quella delle compatibilità possibili tra cultura e identità ultras e calcio contemporaneo

lotito o non lotito, il problema è tutto qui. lotito potrebbe anche andarsene, un giorno o l'altro se ne andrà, ma le questioni con cui gli ultras devono (o avrebbero dovuto e dovranno ineluttabilmente) sapersi confrontare non si sposteranno di una sola virgola. con il rischio, neanche troppo lontano, di ritrovarsi a urlarli in salotto, tra pochi amici, una birra e un panino, davanti a un 50 pollici hd, gli slogan contro questo o quel presidente

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 12:06

per Gesulio invece...quando ho usato l' espressione " ha fatto arrestare" ho volutamente usato l' espressione per come viene usata dai contestatori...proprio perchè ai fini del capire le motivazione dietro agli insulti a Lotito  sia opportuno capire il raggio di pensiero entro cui si muovono i contestatori.
Per loro Lotito ha fatto arrestare degli ultras, e poco conto che con questi ultras i rapporti non siano più buoni...sarebbe stato lo stesso se Rosella Sensi avesse fatto arrestare degli ultras della roma, l' avrebbero insultata uguale.
Inoltre da più parti, quelle parti, c'è la convinzione che Lotito abbia fatto pressioni sulle sue amicizie istituzionali per giungere al suo scopo (e c'è un' intercettazione in cui Lotito parlando con il prefetto, o questore non ricordo, dice esplicitamente che Toffolo non deve piu mettere piede allo stadio, nonostante gli sia scaduta la diffida. L' interlocutore, poverino, cerca di fargli capire che se la diffida è finita è finita, non è che gli si può vietare alcunchè).

Sui rapporti tra vecchi e nuovi, ripeto che si tratta solo di una questione di solidarietà tra gruppi comunque affini, per cui nonostante i cattivi rapporti si riconosce comunque in Lotito un nemico comune. Non c' entrano nulla interessi, negozi, biglietti si tratta solo della tanto famosa e famigerata "mentalità"....

non ho in questa sede giudizi di merito da esporre riguardo l'annosa faccenda lotito/irr, in quanto ognuno ha la sua versione dei fatti, in contrasto con quella della controparte, evidentemente, perché altrimenti non esisterebbe una controversia di fronte alla legge.

prendo atto della discontinuità tra l'attuale contestazione e quella riconducibile all'ex gruppo ultras.
non solo: apprendo da pentiux che i due comunicati sembrano appartenere a due diverse entità del tifo ultras laziale. la mia confusione in materia, e forse anche quella di molti altri qui dentro, deriva proprio dal fatto di ignorare questa circostanza.

appurato ciò, non ho consigli da dare a una realtà ultras, per quanto riguarda il merito delle proprie rivendicazioni: ma secondo me il metodo, dovrebbe basarsi su una meno accentuata autoreferenzialità.
quello che dico è: comunicate quanto più possibile le vostre rivendicazioni, chiarendo invece di confondere, aprendo le prospettive, invece di chiuderle, senza pensare che chi le legge debba per forza essere un parruccone pantofolaro tesserato ecc. ecc. e quindi nemico per definizione.
i modi di comunicare al giorno d'oggi non mancano, credo.

e soprattutto: la Lazio al centro, sempre e comunque.
i motivi per la contestazione, per quanto legittimi, devono cedere il passo di fronte al bene comune, che è la Lazio.

quando gioca, in casa e/o fuori, quel momento deve essere considerato sacro e inviolabile, così come i suoi interpreti. è come andare in chiesa e durante la messa alzarsi e, mentre il parroco dice l'omelia o recita il padre nostro, contestarlo aspramente perché magari si imberta le offerte, non so se rendo l'idea.

fuori ognuno faccia ciò che crede, denunci, contesti, comunichi la propria avversione specificandone possibilmente ragioni, motivi, cause. ma lì dentro no, anche perché il rischio è unico, quello di non permettere di comprendere i motivi delle proprie ragioni, perché fatte passare con l'imposizione (contestazione a tutti i costi), e di apparire così "irriducibilmente" autoreferenziali.

non so se è proprio questo, l'obiettivo: a volte, vivendola direttamente allo stadio, il dubbio mi viene, che non sia più una questione di merito, ma unicamente di affermazione della propria individualità attraverso l'assoluta autoreferenzialità.
se così fosse, però, significherebbe aver intrapreso una battaglia già persa in partenza.

Kim Gordon

*
Lazionetter
* 12.430
Registrato
Citazione di: aquilante il 08 Ago 2011, 12:45
"usati prima", "traditi poi" sono valutazioni forti. meriterebbero argomentazioni approfondite

anche se, a mio pare, continuare ad avvitare la riflessione su questo nodo - lotito e gli ultras della Lazio - somiglia molto, mutatis mutandis, alla senteza cervellotica dei cattivi maestri del corriere della sera secondo cui "lotito è il male del calcio italiano"

la realtà è assai più semplice anche se molto più dura e complessa: e se al corsera (e alla gazzetta, ma anche a petrucci e ai suoi reggicoda) pone la questione ineludibile del rapporto tra l'economia del calcio moderno e le forme della gestione del calcio in Italia oggi; per gli ultras, non (solo) per gli ultras della Lazio, la questione che si pone è quella delle compatibilità possibili tra cultura e identità ultras e calcio contemporaneo

lotito o non lotito, il problema è tutto qui. lotito potrebbe anche andarsene, un giorno o l'altro se ne andrà, ma le questioni con cui gli ultras devono (o avrebbero dovuto e dovranno ineluttabilmente) sapersi confrontare non si sposteranno di una sola virgola. con il rischio, neanche troppo lontano, di ritrovarsi a urlarli in salotto, tra pochi amici, una birra e un panino, davanti a un 50 pollici hd, gli slogan contro questo o quel presidente

avvenero delle pressioni affinchè la s.s.Lazio 1900 venisse ceduta a Lotito.
pressioni operate da parte del gruppo Ultras allora titolare dell'egemonia della tifoseria.
se non ricordo male.
che poi uno adopera la strategia di applaudire l'Ordine Pubblico solo quando fa comodo è un altro paio di maniche.
ma non mi riferisco certo a te..
ma ad una serie di post populisti che leggo ogni volta si parli di Ultras.

il tuo post coglie il nocciolo della questione. IMHO.
per gli ultras, non (solo) per gli ultras della Lazio, la questione che si pone è quella delle compatibilità possibili tra cultura e identità ultras e calcio contemporaneo

lotito o non lotito, il problema è tutto qui


questo è IL movente dietro cui covano vecchie ruggine di quartiere?
io non lo sò, quindi non mi espongo.

quello che sò è che la domanda interessante, è quella fra compatibiltà tra cultura Ultras e cultura Nuovo Calcio.

la risposta è no. incompatibili, se non nella sua forma feticcio in cui assistiamo oggi per esempio in Inghilterra.

feticcio ovviamente accettato e accetabile se coerente alla creazione e funzionamento di un brand.

oggi il Calcio è Marketing, le squadre sono un brand, i tifosi clienti fruitori.
Fruitori passivi. (quelli seduti coi popo corn)
Fruitori spettacolarizzati. (quelli in piedi con la pancia di fuori che ogni tanto cantano)

possibiltà di esistenze altre non sono percorribili. per questo gli Ultras sono incaxxati.
perchè il calcio sussunto completamente dal Mercato e le sue Logiche è un Calcio che rischia di perdersi...
come tutto il resto.

ed io sono daccordo con loro.

p.s. che è molto diverso da essere dacciordo con le istanze camorristiche e o i cori su ebrei e duce duce, che sono però, caratteristiche Ultras locali, non LE cose che caratterizzano gli Ultras.
se le due cose diventano indissolubili si fà confusione.


pentiux

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.718
Registrato
Citazione di: gesulio il 08 Ago 2011, 13:05
prendo atto della discontinuità tra l'attuale contestazione e quella riconducibile all'ex gruppo ultras.
non solo: apprendo da pentiux che i due comunicati sembrano appartenere a due diverse entità del tifo ultras laziale. la mia confusione in materia, e forse anche quella di molti altri qui dentro, deriva proprio dal fatto di ignorare questa circostanza.

Non solo due entità diverse, ma in aperto contrasto.
I "nuovi" hanno presso possesso della curva dopo li scempio della Polverini sulla vetrata e del relativo striscione elettorale.
Se non si è arrivati al regolamento di conti violento è solo perché i "vecchi" hanno capito che avrebbero avuto tutto da perdere e si sono fatti da parte senza combattere.

Non solo. I "nuovi" si erano ufficialmente sciolti ed avevano abbandonato la curva.
Sono rientrati solo dopo Lazio-Milan dove qualcuno, vista la "vacanza", aveva nuovamente esposto lo striscione irr in nord all'intervallo.

Credo si eviti di pubblicizzare troppo il contrasto, per evitare situazioni imbarazzanti. Per capirci meglio: conciliare la critica estrema al "gruppo palocci" con passate esaltazioni acritiche del "direttivo" avrebbe messo in difficoltà molti. Ma con uno sguardo attento alle dinamiche di curva si coglie appieno la portata dello scontro.

Prescindere da questo quando si parla di curva in questo momento significa ignorare una parte fondamentale del discorso.

Detto questo sono ovviamente più che d'accordo con te sulla necessità di mantenere lo stadio come luogo di estrema lazialitá ed esaltazione, utilizzando altri luoghi e strumenti per esternare le proprie idee.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

N.G.E.

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.883
Registrato
Il contrasto tra le 2 parti, gli irr. e quelli nuovi è molto forte; basti vedere i comunicati di idee opposte che si sono rimbalzati nel corso di questi 7/8 mesi i 2 gruppi; proseguendo poi con lo striscione IRR. appeso nell'intervallo di una partita sfruttando la mancanza dei "nuovi"; queste cose sono sotto gli occhi di tutti, e a livello ultras, come possiamo capire anche noi che ultras non lo siamo, sono gravi.

I nuovi arrivati (che poi sono persone che staranno in curva da 20 anni, quindi nuovi per modo di dire), se veramente hanno a cuore il bene della Lazio, l'unica cosa che devono fare è quella che fanno tutte le nuove gestioni; ovvero mettere una pietra sopra a quello che è successo in passato e riniziare da capo; contestare la società se sbaglia e non se ha sbagliato in passato, stessa cosa con i giocatori; altrimenti non è una nuova gestione, bensì è la prosecuzione di quella vecchia con tutti i problemi che ne conseguono.

Questa storia di Lotito è diventata stucchevole e per come la vedo io controproducente; il tifo contro alla lunga stanca, soprattutto perchè la gente viene allo stadio per vedersi la partita e sostenere la Lazio, e di Lotito e dei 3 irr. arrestati non gliene importa niente, cosa ampiamente dimostrata l'anno scorso.

Quelli che sono contro Lotito a prescindere sono veramente pochi; sta a questa nuova gestione della curva vedere se gli conviene tenersi fedeli 500/1.000 contestatori a prescindere, oppure abbassare/azzerare il livello dello scontro e cercare di portare dalla loro parte tutti i tifosi, cosa che, va detto, gli irr. ai loro tempi d'oro avevano saputo fare egregiamente; se la nuova guardia sapra uscire a testa alta da questa situazione allora lo stadio potrà ritornare ad essere la casa di tutti i laziali e non solo di una parte o dell'altra a seconda di come vanno le cose.

Drieu

*
Lazionetter
* 1.324
Registrato
sia Aquilante che Kim Gordon, seppur andando leggermente OT, hanno colto appieno le problematiche che si celano oggi dietro il rapporto ultras-calcio...

Il calcio è cambiato, o meglio, il mondo che ruota intorno al calcio è cambiato, fino ad arrivare a modificarne addirittura le regole stesse...il calcio da sport popolare ( e qui bisognerebbe intendersi anche sul concetto di "popolare" e sulla sua accezione, positiva o negativa: non si può da un lato rivendicarne le origini, appunto popolari, e poi lamentarsi se in questo coacervo si trovino anche elementi intrisi di volgarità, di ignoranza, di razzismo) sta divenendo sempre più spettacolo d' elite, con prezzi sempre meno abbordabili e nessuna tolleranza verso i fenomeni considerati devianti.

Si diceva un tempo che lo stadio era un porto franco, nel quale si potevano commettere reati godendo di una relativa impunità...oggi, paradossalmente, è vero il contrario: molto di quello che magari è permesso per strada o in altri luoghi è divenuto vietato allo stadio, l' infrazione per cui in strada pago una multa allo stadio può macchiarmi la fedina penale. Se da un lato questo può far legittimamente felici in molti, non vi è dubbio che finisce per impoverire il calcio del suo spettacolo più peculiare e genuino, ovvero il tifo.
Finiti gli ultras, o meglio relegati al di fuori del contesto stadio, finiranno anche quegli aspetti di colore e passione che da sempre accompagnano il football e ne fanno uno spettacolo unico. Senza tra l' altro portare la certezza che gli aspetti negativi legati agli ultras, in particolare la violenza, vengano effettivamente debellati, se non all' interno dello stadio. In questo senso mi sembra che la cronaca recente ce lo possa tranquillamente dimostrare.

Credo un pò tutti ricordino con piacere (anche chi, come me, non li ha potuti vivere di persona) gli anni '70 e '80, anni in cui le tribune degli stadi erano ricolme di gente e di passione, dove non vi erano coperture o scale di emergenza, ma stretti stretti come sul 46 nelle ore di punte si "viveva" la partita in maniera speciale.
Ho negli occhi lo spettacolo di Lazio-Vicenza, con quel fumo denso,sterminato e gli innumerevoli bandieroni che si levavano dalla vecchia Curva Nord. Io credo che il football e la sua magia risiedano anche in questo.
Un bambino che entra per la prima volta allo stadio è sì rapito dal prato verde e dai 22 protagonisti, ma alzi la mano chi di voi, specie da piccolo, non distoglieva ogni tanto lo sguardo dal campo per ammirare quei pazzi coi tamburi, i fumogeni e le bandiere che facevano un fracasso infernale.
Eppure negli anni '70 e '80 la violenza negli stadi era infinitamente maggiore di quanta ce ne possa essere ora.

Gli ultras, probabilmente in maniera infruttuosa ed utopica, vogliono combattere questo stato di cose, finendo per ingaggiare una lotta serrata contro tutto ciò che gli sembra porsi contro e che, in breve, è divenuto essere tutto il mondo circostante. In questo modo si è alzato il livello dello scontro, aprendo uno spartiacque insanabile tra il mondo ultras e la realtà circostante. Criminalizzando un intero mondo, solo perchè al suo interno vi erano effettivamente dei criminali, non si è fatto altro che assimilare a tali criminali anche chi, in cuor suo, criminale non lo era e non lo voleva essere.
Nel momento in cui l' essere ultras è diventato un reato si è finiti con l'assimilare alla logica criminale chiunque volesse vivere il mondo del tifo in maniera più estrema.
Con danni per tutti a mio avviso e relativi benefici ancora tutti da scoprire....

Scusate l' OT e la lunghezza, ma come avrete capito l' argomento mi sta particolarmente a cuore.....

porgascogne

Visitatore
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 14:23Nel momento in cui l' essere ultras è diventato un reato si è finiti con l'assimilare alla logica criminale chiunque volesse vivere il mondo del tifo in maniera più estrema.

secondo me questa frase suona male

sarebbe meglio così
Nel momento in cui, facendo gli ultras si è commesso un reato, si è finiti con l'assimilare alla logica criminale chiunque volesse vivere il mondo del tifo in maniera più estrema

per il resto, ti leggo con interesse, come faccio col redivivo aquilante (a me mancavi)


pentiux

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.718
Registrato
Si Drieu, ma non puoi neanche negare che molto gruppo ultras sono co responsabili del cambiamento in atto nel calcio.

È vero che il calcio non è più quello di Lazio Vicenza, ma è anche vero che neanche gli ultras sono gli stessi. E non parlo solo di Lazio.
Quello che è successo nel mondo ultras, con la trasformazione di alcune tifoserie in vere e proprie società commerciali (vedi il caso Milan, tanto per non citare sempre la nostra curva), è sia effetto che causa del cambiamento in atto.

Da questo punto di vista il punto più basso si è toccato proprio con la Polverini in nord, e sempre da questo punto di vista ben venga il cambiamento radicale.

Se i nuovi riuscissero ad essere meno elitari, meno autoreferenziali, e un po più inclusivi (modello eagles tanto per capirci), ne avremmo tutto da guadagnare.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

fede75

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.662
Registrato
Citazione di: gesulio il 08 Ago 2011, 13:05
quando gioca, in casa e/o fuori, quel momento deve essere considerato sacro e inviolabile, così come i suoi interpreti. è come andare in chiesa e durante la messa alzarsi e, mentre il parroco dice l'omelia o recita il padre nostro, contestarlo aspramente perché magari si imberta le offerte, non so se rendo l'idea.

fuori ognuno faccia ciò che crede, denunci, contesti, comunichi la propria avversione specificandone possibilmente ragioni, motivi, cause. ma lì dentro no, anche perché il rischio è unico, quello di non permettere di comprendere i motivi delle proprie ragioni, perché fatte passare con l'imposizione (contestazione a tutti i costi), e di apparire così "irriducibilmente" autoreferenziali.

:hail:

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 17.996
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 14:23
...
Finiti gli ultras, o meglio relegati al di fuori del contesto stadio, finiranno anche quegli aspetti di colore e passione che da sempre accompagnano il football e ne fanno uno spettacolo unico.
...

Come frase mi sembra un po' troppo forte. Ci sono aspetti di colore e passione che non sono prerogativa degli ultras.


A me piacerebbe che gli ultras sapessero scindere la passione dalla prevaricazione. E se riuscissero a farlo probabilmente sarebbe più difficile farli sparire.

Drieu

*
Lazionetter
* 1.324
Registrato
Citazione di: porgascogne il 08 Ago 2011, 14:28
secondo me questa frase suona male

sarebbe meglio così
Nel momento in cui, facendo gli ultras si è commesso un reato, si è finiti con l'assimilare alla logica criminale chiunque volesse vivere il mondo del tifo in maniera più estrema

per il resto, ti leggo con interesse, come faccio col redivivo aquilante (a me mancavi)

eheheeheh...campo minato questo...è nato prima l' uovo o la gallina? Punti di vista ovviamente. Diciamo che c'è del vero in entrambi... Per fare un esempio pratico: fino a ieri io (ipotetico) accendevo fumogeni in curva, oggi una legge mi proibisce di farlo, automaticamente se io continuo nel gesto commetto un reato. Per carità lo so bene che se  c'è una legge va rispettata, ma insomma è ovvio che non si parla di questo, e non a caso ho parlato apertamente di comportamenti "devianti".

Il dubbio mio è un altro però: perchè con la scusa di combattere la violenza degli ultras si varano provvedimenti che non sono mirati solo verso il fattore "violenza" bensì anche contro altre componenti che nulla hanno a che fare con la violenza? La sensazione è che non si colpisca tanto l' atteggiamento violento in sè, ma l' essere ultras in quanto tale.

E soprattutto perchè se io vado ad un concerto di Vasco Rossi, peraltro dentro il medesimo impianto in cui gioca la mia squadra, posso fare determinate cose, mentre quando gioca la Lazio no??
Forse l' incolumità degli spettatori di un concerto vale meno di quella dei tifosi??


porgascogne

Visitatore
Registrato
ovviamente, io parlavo dei reati che sono reati anche fuori dallo stadio

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

est1900

Visitatore
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 14:50
E soprattutto perchè se io vado ad un concerto di Vasco Rossi, peraltro dentro il medesimo impianto in cui gioca la mia squadra, posso fare determinate cose, mentre quando gioca la Lazio no??
Forse l' incolumità degli spettatori di un concerto vale meno di quella dei tifosi??

Forse perchè per un concerto non ci si dà appuntamenti ad autogrill per gonfiarsi?
Forse perchè  in un concerto (a memoria mia) non ci si ammazza come cani?
Forse perchè a un concerto posso fare (quasi) tutto quel càzzo che mi pare senza dover rendere conto al capoultras de sta minchia?
Forse perchè a un concerto posso vestirmi come mi pare, fischiare o applaudire chi mi pare e allo stadio no?
Continuo coi forse o mi fermo?

Drieu

*
Lazionetter
* 1.324
Registrato
Citazione di: est1900 il 08 Ago 2011, 14:59
Forse perchè per un concerto non ci si dà appuntamenti ad autogrill per gonfiarsi?
Forse perchè  in un concerto (a memoria mia) non ci si ammazza come cani?
Forse perchè a un concerto posso fare (quasi) tutto quel càzzo che mi pare senza dover rendere conto al capoultras de sta minchia?
Forse perchè a un concerto posso vestirmi come mi pare, fischiare o applaudire chi mi pare e allo stadio no?
Continuo coi forse o mi fermo?

Primo forse: ho assistito a risse ad alcuni concerti ben peggiori o comunque dello stesso tenore di quelle viste alle partite

Secondo forse: morire nella ressa di un concerto, a causa della calca, forse per te non equivale a morire come cani, eppure è successo anche questo.

Terzo forse: probabilmente hai ragione, però capita che ad alcuni concerti ai fans club ufficiali i cantanti riservino dei posti speciali, di solito in prossimità del palco. Questi posti vengono gestiti da persone che potresti tranquillamente definire capoultras, secondo i tuoi canoni di pensiero.

Quarto forse: frequentiamo stadi diversi evidentemente, io mi vesto come mi pare, fischio chi mi pare, insulto chi mi pare

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 17.996
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 14:50
E soprattutto perchè se io vado ad un concerto di Vasco Rossi, peraltro dentro il medesimo impianto in cui gioca la mia squadra, posso fare determinate cose, mentre quando gioca la Lazio no??

Quali?

est1900

Visitatore
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 15:11
Primo forse: ho assistito a risse ad alcuni concerti ben peggiori o comunque dello stesso tenore di quelle viste alle partite

Secondo forse: morire nella ressa di un concerto, a causa della calca, forse per te non equivale a morire come cani, eppure è successo anche questo.

Terzo forse: probabilmente hai ragione, però capita che ad alcuni concerti ai fans club ufficiali i cantanti riservino dei posti speciali, di solito in prossimità del palco. Questi posti vengono gestiti da persone che potresti tranquillamente definire capoultras, secondo i tuoi canoni di pensiero.

Quarto forse: frequentiamo stadi diversi evidentemente, io mi vesto come mi pare, fischio chi mi pare, insulto chi mi pare

1) Mi stai dicendo che se vado a vedere Zucchero, piuttosto che la Mannoia ho la stessa possibilità di prendere una pizza in faccia che avrei se andassi in trasferta a Bergamo?  :sisisi:

2) Morire in una ressa non è come partire da casa coi coltelli, le asce, i lanciarazzi, le catene. Almeno per me.
E per la logica comune, sempre che esista ancora.

3) Come al punto 1). Stessa identica cosa...   :sisisi:

4) Io frequento la Nord dal 1987, non so quale stadio (o settore) frequenti tu.
E mi vengono in mente spedizioni verso uno che aveva la bandiera della pace, un altro con la maglia della Ternana in distinti, per non parlare dei dolci inviti a rimanere sulle scale per i primi 15' di partita.

Drieu

*
Lazionetter
* 1.324
Registrato
Citazione di: MisterFaro il 08 Ago 2011, 15:15
Quali?


Fare il biglietto senza mostrare il documento d' identità. Cederlo a chi voglio anche 5 minuti prima dell' inizio dello spettacolo.

Portare bandiere, striscioni e quant'altro senza che mi vengano fatte le pulci o debba mandare i fax in questura

Accendere fumogeni o torce

Scavalcare da un settore all' altro o provare ad entrare senza biglietto. Se mi va male mi rispediscono a casa, se mi va bene entro gratis.

E badate bene,questo non vuol dire giustificare o incentivare tali atteggiamenti. Semplicemente è un dato di fatto di come lo stesso comportamento da un lato viene tollerato, dall' altro viene represso con processi, diffide, firme in questura. Il tutto era inserito in un discorso molto più ampio sulla repressione e sulla criminalizzazione in atto nei confronti degli ultras.

porgascogne

Visitatore
Registrato
scusa, eh, ma

Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 15:24
Fare il biglietto senza mostrare il documento d' identità. Cederlo a chi voglio anche 5 minuti prima dell' inizio dello spettacolo.
cedere un biglietto, già oggi, ed in molte realtà relative allo spettacolo, non è possibile se non attraverso una delega scritta e munita di documento
soprattutto se lo spettacolo avviene in ambienti laddove è previsto il posto numerato ed assegnato
inoltre, per problemi relativi all'ordine pubblico (e non mi riferisco alla repressione ma a problematiche antincendio e di evacuazione), credo debba essere chiaro che tale norma è stata introdotta ANCHE per gestire tali emergenze in maniera sicura ed assicurativamente certa

Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 15:24
Portare bandiere, striscioni e quant'altro senza che mi vengano fatte le pulci o debba mandare i fax in questura
su questo, IN PARTE, sono d'accordo
cioè, sarei d'accordo se tutto fosse ricondotto a bandiere, striscioni e quant'altro necessario per fare il tifo a favore della propria squadra
è evidente che, se tu mi porti uno striscione che dice che "la città di roma non ha avuto la medaglia d'oro per la resistenza" oppure "la presentatrice dell'isola dei famosi è una notoria maiala", beh, quello no, in quanto non soddisfa il punto di cui sopra

Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 15:24
Scavalcare da un settore all' altro o provare ad entrare senza biglietto. Se mi va male mi rispediscono a casa, se mi va bene entro gratis.
in alcuni concerti, ti rompono proprio il culo, fidati
cmq, a parte ciò, io non vedo prorpio come si possa difendere il "diritto" di scavalcare o di non pagare per uno spettacolo
cioè, per me lo puoi pure fare, eh ed io non lo trasformerei in un reato
metterei i dobermann: se passi, t'ha detto culo, altrimenti diventi ciappi

:D


Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
Citazione di: Drieu il 08 Ago 2011, 14:23
sia Aquilante che Kim Gordon, seppur andando leggermente OT, hanno colto appieno le problematiche che si celano oggi dietro il rapporto ultras-calcio...

Il calcio è cambiato, o meglio, il mondo che ruota intorno al calcio è cambiato, fino ad arrivare a modificarne addirittura le regole stesse...il calcio da sport popolare ( e qui bisognerebbe intendersi anche sul concetto di "popolare" e sulla sua accezione, positiva o negativa: non si può da un lato rivendicarne le origini, appunto popolari, e poi lamentarsi se in questo coacervo si trovino anche elementi intrisi di volgarità, di ignoranza, di razzismo) sta divenendo sempre più spettacolo d' elite, con prezzi sempre meno abbordabili e nessuna tolleranza verso i fenomeni considerati devianti.

Si diceva un tempo che lo stadio era un porto franco, nel quale si potevano commettere reati godendo di una relativa impunità...oggi, paradossalmente, è vero il contrario: molto di quello che magari è permesso per strada o in altri luoghi è divenuto vietato allo stadio, l' infrazione per cui in strada pago una multa allo stadio può macchiarmi la fedina penale. Se da un lato questo può far legittimamente felici in molti, non vi è dubbio che finisce per impoverire il calcio del suo spettacolo più peculiare e genuino, ovvero il tifo.
Finiti gli ultras, o meglio relegati al di fuori del contesto stadio, finiranno anche quegli aspetti di colore e passione che da sempre accompagnano il football e ne fanno uno spettacolo unico. Senza tra l' altro portare la certezza che gli aspetti negativi legati agli ultras, in particolare la violenza, vengano effettivamente debellati, se non all' interno dello stadio. In questo senso mi sembra che la cronaca recente ce lo possa tranquillamente dimostrare.

Credo un pò tutti ricordino con piacere (anche chi, come me, non li ha potuti vivere di persona) gli anni '70 e '80, anni in cui le tribune degli stadi erano ricolme di gente e di passione, dove non vi erano coperture o scale di emergenza, ma stretti stretti come sul 46 nelle ore di punte si "viveva" la partita in maniera speciale.
Ho negli occhi lo spettacolo di Lazio-Vicenza, con quel fumo denso,sterminato e gli innumerevoli bandieroni che si levavano dalla vecchia Curva Nord. Io credo che il football e la sua magia risiedano anche in questo.
Un bambino che entra per la prima volta allo stadio è sì rapito dal prato verde e dai 22 protagonisti, ma alzi la mano chi di voi, specie da piccolo, non distoglieva ogni tanto lo sguardo dal campo per ammirare quei pazzi coi tamburi, i fumogeni e le bandiere che facevano un fracasso infernale.
Eppure negli anni '70 e '80 la violenza negli stadi era infinitamente maggiore di quanta ce ne possa essere ora.

Gli ultras, probabilmente in maniera infruttuosa ed utopica, vogliono combattere questo stato di cose, finendo per ingaggiare una lotta serrata contro tutto ciò che gli sembra porsi contro e che, in breve, è divenuto essere tutto il mondo circostante. In questo modo si è alzato il livello dello scontro, aprendo uno spartiacque insanabile tra il mondo ultras e la realtà circostante. Criminalizzando un intero mondo, solo perchè al suo interno vi erano effettivamente dei criminali, non si è fatto altro che assimilare a tali criminali anche chi, in cuor suo, criminale non lo era e non lo voleva essere.
Nel momento in cui l' essere ultras è diventato un reato si è finiti con l'assimilare alla logica criminale chiunque volesse vivere il mondo del tifo in maniera più estrema.
Con danni per tutti a mio avviso e relativi benefici ancora tutti da scoprire....

Scusate l' OT e la lunghezza, ma come avrete capito l' argomento mi sta particolarmente a cuore.....
Drieu, nonostante la sintesi, hai fatto una panoramica descrittiva ottima e abbondante.
Vorrei però far notare una certa incongruenza, per quanto riguarda le velleità contemporanee del mondo ultras: qui si propone di ritornare a un mondo in cui la dialettica proprietà/tifoseria organizzata semplicemente non esisteva.

è questa la missione impossibile, secondo me. perché dal momento in cui vuoi mantenere aperto il canale di comunicazione con la società, devi accettare il fatto che i rapporti di forza tra le due parti in campo possano cambiare. anche in maniera unilaterale. e di solito è chi ha il coltello dalla parte del manico a prevalere. nel caso di una squadra di calcio neanche lo devo dire chi ha questa prerogativa, se la proprietà o la tifoseria.

in questa vicenda si mescolano e si sovrappongono eventi che riguardano gli ultimi 10/15 anni di Lazio, e in particolare quelli con Lotito alla presidenza. eventi che scaturiscono perché gli ultras in qualche maniera, all'epoca, riuscirono ad aprire e/o imporre una dialettica con il detentore la proprietà della SS Lazio.
ma come detto, è solo chi ha in mano il coltello dalla parte corretta che stabilisce limiti e confini di una dialettica del genere. giusto? sbagliato? non lo so, so solo che è così, sono i rapporti di forza.

gli ultras del mondo Lazio devono capire che non è attaccandosi vita natural durante a un comportamento, da parte della proprietà, visto come unilaterale, scorretto e subdolo, potranno far passare le loro ragioni. perché poi alla fine il tempo scorre inesorabile, e la Lazio comunque deve andare avanti, per la sua strada, che lo si voglia o no.

il rischio che si correva, visti i rapporti di forza in campo, doveva essere ben presente in chi all'epoca scelse di instaurare un certo tipo di dialettica.

adesso non è urlando, sbraitando o peggio ancora, rovinando il clima allo stadio, magari facendo prendere quel paio di mila euro di multa a partita, che si recupera terreno e posizioni di forza, perché le situazioni cambiano e così anche i Laziali, che non vogliono assolutamente aver a che fare coi postumi di una situazione scaturita anni e anni fa, e vorrebbero solo godersi legittimamente la propria Lazio.

l'anelito a un nuovo corso ultras che ricalchi le orme del passato deve elaborare questa inevitabile sconfitta e non pretendere la vendetta, perché questa, stando così le cose, non potrà far altro che danneggiare la Lazio stessa. danneggiare oggi Lotito vuol dire esattamente questo, è bene che gli ultras ci riflettano, girino pagina e comincino a rappresentarsi ed autorappresentarsi in maniera diversa, magari anche guardando al passato, perché no, ma scordandosi del tutto il discorso della dialettica aperta con la proprietà.

porgascogne

Visitatore
Registrato
ah, m'ero dimenticato i fumogeni o le torce
:=))
qui credo che si tratti dell'incolumità delle persone anche perché, da che mi ricordo, non è che ci si vincono le coppe co' i fumogeni e le torce

Discussione precedente - Discussione successiva