Si però... vabbé...
Tutto molto bello, l'ultras come l'ultimo baluardo contro il sistema, eroe romantico armato di un panino con la frittata contro il bìsness delle tivvù.
Però non è vero. La contrapposizione non è tra ultras e sistema. Non voglio esser portato a ricordare un bel tempo in cui una torcia ed un fumogeno illuminavano una curva che ora è deserta e silenziosa per colpa del sistema e delle tivvù, per cui si arriva al meraviglioso "l'ultras è contro il sistema, Lotito rappresenta il sistema, quindi l'ultras è - per definizione - contro Lotito".
In curva ci siamo stati tutti, più o meno, e quindi sappiamo com'è. Nel bene e nel male. Ci piace quando la curva trascina lo stadio, ci (mi) fa rodere le balle quando contesta a dismisura, dimenticandosi che lo spettacolo non è essa stessa, ma quello che accade in campo. Ormai l'autoreferenzialità è dilagante. La curva si sente protagonista dello spettacolo calcistico, non più spettatore passivo, ma attore dello stesso.
Bé, non è così. L'ultras non è nato CONTRO il calcio moderno. L'ultras è nato CON il calcio moderno. In un calcio dove quello che conta non accade in 90 minuti la domenica, ma FUORI dal rettangolo, il tifo organizzato trova il suo humus. Non sto giudicando se questo sia un bene od un male. Però che l'ultras si spacci come nemico del calcio moderno è una baggianata.
Primo mistero di Fatima. Si faceva il tifo prima del tifo organizzato. Si cantava, si esultava, si supportava la squadra. Mi sono dilettato, da amante delle statistiche, ad effettuare qualche aggregazioncina di dati. Ne risulta come, dagli anni 30 ad oggi, la presenza dell'ultras NON ABBIA SPOSTATO DI NULLA la media dei punti delle squadre di casa. Nel periodo 1931/35 le squadre in casa facevano più o meno il 70% dei punti, nel periodo 1997/2001 il 63%. Pare pure peggiorato, anche se il dato fluttua. I dati potrebbero essere variamente analizzati. Comunque, quel che è certo è che la presenza del tifo organizzato non ha spostato l'ago della bilancia a favore delle squadre di casa. Un paragoncino tutto nostro mostrerebbe come la miglior stagione degli ultimi anni l'abbiamo avuta quando la curva non c'era, ma questo ci porterebbe lontano...
Ho una foto da paura. Scottish Cup Final 1937, Aberdeen vs Celtic. 146,433 spettatori. Massimo in Europa. Il tifo organizzato non esisteva.

Era solo per difendere il punto di vista di tanti, poco considerati perché urlano di meno, per i quali la presenza o meno dell'ultras non sposta di un minimo la fruizione dell'incontro. Ci sono o non ci sono, non cambia niente. Si canta o non si canta, lo spettacolo non è meno bello. Perché quello che conta è là. Certo, se c'è uno stadio che canta ed incita, mi piace. Quello che è cambiato da quando c'è il tifo organizzato, specie negli ultimi anni, è che tutto questo HA UN COSTO. Prima era un contorno piacevole, ora se vuoi avere uno stadio che canta devi accettare tutta una serie di condizioni che la curva pone.
Tu vai allo stadio e non sai cosa troverai. Tifo o no? Magari il gruppo egemone è cambiato in settimana, sono usciti comunicati e controcomunicati da interpretare e soppesare manco fosse il komintern, lotte e fazioni dilaniano la curva oppure no, tutti d'accordo a contestare, e magari si entra dopo 15', ma loro ti consigliano solo, poi sei libero di fare quello che vuoi, oppure si fischia un giocatore si applaude un altro, quello bordate di fischi perché è una spia, mazzi di fiori per un ultras morto, striscioni criptici per noi umani ma loro se capiscono, iniziative per i canili, solidarietà e celerino di merda, che se vuoi orientarti ci vuole un manuale...
Questo è quello che trovi. E in più ti devi sorbire la retorica dell'ultras ultimo romantico contro il sistema.
Quindi IMHO se l'ultras resiste o non resiste, scompare o meno non me ne cale poi tanto. Nel mio personale immaginario è da un bel po' che questa figura vale di meno di un autografo di Aleandro Rosi. Di sicuro il calcio non scomparirà quando scomparirà l'ultras. Sarà meglio o peggio? Esiste il libero arbitrio. L'ultras ha, ha avuto la possibilità di contribuire per la sua parte a migliorare lo spettacolo calcistico, e ha fallito, per sua insipienza, dei suoi capi, o di chi altro non mi interessa. Personalmente il gioco non vale la candela. Se devo mettere positivo e negativo sul piatto della bilancia, questo pende paurosamente.
Quindi? Io sto con Pag, e finché si respirerà quest'aria allo stadio non ci vado.
Guy