Il più grande di tutti. L'immagine di Beppe senza maglia aggrappato al vetro della nord dopo il rigore dello 0-2 al derby è ciò che porterò dentro per sempre.
Signori è stato il simbolo di un riscatto per la gente Laziale. Venviamo da anni anonimi, squallidi pareggi zoffiani subìti in rimonta con goal nel recupero, tristi campionati di metà classifica, senza uno stimolo, senza un sussulto. Manco al derby: ricorderete gli anni di Voeller-Sosa, come marcatori fissi sul tabellino.
Io ero giovanissimissimo, laziale fino al midollo, e ovviamente non avrei cambiato la Lazio per nessuna altra cosa al mondo, però... però era davvero difficilissimo. A ripensarci la Lazio non aveva nulla di "attraente". In un'intera scuola elementare eravamo due laziali, sfegatatissimi, in un mondo di bambini giallorossi (che ovviamente non conoscevano manco un giocatore, ma vabbè, ovvio no?)
E venne Signori, un Mito, un giocatore in cui identificarsi, grazie al quale sognare. "E segna sempre lui!". Intorno una Lazio non più anonima. Fuser, Gascoigne, Cravero, i tre della Cremonese (quanta ingenuità! Ma facevo pur sempre la quinta elementare)... la prima qualificazione in Europa. E Beppe capocannoniere: un Laziale sul gradino più alto.
I giorni della ventilata cessione al Parma ero furibondo. Avrò avuto 12/13 anni al massimo e mi sembrava una cosa sconcertante, priva di logica. Davvero mi stavano strappando un pezzo di cuore, non ne coglievo proprio il senso. Iniziai a odiare Cragnotti come poche persone al mondo.

Ora, riguardando questo filmato, ritornano agli occhi tanti ricordi, ma anche tanti goal STREPITOSI che avevo rimosso.. ce ne sono un paio che certi numeri 10 de noantri se li sognano.
Che giocatore. Partivamo da +1 a ogni partita, con lui.