in curva nord ci sono gruppi ultras, non Lazio club (lo slogan è vecchio ma è quanto mai attuale)
chi vuole prendere in mano la curva lo deve fare secondo le logiche ultras
e nelle logiche ultras tifo e politica non sono scindibili, perché la politica non è scindibile dalla vita
nella logica ultras lo scontro fisico con i tifosi avversari, a pugni, con i bastoni, con le pietre e anche con i coltelli, è una variabile assolutamente accettabile e accettata (per il sostegno alla propria squadra:"farò quel che potrò per la mia Lazio")
nella logica ultras gli ululati ai giocatori neri avversari e gli slogan sugli ebrei o sugli zingari non sono segni di razzismo, gli ultras giocano, irridono, scherzano sulle differenze
nella logica ultras è inconcepibile piegarsi, accettare, subordinare i propri comportamenti ai diktat delle organizzazioni di governo o di potere, siano essi la polizia, i carabinieri, l'uefa, la lega, la figc o l'onu
per quanto tutto ciò possa apparire a noi inconcepibile, paradossale, inaccettabile o disgustoso, non possiamo non capire che, se chiediamo a un gruppo ultras di orientare i comportamenti della curva verso opzioni che non compromettano il futuro della Lazio, dobbiamo chiederglielo senza pretendere che si ponga fuori dalla logica ultras. e un gruppo che chiede agli ultras della curva nord di rifiutare la violenza, di non "fare" politica, di condannare il "razzismo", di piegarsi alla legislazione vigente, praticamente rinuncia alla propria identità ultras e di fatto rinuncia, automaticamente, alla possibilità di esercitare una egemonia qualsiasi sulla curva stessa
tutti gli ultras sanno che, ogni domenica, rischiano di segare il ramo sul quale sono seduti. sanno cioè che possono far squalificare il campo in cui gioca la propria squadra, che possono finire all'ospedale o in prigione, che possono suscitare il disprezzo dei tifosi "amici", ecc. ecc. lo sanno, ma non per questo rinunciano neppure a un briciolo dei propri comportamenti identitari
la Lazio rischia di venir bannata dall'Europa? per un qualsiasi ultras la colpa è unicamente di un sistema (calcio e non solo) sbagliato che lui, in prima persona, domenica dopo domenica, è impegnato a contrastare. e se gli altri tifosi si lamentano perché così rischia di rompersi il giocattolo, tanto peggio per gli altri tifosi. e per il giocattolo
credo che da parte nostra sia giusto non coltivare alcuna illusione: garantire comportamenti probi dentro e fuori gli stadi non può essere affidato alla redenzione di questo o quel gruppo ultras (gruppi che peraltro non hanno alcuna voglia e forse neanche alcuna possibilità di redimersi). far rispettare la legalità è compito dello Stato. lo Stato italiano ha la forza, le capacità e i mezzi per garantire il rispetto della legalità dentro e fuori gli stadi. servirebbe che ne avesse la voglia