Citazione di: JoseAntonio il 29 Ott 2013, 19:58
Quando repubblica si scuserà delle nefandezze e delle generalizzazioni che da ANNI sparge nell'opinione pubblica sulla Lazio e sui suoi tifosi, quando in prima pagina chiederà umilmente scusa per le falsità e le generalizzazioni scritte sui Laziali, allora, solo allora, si potranno accettare i distinguo sulle altre tifoserie.
Del resto, la redazione cronaca tratta gli immigrati (com sottigliezza di parole, ben scelte, calibrate, quasi invisibili) con gli stessi guanti usati per i Laziali.
O me la ricordo solo io la canizza creata ad arte sul raid a Campo de' Fiori? Sbattuta COME NOTIZIA PRINCIPALE per tutta la giornata, il giorno in cui Gazza tornava all'Olimpico?
Com'è finita? Due ultras della ROMA condannati.
Notizia data come decima/undicesima.
Per piacere.
Sinceramente, se ritengo la responsabilità oggettiva - quella che secondo i sepolcri imbiancati (presenti anche nel tempio scalfariano) è il pilastro della giustizia sportiva - un obrobrio di civiltà dell'ordinamento sportivo, non posso non rifiutare ogni tentativo di chiamare un giornalista a rispondere su base
oggettiva della linea editoriale del giornale dove scrive.
Se un suo articolo sposa quella linea lo critico per sua responsabilità personale. Altrimenti no.
E, sinceramente, questo articolo di Ercole non mi sembra presti il fianco a critiche anche dove distingue tra i (pochi o molti) riomanisti responsabili di questa ignominia, per i quali la condanna mi sembra incondizionata, e la generalità di tutti gli altri. Non abbiamo reclamato anche noi questo modo di analizzare non con l'accetta?
Mi aspetto, ovviamente, che analogo distinguo sia fatto anche quando si tratti di commentare le gesta dei pochi laziali che allo stadio strillano oscenità, in attesa della cassa di risonanza che repubblica immancabilmente gli offre. Ma questo è un altro discorso.
Detto questo, io apprezzo sempre il confronto ed apprezzo chi vi si renda disponbile con nome e cognome.
Pertanto mi auguro che il confronto con Ercole continui in maniera anche schietta, ma sempre garbata e rispettosa.