Scusandomi con tutti coloro che festeggiano il compleanno in questo splendido giorno d'estate, io vorrei che fosse cancellato dal calendario.
Con la cessione di Mauro Zarate si allunga l'elenco di follie e delusioni legate all'ultimo giorno di calcio mercato, sponda Lazio.
Mauro Zarate si è tirato fuori da solo dal progetto, è vero. Forse. Ma ogni rapporto può essere ricucibile. Doveva essere ricucibile. Questa cessione ha poco senso per vari motivi.
1) Perché nelle casse della Lazio porterà meno soldi di quelli spesi per acquistarlo
2) Perché per acquistarlo il calvario durò giorni e giorni con Lotito che giocava a bigliardino con gli arabi; per venderlo ci sono voluti due minuti e mezzo. Uno sganassone in faccia al tifoso della Lazio.
3) La Lazio non si rinforza ulteriormente dopo questa cessione, lasciando un vuoto dal punto di vista tecnico, almeno per quelli saggi che di partite ne hanno viste molte e sanno che a) al calcio si gioca in 14 b) esistono infortuni e squalifiche c) alla Lazio mancano varianti di gioco a partita in corso.
4) La gestione di questa cessione è stata pessima, preceduta da teatrini pubblici, bugie (è questa la buona offerta a cui non rinunciare?), Zarate che va via dal ritiro, il silenzio e la debolezza della società.
5) La più importante secondo me: la Lazio dimostra di non ragionare da grande squadra impegnata su più fronti, ma insiste nel costruire non squadre ma coperte corte, che se le allunghi in difesa le scopri in attacco e viceversa.
6) Cessione all'Inter, la nemica Inter dopo il caso Pandev e gli intenti bellicosi di Lotito.
Questo mercato era iniziato con prospettive diverse. Noi sull'onda dell'entusiasmo anche per quanto si diceva potesse NON succedere dall'altra parte. E invece, di nuovo, all'ultimo secondo ecco che l'altra parte del Tevere chiude un calcio mercato eccellente IMHO, forse con qualche dubbio tattico ma sicuramente intrigante che porta euforia, curiosità, entusiasmo appunto.
E' il destino dei laziali: non poter mai dormire sonni tranquilli, non poter mai fare 31 dopo aver fatto 30. Maledetto 31.
Una delusione che porta molta malinconia in un ambiente perennemente in subbuglio dove era doveroso ricucire il rapporto con un valore aggiunto e non dare adito a contestazioni e mugugni.
Ora Reja e la società non hanno più alibi e avranno un avversario in più da battere, il più difficile: l'ambiente. Che, come ai tempi delle altre cessioni eccellenti, ha purtroppo ragione.
Con un centrocampo e una difesa che non danno garanzie. E un attacco più forte nei titolari ma senza varianti, valori aggiunti, imprevedibilità.
Forza Lazio