(Il Fatto Quotidiano 18.01.2013)
Napoli, riecco i 2 punti
(di Paolo Ziliani)
Contrordine: le losche manovre ordite dal portiere Matteo Gianello prima di Sampdoria-Napoli 1-0 non erano una tentata combine, ma una burla di "Scherzi a parte"; uno scherzo riuscito male, specie per i compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, ma che non meritava certo di essere punito con 2 punti di penalizzazione (e 6 mesi di squalifica per i giocatori) come aveva deciso, in primo grado, la Disciplinare. E così: la buona notizia, dal fronte del Pallone Sporco, è che la Corte Federale ha tolto ieri, al Napoli, tutti e 2 i punti di penalizzazione inflittigli ingiustamente. La sentenza è stata diffusa via altoparlante nelle fermate della metropolitana, tra il tripudio generale. Ora la classifica recita Juventus punti 45, Lazio e Napoli 42 e Mazzarri, a cominciare da domenica a Firenze (ore 12.30) potrà tornare a schierare, volendo, Cannavaro e Grava, che erano stati squalificati, è vero, ma per errore. Unico punito (e ci mancherebbe altro) il prode Gianello, che si prende 21 mesi di sospensione, così la prossima volta impara a non urlare, a fine burla, "Sorridi! Sei su Scherzi a parte!". Se questa è la notizia buona, quella cattiva – sempre dal fronte Pallone Sporco – arriva nientemeno che dalla bocca del capo della polizia Antonio Manganelli, ormai ribattezzato Campanelli (d'allarme) per quel suo gusto un po' sadico di spargere apprensione a piene mani a ogni pie' sospinto.
COME IERI, a Roma, quando durante la conferenza Interpol "Calcioscommesse: il lato oscuro del bel gioco" ha testualmente detto: "Non vi dico cosa prevedo accadrà nei prossimi giorni sul fronte calcioscommesse, altrimenti le notizie oscurerebbero questa conferenza". Mica male come stuzzichino! Considerando che la Procura di Bari ha appena concluso le indagini sulle partite truccate dal Bari con 33 rinvii a giudizio (di cui 27 a giocatori, 20 dei quali hanno venduto partite nelle stagioni con Antonio Conte in panchina), lo tsunami che sta per abbattersi sul carrozzone del calcio non può che avere per epicentro Cremona, la città famosa nel mondo per le sue 3 T (torrone, Torrazzo e tettone), cui adesso se ne aggiungerà una quarta: quella di tarocchi (del calcio). Cos'abbiano scoperto il procuratore Di Martino e il gip Salvini, che da due mesi tengono in gattabuia Almir Gegic, 33enne serbo naturalizzato turco, ex giocatore del Chiasso e del Vicenza e numero 2 della banda degli "zingari", non è dato sapere. Secondo i magistrati cremonesi Gegic, che fa il finto tonto, sa molte cose che non dice: a cominciare dalle combine di Lazio-Genoa 4-2 e di Lecce-Lazio 2-4 e dal ruolo attivo giocato nei suddetti tarocchi da calciatori di primo piano come Mauri, Milanetto e Sculli (i primi due sono finiti in galera). Ma non è tutto: i magistrati di Cremona avrebbero anche individuato il leggendario "Mister X", di cui si favoleggia da mesi, capace di combinare partite a livello di serie A grazie a una fitta rete di rapporti con alti dirigenti dei club per poi vendere l'informazione agli scommettitori per 600 mila euro a botta. "Il lavoro della Polizia è stato ottimo – ha ammesso il procuratore Di Martino – ora stiamo approfondendo alcuni aspetti, ma presto tireremo le fila. La posizione di Mauri e il ritardo della giustizia sportiva? Non so che dire, ognuno è responsabile del proprio campo". Stilettata a Palazzi?
RIASSUMENDO: se il Napoli non ha avuto difficoltà a salvare capra e cavoli (leggi: punti in classifica e giocatori squalificati) anche per l'atteggiamento clamorosamente remissivo di Stefano Palazzi ("Alla Disciplinare – ha spiegato ieri – avevo chiesto un solo punto di penalizzazione per il Napoli perché Gianello era un giocatore ai margini. Per la quantificazione della pena, oggi mi sono rimesso alla corte"), le cose potrebbero andare peggio alla Lazio, specie se le funeste previsioni del capo della polizia Manganelli venissero confermate. Se i due illeciti perpetrati dal proprio tesserato (Mauri) nelle partite con Genoa e Lecce, venissero dimostrati, la Lazio andrebbe incontro al disastro di 5 punti di penalizzazione, visto che il tariffario prevede 2 punti a partita e 1 punto in più per l'aggravante della consumazione del reato. Ma anche in casa Juventus in questi giorni i sorrisi sono tirati. La squadra non corre alcun rischio di penalizzazione, ma la notizia è che Antonio Conte – che ha appena finito di scontare la squalifica per omessa denuncia – corre seriamente il rischio di un deferimento-bis ora che la Procura di Bari ha inviato a Palazzi i verbali dei suoi interrogatori. Ebbene: se nel processo-Siena ad accusare Conte di sostanziale connivenza con la squadra che andava in campo per perdere era un giocatore (Carobbio), nel processo-Bari i giocatori che gettano ombre su Conte, raccontando episodi diversi, sono tre: Gillet, Kutuzov e Lanzafame. Per non parlare dello stesso Conte, che alle pagine 62, 63 e 64 del verbale d'interrogatorio si mette nei guai raccontando ai magistrati il colloquio imbarazzato (e imbarazzante) avuto con Stellini che desidera metterlo al corrente che "in Salernitana-Bari c'è stato qualcosa". Ancora una volta, Conte non denuncia a Palazzi l'accaduto. Siamo all'omessa denuncia più manifesta. Essendo Conte recidivo, gli sconti di pena non sono più possibili: la recidiva, anzi, diventa aggravante. Morale della favola: Conte rischia 12 mesi di squalifica. Così è, anche se non vi pare.