AGGIORNAMENRTO ORE 10.15 - Parte l'arringa difensiva dell'avvocato Gentile: "Nel deferimento a mio avviso ci sono molti aspetti che vanno rivisitati e rielaborati dal punto di vista sistematico. Il procuratore federale parte da un presupposto. Il presupposto del deferimento e dell'addebito dei comportamenti contestati a Mauri, sono le dichiarazioni di Gervasoni. Il giocatore parla non di fatti cui ha assistito direttamente, ma fatti di cui ha avuto conoscenza da un compartecipe associativo (Gegic), e da qui nasce il castello di accuse di Gervasoni. Anche i colleghi che mi hanno preceduto hanno discusso l'attendibilità delle parole di Gervasoni. Il problema è stabilire quali siano le regole che devono governare questo tipo di procedimento, a mio giudizio un punto fondamentale da cui partire. Non dobbiamo compiere un atto di fede per giudicare se Gervasoni sia credibile o meno, ma si deve stabilire cosa possa essere una prova o meno. Cosa dice a proposito della valutazione delle dichiarazioni?". L'avvocato biancoceleste legge un lungo stralcio del verbale, in cui in sintesi si afferma che la credibilità del dichiarante va valutata in base a molti elementi per capire la coerenza delle dichiarazioni accusatorie. E che inoltre non è corretto usare solo la parte del racconto in cui vi è coincidenza con i fatti, altrimenti si tratta solo di un espediente.
Paro paro quello che ho sentito dire questa mattina da un altro avvocato. Grande Gentile. Rompije ercù.
Daje Ste.
Forza Lazio