"L'avvocato Gentile ha offerto alla Commissione un elemento di riflessione e un dato evidente: la necessità ossessiva di trovare sempre la quadratura del cerchio non può arrivare a far forzare il limite della ragionevolezza. Il ruolo di Gervasoni che talora viene ritenuto assolutamente credibile, talora no, è qualcosa d'incredibile. Palazzi ha formulato una richiesta di 4 anni e 6 mesi, la carriera di Mauri verrebbe polverizzata. Vogliamo preservare i suoi diritti o dobbiamo distruggerlo perché è bello e bravo? C'è in gioco la sua vita e trovo una durezza spropositata di Palazzi. Mauri è la bandiera del calcio capitolino, non è una colpa.
Il 27 maggio Mauri apprende da fonti giornalistiche del suo imminente arresto e si catapulta spontaneamente a Cremona per mettersi a disposizione dei magistrati. Dopo 4 giorni, stremati, veniamo ascoltati dal dottor Salvini. Finisce l'interrogatorio di garanzia e tutto quello che dice all'autorità giudiziaria resta lì. Non ci sono situazioni in progress, usiamo il profilo basso per svuotare questa vicenda che reca pregiudizio assoluto. La misura viene mitigata in arresti dominiciliari, noi difensori non facciamo istanza di scarcerazione, chiediamo che si pronunci su quel provvedimento innaturale il tribunale del Riesame di Brescia. Cremona revoca poi tutte le misure, così il tribunale del Riesame non può pronunciarsi per 'insussistenza...'. Sarebbe bello capire perché Cremona ha deciso improvvisamente di revocare qualcosa che ha stravolto la vita del mio cliente. Stava arrivando Gegic in Italia...L'ordinanza di Cremona si basa su 'la costante disponibilità in cambio di denaro ad alterare le gare'. Palazzi ha chiesto tre differimenti per procedere ai deferimenti e in due anni non vedo in questo rinvio a giudizio ulteriori elementi di prova. Non è cambiato nulla. Nessuno ha visto Stefano Mauri con Ilievski, non esiste in nessun paese far valere delle celle telefoniche come elemento. In tutto l'atto del deferimento poi non c'è nessuno che ci dica attraverso quali modalità Mauri abbia concepito una giostra che finisce con sei gol. C'è una Lazio intera che difende Stefano, abbiamo interrogato tutti i compagni biancocelesti e nessuno esita sulla sua innocenza.