E parliamo dunque della storia di questa persona malata.
Il di martino, al tempo depresso nella sua ascesa alla carriera dal fallimento del processo sulla strage di piazza della loggia, ambisce di riconquistare terreno per fuggire da quelle procurupole da due soldi, piene di ragni e con pochissimi uomini da comandare; il di martino ambisce a ruoli di ben altro spessore, magari qualche alcova politica o almeno procure di maggiore rilievo, step by step.
E arriva finalmente il treno, quello che passa una sola volta nella vita e che proprio non si può perdere, il calcio scommesse. E' fatta, lui pensa, scardinerò i delinquenti dalle loro roccaforti mafiose e diventerò un eroe nazionale, come furono tanti altri magistrati nel passato. Ecco, la carriera politica è ora un fatto possibile, non più mera fantasia bagnata nel letto. Dopo qualche mese di ricerche questo personaggio si accorge però di essere andato ben oltre le sue possibilità, e che oltre al danno del buco nell'acqua per quanto riguarda almeno i grossi profili si aggiunge anche la beffa delle sue numerose apparizioni pubbliche che rischiano di ritorcerglisi contro.
Dopo queste ricerche, dunque, gli rimane solo una carta, quella di Mauri. E a Mauri esso si avvinghia, come una cozza allo scoglio.
All in su Stefano, sperando ancora di venirne fuori da eroe.
Ma in primo grado si vede sbugiardato dalla giustizia sportiva, e da questo punto in poi secondo me la perdita del senno, da cui le sue prime interviste apparse deliranti anche ai meno informati, e poi il tentativo questo sì illecito di non perdere l'osso in secondo grado, riuscendo come testimonianze ci hanno raccontato ad influenzare buona parte della corte in quella circostanza.
Bloccato Mauri ha ancora qualche tempo per giocare le ultime carte, un pò come fece la ultima sensi, ricordate?, con lo stadio, facendo quella memorabile conferenza stampa col sindaco per presentare un progetto di uno stadio la cui base era fondata sul nulla cosmico.
Il povero di martino quindi cerca di utilizzare questo pochissimo tempo a disposizione,con una carriera ormai in fin di vita, tirando su un altro carrozzone e nel far questo raschia il fondo del barile, ovvero tra le ultime supposizioni, sussurri, indizi da bar, confessioni pilotate, e confidando in questo nell'aiuto dei suo loschi faccendieri bibi e bubu.
Ieri sera tutti sapevano della "retata" di stamattina, e stmattina è andato in onda lo spettacolo.
Non è importante noi abbiamo capito il giochetto, importante è che la massa abbia percepito l'eroe grondante di sangue e sudore nel pulire ogni macchia di questo calcio sporco...di Laziali, al fine.
Perchè scordatevi che conte o squadre di potere vengano messe alla berlina, rimarrà il cerino in questa putrida guerra fatta di lobby e carriere promesse; e il cerino lo terrà la Lazio, agnello sacrificale come spesso le è accaduto ben oltre i propri demeriti.
E stavolta auspicare un intervento dalla base che bruci ogni singolo pelo del cuxo di guasconi e faccendieri raccomandati è il minimo che possiamo adoperarci a fare; possibilmente entrando, quando sarà, nel merito e tutti insieme, della questione.
Con forza, vigore, straordinaria passione, e con in mano anche noi un cerino acceso a testa. Uno per ogni pelo,stavolta.