Te pareva...
Parlavano di scommesse sulle partite di calcio. «È il motivo per cui mi sentivo con Stefano Mauri».
Mister X ha deciso di parlare. Davanti al gip Guido Salvini, Francesco Bazzani, detto il Civ, il personaggio chiave dell'ultima tranche dell'inchiesta sul calcioscommesse, ieri sera non ha fatto scena muta – come immaginavano i magistrati e forse speravano in tanti nel mondo del calcio – ma ha provato a spiegare le sue ragioni. Bazzani ha ammesso di essere un accanito scommettitore. Negando però di aver mai pilotato i risultati delle gare. Ha però spiegato, messo davanti ai tabulati telefonici, di avere ottimi rapporti – e non del tutto chiari con decine di calciatori («andiamo a cena fuori, sono amico di molti di loro») e, tra questi, Mauri: «Me lo ha presentato Brocchi, la prima volta – ha detto, in sintesi, al giudice –. Poi ci siamo sentiti su quel numero (quello riservato, intestato a Samanta Romano, già al centro dell'inchiesta, ndr)nel maggio del 2011. Mi chiamava lui e lo chiamavo io. E parlavamo di scommesse. Scommesse sul calcio». Il passaggio è centrale. Perché conferma la tesi accusatoria dei pm, e distrugge quella difensiva del capitano della Lazio- proprio in queste ore in attesa dal morituro Tnas di un maxi sconto sulla condanna sportiva il quale ha invece raccontato come usasse quella scheda solo per scommettere sull'Nba. Da notare che i contatti tra Bazzani e Mauri (Samanta Romano) avvengono nel maggio del 2011, nei giorni di Lecce-Lazio (14 maggio) e Udinese-Lazio (8 maggio).
Tratto da: "Repubblica" a firma di Giuliano Foschini / Marco Mensurati