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Bellavista: Non riuscivo a pilotare i match (Corriere dello Sport)
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Dall'inviato
Andrea Ramazzotti
CREMONA – Ha taciuto per lunghi mesi tenendosi per sé la sua verità, ma ieri di fronte al pm Di Martino, in 6 ore e mezzo di faccia a faccia, Antonio Bellavista ha dettagliato il suo coinvolgimento nella vicenda del calcioscommesse. «E' vero, ho provato molte volte a corrompere calciatori, ma non ci sono mai riuscito. E' vero, ho scommesso su una trentina di partite sulle quali avevo sentito... qualcosa. Qualche esempio? Lazio-Albinoleffe di Coppa Italia, Albinoleffe-Ancona 3-4, Siena-Sassuolo 4-0, un match nel quale volevamo proporre alla formazione di Conte di comprare un risultato che i neroverdi erano disposti a vendere. Mi resta il rammarico di non aver puntato su Brescia-Lecce e su Palermo-Napoli che Spadaro aveva "fatto" con i bolognesi: quanto avrei vinto... Dire che ero uno dei capi però è una bugia. Esattamente come quella che ha detto Masiello: non gli ho mai dato 20.000 euro per Cesena-Bari. Avevo appena perso tanti soldi su Inter-Lecce, una brutta botta. Masiello non è credibile e, per ottenere uno sconto dalla giustizia sportiva, si è inventato anche di aver fatto volontariamente l'autogol in Bari-Lecce 0-2» ha spiegato dopo la lunga chiacchierata con il magistrato.
CON MASIELLO
- L'ex capitano del Bari, insomma, si è preso le sue responsabilità, ma ha anche ribattuto alle accuse: «C'è stato un periodo, dal febbraio del 2011 in poi, che martellavo Masiello tutte le settimane. Volevo convincerlo a "fare" una partita per conto mio. E' evidente dalle intercettazioni e una volta sono anche arrivato a dare dei c.... ai giocatori del Bari che contro il Milan non avevano voluto fare un Over 3,5. C'erano tutte le condizioni e gli zingari avrebbero pagato bene. Invece pareggiarono 1-1...» . Insomma, secondo la sua versione, Bellavista non è riuscito a pilotare nessun match. «Gli zingari non mi hanno ritenuto all'altezza». Aveva il compito di convincere i giocatori ad accettare le proposte illecite. «Ma ho sempre fallito» . Anche perché Gegic e Ilievski volevano vedere in faccia i calciatori che aderivano al progetto. Un ruolo analogo Bellavista l'ha svolto anche per Spadaro.
NUOVI INDAGATI –
Accompagnato dall'avvocato Massimo Chiusolo, l'ex Bari non ha fornito nomi di dirigenti coinvolti, ma ha allargato la lista degli incontri "sospetti" aggiungendone altri 3-4 non di Serie A. Dettagliando l'accaduto ha inoltre fornito i nomi di 3-4 calciatori che gli inquirenti provvederanno a iscrivere nel registro degli indagati. «Pesci piccoli» filtra dal Palazzo di Giustizia. In compenso il suo racconto è servito per definire e dare ancora più importanza all'operato dei bolognesi, attivi ben prima dell'arrivo di Spadaro e Bazzani. Nei prossimi giorni è possibile che Di Martino ascolti nuovamente Giannone e Signori, ma anche Erodiani. Bellavista è considerato un personaggio importante perché è stato lui a presentare agli zingari Mister Y Spadaro. Al tempo stesso, però ha negato «di aver svolto un ruolo nelle combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio».
EOT