Calcioscommesse, indagini verso la chiusura. Gazzetta anticipa: Mauri, possibile l'accusa più pesante. L'avv. Buceti a LLSN: "Allora non vogliono capire..."
"Evidentemente non vogliono capire". E' un tono di voce amareggiato, al tempo stesso sorpreso, quello con cui l'avvocato Amilcare Buceti commenta le ultime anticipazioni relative all'inchiesta "Last Bet" sul calcioscommesse. Buceti è uno dei due legali - l'altro è l'avvocato Matteo Melandri - di Stefano Mauri. Partiamo però dalla nocciolo della vicenda, per tornare poi sul commento che l'avvocato del capitano biancoceleste ha rilasciato a
Lalaziosiamonoi.it. La Procura di Cremona è in procinto di chiudere le indagini preliminari, ponendo così il sigillo agli oltre quattro anni d'inchiesta sul calcioscommesse. A darne notizia sono - nelle edizioni in edicola questa mattina - la Gazzetta dello Sport e Repubblica. Che accompagnano gli aggiornamenti sulla prossima tappa dell'iter giudiziario alle anticipazioni sull'esito di tali indagini. Tutto riportato con i mille condizionali del caso, dal momento che di formale non c'è ancora nulla. La Procura dovrà infatti depositare gli atti e inviarli a tutti gli avvocati delle parti interessate. Ecco allora cosa dovrebbe risultare - secondo i due quotidiani - dalla chiusura delle indagini.
LE ANTICIPAZIONI - "Scontata una scrematura del numero di indagati", riporta la Gazzetta: dovrebbero essere oltre un centinaio le richieste di archiviazione per le persone iscritte come atto dovuto, ma su cui non sono stati trovati riscontri. "Dovrebbero esserci buone notizie per Leonardo Bonucci, Domenico Criscito, Kaka Kaladze e pure per Giuseppe Sculli". Come ricostruisce il quotidiano milanese, "per l'ex Genoa era stato chiesto l'arresto, negato dal Gip. L'accusa si basava sulle dichiarazioni di Ilievski, capo della cosiddetta banda degli zingari, tuttora latitante. Nelle scorse settimane l'avvocato dello slavo aveva prospettato un suo possibile arrivo in Italia, promessa non mantenuta. Proprio l'impossibilità di certificare permetterebbe a Sculli di uscirne indenne". C'è poi, in primo piano per il ruolo di spicco che ricopre, la posizione del ct della Nazionale Antonio Conte, all'epoca tecnico del Siena: "In questa prima fase la 'partita' dovrebbe finire in pareggio - scrive la Gazzetta - la Procura lascerà cadere l'accusa di associazione per delinquere, ma dovrebbe tenere aperta quella di frode sportiva relativa a due gare del Siena". Conte dovrebbe rimanere nell'inchiesta almeno fino all'udienza preliminare, quando il gup dovrà poi valutare le richieste dei pubblici ministeri. "Senza la contestazione dell'associazione per delinquere - spiega la rosea - gli avvocati degli indagati potrebbero chiedere l'invio del fascicolo per frode sportiva nelle varie Procure competenti territorialmente". Ci sarebbe poi uno "zoccolo duro" dell'inchiesta. "Riguarderebbe una sessantina di giocatori - anticipa la Gazzetta - sui quali penderebbe l'accusa più grave", ossia di associazione per delinquere. "Tra loro dovrebbero esserci Stefano Mauri, Cristiano Doni, Giuseppe Signori, Mauro Bressan, il portiere Paoloni, Alessandro Zamperini". Se così fosse, anche in questo caso spetterebbe poi al gup esaminare le eventuali richieste da parte della Procura. Alla chiusura dell'inchiesta, le parti interessate avrebbero poi tutto il tempo per nuovi interrogatori, patteggiamenti o per consegnare memorie difensive. Tutto questo, in vista dell'inizio del processo vero e proprio.
L'AVV. DI MAURI A LLSN: "DISDICEVOLE METTERLO DI NUOVO ALLA GOGNA" - Insomma, la Procura di Cremona sarebbe orientata - almeno secondo quanto riportato dai due quotidiani nazionali - a lasciare in capo a Mauri l'accusa più pesante, in base alla quale la stessa Procura aveva provveduto - nel maggio del 2012 - a spiccare un'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Il centrocampista era poi andato incontro - in sede di giustizia sportiva - a una squalifica di sei mesi per omessa denuncia. L'ultima tappa che aveva visto protagonista Mauri a livello di giustizia ordinaria - l'incidente probatorio con l'analisi di computer, cellulari e tablet - aveva invece certificato l'estraneità del numero 6 della Lazio nelle "conversazioni scottanti" su cui la Procura aveva aperto un nuovo filone d'inchiesta. Eravamo alla fine dello scorso novembre, la vicenda sembrava chiusa una volta per tutte. Da qui tutto lo stupore, l'incredulità con cui i legali di Mauri hanno accolto le anticipazioni giornalistiche di questa mattina. Torniamo perciò al commento che l'avvocato Buceti ha concesso ai nostri microfoni: "Evidentemente non vogliono capire, si ostinano a seguire un disegno che, dal loro punto di vista, deve apparire mediaticamente più efficace", è la reazione a caldo del legale del centrocampista. "Abbiamo svolto un incidente probatorio, che è stato pazientemente costruito attraverso la massima collaborazione, non soltanto dal giocatore. Se questo passaggio era ritenuto fondamentale nel processo di accertamento e ha fornito certi esiti, allora mi domando: che l'abbiamo fatto a fare?". Buceti prova a ragionare sulla scorta di quelle che - è bene sottolinearlo ancora - sono solo anticipazioni: "Per quello che risulta a me, che non sono l'ultimo arrivato, siamo alla solita congettura imbastita sulla base delle chiacchiere di Gervasoni. Non c'è stato uno straccio di prova, semplicemente perché non ci sono. Le prove non si costruiscono a tavolino, quello succede solo con le congetture. Ma evidentemente questo è sufficiente alla Procura per ritenere che Stefano, il povero Stefano Mauri, debba continuare a essere crocifisso in questa faccenda". L'amarezza è profonda, senza mezze misure: "Trovo incresciosa questa possibile indicazione di Stefano come partecipante a questa presunta associazione a delinquere. Così come trovo disdicevole il fatto che il capitano della Lazio venga coinvolto in questa vicenda e che la sua reputazione venga messa sulla gogna ancora una volta". Per quanto riguarda gli eventuali passaggi successivi, la mancanza di certezze formali rendono i tempi ancora prematuri: "Ora verificheremo e aspetteremo, in questo momento non c'è nulla che accrediti formalmente l'imputazione che emergerebbe da queste anticipazioni giornalistiche". Mentre le 'novità' da Cremona lo richiamerebbero in ballo, Mauri si appresta a guidare la sua Lazio da capitano, con una costanza di rendimento impressionante per un giocatore che ha da poco festeggiato 35 anni: "Stefano vive una nuova primavera sportiva, ha dato una risposta umana e sportiva straordinaria a tutta l'ondata che l'ha coinvolto", sostiene a gran voce l'avvocato Buceti. Nella speranza del diretto interessato - e di tutto il popolo laziale - che Mauri possa concetrarsi esclusivamente nel condurre la squadra verso il terzo posto e la Champions.