Citazione di: tommasino il 01 Mar 2026, 21:40Uno perché voleva fare una rivoluzione sul mercato e l'altro perché, sl termine di una stagione più che positiva, non ha centrato l'obiettivo minimo
Questo però suona un po' come un ossimoro.
Tornando alla stagione attuale, c'è però stato un momento - diciamo da Genova a Parma - nel quale le cose in qualche modo stavano funzionando, e non parlo solo in termini di risultati.
Non si vedeva un grande spettacolo, vero, ma almeno si vedeva una squadra che correva e faceva i movimenti giusti; si riconosceva, insomma, la "mano" dell'allenatore e l'applicazione dei suoi dettami tattici, anche con risultati discreti, nonostante l'emergenza continua e le porcate arbitrali.
Poi, più o meno come nella scorsa stagione, qualcosa si è rotto a Natale o giù di lì;
casualmente c'è stato il mercato aperto, la smobilitazione, gli scazzi di chi voleva andare via ed è rimasto a forza, gli acquisti futuribili (nella migliore delle ipotesi) e comunque non coordinati con l'allenatore, gli zero obiettivi stagionali realistici, forse pure il pensiero al prossimo mercato e al futuro decadente della Lazio e dei giocatori che dovessero rimanere qui la prossima stagione. E, per la partita di oggi, ci metto pure il pensiero a quella di mercoledì, l'unica che può ancora offrire una pur minima speranza.
Non sono alibi per Sarri che, semplicemente, si trova al posto e nelle condizioni sbagliate.
Oggi come oggi, chi siede in panchina è un dato anche piuttosto relativo, perché Sarri, Baroni, Tudor, Grosso, Gilardino o Juric (i primi tre li abbiamo avuti, i secondi tre sono più o meno quello che ci aspetta) non avrebbero comunque le condizioni per poter lavorare come si deve. Poi magari un arrembaggio o una palla in mezzo saranno più entusiasmanti dei soporiferi passaggetti degli ultimi due mesi, ma poco cambieranno in termini di plusvalore tattico, né di risultati di una "Lazio di Lotito" che, se non è "morta" (cit. FatDanny), è comunque su una piega pressoché irreversibile.