Considerazioni sulla giornata di ieri.
Per me quello di ieri è stato un momento importante.
In tutti questi mesi di compressione da mancanza di calcio giocato si stava scoppiando. E ci si è ammazzati di parole. Le parole contano (come la dimensione), e i messaggi arrivati dalla curva sono stati ondivaghi e poco incoraggianti. Dato che la curva non è un organismo monolitico, poi, uno diceva una cosa uno ne diceva un'altra. Col risultato di alimentare un certo (giustificato) scetticismo sulla sua funzione all'interno del mondo-Lazio (non sui singoli ragazzi, ma sulla funzione del gruppo). Ammetto di essere andato allo stadio con un elmetto ed un paraorecchi virtuali.
Poi entro, salgo le scalette, come al solito gli ultimi gradini di corsa, e mi ritrovo... a casa. Diciamoci la verità, era tanto tempo, anni forse, che non si è assistito ad uno spettacolo del genere. Non tanto in campo, la Lazio ha pur fatto buone prestazioni, ma lo stadio è ritornato ad essere il luogo dove ricaricare le mie batterie emotive dopo una settimana di tutt'altro.
Perché se critiche si fanno (e ne sono state fatte, altroché) sull'atteggiamento, sulla contestazione ringhiosa a tutto campo, sulla lastra di piombo che ricopriva lo stadio quando la Lazio giocava in casa, ieri è spuntato il sole. E l'ha deciso pure il cielo, che ci ha accolto con uno splendido azzurro, di quello che ti fa venire voglia la mattina di farti una gita in un parco intrecciando canti pastorali.
E' stato un copione scritto bene e recitato bene. Dal momento di commozione collettiva, quando la moglie di Aldo ha intonato il nostro inno, che ha rotto più di una voce di grandi e meno grandi, al tabellone che recitava Bentornati. E non era casuale questa parola. Né diretta alla sola squadra. Per tutta la partita ho potuto assistere a quanto di più naturale si è visto, che si era dimenticato in questi anni feroci. La Lazio era stata riportata al centro del villaggio (per citare una merda d'importazione). Tanti bambini presenti per la prima volta hanno ascoltato e potuto imparare non gli insulti ringhiosi, ma inni da mandare a memoria e cantare il giorno dopo a scuola.
Ci sono stati momenti di contestazione, lpdm e primeporte, ma una volta tanto si sono inseriti in un copione che recitava ben altro. Non si poteva pretendere che scomparissero, ma una contestazione di questo tipo (che non mi appartiene e non mi è mai appartenuta, comunque), insomma... ma facessero quello che vogliono. Non mi disturba, perché l'occhio - mio come di tutti - era volto comunque al campo. I giocatori hanno potuto essere applauditi per quello che facevano piuttosto che fischiati per chi li aveva comprati. Il tanto bistrattato Gentiletti ha strappato applausi sinceri per qualche preciso intervento, per l'oggetto misterioso Braafheid c'è stato addirittura un boato di incoraggiamento quando ha mandato un cross in tribuna, e Djordjevic (che non aveva combinato un granché) è stato oggetto di un coro quando è uscito, così come Anderson è stato applaudito quando è entrato. Dovrebbe essere la normalità, ma per tanto, troppo tempo, la normalità aveva deciso di non presentarsi all'Olimpico.
E' una base da cui ripartire. Ieri la curva, ma tutto lo stadio, c'era. 31000 spettatori, con questi chiari di luna, sono un segnale forte, e confido che la dirigenza non perda questo treno. Perché il treno è ripartito, e ha preso a bordo i laziali. Tutti. E per procedere ha bisogno di tutti.
Non so il domani cosa ci riserverà. Magari dalla prossima tornerà tutto come prima, e staremo di nuovo a digitare affannosamente su questa tastiera il copione delle ultime stagioni. Ma magari no. Forse è successo davvero qualcosa. E' quello che spero ardentemente, che - qui su questo forum - sperano tutti.
Una rondine non fa primavera? Non so. Per ora me pijo la rondine.
Perfettamente d'accordo. Lo dicevo ieri. Se i cori che non condivido (e ce ne sono diversi non solo riferiti a Lotito, ma è un mio personalissimo modo di intendere) sono inseriti in un contesto più ampio che mi fa essere orgoglioso della mia tifoseria, per me non c'è NESSUN problema.
La cosa più bella di ieri? Pensare a De Vrij che entra all'Olimpico e pensa "mecojons".
Ci tengo tanto a queste cose.
E' una bella rondine :beer:
Per me alla fine conta il campo. Una squadra moderna , messa bene in campo che gioca bene se la puo' giocare con tutti , diverte , porta gente allo stadio e fa concentrare l'attenzione su cio' che succede in campo. Imho con partite tipo quelle di ieri ci vuole un ossessione particolare per pensare ad altra cosa rispetto a cio' che offre lo spettacolo in campo. Alla fine e' quello che scrivevo nel topic reset. :beer:
:since :ssl
Intanto luccica. Poi se è oro vedremo.
se non fa primavera, almeno è di buon auspicio :D. Bella Lazio mia :)
quoto tutto e aggiungo:
attenzione, faranno di tutto per far tornare tutto come prima...occhi aperti e FORZA LAZIO!
La "gazza ladra". :D
Alla fine si va allo stadio per vedere una partita di calcio , e' uno spettacolo . Se lo spettacolo e' buono sono tutti contenti. L'uomo della strada quando vede Gentiletti che sradica palla all' avversario esce imperioso a testa alta e fa il passaggio filtrante si fomenta . A voglia a lamentarsi ma un immagine del genere vale molto di più
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Citazione di: eaglemiky il 15 Set 2014, 11:51
Alla fine si va allo stadio per vedere una partita di calcio , e' uno spettacolo . Se lo spettacolo e' buono sono tutti contenti. L'uomo della strada quando vede Gentiletti che sradica palla all' avversario esce imperioso a testa alta e fa il passaggio filtrante si fomenta . A voglia a lamentarsi ma un immagine del genere vale molto di più
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Ot
Per tacer della palla arpionata in semi rovesciata volante.
Se non la prendeva, l attaccante andava in porta.
Eot
Citazione di: RubinCarter il 15 Set 2014, 12:25
Ot
Per tacer della palla arpionata in semi rovesciata volante.
Se non la prendeva, l attaccante andava in porta.
Eot
il che dovrebbe far capire, quanto è labile il giudizio tra fenomeno è pipparzugo (pensa se lisciava)
:)
Citazione di: AquilaLidense il 15 Set 2014, 12:30
il che dovrebbe far capire, quanto è labile il giudizio tra fenomeno è pipparzugo (pensa se lisciava)
:)
Affatto.
Di 10 interventi non ne ha sbagliato 1.
Nulla di labile , il mio giudizio non si basa su un episodio.
Rispondevo al discorso di eagle.
Citazione di: RubinCarter il 15 Set 2014, 12:34
Affatto.
Di 10 interventi non ne ha sbagliato 1.
Nulla di labile , il mio giudizio non si basa su un episodio.
Rispondevo al discorso di eagle.
Pure se falliva quella ti restava comunque l'immagine dell'uscita imperiosa a testa alta, il gioco veloce della squadra il terzino che si sovrappone sulla fascia, punta l'uomo e crossa :o. Cose che voi umani 8) :beer:
Citazione di: GuyMontag il 15 Set 2014, 11:18
Considerazioni sulla giornata di ieri.
Per me quello di ieri è stato un momento importante.
In tutti questi mesi di compressione da mancanza di calcio giocato si stava scoppiando. E ci si è ammazzati di parole. Le parole contano (come la dimensione), e i messaggi arrivati dalla curva sono stati ondivaghi e poco incoraggianti. Dato che la curva non è un organismo monolitico, poi, uno diceva una cosa uno ne diceva un'altra. Col risultato di alimentare un certo (giustificato) scetticismo sulla sua funzione all'interno del mondo-Lazio (non sui singoli ragazzi, ma sulla funzione del gruppo). Ammetto di essere andato allo stadio con un elmetto ed un paraorecchi virtuali.
Poi entro, salgo le scalette, come al solito gli ultimi gradini di corsa, e mi ritrovo... a casa. Diciamoci la verità, era tanto tempo, anni forse, che non si è assistito ad uno spettacolo del genere. Non tanto in campo, la Lazio ha pur fatto buone prestazioni, ma lo stadio è ritornato ad essere il luogo dove ricaricare le mie batterie emotive dopo una settimana di tutt'altro.
Perché se critiche si fanno (e ne sono state fatte, altroché) sull'atteggiamento, sulla contestazione ringhiosa a tutto campo, sulla lastra di piombo che ricopriva lo stadio quando la Lazio giocava in casa, ieri è spuntato il sole. E l'ha deciso pure il cielo, che ci ha accolto con uno splendido azzurro, di quello che ti fa venire voglia la mattina di farti una gita in un parco intrecciando canti pastorali.
E' stato un copione scritto bene e recitato bene. Dal momento di commozione collettiva, quando la moglie di Aldo ha intonato il nostro inno, che ha rotto più di una voce di grandi e meno grandi, al tabellone che recitava Bentornati. E non era casuale questa parola. Né diretta alla sola squadra. Per tutta la partita ho potuto assistere a quanto di più naturale si è visto, che si era dimenticato in questi anni feroci. La Lazio era stata riportata al centro del villaggio (per citare una merda d'importazione). Tanti bambini presenti per la prima volta hanno ascoltato e potuto imparare non gli insulti ringhiosi, ma inni da mandare a memoria e cantare il giorno dopo a scuola.
Ci sono stati momenti di contestazione, lpdm e primeporte, ma una volta tanto si sono inseriti in un copione che recitava ben altro. Non si poteva pretendere che scomparissero, ma una contestazione di questo tipo (che non mi appartiene e non mi è mai appartenuta, comunque), insomma... ma facessero quello che vogliono. Non mi disturba, perché l'occhio - mio come di tutti - era volto comunque al campo. I giocatori hanno potuto essere applauditi per quello che facevano piuttosto che fischiati per chi li aveva comprati. Il tanto bistrattato Gentiletti ha strappato applausi sinceri per qualche preciso intervento, per l'oggetto misterioso Braafheid c'è stato addirittura un boato di incoraggiamento quando ha mandato un cross in tribuna, e Djordjevic (che non aveva combinato un granché) è stato oggetto di un coro quando è uscito, così come Anderson è stato applaudito quando è entrato. Dovrebbe essere la normalità, ma per tanto, troppo tempo, la normalità aveva deciso di non presentarsi all'Olimpico.
E' una base da cui ripartire. Ieri la curva, ma tutto lo stadio, c'era. 31000 spettatori, con questi chiari di luna, sono un segnale forte, e confido che la dirigenza non perda questo treno. Perché il treno è ripartito, e ha preso a bordo i laziali. Tutti. E per procedere ha bisogno di tutti.
Non so il domani cosa ci riserverà. Magari dalla prossima tornerà tutto come prima, e staremo di nuovo a digitare affannosamente su questa tastiera il copione delle ultime stagioni. Ma magari no. Forse è successo davvero qualcosa. E' quello che spero ardentemente, che - qui su questo forum - sperano tutti.
Una rondine non fa primavera? Non so. Per ora me pijo la rondine.
Feel good
:band1:
Quotone, tutti speriamo si continui così :ssl
Che belle parole.
Stupende.
Complimenti a chi ha reso tutto ciò possibile, dalla squadra,alla società ai tifosi...
Tutti!
Forza Lazio!!!
la prosa è ammaliante, le intenzioni entusiasmano
la sostanza però, perdonami guy, non la condivido
siamo in piena primavera biancoceleste, altro che rondine!
sta nascendo un'altra Lazio, una Lazio bellissima, in campo e sugli spalti
una Lazio nel segno del calcio manovrato, dell'impegno e della concentrazione, del rapporto e dell'amore riconosciuto tra squadra e tifosi
le centinaia di Fiumicino sono diventati migliaia a Formello e decina di migliaia all'Olimpico
i segni c'erano già, da ieri però tutto è chiaro e alla luce del sole
riempiremo lo stadio, è certo
la strada è tracciata e il vento di Piazza della Libertà è inarrestabile
Citazione di: aquilante il 15 Set 2014, 21:10
siamo in piena primavera biancoceleste, altro che rondine!
sta nascendo un'altra Lazio, una Lazio bellissima, in campo e sugli spalti
una Lazio nel segno del calcio manovrato, dell'impegno e della concentrazione, del rapporto e dell'amore riconosciuto tra squadra e tifosi
le centinaia di Fiumicino sono diventati migliaia a Formello e decina di migliaia all'Olimpico
i segni c'erano già, da ieri però tutto è chiaro e alla luce del sole
riempiremo lo stadio, è certo
la strada è tracciata e il vento di Piazza della Libertà è inarrestabile
Folle Entusiasmo.
Mi piace.
Gay 4 Guy.
Siamo già a una rondine e mezzo, direi, visto il secondo tempo col Milan. Coincidenze ? Fuoco di paglia ? Io non credo. Questa Lazio sembra solida anche come carattere. Godiamocela giornata dopo giornata senza fissare traguardi. Amore allo stato puro. E quello che viene viene.
Bellissime parole, anch'io me pijo la rondine.
Giro da poco da queste parti ma se ho deciso di iscrivermi e di scrivere è perché qualcosa è cambiato e si sente nell'aria.
Non ne posso più dei colleghi tristi che mi mandano gli articoli di Stefano Greco e mi chiamano con spregio Lazialone perché semplicemente non vado appresso ai loro deliranti discorsi.
Ma la Lazio? Per guardare il dito non vediamo più la luna? Io non ci sto.
La cosa più bella è per me poter portare allo stadio i moeo bambini senza esporli a 90 minuti di insulti e volgarità. Negli ultimi tempi non ho potuto che mostrar loro i cori da youtube che il nostro popolo dedicava a Veron Juan Sebastian Gol, e a tutti i magnifici ragazzi di quel perkodo.
Ecco, vorrei riuscire a far vivere anche a loro quel tifo sano, fatto di incoraggiamento, passione e gioia. I segnali sono buoni, per questo anch'io me pijo la rondine.
Citazione di: aquilante il 15 Set 2014, 21:10
la prosa è ammaliante, le intenzioni entusiasmano
la sostanza però, perdonami guy, non la condivido
siamo in piena primavera biancoceleste, altro che rondine!
sta nascendo un'altra Lazio, una Lazio bellissima, in campo e sugli spalti
una Lazio nel segno del calcio manovrato, dell'impegno e della concentrazione, del rapporto e dell'amore riconosciuto tra squadra e tifosi
le centinaia di Fiumicino sono diventati migliaia a Formello e decina di migliaia all'Olimpico
i segni c'erano già, da ieri però tutto è chiaro e alla luce del sole
riempiremo lo stadio, è certo
la strada è tracciata e il vento di Piazza della Libertà è inarrestabile
Io ADORO i tuoi post, e non è per piaggeria.
Perché sposti più in alto l'asticella del tifoso, perché ti avvicini pericolosamente a quello che è il mio ideale. Forse anche io sono così, ma mi frena la cautela, forse non interpreto i segni. Forse effettivamente là fuori soffia impetuosamente il vento biancoceleste, ma preferisco alzare il bavero perché mi piglio freddo.
Su tutte le colline circostanti infuriavano gli eserciti di Mordor. I Capitani dell'Ovest venivano sommersi da flutti sempre più impetuosi. Il sole ardeva rosso, e sotto le ali dei Nazgûl le ombre della morte si proiettavano nere sulla terra. Aragorn si ergeva accanto al suo vessillo, silenzioso e severo, come perduto nel ricordo di cose remote o distanti; ma i suoi occhi brillavano come le stelle che sfavillano con maggiore intensità a mano a mano che la notte s'infittisce. In cima al colle era Gandalf, bianco e freddo, e nessun'ombra cadeva su di lui. L'assalto di Mordor irruppe come un'immensa ondata sulle colline assediate, e le voci ruggivano come una marea che sale fra boati e fragore.
Come se ai suoi occhi fosse improvvisamente apparsa una visione, Gandalf trasalì: si voltò a guardare verso nord, dove i cieli erano limpidi e pallidi. Poi alzò le mani e gridò con voce possente che sovrastava ogni altro rumore: «Arrivano le Aquile!» E molte voci gli risposero gridando: «Arrivano le Aquile! Arrivano le Aquile!» Gli eserciti di Mordor levarono gli occhi, domandandosi che cosa significasse.
Arrivò Gwaihir, il Re dei Venti, e Landroval suo fratello, la più grande di tutte le Aquile del Nord, il più potente dei discendenti del vecchio Thorondor che costruì i suoi nidi sulle inaccessibili vette dei Monti Circondanti quando la Terra di Mezzo era giovane. Dietro di essi arrivarono tutti i loro vassalli dei monti del Nord, volando in rapide file sulle ali del vento. Puntarono diritti sui Nazgûl, emergendo all'improvviso dalle zone alte dell'aria, e il turbinio delle loro immense ali fu come una tormenta.
Ma i Nazgûl si voltarono e fuggirono, scomparendo fra le ombre di Mordor, richiamati da un improvviso e terribile grido della Torre Oscura; e in quell'istante tutti gli eserciti di Mordor tremarono, il dubbio invase i loro cuori, il riso svanì, le loro mani esitarono, le loro membra cedettero. Il Potere che li sorreggeva empiendoli d'odio e di furore stava vacillando, e distoglieva da essi la sua volontà; guardando negli occhi dei nemici videro ora una luce di morte e furono colti da paura.
Allora tutti i Capitani dell'Ovest gridarono, perché i loro cuori erano pieni di una nuova speranza in mezzo a tutta l'oscurità. Dai colli assediati, Cavalieri di Gondor e di Rohan, Dùnedain del Nord, compagnie di spietati guerrieri si precipitarono in file compatte sugli avversari esitanti, aprendosi un varco con la punta delle loro spade infallibili. Ma Gandalf sollevò di nuovo le braccia e gridò ancora una volta con voce limpida:
«Fermatevi, Uomini dell'Ovest! Fermatevi e aspettate! Questa è l'ora del fato».
E mentre parlava la terra tremò sotto i loro piedi. Un'immensa oscurità invase il cielo, puntellata di fuoco, e s'innalzò al di sopra delle Torri del Cancello Nero, al di sopra delle montagne. La terra gemette e fu percorsa da un tremito. Le Torri dei Denti ondeggiarono, vacillarono e crollarono in terra; l'imponente muraglia si sbriciolò; il Cancello Nero fu distrutto; e da lontano, ora più fioco, ora sempre più forte, innalzandosi fra le nubi, si udì un rombo, un ruggito, un lungo boato lacerante.
«Il regno di Sauron è finito!», disse Gandalf.Tolkien sessant'anni aveva già detto tutto. Arrivano le Aquile, e il regno di Sauron viene spazzato via. Forse è davvero così. D'altronde, al di là della logica che non può essere compagna di un tifoso, perché non vederla così? D'altronde io ogni campionato spero di vincerlo. Sempre. Perché che tifoso è quello che - all'inizio di ogni partita - non spera di vincerla?
E allora ben venga, caro aquilante, il vento di Piazza della Libertà. E se poi non andrà come si spera, meglio essersi librati lassù in cielo, che essere rimasti dietro ad ammuffiti registri da contabile, graffiando con la nostra penna d'oca intinta in un calamaio dal colore plumbeo l'elenco delle nostre disgrazie, in attesa dell'Inevitabile.
E magari già da domattina, affacciandomi dalla finestrella della mia stanza, invece di una rondine ce ne saranno cento, mille, migliaia ad offuscare il cielo. Che, dato che siamo a settembre, sarebbe oltremodo insolito. Ma noi siamo insoliti. Noi siamo l'Insolito.
Stupendo leggervi.
Bravo GM, quoto tutto!
A me già il fatto che sta settimana si parla poco o niente di Lotito e si parla soprattutto di calcio mi fa felice.
l'ottimismo e il buon umore può venire solo dalle vittorie.. c'è poco da fa ;)
Citazione di: Thunder il 16 Set 2014, 12:41
Bravo GM, quoto tutto!
A me già il fatto che sta settimana si parla poco o niente di Lotito e si parla soprattutto di calcio mi fa felice.
Avoja. Mi sembra di essere in un altro mondo.
Non so voi, ma sento qualcosa di diverso e di forte nell'ambiente.
Citazione di: Manuel1900 il 16 Set 2014, 12:46
l'ottimismo e il buon umore può venire solo dalle vittorie.. c'è poco da fa ;)
Si ma non è solo quello. Perché di tre a zeri coi Ceseni ne abbiamo visti, e il cielo continuava a restare grigio
Invece
C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle querce agita il vento.
Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:
un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...Invece può essere
altro.
Il risveglio di un popolo, che va oltre la vittoria.
E la curva lo ha annusato, interpretato, incanalato.
Continuate così.
PS Pascoli era della Lazio
Citazione di: DajeLazioMia il 16 Set 2014, 12:47
Avoja. Mi sembra di essere in un altro mondo.
Non so voi, ma sento qualcosa di diverso e di forte nell'ambiente.
Lo dicevo e ripetevo nei vari topi pre campionato . Basta poco , se la squadra entusiasma la gente si fomenta.
Alla fine l'obbbiettivo dei tifosi e la ragione per cui seguono il calcio e' per lo spettacolo in campo. Il 95% e' quello.
Se funziona quello funziona tutto
Citazione di: eaglemiky il 16 Set 2014, 13:01
Lo dicevo e ripetevo nei vari topi pre campionato . Basta poco , se la squadra entusiasma la gente si fomenta.
Alla fine l'obbbiettivo dei tifosi e la ragione per cui seguono il calcio e' per lo spettacolo in campo. Il 95% e' quello.
Se funziona quello funziona tutto
Mi permetto di aggiugere solo una cosa. La CN e i 30k sono andati allo stadio prima della vittoria, e la vittoria mi entusiasma oltre il risultato perché c'è di nuovo la gente Laziale al fianco della Lazio.
E non lo so, mi sento più forte, e sono sicuro che lo sentono anche i nemici.
Questa storia di Pascoli Laziale, poi, l'ho sempre pensata fino da bambino.
Inno a Roma
...
E fausta, infine, di tra un baglior d'oro
l'aquila uscì: le ignare terre e l'onde
remote corse un brivido ed un fremito
al ventilare delle sue grandi ale.
...
A me questa storia dell'aquila che esce di tra un bagliore d'oro, sarà un tantinello retorico, forse, però...
Che poi è del 1911... e a Roma volava solo l'aquila...
Lotito ha fatto una gran bella squadra.
La panchina di domenica, di quella qualità, non la si vedeva da una quindicina d'anni.
Sono diventati panchinari quelli che io volevo lo diventassero; sono arrivati titolari che mi fanno ben sperare.
Mi piace molto l'organico allestito. L'ho pensato dopo Milano, lo penso oggi.
Non so se siamo sufficientemente competitivi per il terzo posto, ma sarebbe una follia non provarci.
Spiace che tutto sia avvenuto con un anno di ritardo ma vivaddio che non si è perseverato negli errori della scorsa estate, dove si inanellò una puttanata dietro l'altra.
Mi piace quest'organico. Quest'elenco, avrebbe detto Sesé Cragnotti.
Non se l'ho detto. Mi piace quest'organico.
Mi piace seguire la primavera (spero che Tare abbia azzeccato gli acquisti anche quest'anno, sono anni che piazza un colpo dietro l'altro), mi piace seguire i nostri ragazzi in B (ho già dato al signor SKY i miei 99 euro per vederli).
Forza Lazio. Forza Amore mio.
Citazione di: cuchillo il 16 Set 2014, 14:33
Lotito ha fatto una gran bella squadra.
La panchina di domenica, di quella qualità, non la si vedeva da una quindicina d'anni.
Sono diventati panchinari quelli che io volevo lo diventassero; sono arrivati titolari che mi fanno ben sperare.
Mi piace molto l'organico allestito. L'ho pensato dopo Milano, lo penso oggi.
Non so se siamo sufficientemente competitivi per il terzo posto, ma sarebbe una follia non provarci.
Spiace che tutto sia avvenuto con un anno di ritardo ma vivaddio che non si è perseverato negli errori della scorsa estate, dove si inanellò una puttanata dietro l'altra.
Mi piace quest'organico. Quest'elenco, avrebbe detto Sesé Cragnotti.
Non se l'ho detto. Mi piace quest'organico.
Mi piace seguire la primavera (spero che Tare abbia azzeccato gli acquisti anche quest'anno, sono anni che piazza un colpo dietro l'altro), mi piace seguire i nostri ragazzi in B (ho già dato al signor SKY i miei 99 euro per vederli).
Forza Lazio. Forza Amore mio,
pacatamente, quoto
Citazione di: cuchillo il 16 Set 2014, 14:33
Lotito ha fatto una gran bella squadra.
La panchina di domenica, di quella qualità, non la si vedeva da una quindicina d'anni.
Sono diventati panchinari quelli che io volevo lo diventassero; sono arrivati titolari che mi fanno ben sperare.
Mi piace molto l'organico allestito. L'ho pensato dopo Milano, lo penso oggi.
Non so se siamo sufficientemente competitivi per il terzo posto, ma sarebbe una follia non provarci.
Spiace che tutto sia avvenuto con un anno di ritardo ma vivaddio che non si è perseverato negli errori della scorsa estate, dove si inanellò una puttanata dietro l'altra.
Mi piace quest'organico. Quest'elenco, avrebbe detto Sesé Cragnotti.
Non se l'ho detto. Mi piace quest'organico.
Mi piace seguire la primavera (spero che Tare abbia azzeccato gli acquisti anche quest'anno, sono anni che piazza un colpo dietro l'altro), mi piace seguire i nostri ragazzi in B (ho già dato al signor SKY i miei 99 euro per vederli).
Forza Lazio. Forza Amore mio.
Quoto. Non vedo l-ora di giocare contro il Genoa. E se dovessimo vincere ho paura che dovro frenare entusiasmi inconcepibili fino a poco tempo fa. Comunque in entrambe le partite la Lazio mi [ piaciuta molto.
Carpe diem e i piccoli passi
Concordia parvae res crescunt.
Come in fuga di mezzanotte, abbiamo iniziato a girare dall'altra parte.
Il futuro è nostro.
Adoro Cuchillo.
E quoto.
Quoto tutto, perché è vero che era il Cesena e ci attendono test più impegnativi, ma quello che s'è visto in campo domenica all'Olimpico ha tutta l'aria di essere qualcosa di importante.
Una rondine da 70% di possesso palla, proprio rondine non è, sembra quasi un' AQUILA IMPERIALE.
Tendo più a prendere la rondine di GM che a farmi prendere dalla primavera di Aquilante, insomma aspettiamo ancora un attimo. Sul versante squadra concordo anche con Cuchillo, però la Lazio deve ancora trovare l'equilibrio che ci ha fatto malamente perdere a Milano una partita ben giocata (e io resto fra quelli che contro il Milan hanno visto molte più cose positive che negative). Saranno parecchie le partite in cui dovremo almeno in larga parte, difenderci, credo che servirà Ledesma e non so in che condizioni sia.
Sul versante Curva e rapporto tra Curva e società assisteremo senz'altro a nuovi momenti di forte tensione, non so un caspio di niente ma immagino che tra i nostri ultras ci sia stato un dibattito difficile e durissimo che forse non è finito. I numeri, comunque, danno ragione ad Aquilante, non arriveremo a 20 mila abbonati ma ci andremo vicini e sarà comunque un risultato strabiliante se pensiamo anche solo alla situazione di poche settimane fa
Bel topic, bei post.
Si, prendiamocela tutta, questa rondine.
Io aspetto la prossima pausa per tracciare un primo possibile scenario: dove possiamo arrivare, che avversari abbiamo.
Non voglio essere ottimista per forza, ma sicuramente mi sento di dire che andrà meglio del disastro dell'anno scorso.
Quanto meglio non saprei.
Spero molto, lo vorrei tanto.
Anzi, famo così: lo voglio proprio.
Citazione di: WhiteBluesBrother il 17 Set 2014, 07:39
Anzi, famo così: lo voglio proprio.
Vogliamolo tutti! :since :D
Grande Guy!
Me pijo la rondine pure io in attesa della primavera, che spero sbocci presto.
PS: su Pascoli...
LUPI E AQUILE
Aprile, che s'apriva
il fiore, venne, e il Tevere più gonfio
portava l'onde con un grande rombo:
e d'ogni parte sulle piane e i colli
arsero fuochi nella notte sacra.
Tutto splendè. Fiamme correva il fiume.
Però che, intorno, alle selvaggie stanze
fuoco i pastori davano, mutando
già le capanne, d'erbe e frasche, in case.
E poi saltando sulle fiamme, un canto
diceano, sacro: " Fuoco puro, Fuoco
grande, buon Fuoco, che ammollisci e domi,
portati via queste capanne, portati
via questi nidi! Noi non siamo uccelli,
lupi noi siamo. Addio, cose d'un'ora!
Siamo per fare una città ch'eterna
duri, ed un proprio focolare, in mezzo,
sarà per te, che mai non dormi, o Fuoco! ,,
Ed una torma giovanil più fiera
diceva: " Oh! bello andare al vento! È bella
l'ora che fugge, e sempre un altro il sole!
La terra sempre nuova sotto quelle
antiche stelle! Voi da voi ponete
tra il mondo e voi pur quella fossa ignava:
sia senza fine a noi la via, la terra
senza confine! Lupi, sì; ma ora...
dateci l'ale, o aquile! ,,
Chi ha scritto questi versi sulle origini di Roma non può non essere stato un Laziale :beer:
Citazione di: scintilla il 17 Set 2014, 20:09
...
Che poi il 9 gennaio 1900 (è uno scoop) c'era un gruppo su Facebook di cui facevano parte Bigiarelli e gli altri e Pascoli aveva messo Mi Piace. E nella tenuta di Castelvecchio ai lupi (ci sono testimonianze) gli facevano un culo così
Sono ancora una volta d'accordo con te, la Lazio va incoraggiata e sostenuta e non usata a mezzo di diatriba, se come diciamo spesso con orgoglio la Lazio è nostra e non di chi ne detiene le quote di maggioranza, allora che senso ha partecipare ad abbatterla?
Senza polemica, rivendico un mio modo di vedere le cose che una volta tanto nella mia vita non è bianco o nero ma fatto di sfumature, di ragionamenti, l'unica tonalità forte che voglio è il bianco e celeste delle nostre maglie la domenica (o quando si gioca) sul prato verde.