Ci stiamo incartando....pensiamo che tutti ce l'abbiano con la Lazio, tutti ci odiano ed amano invece il napoli, la roma, il milan....per favore evitiamo di cadere nel ridicolo; è tutta una questione di obiettivi che si propone la società, come qualsiasi azienda che sta sul mercato, e quindi, di conseguenza, una questione economica, ovvero di quanto puoi e/o vuoi investire.
Quando nel 1992 arrivò Cragnotti la Lazio non aveva certo la stessa fama che ha invece oggi a livello nazionale e, soprattutto, internazionale; in bacheca avevamo uno scudetto ed una coppa Italia, venivamo da pochi anni di centroclassifica in A e tanti anni di B e scandali....però da lì in poi giocatori come Gascoigne, Cravero, Doll, Riedle, Signori, casiraghi, Boksic Jugovic, Winter, Simeone, Veron ed altri forti e famosi ancora non solo non avevano remore ad arrivare alla Lazio, ma addirittura si proponevano, per non parlare del fatto che i rinnovi erano cosa scontata.....da cosa dipendeva...????
Dal fatto che non ci fosse complotto ?
Volevano bene a Cragnotti, oppure i procuratori erano laziali ?
I progetti aziendali, le ambizioni e le somme messe in campo per investire non hanno colori ed odori, è tutta lì la questione, io sono il primo a imprecare contro Biglia, keita e De Vrij, ma dobbiamo ammettere, per intelligenza ed onestà intellettuale, che se non rinnovano e magari chiedono di essere ceduti non è certo perché non si trovano bene alla Lazio ed a Roma, anzi tutt'altro, solo che alla Lazio, dopo un certo periodo di permanenza sanno che non possono ambire a guadagni economici e successi e palcoscenici maggiori a livello agonistico.
E' una questione di ambizione e progettualità della società e di risorse economiche messe in campo, la nostra attuale dimensione, con i doverosi distinguo del differente periodo storico-sociale ed economico, è simile alla Lazio di Calleri, questo non ci deve né deprimere né esaltarci, dobbiamo fare il nostro piacere/dovere di tifosi, che è quella di sostenere la Nostra Lazio affinché, grazie anche ad un sostegno reale, una spinta emotiva fedele e costante, porti la squadra a dare il massimo e, magari, raggiungere obiettivi e risultati che vadano oltre le previsioni, cosa che è avvenuta già altre volte, ed infatti il 13 agosto saremmo cmq noi a giocarci un'altra Finale, e non è poco.