CAMBIA NORMA SU PLUSVALENZE SOCIETÀ SPORTIVE
Per le società sportive le plusvalenze patrimoniali concorreranno a formare reddito per l'intero ammontare nell'esercizio in cui sono state realizzate. Tuttavia, a scelta del contribuente, sarà possibile allocarle in quote costanti nell'esercizio stesso e nei successivi (ma non oltre il quarto), nel caso in cui i beni siano stati posseduti per un periodo non inferiore a tre anni, o a due anni - e non più uno - per le società sportive professionistiche. Lo prevede la bozza del decreto legge Pubblica Amministrazione bis, attesa domani in Consiglio dei ministri. Le plusvalenze realizzate mediante cessione dei diritti all'utilizzo esclusivo della prestazione dell'atleta per le società sportive professionistiche concorreranno a formare il reddito in quote costanti "nei limiti della parte proporzionalmente corrispondente al corrispettivo eventualmente conseguito in denaro". Mentre la parte residua della plusvalenza, conclude la norma, concorrerà "a formare il reddito nell'esercizio in cui è stata realizzata".