Da tifoso (ahimé) esperto e scaramantico, tocco qualunque cosa abbia un valore apotropaico appena sento accennare a discorsi di vertice, per i millemila motivi che sappiamo, e li evito come la peste, per il terrore che possano distogliere la squadra dal suo vero, unico obiettivo. Poi guardo le partite dell'Inter, trifolata dall'Atalanta e salvata solo dall'arbitro e dal fenomeno che ha in porta, e della Juve, che riceve un vantaggio di due gol dal cielo e gestisce come la più scarsa delle neopromosse i restanti 80 minuti contro una riomma confusa, squilibrata e disperata. Quindi penso alla striscia di vittorie della Lazio, che ha ricevuto senz'altro degli aiuti dalla buona sorte, ma li ha presi furiosamente a morsi per tenerseli stretti, come nessun'altra squadra sa fare attualmente in serie A. Condizione fisica superiore alle avversarie, durerà o no? Condizione mentale straripante, durerà o no? Una riserva in più servirebbe? Un rinforzo capace di scalzare un titolare metterebbe a repentaglio la perfetta armonia dello spogliatoio?
Non lo so e probabilmente non lo sa nessuno, l'uscita dall'Europa League ci dà un bel vantaggio sulle due squadre che abbiamo davanti e sulle due che abbiamo dietro, ma certo in alcuni ruoli siamo "corti". Vedremo, gli accenni di Inzaghi al mercato mi fanno pensare che qualcuno arriverà.