mi sento così, per la prima volta nella mia vita di tifoso, di appassionato di calcio, di cittadino. in questi giorni ho percepito un accerchiamento, sono stato indicato indirettamente o direttamente come facente parte di un gruppo di nazistoidi, di violenti accoltellatori. amici appena atterrati da Madrid mi hanno chiesto se "il tifoso inglese aggredito dai nazisti laziali" fosse morto. gli ho risposto che mi vergogno da cittadino italiano per i fatti accaduti. che non c'erano solo laziali, che in Italia, che che che...ho perso le parole a un certo punto. per la prima volta mi sono sentito svuotato, privo di forze, quasi rassegnato e sconfitto come laziale e come sportivo da un articolo farneticante di repubblica del giorno dopo i fatti di Campo de Fiori, da 300 idioti (o quanti sono, più o meno) di curva che ululano e fanno cori e soprattutto da un sistema mediatico/politico che ci sta schiacciando come formiche, a livello di immagine.
non è facile fare finta di nulla. è come se avessi perso la voglia di spiegare, di fare dei distinguo a chi mi chiede perché tifo Lazio, di scindere piani diversi, di far capire chi siamo veramente. e anche, spesso, di far finta di nulla e tornare allo stadio. ci stanno riuscendo e forse non ho più l'età per combattere per qualcosa che in fondo appartiene a noi.