Vediamo le esperienze all'estero
Il pezzo non è recentissimo è del novembre 2009.
Francois Duchateau - Germania
Nessuna Tessera in Germania. Tutto cio' che riguarda sconti su merchandising, o facilitazioni su biglietti in trasferta sono inclusi negli abbonamenti. Per quanto riguarda la violenza, la combattiamo con tanta polizia nei pressi degli stadi, che filmano tutto cio' che accade in ogni momento, anche in zone molto lontane dagli impianti, come le stazioni ad esempio. In questo modo identificano i violenti e vietano loro l'ingresso allo stadio per tanti anni. C'e' talmente tanta polizia che si sta valutando di far pagare il servizio alla Lega Calcio tedesca.
Peter Pedroncelli – Africa
In Sudafrica non c'e' nulla di simile, anche se qualche volta i maggiori club lanciano specifici abbonamenti che garantisca sconti o consenta la partecipazione ad eventi speciali collegati con la squadra. Per quanto riguarda la violenza, qui non e' mai stato un problema: tifosi di casa e avversari siedono fianco a fianco, scherzano, ridono e suonano le vuvuzelas nel vero spirito dello Sport. In vista dei Mondiali, con il numeroso afflusso di persone da tutto il Mondo, sono state prese misure anti-hooligan (saranno piu' di 40mila i poliziotti impegnati).
Michael Paterakis – Grecia
Abbiamo biglietti stagionali per i tifosi emessi dai nostri club in cooperazione con il Ministero dello Sport che funzionano esattamente come le vostre tessere, ma non ci sono restrizioni di legge, per cui tutti possono richiederla. Tuttavia, questa e' la prima stagione e sinceramente non e' stato un grande successo, non e' che i tifosi le vedano proprio di buon occhio...
Ewan MacDonald – Inghilterra
In UK il governo e' troppo impegnato a trovare il modo per introdurre una carta d'identita' obbligatoria per tutti per pensare se sia necessario o meno inventarne una specifica per i tifosi. Detto questo, per il calcio ai massimi livelli, e contro la violenza, funziona esattamente come in Germania: registrazioni video ovunque, biglietti nominativi con posti assegnati e gli incidenti dentro e nei pressi dello stadio sono molto rari. Le violenze tra tifosi sono organizzate lontano dagli impianti di gioco. In Scozia, ad esempio, alcune frange non vanno neanche a vedere la partita, viaggiano solo per scontrarsi con i rivali.
Juan Lirman – Spagna
In Spagna non abbiamo niente di simile, per diverse ragioni: abbiamo gia' la figura del socio del club – posizione molto ambita ma difficile da ottenere, ci sono liste d'attesa infinite ad esempio per Real e Barcellona -, poi ci sono gli abbonamenti stagionali che gia' garantiscono vantaggi commerciali, infine e' molto raro che il pubblico vada in trasferta. Nell'ultimo turno, ad esempio, durante il derby Atletico-Real, ci saranno stati non piu' di 150 tifosi ospiti. Anche per questo, per entrare negli stadi spagnoli non e' necessario alcun documento particolare. Di tanto in tanto, soprattutto i big club, emettono delle tessere personalizzate per quelli che non riescono a diventare soci per farli sentire comunque partecipi delle sorti del club e offrire loro condizioni speciali in caso di promozioni o eventi.
Lauro Zanol – Brasile
In Brasile abbiamo avuto un tentativo di introduzione della tessera del tifoso da parte del Ministero dello Sport, ma l'idea e' stata bocciata dal Congresso, che l'ha giudicata inutile, preferendo piuttosto concentrare le risorse su altre strade, come la messa in sicurezza degli impianti. Tuttavia, e' stata di recente introdotta una nuova norma che obbliga tutti i club organizzati di tifosi a registrarsi e a fornire tutte le informazioni sui loro iscritti, pena la squalifica e l'interdizione dagli stadi.
Greg Lalas e Andrea Canales – America
Da noi non c'e' nessuna esigenza di questo tipo, perche' non abbiamo problemi di hooliganismo, per fortuna. Probabilmente gli americani sono talmente poco interessati al calcio, da non credere che valga la pena prendersi a botte per una partita. A parte gli scherzi, i possessori degli abbonamenti stagionali – ad esempio quelli dei Chivas o dei Galaxy – siedono in settori particolari dello stadio e collaborano con le societa' per evitare problemi all'interno degli impianti, oltre ovviamente ad avere diritto a vantaggi commerciali.
Tommy van Eldik – Olanda
In Olanda abbiamo semplicemente gli abbonamenti stagionale, che garantiscono vantaggi commerciali ai possessori o la prelazione per i biglietti di coppa, ma non c'e' nessuna registrazione presso la polizia. La sicurezza dentro e fuori gli impianti e' garantita proprio dalle forze dell'ordine, che prevengono eventuali scontri filmando tutto cio' che accade ed eventualmente segnalando all'autorita' i facinorosi, che poi a sua volta impedisce loro l'accesso agli stadi.
Takashi Sugiyama – Giappone
In Giappone alcuni club preparano una tessera stagionale con chip di riconoscimento integrato, ma viene utilizzata solo per favorire i possessori negli ingressi allo stadio e iniziative simili. Qui da noi non c'è violenza come in Europa.
Alexandre Walraevens – Francia
In Francia abbiamo le classiche tessere stagionali, gli abbonamenti. Nessuna Tessera del Tifoso che regali agevolazioni ai suoi possessori. I club sono responsabili delle azioni dei propri tifosi e le forze dell'ordine controllano l'identità degli spettatori al fine da tenere lontani dagli stadi i violenti.
Interessanti alcune note:
- in GB le tifoserie più violente si danno appuntamento fuori e lontano dagli stadi; pertanto il rimedio della tdt in questo caso avrebbe una pertinenza inafferrabile;
- in Brasile c'è stata una discussione politica dove la tdt è stata in pratica bocciata: sarebbe auspicabile che almeno si avviasse un dibattito del genere anche dalle nostre parti, ma da noi il problema principale se non unico è garantirsi un posto in tribuna autorità per andarsi a vedere il derby;
- importante sottolineare la responsabilizzazione dei cluin attuata in Francia, dove i problemi sono simili ai nostri.